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27 settembre 2023

[LIBRI] Le mie letture estive

Ho trascorso una bella estate, assieme alle persone che amo di più e ai miei adorati libri. Ho letto per lo più romanzi di cui vi parlerò brevemente cercando di non annoiarvi troppo.

Li ho suddivisi in una speciale  classifica partendo da:



Il libro più bello: Aurora Tamigio con il suo primo romanzo mi ha letteralmente conquistato. La sua narrazione avvincente ed evocativa, mi ha rigenerato e curato. La storia della famiglia Quaranta che segue tre generazioni e oltre quarant'anni di storia italiana, è la storia di molti di noi. Soprattutto è la storia di anime belle che rincorrono strenuamente la libertà di essere indipendenti, riconoscibili e amate. Lo adorerete, ne sono certa.






Il libro superfluo:alcuni amici non crederanno a quel che scrivo, ma davvero il nuovo romanzo(?) breve di Erri De Luca l'ho letto con la esatta sensazione di  perdere tempo. Fin troppo identico a tanti altri, non mi ha trascinato, l'ho trovato superfluo e noioso. Un racconto inutile a volte perfino fastidioso. Erri ci ha abituati a molto meglio di così.


Il libro immancabile: anche se vi sembrerò sfacciatamente di parte non posso esimermi dal dichiarare che  della serie di Manzini dedicata al vicequestore Schiavone, questo è il romanzo più bello. E chi non si è ancora innamorato del burbero funzionario romano che vive e lavora ad Aosta, leggendolo, capitolerà sicuramente. Per me è immancabile come gli struffoli a Natale e la pastiera a Pasqua.






Il libro più deludente:  la saga del più famoso "caprio espiatorio" letterario al mondo volge al termine, dopo quasi 40 anni dal primo romanzo. Io amavo Malaussène, lo adoravo, era la mia citazione preferita. Perché allora, caro Pennac, ci hai voluto trascinare per forza al capolinea degli ultimi anni, con due romanzi opachi, confusi, perfino sciatti e sbrigativi,  senza lasciarci il diritto di evocare i tuoi capolavori con malcelata malinconia? 





Il libro da rileggere: possono bastare sette giorni per riconsiderare la propria vita e scegliere una nuova strada da percorrere? Il romanzo di Paolo Genovese prova a dare una risposta alle domande che spesso ci attraversano e al dolore che a volte ci spalanca davanti un baratro che non ci aspettavamo. Un libro forte, emozionante, doloroso, come gli addii a cui non siamo mai pronti, sia quando pensiamo di essere preparati sia quando ci lasciano sgomenti per la sorpresa. Un libro da leggere e da rileggere ogni volta che il respiro si blocca e  ci lascia senza fiato.


10 luglio 2021

[SABATO DI POESIA] CORO DI ERRI DE LUCA

Il graffio.online



Da qualunque distanza arriveremo a milioni di passi,

quelli che vanno in piedi non possono essere fermati.

Voi siete l'alto, la cima pettinata del pianeta

noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso.

Lastrichiamo le strade, spaliamo la neve,

allisciamo i prati, battiamo i tappeti,

raccogliamo il pomodoro e l'insulto

noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

Non potete sbarazzarvi di noi.

Uno venuto molto prima ha detto

a nome di noi tutti: "Va bene, muoio,

ma in tre giorni resuscito e ritorno".

(Erri De Luca - Solo andata - 2005)


Note biografiche sull'autore:


Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950.  È uno degli autori/scrittori/poeti più ricorrenti nel mio spazio. Che io abbia per lui una spiccata passione è assolutamente vero. Ogni volta che mi soffermo sulla sua poesia e magari rileggo una delle sue opere, mi accorgo che c'è ancora qualcosa che mi è sfuggito, un piccolo diamante che brilla tra le righe. Di lui non sarò mai sazia appartengo a quei milioni di passi che non possono essere fermati. Come i suoi.

05 dicembre 2020

SABATO DI POESIA: PASSEGGIATA CON AMOS OZ DI ERRI DE LUCA


Erri De Luca (dal web)



Lungo le mura esterne di Gerusalemme
dove prima del '67 passava il confine
e le armi da fuoco cercavano corpi da abbattere,
andiamo e mi accenna le pietre che pesano piombo.
E' un limpido mattino di febbraio,
non si parla di sangue, invece di acqua.
Racconto il pozzo scavato sul mio campo
la felicità del primo getto sparso sul terreno,
acqua divisa tra gli alberi e l'uso di casa,
poca, dosata e resa, non fare che si sciupi.
Lui ricorda quella per lavarsi i denti,
dopo l'uso raccolta dentro un secchio
serviva per pulire il pavimento
e poi strizzata dallo strofinaccio
si versava sul solco piantato a cipolle.
E così ci fermiamo per fare un sorriso.
Siamo due persone che hanno tenuto da conto le gocce.

(Quartiere di storie naturali - Solo andata - 2005)


Non c'è nulla che io posso aggiungere alla bellezza della sua poesia. Chi ama Erri De Luca vorrebbe passeggiare con lui ovunque, lungo il confine palestinese, come sui sentieri di montagna. Vorrebbe ammirare il mare di Napoli standogli accanto. Vorrebbe guardare le nuvole scorrere sopra la testa con un fugace sorriso. Senza avere bisogno di tante parole perché quelle sono ben incise sul cuore. Ma questa passeggiata in compagnia di due degli autori che amo di più, è come una fotografia nella quale poter far capolino e dire:eccomi anche io ho tenuto da conto le gocce e posso tenervi compagnia. Fatemi posto.


Note bibliografiche sull'autore

Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950.Tra gli ultimi libri pubblicati da Feltrinelli: Il giorno prima della felicità(2009), E disse (2011), Il torto del soldato(2012), La doppia vita dei numeri(2012), Ti sembra il caso?(2013, Storia di Irene(2013), La musica provata(2014), La parola contraria(2015), Il più e il meno(2015), La faccia delle nuvole(2016), La natura esposta(2016), Diavoli custodi(2017), Il giro dell'oca(2018), Impossibile(2019).


ETICHETTE: ERRI DE LUCA

23 febbraio 2019

SABATO DI POESIA: QUANDO SAREMO DUE.



Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.
(Erri De Luca)



20 settembre 2018

INGE FELTRINELLI: STORIA DI UNA PASSIONE.








La notizia è arrivata come una folata di vento improvvisa, in questa fine estate che stenta a tingersi d'arancio.

Ed io sono rimasta lì, muta e immobile.
Ho pensato che non sono riuscita a conoscerla e lo desideravo da tanto tempo.
Eppure ci saremo pure sfiorate in questa città che non ci ha dato i natali  ma che amiamo immensamente.

Io mi sono chiesta come potevo fare a dirle grazie per tutte le parole che mi ha regalato in questi anni.
Allora ho provato così e spero che, ovunque sia, le piaccia.

È bella Maria col sangue che perde e il vino che lo rimpiazza e i capelli neri che mi fanno il solletico sul collo e la bocca che per fare bum,bum, si apre e si chiude con la mossa dei baci. Per imitare il rumore del cuore manda baci al buio. Restiamo alla finestra, intanto sale la frenesia degli spari, Montedidio prova le micce, fa salire la polvere dei colpi. Arrivano da lontano, dalla marina, Rafaniello nel suo ripostiglio sta scaldando le ali, Maria è ora di salire, ci stacchiamo dalla finestra, il bumeràn si sposta dalla costola del cuore.
(ERRI DE LUCA MONTEDIDIO)

Clara rimase lì finché l'aiutante non l'ebbe sollevata fra le braccia con la stessa commovente tenerezza con cui l'avrebbe sollevata per attraversare per la prima volta la soglia di casa se fosse stata la sua sposa. E non poté muoversi finché non furono apparse le prime luci. Allora scivolò fino al suo letto, sentendo dentro tutto il silenzio del mondo. Il silenzio la occupò interamente e non parlò più fino a nove anni dopo, quando tirò fuori la voce per annunciare che si sarebbe sposata.
(ISABEL ALLENDE - LA CASA DEGLI SPIRITI)

L'amicizia di due uomini è più forte di una preghiera, si, ma quando compare Anna e sorride nel sole, allora già in quell'amicizia qualcosa si è incrinata, perché io sono di Anna e Carlone sente che già nel pensiero io lo tradisco, perché un amico vero non sarà mai di una donna, una donna è sporca e insudicia persino le preghiere e Carlone sa che domani Anna sarà più forte di lui.
(LUCIANO BIANCIARDI - LA VITA AGRA)

"Malaussène, lei non dà le dimissioni, sono io che la scatto fuori! Puzza più del suo cane, Malaussène, parla del cuore con una disinvoltura che dà la nausea! È una merda d'uomo, un ipocrita che la vita spazzerà via senza che neanche me ne accorga, fuori dalle palle, perdio, e si aspetti il conto dell'ufficio devastato!
(DANIEL PENNAC - LA PROSIVENDOLA)

Scrivo questa storia perché le persone che ho amato sono morte. Scrivo questa storia perché quando ero giovane avevo una grande capacità di amare e ora questa capacità di amare sta morendo. Ma io non voglio morire.
(AMOS OZ - MICHAEL MIO)


La cosa certa è che era bella. Ma non era una bellezza né tipica né classica, Ciò che possedeva era un'aurea attraente. Sì, più che bella era questo: maledettamente attraente. Poteva imporsi solo grazie alla sua presenza. Però trasmetteva arroganza e, non esagero, perfino durezza. Sarà stato soltanto il frutto della mia immaginazione, del mio desiderio costante di voler riscattare il genere umano, che mi fece percepire in lei una specie di abbandono?
(MARCELA SERRANO)

Tutto quello che esiste passa di qui. Qui dal porto di Napoli. Non v'è manufatto, stoffa, pezzo di plastica, giocattolo, martello, scarpa, cacciavite, bullone, videogioco, giacca, pantalone, trapano, orologio, che non passi dal porto, Il porto di Napoli è una ferita, Larga. Punto finale dei viaggi interminabili delle merci. le navi arrivano, si mettono nel golfo avvicinandosi alla darsena come cuccioli a mammelle, solo che loro non devono succhiare, ma al contrario essere munte. 
(ROBERTO SAVIANO - GOMORRA)


15 novembre 2017

BOOKCITY MILANO 2017.







Ritorna come di consueto l'appuntamento annuale con Bookcity Milano.

La manifestazione dedicata al libro si svolgerà da domani 16 novembre fino a domenica 19.

Ci saranno più di 200 spazi della città dedicati ai vari eventi e appuntamenti immancabili di incontro e confronto con autori, editori, giornalisti e soprattutto LETTORI.

Io salterò da un luogo all'altro nel limite del possibile, confidando nel bel tempo (nonostante sia previsto un freddo intenso) e sperando in begli incontri.
Di parole, pagine e anime.

Vi lascio in evidenza qualche appuntamento e, naturalmente, il link al sito con il PROGRAMMA.


INCONTRI DEL 16 NOVEMBRE

"La violenza maschile contro le donne tra il Novecento e nuovo secolo."
Università degli studi Bicocca Milano - Edificio U6. Ore 10.00.

"Ah sì Pessoa e Saramago!" Leggere e pensare la Letteratura Portoghese.
Università degli Studi di Milano, Piazza Sant'Alessandro. Ore 16.00.

Andrea Vitali presenta il libro "Bello, elegante e con la fede al dito".

Mondadori Bookstore, Via Pergolesi 6, Ore 17,00.

INCONTRI DEL 17 NOVEMBRE

"Parole in Centrale." Messaggio Voce per BookCity2017.
Selezioni di brani tratti da romanzi famosi da ascoltare seduti comodamente in poltrona.
Dalle 10,00 alle 19.00 tutti i giorni in Stazione Centrale a Milano.

"Diavoli Custodi". Con Erri De Luca e Alessandro Mendini.

La Triennale Milano -  sala d'onore -  Via Alemanna 6. Ore 18,00

"Rocco Schiavone è in città." Con Antonio Manzini, Alberto Manzoni e Adriana Malli.

Libraccio Bovisa, Via Candiani 102. Ore 18,30.

INCONTRI DEL 18 NOVEMBRE

Il boom delle graphic novel: incontro con vari autori e illustratori.
Base Milano -  Spazio C -  Via Bergognone 34. Ore 10,30.

Il Commissario Ricciardi: dai romanzi ai fumetti. Con Maurizio De Giovanni, Luca rovi, Federica Fracassi e Michele Masiero.
Teatro Franco Parenti - sala grande - Via Pier Lombardo 14. Ore 14.00.

Come eravamo e come possiamo essere. Incontro con Luca Bianchini e Antonio Dikele Distefano.

Teatro Dal Verme - sala Piccola - Via San Giovanni sul muro 2. Ore 16,00.

INCONTRI DEL 19 NOVEMBRE

L'arte e il delitto. Incontro con Marco Malvaldi.
Castello Sforzesco - Sala Viscontea - Piazza Castello 1. Ore 11.00

Il caso Malaussène. Mi hanno mentito. Con Daniel Pennac, Massimiliano Barbini e Pako Loffredo.
Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 1. Ore 15,30.

Un giorno queste passioni ti saranno utili. Con Peter Cameron e Matteo B. Bianchi.
Mudec Museo delle Culture - Auditorium. Via Tortona 56. Ore 16,30.



10 novembre 2016

A SINISTRA.

"Ho una semplice griglia di controllo per definire di sinistra una linea politica e un comportamento conseguente. I due aspetti vanno insieme: perché una linea politica sia di sinistra, occorre un comportamento personale corrispondente. Considero di sinistra l’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica, il sindaco di Barcellona, il sindaco di Napoli. È di sinistra la Carta Costituzionale.
Da noi in Italia ci si compiace della frase falsamente attribuita a Machiavelli : “Il fine giustifica i mezzi”. Ho esperienza del contrario: il modo con cui si perseguono i propri ideali, i programmi, lo stile di vita decide se il fine è degno di essere realizzato. La sobrietà, la modestia, il rispetto sono i modi, i mezzi che giustificano il fine da raggiungere.
Senza di questi, nessun risultato ha consistenza e durata.
Stabilita questa premessa, la mia griglia che setaccia una politica di sinistra discende direttamente dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Mi attengo alla trinità laica posta a loro fondamento: libertà, uguaglianza, fraternità. Una politica di sinistra persegue nei suoi atti pubblici e privati questi tre princìpi.
Libertà di espressione, di culto, di circolazione delle persone, di opposizione, di ricerca culturale, scientifica, di felicità: la libertà non è una condizione permanente. Anche in una democrazia formale può retrocedere, restringersi, opprimere. L’imposizione con la forza di un’opera pubblica contro la volontà della popolazione interessata, è un atto che degrada una democrazia a dispotismo. La minaccia alla salute pubblica di una qualunque attività produttiva degrada i cittadini a sudditi.
L’uguaglianza contiene ogni misura di giustizia: condizioni di pari accesso alla sanità pubblica, all’istruzione, alla difesa in un processo.
Detenere immigrati colpevoli di viaggio equivale a discriminare tra esseri umani, a smentire l’uguaglianza. L’uguaglianza non livella le sorti, ma le mette sullo stesso piano di partenza. L’uguaglianza è quel cibo detto manna, garantito a ognuno nel deserto, che prendeva in bocca il gusto desiderato dal nutrito. L’uguaglianza è la premessa della libertà.
Infine la fraternità: non è un diritto come le altre due. È il sentimento che permette la loro realizzazione.
L’ho conosciuta nelle lotte operaie, nei terremoti, sull’isola di Lampedusa, in Valle di Susa. La fraternità che serra le file è un sentimento spontaneo in condizioni di urgenza. Ma ha bisogno di essere educato in condizioni di normalità.
La fraternità decide la prassi di una persona e di una condotta di sinistra. Chi sperimenta questo sentimento è in migliori condizioni per fare le sue scelte di campo. Non è un’esclusiva di sinistra, la fraternità appartiene al genere umano, ma sta a fondamento di chi persegue nella sua società i principi di libertà e di uguaglianza, questi sì progetti di sinistra.
Se si è figli di un’unica coppia di origine, di un’Eva e di un Adamo, si è esposti al rischio di Abele e Caino. Contro le innumerevoli occasioni di conflitto, essere di sinistra migliora gli anticorpi e il sistema immunitario."
(Erri De Luca)





Ho trovato così completo ed esaustivo e così collimante con il mio pensiero questo articolo di Erri De Luca, che ho voluto farvelo leggere.

Lascio anche il link al suo blog per chi volesse approfondire.


13 ottobre 2016

RECENSIONE: ERRI DEL LUCA - LA NATURA ESPOSTA





Oggi è morto Dario Fo e hanno dato il premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan.
Il giullare e il menestrello. Del primo avevo grande stima, il secondo beh... mi ha sempre lasciata indifferente.

A rifletterci sui meriti che determinano la scelta dei premiati io da tempo desidero che uno dei prossimi Nobel sia dato all'autore che amo di più, Erri De Luca.

La motivazione?

Ne ho inventata una da smodata quale sono:
"Per riuscire a rendere  le sue parole  pura poesia, specchio di sentimenti illuminati e illuminanti. Per la musica che vibra tra le salite ripide del suo percorso e le  immagini vivide e immediate come polaroid che riesce a regalare.

Per  i battiti sommessi, per le vesti sdrucite, per la libertà di pensiero, per l'impossibilità  alla resa.  

Per la vita e la morte che sublimemente ci ricorda."

Nel suo ultimo romanzo ci insegna a fidarci del nostro istinto; a compiere "meraviglie" senza aspettarci niente in cambio.  A riscrivere la quotidianità, la normalità, nel senso più alto che possiamo dare a queste parole.
A percorrere strade tendendo la mano con sguardo sicuro. A riconoscere e riconoscerci.
Ad esporci, a metterci a nudo. A mostrare la parte di noi di cui abbiamo più timore e  che forse  è il meglio che abbiamo.


A pensarci bene potrei utilizzare le sue stesse parole per la motivazione:
Esistono libri che fanno provare un amore più intenso di quello conosciuto, un coraggio più scatenato di quello sperimentato. Dev'essere l'effetto che fa l'arte: supera l'esperienza personale, fa raggiungere al corpo, ai nervi, al sangue, traguardi sconosciuti. 

La mia è poca cosa ma la sua sarebbe perfetta.

Bisognerà scrivere ai quei parrucconi dell'Accademia di Stoccolma che quest'anno hanno preferito Dylan a Philip Roth.
Diamine.








27 giugno 2016

RECENSIONE: ERRI DE LUCA - LA FACCIA DELLE NUVOLE






Autore: Erri De Luca
Titolo: La faccia delle nuvole
Edizione: Feltrinelli
Pagine: 88
Prezzo: 9,00 euro





"É il più piccolo latitante della storia. E pare che lo sappia, di essere un clandestino."







MIRIÁM: Non ti tormentare con le impressioni degli altri. Come se non la conoscessimo questa nostra gente. Hanno la fissazione di guardare oltre il presente. Sono affascinati dal futuro, ci scommettono come alla lotteria. Discutono di sogni con la stessa foga con cui trattano il prezzo delle merci. Vedono segni, numeri, presagi dappertutto. E poi: quanto gli piace dire a voce alta qualche solennità. Prendono un verso sacro del passato, lo spolverano un poco e dicono: ci siamo, si sta avverando questo, si manifesta quello. E sulle facce dei bambini tirano a far pronostici. Lascia perdere le rassomiglianze, Ioséf. Quando sarà cresciuto ne avrà una e definitiva. Per ora è normale che sia un concentrato di molti lineamenti possibili.



Quando un autore ti accompagna passo dopo passo per gran parte della tua vita, ti accorgi di come ti venga naturale leggere e poi ritrovarti in tutto quello che scrive o che dice.Come sia specchio delle tue speranze e delle tue paure, come riesca ad ispirarti o a confonderti. Come tu riesca a coglierne l'essenza pur leggendo un passo all'apparenza difficile. Perché la sua prosa è acqua di fonte, è pura, è vincolo dal quale non riesci a scioglierti.
Non vuoi che si allontani e lo tieni stretto a te come se, senza, potessi fare fatica perfino a trovare fiato.
Quando ti regala attimi nuovi, nuova luce, mentre ti circuisce dall'alto dello scaffale in cui lo hai scoperto di nuovo,sempre giovane e ammiccante, sorridi come una fidanzata felice per la sorpresa. Sai bene  che è lì per te, non dai retta agli altri, ai tuoi simili che se ne impossessano con la tracotanza di chi crede di essere unico.
Godi nell'attesa di poterlo fare tuo, centinellando le notizie di copertina, rileggendo tutta la sua bibliografia che conosci a memoria. Non ti deluderà, è impossibile.
Erri De Luca è per me sinonimo di comprensione, di pazienza, di speranza. Nel suo ultimo racconto, dove continua a narrarci le vicende della famiglia ebrea più conosciuta della storia, ci fa stare a testa in su a guardare le nuvole. Insegnandoci che credere in amore non è cedere ma accrescere, aggiungere manciate di fiducia ardente.

E questo sempre a modo suo, raccontandoci di uguaglianza, di somiglianza e di unicità, condannando il razzismo e il conformismo. Riuscendo a farci ridere mentre ci narra della visita dei pastori al figlio "clandestino", che fanno gli auguri ai genitori in napoletano,mettendoci subito a nostro agio, quasi fossimo lì con loro,  mentre ci pare di vederli  tra una raccomandazione e l'altra, che lasciano ricotta e legna per riscaldarlo o' piccerìllo.

Miriám e Josèf ci credono. Umani, deboli, dubbiosi. La novità è questo loro punto di vista  quello che ti prende e ti trascina fino alla fine del racconto. Consapevoli della loro inesperienza proveranno a credere e a cercare di dare un futuro a quel loro figlio che, sanno bene, non somiglierà a nessun altro. Non somiglia nemmeno a loro, è vero, ma non importa affatto.
Come le nuvole cambierà aspetto, ogni giorno, ogni ora. Esattamente come tutti noi.

E se vi annoio parlandovi dei libri che amo spero che, visto la lunga frequentazione e spero, la stima, continuerete a seguirmi.
Non è spocchia, vi assicuro, solo passione.







Note bibliografiche  sull'autore.

Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. 
Tra gli ultimi libri pubblicati da Feltrinelli:

Il più e il meno - 2015

La parola contraria - 2015
La musica provata - 2014
Storia di Irene  - 2013
Ti sembra il caso? - 2013
La doppia vita dei numeri - 2012
Il torto del soldato - 2012
I pesci non chiudono gli occhi - 2011
E disse - 2011




28 ottobre 2015

IL BACIO.



Leggevo.

Erri De Luca nel suo ultimo libro  definisce in questo modo il bacio:

"Il bacio è la cima dell'intimità amorosa. Da lassù si può poi scendere nella rissa felice dei corpi che si avvinghiano, si accoppiano. Ma il bacio è sommità raggiunta, il perfetto traguardo. Lo sanno bene e meglio le puttane che vendono tutto il corpo tranne il bacio, lasciando la clientela a bocca asciutta."
(Erri De Luca - Il più e il meno)



Per me il bacio è comunione di intenti. E' fluido o balsamo infinito. E' l'energia elettrica che da senso al rapporto. Vitale, fiume in piena. Culmine, perché inizio e fine. Col bacio prendi coscienza dell'amore. Ti perdi o ti risvegli. Comprendi e decidi.
E' buio e luce.
E' tutto.

E tutto il resto verrà sempre dopo. 


Per voi?


28 gennaio 2015

#IOSTOCONERRI





Copertina del libro






"MOLTE PERSONE HANNO SOTTOSCRITTO #IOSTOCONERRI, ED IO CON CHI STO?
STO CON TUTTI LORO E CON LA VAL DI SUSA. IL PROCESSO CONTRO DI ME E' APPENDICE  DI INNUMEREVOLI PROCESSI AL POPOLO DELLA VALLATA.
SUL BANCO DEGLI IMPUTATI  MI PIAZZANO DA SOLO, MA SOLO LI' POTRANNO.
NELL'AULA E FUORI, ISOLATA E' L'ACCUSA.

ERRI DEL LUCA - LA PAROLA CONTRARIA 


IOSTOCONERRI


Rinvio a giudizio: 28 gennaio 2015

11 novembre 2014

Del perché non posso fare a meno di Erri De Luca e Amos Oz.



PASSEGGIATA CON AMOS OZ



Lungo le mura esterne di Gerusalemme
dove prima del '67 passava il confine
e le armi da fuoco cercavano corpi da abbattere, 
andiamo e mi accenna le pietre che pesano piombo.
E' un limpido mattino di febbraio,
non si parla di sangue, invece di acqua.
Racconto il pozzo scavato sul mio campo
la felicità del primo getto sparso sul terreno,
acqua divisa tra gli alberi e l'uso di casa,
poca, dosata e resa, non fare che si sciupi.
Lui ricorda quella per lavarsi i denti, 
dopo l'uso raccolta dentro un secchio
serviva per pulire il pavimento
e poi strizzata dallo strofinaccio
si versava sul solco piantato a cipolle.
E così ci fermiamo per fare un sorriso.
Siamo due persone che hanno tenuto da conto le gocce.



(Erri De Luca - Solo Andata)



Appuntamenti per BookCity Milano:

Erri Del Luca - sabato 15 novembre 2014; ore 16,00.
Teatro Elfo Puccini - Corso Buenos Aires  33 - Milano.

Ho cantato tutta la vita.
Incontro con Erri De Luca, Nicky Nicolai, Stefano Di Battista, Lucio Bardi.

Amos Oz - domenica 16 novembre 2014; ore 15,45.
Sinagoga Centrale - Via Della Guastalla - Milano.

The Times they are a changin'.
Incontro con Amos Oz e Fabio Vecchi.



05 ottobre 2014

Erri De Luca: La Musica Provata








Che cos'è la musica per noi?
Un mantello che delicatamente pur furiosamente ci avvolge?

Per me è ossa e muscoli.
E' fondamenta.
Il mio passato, presente e futuro.

Che cos'è la musica per il mio autore preferito?
Per lui la musica è Napoli.
Per lui la musica è la sua storia.
Dalla musica classica napoletana ai virtuosismi di Leonard Cohen. Ci regala tutto il suo patrimonio musicale. Intenso, non tenendo nulla per sè. Una consuetudine a cui da tempo ci ha abituato. E allora non mi viene di recensire un libro che si spiega così bene da solo.




Ho avuto un'infanzia involontariamente musicale. Napoli suonava su strumenti a corda e risuonava cupa, effetto di grotte e cavità del sottosuolo scavato, crivellato. La sventrarono fin dall'epoca dei suoi fondatori, i greci, che inaugurarono l'estrazione del tufo, pietra vulcanica docile al taglio, buon assorbente di scosse sotterranee. Il tufo ha una sua acustica sorda in cui le grida si sfibrano, ma i sospiri si espandono.
Napoli è buccia della sua cottura. Il suo golfo ha forma di tarallo, perché il tarallo è avanzo di pasta di pane, e cotto insieme. Il vulcano ha la sua gobba di mandorla tostata. A spasso sul lungomare il cittadino si sente granello di pepe dell'insieme.
Napoli sta sospesa sopra camere d'aria, a vederla da un  punto di vista geologico è una mongolfiera, incerta tra una spinta a salire al cielo e una controspinta a sprofondare in terra. Napoli fluttua, anche se un suo proverbio dice che l'acqua è poca e la papera non galleggia.
Queste forze producono suoni che hanno educato l'orecchio musicale degli abitanti. Napoli è uno strumento a percussione battuto dall'interno.


Io sono nata in una casa costruita con pietre di tufo. Sono nata sul letto dei miei genitori.  Sono nata lì dove il sole è caldo come la cucina economica in cui cuocevano i taralli che preparava mia nonna.
Naturale che le parole di Erri producano in me echi lontani. Una cassa di risonanza che si amplifica con il passare del tempo.
Ma la cosa importante è, che per amare le sue parole che arrivano simili ad onde e spuma di mare, non è fondamentale latitudine o longitudine.
Basta avere un cuore morbido che vibri ad ogni tocco di luce sulle sue pagine.


10 marzo 2014

Di giorni, di attimi, di vita






Attorno  il silenzio. Lo sciabordio delle onde in lontananza. Due gatti cicciotti e assonnati si crogiolano al sole tra le vecchie assi del pavimento.
Un vecchio pescatore, stanco di una vita di partenze e guerre di mare, assapora il mattino seduto su di una sedia di plastica rossa. 
Guarda e sorride. Saluta. Gli si risponde. Ha il viso scavato da rughe di vita.
Un tavolino quadrato con i piedi di metallo e due sedie.
Due sorelle sedute, il viso rivolto al mare.
Un vassoio con due cappuccini pieni di schiuma e caldi di caffè e latte.
Una fetta di torta di mele fatta in casa.
Una brioche croccante di zucchero in granelli.
Confidenze fatte sussurrando. Le sorelle si guardano e si ascoltano.
Le spalle a volte si contraggono. Sono preoccupazioni che passano dall'una all'altra.
Poi si distendono, quando l'ombra bella di una vita che le arricchisce si posa come una piuma sui loro pensieri.
Manca qualcuno. Due granelli fondamentali. Da far scorrere tra le dita.
Vorrebbero momenti più cospicui. Vorrebbero giorni e giorni da riempire.
Devono accontentarsi di attimi.
Esattamente come questi.
Sul mare piccolo di un paese quasi dimentico della vita.




Il mare dal baretto sulla spiaggia (foto MS)


I gatti del baretto (foto MS)

Il lungomare (foto MS)






Lungomare (Foto MS)
Lungomare (foto MS)




"Quando canto con Erri nel cuore".

05 settembre 2013

Lasciamo che gli altri popoli arrivino e ci attraversino...






Erri De Luca ( immagine presa dal web)





Questa sera, vi ripropongo un mio vecchio post, scritto nel 2011, in occasione dell'uscita del libro di Erri De Luca " I Pesci Non Chiudono Gli Occhi".
Il motivo scatenante è stato tutto il leggere che ho fatto negli ultimi due giorni in merito alla dichiarazione dello scrittore in risposta al procuratore Giancarlo Caselli a proposito della resistenza degli abitanti di Val Di Susa e del loro opporsi alla TAV.

Le parole di Caselli sono state le seguenti: "In Val di Susa sottovalutato pericolosamente l'allarme terrorismo."

De Luca ha ribattuto dalle colonne dell'Huffington Post:i sabotaggi sono necessari per far comprendere che la Tav è un'opera nociva e inutile".


Io non vorrei entrare nel merito specifico, della problematica che ormai da anni infiamma gli animi e sulle ragioni del Si Tav o No Tav.
Sappiate solo che, se io fossi un'abitante di quella terra, che è tra quelli destinati a perdere tutto, casa,lavoro,vita e valli, per dei giochi politici ed economici assurdi voluti dai vecchi governi, non avrei dubbi su da che parte stare.

Ma non è che ho dubbi anche dal di fuori.
Sapendo chi si è arricchito e si arricchisce grazie alla Tav, e sapendo che stiamo spendendo soldi pubblici che a dirla tutta inizialmente non erano previsti.
 
E che cosa gravissima, non sappiamo quanto questa tecnologia e questa linea arricchiranno la nostra terra. 
E quanto ci verrà a costare in tempi lunghissimi tutta l'esposizione e tutto l'indebitamento a cui ci stiamo esponendo.
Ma dopo le parole dello scrittore è scoppiato l'inferno. Web impazzito, chi a favore chi contro, Erri che viene descritto come "cattivo maestro" e come militante di Lotta Continua.
Fino ad arrivare alla denuncia di istigazione al sabotaggio che LTF, la società che sta realizzando la linea ad alta velocità, ha minacciato di fare contro di lui.
Si sta strumentalizzando il suo passato con informazioni parzialmente attendibili.
Hanno parlato di istigazione al terrorismo e alla violenza.
E questa sera, ancora arrabbiata mi è venuto in mente quello che avevo scritto su di lui due anni fa.
Avevo parlato della sua vita, della sua forza, della sua poesia.
Di lui.
Ecco il brano e poi se vorrete ne parleremo ancora insieme.



" E' UN RARO PRIVILEGIO AVERLO AVUTO IN TRASMISSIONE QUESTA SERA"
Questo il commento di Fabio Fazio al termine dell'intervista di ieri sera al grande scrittore Erri De Luca.
Vorrei riassumervi brevemente per prima cosa la sua vita, che spiega meglio di milioni di parole ll suo essere.
Nasce a Napoli nel 1950.
Ha 18 anni nel 68' e li vive intensamente e pienamente. Potrebbe diventare un diplomatico, carriera alla quale sembrava destinato, ma vi rinuncia.
Negli anni 70' è dirigente attivo nel movimento di estrema sinistra Lotta Continua guidato da Adriano Sofri.
Al momento dello scioglimento di LC, non accetta la clandestinità e convince il servizio d'ordine romano a seguire la sua stessa strada.
In Italia fa vari mestieri, operaio alla Fiat, magazziniere all'aeroporto di Catania, camionista, muratore.
Lavora anche in Francia, in vari cantieri a contatto con diverse umanità, europee e africane.

Scrive, ma il suo primo libro "Non ora non qui" lo pubblica a 40 anni.
Durante la guerra nella ex Jugoslavia è conducente di convogli umanitari a destinazione della popolazione bosniaca, e il suono dei bombardamenti gli resta  impresso profondamente; lo collega a sua madre e al suono delle sirene dei bombardamenti che lei sentiva durante la guerra a Napoli.
Ha una passione sfrenata per la cultura ebraica, vuole tradurre la Bibbia e impara da autodidatta lo jddish.


Oggi esce il suo nuovo libro "I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI"
" Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace, E' infantile e io non sono più così.Lo so da un anno, io cresco e il corpo no rimane indietro. Perciò se pure si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il mio nuovo corpo".
Storia di un bimbo che non riesce a scrollarsi di dosso il suo fisico bambino e allora deve farsi fare male da altri per poter provocare la rottura e crescere.

Io AMO Erri De Luca, e lo considero il più grande scrittore italiano contemporaneo.
Queste sono alcune sue parole lasciate durante l'intervista di ieri sera.

Sui libri: i libri con i quali sono cresciuto nella stanza di mio padre, sono stati il mio materiale isolante dall'esterno e verso di loro ho affezione.

Sugli Adulti: in questo libro parlo di me bambino perchè io adulto non lo sono stato mai, sono diventato anziano senza passare da adulto.

Su Napoli: la città è la santa dello scandalo. E' in mezzo al mediterraneo come il mese di maggio è in mezzo all'anno; è aperta, spalancata e senza difese, chi l'ha voluta se l'è presa. Sembra solida sopra ma è costruita sul tufo e vuota sotto, per questo è doppia metà zavorra e metà salvacondotto.

Sull'Italia: la nostra terra io la vedo non come uno stivale, ma come un braccio con le isole a fianco come fazzoletti, è aperta, protesa verso il resto del mondo.Noi siamo gli eredi delle repubbliche marinare e allora lasciamo passare i nuovi mercanti, la loro merce è nuova forza lavoro.
Lasciamo che gli altri popoli arrivino e ci attraversino; noi siamo solo il ponte verso il loro futuro.


Ora a voi sembra che chi è capace di esprimersi così sia anche capace di istigare alla violenza e si possa augurare un ritorno al terrorismo?



De Luca in tutta risposta a questi attacchi per ora ha detto che in Val Di Susa (ricordando anche come lui ami la montagna ) ha solo ricevuto lezioni di coraggio e di passione civile e che si augura che venga un governo meno stupido degli altri, un po' meno interessato a spartirsi gli utili degli affari, da lasciar perdere, magari in sordina.

Speriamo.



Nuovo singolo di Luciano Ligabue.
Ci sta.