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11 maggio 2016

MERYL STREEP: LA REGINA.







Ho da poco visto uno degli ultimi film di Meryl Streep, ovvero Dove Eravamo Rimasti (Ricki and the Flash nella versione originale - come non sopporto quando in Italia ci toccano i film con un titolo diverso rispetto alla versione originale). Un melò americano diretto dal regista premio Oscar Jonathan Demme, che , pur stroncato dalla critica, mi ha sorpreso positivamente e devo dire mi ha fatto anche tanto ridere.Vi suggerisco di vederlo e di prestare attenzione alla colonna sonora davvero speciale. La maggior parte delle canzoni sono cantate da lei. Cover di grandiosi brani dai Rolling Stones a Bruce Springsteen agli U2. 
L'attrice recita al fianco di uno suo storico partner, Kevin Kline e dell'attrice Mamie Gummer che interpreta sua figlia.
Ed è sua figlia per davvero. Aveva già recitato con sua madre da bambina in Heartburn e pure lì era la figlia di Meryl e di Jack Nicholson.
Guardavo Mamie, che a onor del vero non è una donna bellissima (ma molto brava) e mi veniva in mente che sua madre fu rifiutata da De Laurentis per la parte che fu poi data a Jessica Lange in King Kong perché definita "brutta".
E nemmeno un granché come attrice a sentire una pietra miliare del cinema coma Katherine Hepburn.
Già.
Davvero una lenticchia con 3 premi Oscar all'attivo, 8 Golden Globe, mi pare 2 David di Donatello, 1 Orso d'oro a Berlino. E poi 19 nomination all'Oscar ecc...ecc...ecc...
Davvero modesto il palma res. A livello della sua bravura direi.
Un'attrice con la A maiuscola. Un vero camaleonte, capace di calarsi fino in fondo nel personaggio, trasformandosi completamente.
Lei che da ragazza studiò per diventare un soprano lirico. Sono sicura che sarebbe divenuta la più brava, vista la sua capacità di perseguire la strada prescelta senza alcuna remore. E invece poi, decise di darsi al teatro e al cinema. E noi la ringrazieremo sempre per questo.
Non ho visto tutti i suoi film. Sarebbe impossibile, non ne ho ancora avuto il tempo. Ma la maggior parte sì.
Da Kramer contro Kramer, a La scelta di Sophie. Da Innamorarsi (il mio preferito) a I Ponti di Madison County. Da Il Diavolo Veste Prada a The Iron Lady a I Segreti di Osage Coutry (dove recita con Julia Roberts). Fino agli ultimi, passando per i musical come Mamma Mia.
A quale prova cinematografica si è sottoposta senza emergere come la migliore? Ha imparato a suonare la chitarra prendendo lezioni da Neil Young per il suo ultimo film. Ma aveva imparato a suonare il violino per La Musica del Cuore.
A questa perfezione artistica risponde anche nella vita privata: mai uno scandalo e un solo marito Don Gummer. 4 figli di cui ben due si sono cimentati e con successo nella sua stessa arte.
Quando la osservi, mentre dall'alto della sua bellezza non convenzionale, ti dedica il suo famoso ed enigmatico sorriso  come una novella Gioconda, tu pensi che ci dovrà pur essere un difetto in tutta quella perfezione. Ma per quanto ad oggi io mi sforzi non l'ho ancora trovato.
Magari è una mamma tiranno, una iena con i suoi collegi di lavoro, con mille e una pretesa per i suoi collaboratori. Una schiavista, una perfezionista, una a cui bisogna donare sangue fresco per poterci lavorare assieme.
Certo se è piena di difetti, davvero è bravissima a coprirli o a nasconderli, perché in tanti anni che è al centro dell'attenzione mondiale nulla mai è trapelato.
Ed ora con il suo ultimo film Suffragette, la scopriamo femminista e umanista. Altra medaglia da aggiungere...
Poi però la senti parlare di sua nonna e di sua madre, che a suo dire sono la risposta a quanto di buono c'è in lei.
E allora mi dico che non è poi così diversa da noi, semplici donne senza stelle nella Walk of Fame.
E sarà la vera ed unica ragione del suo successo. Essere in realtà un camaleonte al cinema ma sempre se stessa. E i suoi difetti sono pure i nostri. Niente di più niente di meno.
Una grande piccola donna nata a Summit nel New Jersey il 22 giugno del 1949. Speciale, unica, vera. Come tutte le donne che nella vita non si sono mai fermate e non sono mai rimaste lì dove si voleva. E come tutte le donne che per raggiungere i loro obiettivi piccoli o grandi che fossero hanno lottato con le unghie e con i denti, non arrendendosi mai. 
Sarà questo il suo unico segreto. E pure il nostro. Lei come noi.


Vi lascio con Meryl che canta My love will not let you down di Bruce Springsteen, tratto da Ricki and the Clash. Fantastica. La REGINA CHE CANTA IL RE.




20 aprile 2016

NEW YORK STATE OF MIND.



Viaggiare è una delle mie passioni. Che non sono poi tantissime. Lettura, musica, film e viaggi. Tutto qui.
Ci sono alcuni posti in cui ho desiderato andare fin da quando ero una mocciosa. Colpa del cinema e delle troppe letture. Leggere è, secondo me, uno dei migliori modi per viaggiare senza spostarsi di un millimetro,  soprattutto se non hai alternativa. Apre la mente, il cuore e lo sguardo. Una pagina scritta bene, riesce a trasportarti lontano. Oltre oceano, fino alla fine del mondo. 
Per me ragazzina, che sognavo di vivere in una metropoli, visto che la provincia mi stava oltremodo stretta, erano due le città che mi affascinavano. Una la conoscevo fin da bambina, da quando avevo tre anni e l'avevo vista per la prima volta: MILANO.
La vita poi, mi ha portato fino a lei, e sono ancora qui.
La seconda, la intravedevo tra le pagine di alcuni autori che amavo. Romanzi e poesie.
Oppure nelle immagini di film potenti ed evocativi, che si infiltravano simil droga nelle vene. Fino a rendermi dipendente. Schiava felice di un luogo dal quale non sarei mai riuscita a liberarmi. Nel mio immaginario il centro del mondo.
NEW YORK.
Inutile negarlo, per molti, me per prima, l'America e soprattutto NYC, sono istantanee. Immagini e frasi impresse a fuoco.

La prima volta che sono stata nella BIG APPLE, ho utilizzato un metodo semplice e funzionale per fare un promemoria delle cose e dei luoghi da non perdere: ho diviso Manhattan in tre parti e ho cominciato a tracciare i punti di interesse partendo dai miei film preferiti.

UPPER MANHATTAN: VANILLA SKY, Harry ti Presento Sally, C'è Posta per Te, SEX AND THE CITY.


MIDTOWN MANHATTAN: GHOSTBUSTER, August Rush, SERENDIPITY, Manhattan, COLAZIONE DA TIFFANY, Innamorarsi, SEX AND THE CITY

LOWER MANHATTAN:BIG,Wall Street, IL DIAVOLO VESTE PRADA, Superman, SEX AND THE CITY.

Poi andando oltre l'isola c'è BROOKLYN. E qui basterebbe un titolo o due: C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA, ma anche Saturday Night Fever e, naturalmente, SEX AND THE CITY.

Fino a raggiungere la spiaggia dei newyorkesi: CONEY ISLAND. Anche per questa spiaggia basterebbe un titolo: I GUERRIERI DELLA NOTTE. Ma io che sono una romantica, preferisco un piccolo film che mi ha fatto sognare di arrivare sulla famosa passerella in legno a cavallo di una moto: COME FARSI LASCIARE IN DIECI GIORNI. Non è da oscar sicuramente, ma volete mettere farsi un bel giretto stretta dietro Matthew McConaughey?

Il mio metodo per conoscere (o riconoscere) meglio NYC, l'ho applicato tutte le volte che ci sono tornata. 
Certo, questo può accadere solamente se il luogo è tutt'uno con te stesso. Se si è respirato e immagazzinato per anni ogni riga letta,ogni rimando visto, ogni notizia, bevendo e accumulando, quasi come cammelli. Altrimenti basta una bella Lonely Planet, che ti indica tutto quello che c'è da fare ma annulla ogni magia.Salvo poi pentirsene, successivamente. La magia, come il dirsi ripetutamente "ma è davvero così, proprio così come immaginavo. Come avevo visto, come avevo letto.Anzi di più". Aiutata dalla macchina fotografica, ho trasformato il sogno in realtà e la realtà in immagini. 
Piccoli sassolini o tracce...

Tracce a cui posso tornare ogni volta che la malinconia sale:



CONEY ISLAND - ESTATE 2015 - FOTO MS



GREENWICH ISLAND - ESTATE 2015 - FOTO MS

MIDTOWN MANHATTAN - TRUMP TOWER - ESTATE 2011 - FOTO FP






FLATIRON BUILDING - MIDTOWN MANHATTAN
ESTATE 2015 - FOTO MS


 I DOLCI DI MAGNOLIA BAKERY - ESTATE 2015 - FOTO MS




MAGNOLIA BAKERY - GREENWICH WILLAGE - ESTATE 2015 - FOTO MS


 MIDTOWN MANHATTAN - ESTATE 2015 - FOTO MS

YES IT'S ME - ESTATE 2015 -FOTO FP




NEW YORK CITY SECOND ME



E i libri?
Ecco alcuni passi tratti da libri che sono parte di me come NYC.

"Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa per caso?"
( Il giovane Holden - J.D. Salinger)

"Non si può ripetere il passato".
( Il grande Gatsby - F.S. Fitzgerald)

"L'aria in cui vivono le idee è l'unica per cui valga la pena di respirare".
(L'età dell'innocenza - Edith Warthon)

"Io no. Non mi abituo mai a niente, io. Chi si abitua a tutto tanto vale che muoia".
(Colazione da Tiffany - Truman Capote)

Ora aspetto i vostri luoghi preferiti. Quelli fermati da immagini che il tempo non potrà mai sfocare. E le frasi e i libri che più li rappresentano. Se vorrete.





12 febbraio 2014

Acropoli o necropoli?



Domenica sera ho guardato la partita. Ma era un bel po' noiosa e allora ogni tanto facevo zapping.
In uno dei miei soliti giretti sono finita su Rai 3. E sul divano di "Che tempo che fa" si discuteva di San Remo.

Sessanta anni di televisione italiana e sessantaquattro di Festivàl (come diceva Mike Bongiorno).
Per questo motivo tra Fabio Fazio, Elio e Massimo Gramellini a disquisire era presente anche la moglie del Mike nazionale, Daniela Bongiorno.

In tutta sincerità quella donna ha il potere di lasciarmi a bocca aperta.
La trovo agghiacciante. Badate bene non per quello che dice o che fa. Sembrerebbe del tutto dedicata alla memoria del marito. E pertanto le va tutto il mio rispetto.
No, parlo del fisico.
Ci sono stati dei primi piani impietosi. Il regista sembrava un avvoltoio appollaiato sul ramo di un albero che ogni tanto planava giù e faceva un boccone della miseria fisica di una donna.
Pelle lucida e tiratissima, zigomi così gonfi che la camera d'aria delle gomme di un auto sparirebbe al confronto. Un naso piallato e ridotto al fratello minore di quello di Michael Jackson.
E la magrezza? Boh!

Ho girato lo sguardo su di me. Quasi un riflesso incondizionato. Va bene sono più giovane. Ma molte tra le mie coetanee una puntatina dal chirurgo estetico l'hanno già fatta.

Ho tutte le mie rughe. Segni degli anni che passano ai quali non intendo rinunciare. La pelle resta bella perchè faccio una vita sana e regolare. E forse anche perchè c'entra molto l'ereditarietà. Mia madre ha ancora una pelle fantastica.

Il mio naso non è perfetto. Ho una piccola gobbetta che, causa anche gli occhiali da vista, con il tempo è diventata più pronunciata.
I miei zigomi non sono mai stati altissimi. Col tempo cederanno come è naturale che sia.
Nel complesso non dimostro gli anni che ho, ma non è che me ne frega più di tanto.
E' proprio questo il punto.
Sto bene con me stessa. Sto bene con i miei segni del tempo. Rabbrividisco quando vedo donne capaci di trasformarsi in replicanti alla Blade Runner per fingere di avere un'età lontana da quella anagrafica.
Tutte uguali, tutte gemelle. Tutte finte.

Tutte a scrutarsi allo specchio e tra di loro ogni santo giorno.
La palpebra che cala, la ruga d'espressione attorno alla bocca, la cellulite sulla gamba destra, il gluteo che scende precipitevolissimevolmente!
Occorre trovare una soluzione immediata. E partono le consultazioni. Cosa sarà meglio una punturina di acido iarulonico o sarà meglio un leggero botulino?
Tanto per rimpolpare lì o qua!
E quando non basta più ecco che cominciano i pellegrinaggi alle mecche estetiche.
L'amica dell'amica della mia amica mi ha consigliato il dottor Losofarebene ma anche Nonlasciotraccia è altrettanto competente.

E via, si spacca il porcellino, si striscia la carta di credito o si fa un bel bonifico con i soldi della vacanza studio della figlia.
E quando finalmente il viso è ormai lo stesso replicante della famosa attrice o presentatrice o nullafacente presente nei vari programmi televisivi,  ecco solo allora ci si sente soddisfatte!!!

E il mio pensiero è andato al monologo di Meryl Streep in I Segreti di Osage County.

L'ho visto da poco e vale la pena di andare di corsa al cinema anche solo per la scena in cui Julia Roberts le da di santa ragione alla madre Meryl Streep.
La protagonista Violet (una strepitosa Meryl Streep e che ve lo dicoaffà) istruisce tutto il pubblico attorno alla sua tavola sulla competizione tra donne affermando che chi ha più anni sarà sempre perdente. C'è sempre una donna più giovane. E non si può competere. non c'è alcun rimedio e nemmeno il trucco aiuta. L'unica ottantenne pimpante che  conosce è Sophia Loren e l'unica donna che poteva esibirsi senza trucco era Elisabeth Taylor eppure di trucco se ne metteva una tonnellata. Insomma non resta che rassegnarci.

E se lo dice Meryl.







18 gennaio 2014

31 W 57th Street New York - The Rizzoli Bookstore




E' una notizia che mi ha preso di sorpresa. E mi ha lasciato intontita come dopo il passaggio di un uragano. 
Uno dei simboli di NYC e uno dei miei posti del cuore dovrà lasciare l'edificio in cui è presente da 30 anni e trovare un'altra sede.


Lo storico negozio a due passi dalla Quinta Strada è destinato a spostarsi. La proprietà dell'immobile è in procinto di buttare giù l'intero stabile e ricostruire nuovi e lussuosi edifici destinati ad essere affittati con ricavi di gran lunga superiori a quelli di adesso.
Già è la legge del mercato bellezza!
Conservare e preservare gli edifici storici non ha davvero alcun valore, in Italia come all'estero. Perciò evitiamo di stupirci per lo squallore.
Io del resto sono una sentimental cazzona e per quasi trent'anni ho sognato di calpestare quel pavimento in parquet coperto da moquette che ad ogni passo fa un rumore sordo che sa di antico e di sogno.
E' rimasto un desiderio di pancia fino a quando nel 2011 non varcai quella soglia e mi ritrovai come una bambina nella valle delle meraviglie.


Rizzoli (FOTO MS)


Per lunghi anni sono entrata nel sito on line perdendomi nelle varie sezioni. Nelle edizioni rare e limitate, mettendo il naso in tutti i suoi cataloghi. In inglese, francese e italiano. I tanti eventi, le mostre. 
Il fulcro della cultura italiana in America. La mia Ammerica. Sempre generosa, a volte contradditoria ma di sicuro unica.
E ho ricordato la prima volta che ho sentito parlare della libreria. Si discuteva di un film di Woody Allen. Io ero ragazzina e dissi che il regista americano non mi piaceva e che i suoi film mi lasciavano indifferente. Non ero in grado di comprenderne l'ironia e lo ritenevo sopravvalutato.
Le amiche mi guardarono con una mesta aria di compatimento prendendomi per una folle deleritta.
Una delle ragazze mi disse che se io sognavo Nyc, NON POTEVO non comprendere quanto Woody amasse l'isola e come l'avesse resa superlativa in MANHATTAN. Parlando dei tanti luoghi di punta della Grande Mela compreso una deliziosa libreria italiana voluta da Angelo Rizzoli, che era sulla Quinta Strada.
Feci le cosiddette spallucce e me ne fregai.
Non ho mai cambiato idea su Allen.
Mentre della libreria mi "innamorai" perdutamente qualche anno dopo.
E qui arriva la nota patetica.
Uno dei miei film preferiti è Falling in Love. Alcuni miei amici sanno di tale mia insana follia e mi sopportano stoicamente.
Quante volte l'avrò visto? Mah, non ho mai tenuto il conto.
Che importa, tanto piango tutte le volte. Di dolore con Meryl, di rabbia con Robert e di follia amorosa alla fine con ambedue.
Strizzo il fazzolettino di cotone molteplici volte, oppure consumo un pacco intero di Kleneex. Accoccolata sul divano con il mio bel plaid colorato sulle gambe, che sono freddolosa io.
Il luogo simbolo dell'amore dei due protagonisti è appunto Rizzoli. Lì si incontrano, si lasciano, si ritrovano.
Lì si sfiorano, leggendo con aria distratta alcuni titoli di libri. Li si accarezzano solo con lo sguardo. Lì loro passi si perdono per rincontrarsi.
Ed io ho sentito per la prima volta quel rumore. Il passo soffocato. Il legno coperto. Ho visto gli antichi scaffali, pieni di bei libri dalle copertine "fascion" e quasi immateriali. L'ordine in cui vengono esposti. I tavoli con le edizioni rare autografate.
Attraverso le immagini mi sono arrivati persino gli odori.
No, non sono ancora diventata pazza. Chi ama il cinema riconosce la sua magia. Ci sono film che trovano il percorso per arrivare al tuo essere e dominarti. E tu non hai scampo. Resti imprigionato per sempre. Io sono stata catturata.
Ed è ancora così.

Poi oggi ho letto questo comunicato, nella sezione eventi.

Una bomba H per me. Nessun altro luogo scelto come nuova sede, potrà avere lo stesso spessore e lo stesso valore storico. Ho letto che c'è una vera e propria mobilitazione del mondo della cultura newyorchese per cercare di scongiurare l'evento ormai quasi certo.
Si stanno pianificando azioni di varia natura a difesa dello store. Ma penso che ci sia ben poco da fare.
Forse tornerà sulla Quinta strada dove è iniziato tutto.
Forse riusciranno in parte a ricostruire la magia.
Forse la prossima volta che andrò a NYC andrò a scoprire il nuovo negozio.
Forse.

Forse preferirò che il tempo e le immagini di un film mi riportino lì dove è ancora incredibile innamorarsi.
Dove il tempo è sospeso.
Dove il profumo di libri  non potrà mai essere abbattuto da una ruspa.