31 dicembre 2018

L'ABBRACCIO DI FINE ANNO.

Carissimi amici, siamo arrivati alla fine dell'anno. Come sempre, non faccio bilanci. Voglio però invitarvi a leggere il post che troverete in coda alle mie brevi parole. Scritto da Maris del blog CARA LILLI che voi tutti conoscete. Nella giornata di ieri ci siamo incontrate. Mia sorella Pia del blog PERSONALITA' TRA SCRITTURA E FANTASIA ed io siamo andate a casa sua, complice il fatto che la distanza tra la casa dei miei genitori e la sua non è eccessiva.

Io non ho molto da aggiungere alle bellissime parole di Maris. Solo che è stato importante incontrarci. Perché per me il virtuale è un mondo bello fatto di belle persone. In quasi dieci anni di blog ho conosciuto nella realtà tanta gente che mi è rimasta accanto ed è divenuta amica di vita. Che porto con me e con la quale attraverso tanta quotidianità. Ho esperienza se dico che riconosco sempre il bene quando c'è. E sono molto fiera di questo spazio e delle persone che ho incontrato e che mi onorano della loro amicizia. A cui  mi sento di dire grazie per esserci sempre. Per accompagnarmi in questo viaggio che non smetterò di fare. Grazie a mia sorella che ha un'anima sensibile e poetica, che mi regala candore e intelligenza squisita. Grazie alla mia amica Maris, che ho potuto abbracciare questo Natale perché l'estate scorsa non ci eravamo riuscite. Grazie a tutti voi amici cari che mi abbracciate con il vostro affetto quotidiano. Quello che conta. Sempre. Buon anno a tutti. Vi voglio bene.

Incontri

Cara Lilli,

arrivo come a volte mi succede solo a tarda ora per postare perchè la giornata è lunga e poi tra i monelli e altre incombenze, il tempo da dedicare al pc è poco.

Ma non voglio che termini la giornata senza dirti che oggi ho avuto una grande gioia. Un regalo di Natale in ritardo, possiamo chiamarlo.

Un regalo fatto di occhi, sorrisi, braccia, cuori.

E mani.

TRE MANI AMICHE :)

Un regalo in carne ed ossa, sì. Hai capito bene, Lilli!

Anzi, un duplice regalo.

Un duplice incontro che ha fatto diventare reale un'amicizia finora solo virtuale.

Sono venute qui, nel mio paesello tra i monti.

Quando mi sono trovata di fronte Mariella e Pia è stato subito tutto straordinario e normale, allo stesso tempo. 

Straordinario perchè era la prima volta che potevamo guardarci negli occhi e parlarci dal vivo, stringerci le mani, abbracciarci.

Ma anche così normale. Nel senso, per me bellissimo, di naturale.

Un incontro bellissimo... e affollato :) comprensivo dei nostri tre mariti, che si sono messi subito a chiacchierare con naturalezza anche loro, e dei miei due monelli.

Che ci siamo dette? Tante cose ma comunque troppo poche, perchè il tempo si sa che è tiranno. E allora la promessa: rivedersi!

Quando le giornate saranno lunghe e luminose, con spazi aperti intorno, nella natura. Per dirci tanto altro ancora e conoscerci sempre meglio, con quella curiosità che nasce spontanea da un'affinità che si percepisce e che non si può ignorare. Perchè ci sono sensazioni ed emozioni genuine che si avvertono già anche attraverso uno schermo di un pc. Figuriamoci poi di persona, fianco a fianco.

Quanto è bello vivere così la blogosfera? Tanto. Tantissimo!

Sono troppo felice per tutto questo!!

Vi voglio bene, ragazze. E vi aspetto ancora. 

Una promessa è una promessa ;)



PS: al regalo in carne ed ossa si sono aggiunti altri regali, significativi e belli, a testimoniare quanto ci siamo intese e comprese...


Per me un libro di Amos Oz, "Soumchi", proprio adesso che ho desiderio davvero di conoscere questo autore speciale che ci ha lasciato pochi giorni fa.

Per la monella un'agenda per il nuovo anno ispirata a Il Piccolo Principe, con citazioni tratte dal meraviglioso libro di Antoine de Saint-Exupery, proprio adatta per lei che ama annotare tutto e ama leggere.

Per il monello un libro di Geronimo Stilton, "La spada nella roccia", con bellissime illustrazioni e una storia tutta da leggergli, proprio ora che è importante per lui ascoltare storie, aumentare la capacità di attenzione e di comprensione.

E per la gioia di tutti, anche del mio amore, un sacchetto di squisiti torroni :)

28 dicembre 2018

AMOZ OZ: CHI TRADISCE E' CAPACE DI CAMBIARE IL MONDO.






In questi giorni di apparente calma, molte sono state le notizie terribili giunte dal mondo e dall'Italia. Ero decisa a continuare il mio periodo di breve vacanza forte dell'abbraccio dei miei familiari. Quasi a non volere riprendere contatto con la frenesia e la drammaticità della vita quotidiana che spinge sempre e che volevo tenere in un angolo, dimenticata.
Ma la notizia che mi ha raggiunto in questo pomeriggio assolato tra una lettura breve e un vecchio film da guardare alla tele, è qualcosa che mi "costringe" a battere sui tasti del computer. Perchè a lui devo tanto.

Gli devo la comprensione del compromesso grazie a Contro il fanatismo inteso come l'unico modo per riuscire a superare la rabbia di guerre ataviche che non consentono perdono, cercando di andare incontro all'altro. Che è l'unica risposta.

Il senso dell'amore raggiunto attraverso le pagine di Michael Mio per avere la capacità di ricordare chi ho amato anche quando non ci sarà più.

Il rispetto per il tradimento con Giuda quale coraggio necessario per potere cambiare il mondo.
Il mio, il nostro.

Era un autore immenso. In una fredda giornata di novembre ebbi la fortuna di guardarlo negli occhi e stringergli la mano. La dolcezza dello sguardo mi colpì come la sua voce bassa e la sua cortesia. Seppi solo dirgli che amavo molto le sue parole e lo ringraziavo per la coerenza che mi aveva insegnato. Mi sorrise e disse che lui era fortunato ad avere lettori come me e tutti noi che lo avevamo ascoltato mentre parlava di pace  nella bellissima sinagoga milanese. No, siamo stati noi quelli fortunati. A coltivare la speranza grazie a lui. Che cercheremo di preservare e tenere al riparo dalla vigliaccheria, dalla rabbia e dalla violenza di uomini che pare vogliano trascinare ogni cosa nel fango. Ma non ci riusciranno.

Addio Amos Mio.

20 dicembre 2018

TAG: I MIEI FILM DI NATALE PREFERITI.






Ho il sospetto che questo tag sia stato già fatto. Ma ormai la mia memoria comincia a far cilecca per cui ve lo beccate lo stesso.

Mi andava di parlarvi di tutti quei film che hanno in qualche modo segnato i miei Natali dall'era mesozoica della mia infanzia  fino ad oggi. Quelli che, ad ogni passaggio alla tele catalizzano completamente la mia attenzione facendo piombare in modalità movie-on.

Quasi come se fosse uno spin-off del tag di Miki Moz dedicato ai Natali del passato ricomincio dai miei film di Natale preferiti. Li ho divisi in due categorie: Classici&romantici e Comici.

Le regole del tag sono le seguenti:

1) elencate i film che vi stanno più a cuore fino a un massimo di cinque film per categoria;

2) passate ad avvisarmi quando avrete pubblicato il post lasciando un commento qui;

3) taggate almeno altri tre blogger;


ed ecco, in ordine crescente, i miei film di Natale preferiti divisi per categoria.


Classici&Romantici


N. 5 - Il diario di Bridget Jones. Penso di avere visto tutto il film decine di volte al punto di avere imparato i dialoghi di alcune scene a memoria. Del resto, c'è un po' di Bridget in ognuno di noi.




N.4 - La vita è meravigliosa. La prima volta che lo vidi ero una mocciosa. Ogni volta che decoro l'albero di Natale faccio suonare un piccolo campanello per ricordarmi di tutti gli angeli che compiendo un'opera buona riescono ad ottenere le ali. E sorrido.


N.3 - Edward mani di forbice. Lui è una persona speciale. Tutti noi lo siamo. Questo film ci da l'occasione di non dimenticarlo mai.


N.2 - Serendipity. Il destino è qualcosa in cui ho sempre creduto. E ho spesso rincorso. Il destino per me è la stessa data di nascita, un sacchetto di caramelle alla frutta, i treni, la musica, l'amore per Milano e per New York. Il mio destino si chiama Francesco. E questo film mi emoziona ogni volta come la prima volta che lo vidi. Racconta l'amore.



N.1 - Mary Poppins. Lo metterò sempre al primo posto. Perché fino a quando sogneremo che tutto è possibile, tutto quello che di buono c'è nel mondo sapremo ancora riconoscerlo. Assieme alla parte migliore di noi.




                                  Comici





N.5Beetlejuice - spiritello porcello. Lo ritengo una delle migliori commedie di Tim Burton. Alcune scene sono memorabili. Non potrò mai dimenticare la mia coppia di fantasmi preferita Barbara (Geena Davis) e Adam (Alec Baldwin) che ne combinano di tutti i colori per spaventare i nuovi proprietari della loro casa assieme a quell'assurdo e mitico spirito "disastrato" Beetlejuice (Michael Keaton).




N.4 - Una poltrona per due. Cosa posso dire che non sia stato già detto? Questo capolavoro di comicità è così immortale che potrebbero passare secoli e staremmo ancora qui a parlarne!




N.3 - Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Il mio preferito è il classico del 1971 con Gene Wilder. Credo che l'ironia del grande attore oltre alla colonna sonora (nel video la canzone Pure Imagination) rendano questo film indimenticabile. Simpatico anche il remake con Johnny Deep, ma non c'è storia. 



N.2 - Parenti serpenti. Monicelli colpisce duro rappresentando in maniera superba le ipocrisie e i difetti delle famiglie italiane che si riuniscono a tavola per il pranzo di Natale. Altro capolavoro che non smetterei mai di guardare.



N.1 - Mamma ho perso l'aereo. Semplicemente grandioso!




I nominati sono:

Miki Moz del Moz O'clock

Maris di Cara Lilli

Riky del Bazar del calcio


Ma tutti voi amici blogger siete invitati a partecipare sia continuando il tag che aggiungendo il vostro elenco nel post.



Mi vorrei scusare con voi se negli ultimi giorni sono stata assente dai vostri blog. Ma ho avuto delle giornate piuttosto impegnative. Il mio blog si fermerà nei prossimi giorni. Per questo vi abbraccio tutti.

Buone feste amici miei.
 Passatele in armonia e serenità.


15 dicembre 2018

SABATO DI POESIA:OH ME! OH VITA!



Oh me! Oh vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più sciocco
di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi,
a domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre: che cosa
c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?
Risposta:
che tu sei qui, che esiste la vita e l’identità,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.
(Walt Whitman - Foglie d'erba 1955)




10 dicembre 2018

MELEGATTI E LA SUA RINASCITA.



Qualche giorno fa ho appreso la notizia che la Melegatti ha ripreso la produzione e riaperto i cancelli della fabbrica, assumendo 35 persone a tempo indeterminato di cui gran parte ex-dipendenti.
Le operazioni di acquisizione da parte della famiglia Spezzapria si sono concluse il 19 novembre.
Ed è cominciata la corsa contro il tempo per produrre panettoni e pandori per questo Natale.
Nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto si respira un'aria diversa che  ha consentito il ritorno dei prodotti Melegatti sulle tavole natalizie.  Da oggi Melegatti sarà dunque in distribuzione – nelle confezioni da 1Kg di Pandoro e da 1 Kg di Panettone – nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. Fino al 22 dicembre sarà attivo anche lo spaccio aziendale a San Giovanni Lupatoto, mentre a Verona al via oggi un temporary shop per consentire ai veronesi e ai turisti di riassaporare la qualità e la tradizione Melegatti.
Letta la notizia su Fanpage.it e dopo avere battuto le mani ai tre dipendenti in cassa integrazione che per tutto il tempo delle trattative hanno curato il "lievito madre" dei famosi dolci bagnando con giusta dose l'impasto per impedirgli di "seccare", con mio marito siamo partiti alla volta di Verona, per andare direttamente in fabbrica a comprare i famosi dolci che da tempo mancavano sulle tavole italiane e a dare un segno concreto di aiuto a tutti quei lavoratori che in questi mesi hanno lottato senza arrendersi nella speranza che si potesse ricominciare.

E così è stato.

Siamo arrivati a pomeriggio inoltrato e vi assicuro che è stato emozionante trovare i cancelli aperti e la bella insegna illuminata che svettava sul tetto della fabbrica.C'erano parecchie macchine nel parcheggio, tutte persone come noi che erano passate per acquistare i prodotti nello spaccio.




All'interno una selezione dei prodotti, l'albero di Natale e cinque ragazze dietro il banco. Alcune di loro erano volti noti, dopo tante dirette televisive e servizi giornalistici che le avevano riprese per tutto il  periodo di lotta.Ho chiesto di scattare loro qualche foto perché volevo parlarne sui social (cosa che ho fatto sia su INSTAGRAM che su TWITTER)  e sul blog.
Sono state felicissime di partecipare, si sono messe in posa e fatte fotografare con alle spalle il marchio di cui sono orgogliosissime (una delle ragazze indossava una felpa blu con tanto di MELEGATTI scritto a caratteri cubitali). 




Ma la gioia più grande, credetemi, è stata la mia. Perché ho visto con i miei occhi una realtà rinata, persone che hanno riconquistato il diritto al lavoro con le loro forze. Ed è successo qui, in Italia, dove sembra che tutto vada in malora. E dove lo sconforto per la sistematica distruzione di posti di lavoro, e la vista dei cancelli delle fabbriche che chiudono, sembrano avere ormai preso il sopravvento.
Invece una piccola realtà italiana è rinata grazie ad un'azienda vicentina che l'ha rilevata e che spera di riportarla ai livelli di una volta. Non è un miracolo. Ma una soluzione vera e concreta.

Per cui, quest'anno comprate i prodotti Melegatti. Che sia un esempio per il futuro. Niente proclami inutili e promesse al vento.








Gli orari di apertura dello Spaccio aziendale sono: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 (incluso sabato 8 dicembre); sabato 15 e 22 dicembre dalle 8.30 alle 12; domenica 9 dicembre dalle 8.30 alle 12; domenica 16 e 23 dicembre chiuso










Fonti: Fanpage.it - Sole 24 ore

07 dicembre 2018

TAG: I MIEI NATALI DEL PASSATO.



Voi lo sapete quanto io ami i TAG.Così come amo premi e menzioni.Ma devo dire che forse il più bello nel quale sono stata coinvolta, è l'ultimo nato di casa MOZ O' CLOCK.
Il ragazzo terribile del web, Miki Moz, se ne è inventata un'altra.Una fucina incredibile di idee, la sua.Ma stavolta ha davvero superato se stesso.Almeno per quel che mi riguarda, visto che io ADORO IL NATALE.
Lo amo proprio tanto e questo TAG non avrebbe mai potuto lasciarmi indifferente.
Dirò di più: meno male che mi ha nominato grazie al suo sistema random :-) perchè ci sarei rimasta male a rimanere in un angolo sperando che qualcun altro mi coinvolgesse!

Ma in che cosa consiste il TAG?

1) Elencare tutto ciò che è stato un simbolo dei nostri Natali del passato, in base a i vari macroargomenti forniti;


2) Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a

https://mikimoz.blogspot.com/2018/11/natali-da-bambini.html

3) elencare cinque blogger nominandoli;



Allora partiamo.



GIOCHI
Assolutamente TOMBOLA. Essendo campana di origine, per me il Natale senza il gioco di famiglia per eccellenza, non avrebbe senso. I ricordi più belli sono quelli legati ai Natali di quando ero piccola ed erano vivi i nonni. Era una grande festa,  casa nostra diventava il centro del mondo. E dopo il pranzo fino a sera inoltrata si giocava tutti insieme, grandi e piccoli. Avevamo la tombola con il canestro di midollino e le caselle che si chiudevano solo con l'aiuto di bucce di mandarino che noi bambini avevamo diviso in minuscoli pezzettini. Era una gran caciara tra genitori, zii e nipoti e si chiacchierava ininterrottamente per ore. Poiché le caselle erano sempre doppie o triple tutto quello che si vinceva si divideva, senza troppe storie. La chicca era lo zio Luciano che conosceva di ogni numero la versione in dialetto napoletano e la ripeteva a voce alta tra le risate di tutti.

FUMETTI
Credo che la mia passione per i fumetti sia nata proprio durante uno dei miei natali del passato. Il numero di Topolino dedicato al Racconto di Natale di Charles Dickens. Quando ti innamori è per sempre.

FILM
Io ho iniziato a leggere a cinque anni partendo dal capolavoro di Louise May Alcott, per cui il Natale è imprescindibile da Piccole Donne. Qualunque versione, da quella del '33 in bianco e nero con Katerine Hepburn o del '49 con Judy Garland, fino a quella  del 1994 con Winona Ryder. Senza dimenticare la più recente, passata sulla Pay Tv quest'anno, che forse è la più fedele all'originale. Insomma, volevo diventare Jo March e sono ancora qui.
Dopo, gli altri due film del cuore sono Il Mago di Oz e Mary Poppins. Riesco pure a canticchiare la maggior parte della colonna sonora con quel filo di voce che ho.

TELEVISIONE

Tutto quel che passa alla tele durante il periodo delle feste. Negli ultimi anni a casa dei nonni è terra di possesso dei miei nipoti. Ma io sono felice di guardare la qualunque abbracciata ai miei tesori, che profumano del dolce e miele degli struffoli di famiglia.

CANZONE

Beh, per una beatlesiana come me, la risposta dovrebbe essere inequivocabile. 
E invece no, la mia canzone di Natale, che da tempo immemore mettiamo in macchina ogni volta che torniamo a casa per le vacanze, è di Chris REA.  DRIVING HOME FOR CHRISTMAS.
Evocativa come nessun'altra.



CIBO

E qui si apre il capitolo mangereccio per la gioia di Moz.
Io arrivo a casa qualche giorno prima di Natale. E mi occupo di quello. La cucina delle feste. Per cui si parte dagli struffoli che si preparano un po' di giorni prima, al cardone o minestra di cardi che a Benevento sono un'istituzione. Nessuna e dico nessuna famiglia, aprirebbe le danze del giorno di Natale senza. Poi ci sono le zeppoline,  panzerotti  fatti di pasta fritta, ripiena di tutto un po'. E  l'insalata di rinforzo, i broccoli di Natale, l'agnello al forno e per far contento papà Martino, l'anguilla o il capitone e il baccalà fritto. Li mangiano solo lui e i suoi generi, ma credetemi non sarebbe possibile immaginare il Natale a casa mia con un menù diverso.Senza dimenticare che, la sera della vigilia, si comincia con  gli spaghetti alle vongole.

LUOGHI
BENEVENTO, LA MIA CITTA'. Sicuramente.
Ma da parecchi anni anche BARLETTA la città di mio marito. Che amo, come tutta la Puglia.

LIBRI

Uno dei ricordi più belli appartiene ad un Natale meraviglioso: quello dei miei cinque anni. Mi regalarono i miei primi libri: PICCOLE DONNE e IL CIRCOLO PICKWICK.
Io penso che da quel momento, la lettura sia entrata a far parte di me e non sia  mai più andata via. Tutto è riconducibile a quella prima frase letta a fatica ma poi rimasta impressa per sempre nella mia mente e nel mio cuore:
-NATALE NON SARÀ NATALE SENZA REGALI-
Anche se, nella versione per bambini la frase era "Un Natale senza regali non è Natale." il mio senso del Natale non appartiene a quello che diceva Jo, mentre brontolava stesa sul tappeto davanti al fuoco, ma a ciò che ho incontrato per la prima volta seduta sulla poltrona di nonna Carmela, LE PAROLE. Quelle che risplendono, come diceva l'altra americana del mio cuore, Emily Dickinson. Una folgorazione destinata a durare tutta la vita.

VIDEOGAMES

Moz, ti voglio bene, ma questo argomento, pur con tutta la mia buona volontà, resta fuori dai miei Natali del passato.

LIFE

Credo che, argomento dopo argomento, io abbia già elencato le situazioni di vita che appartengono ai miei Natali passati. A dirla tutta sono anche quelli di adesso. Famiglia, genitori, fratelli e nipoti. Si continua, i bambini sulla poltrona di nonna Mimma hanno gli stessi sorrisi, scartano i regali con la stessa gioia, cantano le stesse meravigliose canzoni di Natale. Ridono e ci ricoprono di baci. Ci rendono felici. Sono il vero e meraviglioso suono di ogni Natale. Quello che accendono nei nostri cuori  e ci scalderà per tutto l'anno che arriverà. Ed è ciò che conta, non credete?

FOTO DI UN NATALE PASSATO

E qui siamo alla nota dolente:  a Milano non ho foto che possano farvi vedere la piccola Mari dei Natali passati. Però c'è qualcos'altro e spero vi piaccia ugualmente. Ci sono cose nella vita che non hanno prezzo. E credo che, se questa lettera è presente ancora oggi nella scatola dei ricordi di mio padre, sia per donare il vero senso ai Natali passati di tutti e a quelli futuri.





Io nomino tutti i miei amici blogger. Che ognuno di voi leggendomi, possa trovare l'ispirazione giusta per fare in modo che questo TAG (scusate se sono ripetitiva ma mi è parso meraviglioso) riscaldi il cuore e faccia brillare gli occhi.

                                      E grazie Miki. 





04 dicembre 2018

SENTIRE L'ARIA SULLA FACCIA.





il vento mi accarezza piano, ma quando è più violento  sembra portarmi via.
Il viso lo accoglie, il corpo lo accetta senza opporsi.
Mi piace di giorno e di notte, quando soffia forte e lo sento bussare alle imposte.
Mi cerca e mi trova.
Mi piace al mare, mentre guardo le onde che si ingrossano e sembrano essere sul punto di portarmi via.

Mi piace in montagna, quando ulula forte ed io mi stringo a chi sa sempre come accogliermi.

Pulisce completamente i miei pensieri, li rende liberi, li fa esondare altrove.
Lo sento addosso e canto.

Mi chiede di restare appoggiata sulla spalla amata e addormentami cullata dalla quella voce.

(MariellaEsseci aprile 2018)

02 dicembre 2018

ELISA: DIARI APERTI.











Parlare di Elisa Toffoli mi viene sempre facile, come mangiare un gelato al pistacchio o accarezzare le pagine dei miei libri preferiti.Perché lei è leggera e bellissima come tutto ciò che ci regala.Poesia pura.
Riprendo dopo qualche tempo ad occuparmi di recensioni di album musicali.L'ho fatto tante volte negli anni passati, poi per un periodo non ho più trovato la spirito giusto.Forse non ero ispirata, forse la musica che arrivava non era così bella e importante da colpire il mio cuore.
Sono diventata selettiva e difficilmente mi faccio condizionare dal  mare di mode che ci circondano.E poi sono una fedelissima per cui, per non annoiare, a volte mi astengo dal parlare dei miei preferiti.

Ma l'album nuovo di Elisa è una grande rivoluzione.

A partire dal cambio della casa discografica. Dopo vent'anni passati alla SUGAR la "scuderia" di Caterina Caselli, era arrivato il momento di andare oltre. 
UNIVERSAL  l'ha lasciata libera di "parlare" in maniera nuova e allo stesso tempo "antica". Di lei, delle sue emozioni, della sua vita, della sua famiglia. Tutto nella sua lingua, l'italiano. La seconda volta  dopo L'Anima Vola.  La parola d'ordine è sincerità.


Dice l'artista: 
"Avevo il desiderio di trovare una centralità che fosse essenziale. Dopo i concerti all'Arena, i miei quarant'anni e alcune vicende personali (come la perdita di mio papà) mi sono trovata a fare i conti con tante cose, ho capito che questo progetto era ancora più importante di tanti altri, Così sono arrivata a una fase di introspezione e ho lasciato da parte tutto quello che potesse assomigliare a un esercizio di stile."

Ed ecco un lavoro intimo, raccolto, cantato quasi sottovoce, dove tutto è misurato e allo stesso tempo ampliato dalla forza delle parole e della musica che esplode come fuochi d'artificio.

Ci sono i suoi ricordi di ragazza (Come fosse adesso) e la sua canzone al figlio in cui spiega che grazie a lui ha imparato a dire "ti voglio bene"(Promettimi).
Ci inonda con la sua fragilità di donna (Anche fragile) e il suo accordo d'amore con Andrea Rigonat suo compagno di vita (Tua per sempre).
Lascia spazio a canzoni allegre che sembrano allontanarsi dai binari del disco (L'estate è già fuori) ma che paiono fatte apposta per illuminare l'anno che verrà (cit.)
Tutto questo accompagnato da sonorità sontuose ed eleganti, dall'uso meraviglioso di chitarre, pianoforti e fiati. E da arrangiamenti sopraffini.


L'album ci racconta tutto di lei. Di quello che è stata e di quello che diventerà. Meraviglioso compendio di un'artista arrivata alla piena maturità.



La chicca finale è la canzone cantata con Francesco De Gregori (Quelli che restano) in cui il grande cantautore è solo interprete. Se il Principe si accontenta di sedere sul suo sgabello e cantare con un filo di voce la canzone di Elisa, una ragione ci sarà.


Vale la pena di scoprirla.






Dedico questo questo post alla mia amica MARIS e a suoi monelli, che sono i miei campioni.















Fonti: Billboard Italia.

01 dicembre 2018

SABATO DI POESIA: VITA FEDELE ALLA VITA.






La città di domenica
sul tardi
quando c'è pace
ma una radio geme
tra le sue moli cieche
dalle sue viscere interite
e a chi va nel crepaccio di una via
tagliata netta tra le banche arriva
dolce fino allo spasimo l'umano
appiattato nelle sue chiaviche e nei suoi ammezzati,
tregua, sì, eppure
uno, la fronte sull'asfalto, muore
tra poca gente stranita
che indugia e si fa attorno all'infortunio,
e noi si è qui o per destino o casualmente insieme
tu ed io, mia compagna di poche ore,
in questa sfera impazzita
sotto la spada a doppio filo
del giudizio o della remissione,
vita fedele alla vita
tutto questo che le è cresciuto in seno
dove va, mi chiedo,
discende o sale a sbalzi verso il suo principio...
sebbene non importi, sebbene sia la nostra vita e basta.

(Mario Luzi - Fondamenti invisibili - 1971)