30 maggio 2020

SABATO DI POESIA: IL CUORE È LA CAPITALE DELLA MENTE - EMILY DICKINSON




(1354)

Il cuore è la capitale della mente 
La mente è uno stato singolo
cuore e mente insieme compongono
un singolo continente

La popolazione è uno
numerosa quanto basta
questa nazione estatica
cercala -  sei tu.



(Emily Dickinson - Poesie  1875-1879)



Note bibliografiche


Emily Dickinson naque ad Amherst, cittadina del Massachusetts occidentale, nel 1830, figlia di un noto avvocato. Morì nella stessa città a 56 anni nel 1886, dopo un attacco violento di nefrite. La sua vita fu interamente dedicata alla poesia e alla famiglia di origine, che non abbandonò mai. Gli ultimi anni li visse reclusa in casa, per sua espressa scelta. Non si sposò ma ebbe diversi amori di cui siamo venuti a conoscenza grazie alla sua copiosa corrispondenza epistolare.

Che cosa si possa dire della mia poetessa preferita che non sia mai stato detto o scritto, diventa difficile. 
Le sue parole risplendenti (trovate sempre nel mio blog il riferimento a quei versi) sono quanto di più bello, amabile e delicato ci sia mai stato donato. In tutta la sua vita vide pubblicate solo 9 delle sue poesie, stampate per interessamento di alcuni amici e contro la sua volontà,  il resto è giunto a noi grazie all'infaticabile opera di revisione  della sorella Lavinia e della sua amica Mabel Loomis Todd e, dopo di loro, Millicent, figlia di Mabel, riuscì finalmente a pubblicare la prima raccolta di poesie, così come l'autrice le aveva scritte: Bolts of Melody. La sua produzione alla fine arriva a 1576 poesie.
Insomma, grazie al lavoro e alla cura di donne meravigliose, la sua purezza adamantina, la sua freschezza e delicatezza, la sua urgenza pulsante e le sue "navi nella bottiglia" sono arrivate fino a noi. Arricchendoci mente e spirito.



26 maggio 2020

QUALCUNO CON CUI CORRERE



Ho letto il bel post di CRISTIANA MARZOCCHI, dedicato ad un articolo  dello scrittore israeliano David Grossman e pubblicato su REPUBBLICA.IT.
Lui dice che dopo la PESTE, torneremo ad essere umani. Ci faremo le domande giuste e proveremo a dare le risposte.
Insomma, nel bene e nel male, l'uomo si scoprirà migliore.

Lungi da me contestare questa sua affermazione, ma permettetemi di dire che un po' di dubbi ce li ho. Non credo che l'uomo impari dai suoi errori. Dopo la pandemia ed in piena fase 2, dovremo fare i conti con una crisi economico-sociale spaventosa. Ci metteremo due secondi a fare nuovamente male al nostro pianeta e di conseguenza a noi e ai nostri figli. I mari, fiumi e laghi, saranno invasi dall'inquinamento delle falde ad opera delle fabbriche, l'aria sarà di nuovo oppressa dallo smog per lo stesso motivo di cui sopra, il pensiero del denaro tornerà ad ottenebrarci  la mente, il tempo, che abbiamo imparato a coccolare e a cui abbiamo affidato i nostri pensieri più belli e positivi, tornerà ad essere un miraggio.

Insomma, tutto come prima. E non sono tragica, sono realista.


L'unica speranza dovremmo riporla nei giovani. Distogliendo la mente dalla visione della Movida dell'ultimo fine settimana identico da nord a sud, io vorrei lasciarvi con un pensiero tratto da uno dei libri di Grossman che amo di più, Qualcuno con cui correre.
Il protagonista maschile Assaf, è un sedicenne timido e impacciato, mentre insegue un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensati e conosce personaggi inquietanti.
Fino ad incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle. Assaf rimane affascinato da Tamar e decide di andare fino in fondo, di correre con lei...
Metaforicamente Tamar, simbolo di un futuro migliore, potrebbe essere la salvezza per i nostri ragazzi e allo stesso tempo, la nostra.


Anche in questo caso se non avete letto il romanzo di Grossman ve lo consiglio: è un libro da leggere assolutamente. 


"Non sapeva dove andare. Forse si sarebbe recato nell'isola pedonale di Ben Yehudi, alla ricerca del chitarrista di cui aveva parlato Sergej. Non aveva nessuna voglia di incontrarlo e non aveva nemmeno la forza di fare una cosa tanto semplice come camminare in una via affollata, vedere persone sconosciute o parlare con parole di uso comune. Aveva la sensazione che nel poco tempo in cui era rimasto nascosto tra le siepi fosse successo qualcosa di nuovo, di solenne. Non solo a lui, ma in generale, nel mondo. Non era possibile che tutto andasse avanti come prima. Sentì l'urgenza di incontrare Tamar per raccontarglielo. Forse non avrebbe dovuto nemmeno raccontarglielo. Forse lei lo aveva già capito da sola, ovunque si trovasse, senza nemmeno conoscerlo, senza sapere niente di lui. Forse l'aveva già sentito."

25 maggio 2020

CUCINANDO IN QUARANTENA



Adesso che siamo in fase 2  toccherà metterci a dieta. Mai come in questi sessanta giorni di clausura, ci siamo sbizzarriti a cucinare o a mangiare o tutti e due😝
Lo abbiamo fatto dai, grandi e piccoli. Nonni e adolescenti, manager e operai. Credo sia stata una delle cose più belle e condivisibili di tutta la quarantena. Sui social impazzavano i tutor più assurdi e avariati ahahah ho letto di pizze dolci o con l'ananas, frittate mirabolanti, perfino la semplice pasta aglio, olio e peperoncino, mitico piatto della cucina italiana, è stata declinata nelle varianti più improbabili.

Ma io non me ne sono tirata fuori, anzi. Amo cucinare e mi riduco a farlo  durante il fine settimana o quando ho amici ospiti perché il tempo è tiranno  ed io, solitamente, sono fuori casa per circa 12 ore al giorno😏

Per cui mi sono sbizzarrita e complice anche il periodo pasquale, non ho lesinato nulla e cucinato moltissimo. Ma stare ai fornelli mi rende felice e mi sono divertita😉
Ora mio marito "recita vendetta",  si è messo a dieta e mi ha proibito tutta una serie di ricette e condimenti. Ma farò la brava e mi atterrò alle nuove regole che assieme a quelle post quarantena rischiano di farmi impazzire.

Ma non sarà stata mica l'unica ad esagerare ai fornelli  VERO amici?
Non lasciatemi sola in questa valle di lacrime tra insalate e  fettine di pollo alla piastra, su raccontatemi cosa avete mangiato e cosa avete cucinato, intanto io vi lascio un po' di foto dei miei piatti.

Scrivete anche le ricette se vi va, magari le raccolgo tutte e ci faccio dei post a tema, che ne dite?

Basta che non mi dettiate la ricetta della pizza con ananas e salmone che vi cancello dalla lista degli amici di blog😎


PRIMI:
Pasta al forno  ricetta di nonna Mimma

particolare della pasta al forno


Riso patate e cozze ricetta di nonna Titti


Risotto zafferano, zucchine e gamberetti


SECONDI E PIATTI UNICI


Gateau di patate

Fase 2 del Gateau di patate


Ossobuco e funghi porcini


DOLCI


Crostata di arance amare

Fase 2 della crostata di arance

Torta di mele


Fase 2 della torta di mele


 SUA MAESTÀ LA REGINA DI PASQUA


Pastiere in preparazione


Fase 2 delle pastiere


24 maggio 2020

EDUARDO DE FILIPPO: SI CUCINE CUMM'È VOGLI'I I'''







Oggi ricorrono i 120 anni dalla nascita di quello che a mio parere è il più grande scrittore italiano (e non solo) del secolo scorso. 
A tale proposito, dato che sul mio blog ho spesso parlato di lui, voglio riproporvi un post del 1914 2014 che gli avevo dedicato. 





Sono trent'anni dalla sua scomparsa. 

Lo hanno celebrato in tutti i modi possibili. Servillo a Napoli con la regia di Sorrentino, lo sta ricordando grazie ad una delle sue opere più importanti: Le Voci di Dentro.

Io, ho avuto il grandissimo piacere di vedere suo figlio Luca al San Carlo di Napoli,  mentre recitava Shakespeare (La Tempesta) riadattato con difficilissimo lavoro di traduzione dall'inglese antico al napoletano seicentesco fatto da suo padre pochi mesi prima della sua morte.
Usando un linguaggio che avvicinò i protagonisti al pubblico partenopeo. Cosi chè Ariele, divenne quasi uno scugnizzo e Prospero e Miranda arrivarono al pubblico con un respiro ampio eppur vicino a loro, molto più comprensibile.
Una grande, immensa prova di Arte. Io sono orgogliosissima di avere avuto un tale privilegio, ed è uno dei ricordi più vividi della mia vita. Una immensa fortuna.
Ma oggi vorrei utilizzare un escamotage più familiare per parlarvi di lui.

Come palcoscenico casa mia. Non molto diverso da quella che è la scenografia del suo teatro tradizionale.

Me lo immagino seduto al tavolo della cucina in marmo bianco, lì dove tutto veniva scandito e gestito da mia nonna,  mentre insieme a lei  preparano una ricetta semplice e pure unica:

Tubetti al sugo cotto al sole. Tratto da "Si Cucine cumm'è vogl'i i'" di Isabella Quarantotti De Filippo.

"Quando eravamo in vacanza ad Isca, l'isola di Eduardo di fronte a Merano e più o meno equidistante da Capri e Positano, preparavamo spesso questi tubetti che riscuotevano successo presso tutti i nostri amici, sia italiani che stranieri. Ne era particolarmente ghiotto Archie Colquhoun, autore di una splendida traduzione in inglese di Promessi Sposi,
Bisogna cucinarli d'estate, perchè è allora che sono disponibili i due ingredienti principali: sole e pomodori. San Marzano, maturi, rossi e succulenti.

per sei persone occorrono:
400 gr. di tubetti medi non rigati
500 gr. di San Marzano a pezzetti e senza semi
100 gr. di ottimo olio d'oliva ( extravergine direi)
1 e 2 spicchi d'aglio tagliati a metà ma non mondati
3 cucchiai colmi di succo di limone ( non trattato )
abbondante basilico fresco

Strofinate l'interno di un'insalatiera con l'aglio e lasciatelo cadere dentro con l'olio, il succo di limone e i pomodori.
Usate un po' di più di sale perché,  insieme al calore solare, esso contribuisce alla cottura dei pomodori; in compenso l'acqua per la pasta sarà meno salata o addirittura insipida.
Mescolate per bene e, dopo aver coperto il recipiente con garza o tulle per tenere lontane le mosche, sistematelo in pieno sole. Nel giro di quattro ore il sugo sarà pronto e vi potrete versare i tubetti legati e scolati.
Decorate con tanto basilico. Anche gli spaghetti sono buoni conditi così, e un po' di peperoncino forte non ci sta male."



E li immagino lì, al chiuso di quella cucina, dove si è svolta la maggior parte della mia infanzia, a discutere in armonia di quanto amassero di più: la cucina napoletana. La regina delle cucine.

23 maggio 2020

[STORIA] GIOVANNI FALCONE: GLI ANNIVERSARI E LA MEMORIA




"La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni."

"Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e cambiare, c'è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare."

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."



Leggere, a distanza di 28 anni, alcuni stralci di sue interviste, è da brividi.
Aveva già visto e previsto ogni cosa, compresa la sua morte.

Nonostante ciò, dobbiamo continuare a credere che la mafia ha avuto un inizio e avrà una fine, altrimenti il suo sacrificio e quello di tutti gli altri Uomini, morti nel combatterla, sarà stato vano.




PS: guardate il video che ho postato, vi piacerà.

19 maggio 2020

IL CENTRO DEL MONDO


Riflettevo, mentre aspettavo la fine dell'acquazzone che questo pomeriggio ha inondato Milano, l'ennesimo di questo maggio confuso e non solo dal punto di vista climatico, su cosa sia per me, il centro del mondo.
Sono state alcune parole di un libro letto un paio di anni fa a scatenare  improvvisamente tutto quanto.Riaffioravano alla mia memoria e la malinconia della pioggia accendeva di ricordi familiari, ogni respiro.
Ho cercato il paragrafo del libro lì  dove il protagonista spiega come il suo amore per la montagna era cresciuto,  da quando bambino andava ogni estate trascinato dai genitori fino al momento in cui aveva deciso, ormai adulto, di viverci.
Per lui, il fulcro è un luogo, un posto a cui dedicarsi, da curare, migliorare e proteggere. L'amore per quel legno e quelle pietre, per i sentieri e i boschi,  diventa scopo e fine. La montagna è il rifugio, è l'essere se stesso, è quanto di più simile all'amore ci possa essere. 

Per me, il centro del mondo è la famiglia. Non un luogo fisico, come può essere la casa, ma un luogo di affetti e di memoria. Solitamente è anche un luogo di baci e abbracci, di vicinanza fisica, di carezze, di silenzi e di rumore. Un luogo in cui la parola regina è accoglienza. Un luogo che, non ha bisogno di spazi precisi per ritrovarsi. Soprattuto per chi, come noi, è abituato alle distanze.
Pensavo sarebbe stato più facile rimanere in attesa, mentre tutto cambiava e si modificava, mentre il mondo stesso veniva completamente travolto da un evento nuovo e devastante. 
Pensavo che sarei stata più forte e avrei resistito meglio alla lontananza. 
Mi sbagliavo.  Mai come in questi due mesi, il mio centro del mondo mi è mancato, ho perso l'equilibro che pensavo di avere conquistato e vinto. Per fortuna, mai, nemmeno per un secondo sono rimasta sola, ma mi sono riscoperta più fragile. 
Davvero difficile pensare alla propria vita senza la certezza di affetti che a volte possono sembrare ingombranti ma sono la chiave di volta della nostra esistenza. E per me non è quanto di più simile all'amore ci possa essere. È AMORE.

Cos'è invece il centro del mondo per voi?



PS: se non avete mai letto il libro di Paolo Cognetti ve lo consiglio. Ritengo faccia parte di quella schiera di libri da leggereassolutamente.



"Il mio centro del mondo in quegli anni era la casa che avevamo costruito insieme, Ci andavo a stare per lunghi periodi, tra giugno e ottobre, e ogni tanto ci portavo degli amici che se ne innamoravano subito, così finii per avere lassù la compagnia che mi mancava in città. Durante la settimana vivevo solo, a leggere, scrivere, spaccare legna e vagabondare per vecchi sentieri. La solitudine divenne condizione familiare per me. Buona ma non del tutto. Ma nei sabati d'estate c'era sempre qualcuno che saliva a trovarmi, e allora la casa smetteva di assomigliare alla capanna di un eremita, e diventava uno di quei rifugi che una volta frequentavo con mio padre. Con il vino sul tavolo, la stufa accesa, gli amici che discutevano fino a tardi, e la lontananza dal mondo che per una notte ci rendeva fratelli. Il rifugio si scaldava al fuoco di quell'intimità, e a me pareva che, tra una visita e l'altra, ne custodisse le braci."

(PAOLO COGNETTI - LE OTTO MONTAGNE)


17 maggio 2020

LIBERI TUTTI MA NON TROPPO

È ora: squillo di trombe, rulli  di tamburi.
l'Italia riparte.

Vediamo cosa cambierà nei prossimi 15 giorni e cosa si potrà o non si potrà fare:

DAL 18 MAGGIO

Finalmente ci si potrà spostare all'interno della propria Regione di residenza, senza dovere stare al "giogo" dell'autocertificazione. Avevo ormai perso il conto di quante variabili erano state approntate da marzo. Rimane la regola del distanziamento sociale e dell'utilizzo della mascherina quando non si può essere sicuri della distanza di sicurezza (un metro). Che poi, vorrei capire come si fa, per strada, a calcolare la distanza di sicurezza. Quelli senza mascherina andranno in giro con il metro in mano e appena vedono una persona, eccoli là a prendere le  misure😀 un incubo!

  • Si andrà al bar, in albergo, a fare acquisti; si potranno tagliare i capelli, fare sport all'aperto, andare dall'estetista, vedere gli amici, andare al MARE.
  • Prima di ogni spostamento, sarà obbligatorio misurare la temperatura; in caso di febbre oltre i 37,5, ovviamente, si resta a casa.
  • Massima cura all'igiene, lavare e igienizzare frequentemente le mani. Nei luoghi chiusi portare mascherina e guanti.
  • Chi ha la seconda casa (beati loro)  potrà andarci se all'interno della regione di residenza. Se è fuori regione, restano i limiti del viaggio solo per necessità e urgenza.
  • Sui taxi, si potranno portare fino a due persone sul sedile posteriore. Naturalmente obbligo della mascherina.
  • Sulle spiagge bisogna assicurare almeno 10 metri quadrati di distanziamento tra un ombrellone e l'altro. Tra i lettini 1.5 metri. Tutte le attrezzature messe a disposizione dai clienti dovranno essere disinfettate ad ogni cambio di persona o nucleo familiare. Alla fine della giornata deve essere garantita la santificazione. Anche qui, prima di entrare verrà controllata la temperatura.
  • Nei bar e ristoranti la distanza è ridotta ad 1 metro. Ogni volta che ci si siede o ci si alza da tavola,  si dovrà indossare la mascherina. Il personale avrà l'obbligo anche dei guanti. Sono vietati i buffet e i ristoratori dovranno conservare la lista delle prenotazioni (obbligatorie) per almeno 14 giorni. I menù cartacei spariranno. Facoltativa la misurazione della temperatura.
  • Dal parrucchiere obbligo di prenotazione. Anche loro dovranno conservare la lista per 14 giorni.Facoltativa la misurazione della temperatura. Nei centri estetici visiere anti goccioline e pulizia di ogni cabina. Da evitare i trattamenti a vapore. Nessuna rivista a disposizione.
  • Si potrà partecipare alle funzioni religiose, con accessi a numero chiuso. Mascherine e distanze obbligatorie, distribuzione di guanti monouso durante la comunione, disinfezioni degli ambienti (in questi giorni l'esercito ha fatto le grandi manovre in molte basiliche). Le acquasantiere resteranno vuote e sarà vietato qualunque contatto fisico.
  • Le aree giochi per i bimbi riapriranno. Bisognerà rispettare fila e distanze. E qui vorrei esser una mosca per vedere quanti genitori e quanti bambini riusciranno a rispettare le regole.
  • Niente feste e incontri con amici. Resta il divieto di assembramenti e quello di organizzare feste ed eventi in luoghi pubblici.

DAL 3 GIUGNO

Saranno consentiti gli spostamenti in tutta Italia, anche per raggiungere le seconde case. Via libera da e per i paesi europei. Da noi l'accesso sarà consentito e senza l'obbligo di quarantena.

Se la curva epidemiologica dovesse risalire, torneremo al punto di partenza con nuovi divieti. Speriamo di no. Speriamo che qualcosa da questo lungo periodo di cattività avremo imparato. Dovremo essere responsabili, perchè da quello che ho capito tutto dipenderà da noi,  è chiaro che siamo stati lasciati soli. E come ho detto fin dal principio:

abbiate cura di voi.





Fonti: Corriere della Sera

16 maggio 2020

SABATO DI POESIA: NON È RIMASTA DI LEI - ADONIS




Non è rimasta di lei che una forma che io nego
svanita, non da lei deriva la mia angoscia né il mio
dolore,
l'ho consegnata alle mie ferite affinché la portino
verso regioni in cui la mia tristezza non si rifugia
se sono sconfitto e il mio sogno non la rievoca.

(Cento poesie d'amore n.71 - Adonis)



Note bibliografiche sull'autore:


Ali Ahmad Sai'id Esber, questo è il vero nome del poeta Adonis, è una delle più importanti voci del mondo della poesia e della cultura araba. Nasce a Latakia, in un piccolo villaggio siriano,  da una famiglia di contadini. Compie gli studi universitari a Damasco dove si laurea in filosofia.Si trasferisce a Beirut e lì lavora come insegnante e giornalista.
Dei poeti dice:
"Essere un poeta significa che ho già scritto ma che in realtà non ho scritto nulla. La poesia è un atto senza principio né fine. In realtà si tratta di una promessa di un inizio, un eterno inizio."
Oggi vive a Parigi.

14 maggio 2020

POSTITIZIE:I DOLCI MOMENTI DI NAPOLI


PASTICCERIA DOLCI MOMENTI (IMMAGINE DAL WEB)

Una pasticceria di Napoli alla riapertura della Fase 2,ricomincia con un pensiero per i più bisognosi a cui regala i suoi prodotti dolciari.

Un piccolo bel momento di gioia e generosità quello che ha coinvolto una pasticcera di Napoli, dei Quartieri Spagnoli che pochi giorni fa ha potuto riaprire e ricominciare a lavorare dopo il lockdown e ha voluto dedicare un primo pensiero alle persone bisognose, alzata la saracinesca del loro negozio nei quartieri spagnoli, le prime infornate di dolci sono state infatti tutte per i poveri della zona a cui la pasticceria ha fatto recapitare vassoi e vaschette di specialità della casa, pasticcini e tortine, oltre alla piccola pasticceria i pasticceri hanno anche preparato una grande torta con la scritta “Andrà tutto bene” e disegnato con la crema e la glassa due persone sorridenti e un coloratissimo arcobaleno. 
A supporto dell’iniziativa della pasticceria Dolci Momenti, l’associazione evangelica “Tabita” che durante il lockdown ha provveduto a distribuire generi alimentari alle persone in difficoltà della città e che anche nel caso di questa bella iniziativa ha aiutato nell’individuazione della persone a cui fare questa piccola sorpresa e nella distribuzione di dolci e pasticcini
Mimmo Pazzi il presidente dell’associazione Tabita spiega sulle pagine di Ansa che è fondamentale il sostegno alle famiglie e a chi in questo momento di grande crisi si trova in difficoltà, quello della distribuzione dei dolci vuole essere un piccolo momento di gioia in più da regalare a chi sta combattendo delle battaglie difficili.Ovviamente questo piccolo dono dolce si accompagna all’impegno concreto che l’associazione fa consegnando settimanalmente generi alimentari di prima necessità.Una piccola sorpresa in più, che ha regalato un sorriso a molte famiglie e che speriamo possa essere di buon auspicio ai fratelli Calemma che hanno partecipato a questa generosa iniziativa e distribuito varie teglie di dolci gratuiti anche ai passanti per strada.


Oggi volevo parlarvi solo di cose belle e questa notizia mi ha "allargato" il cuore. Il buono e il generoso della nostra ITALIA.

fonti: Positizie.it

13 maggio 2020

IDENTITA' SOCIALE, IDENTITA' PERSONALE


Non so se avete ascoltato le parole del ministro Teresa Bellanova, questa sera, durante la diretta nazionale.
Ha difeso, quasi tra le lacrime, il provvedimento del decreto, che garantisce l'emersione del lavoro nero per migliaia di persone che vivono da invisibili, in Italia.

"Anche gli invisibili acquisteranno la loro dignità. Vince lo Stato, che è più forte del capolarato."


Nei giorni scorsi, si è scatenato un vero putiferio (il solito teatrino all'italiana). Non abbiamo bisogno di nuovi schiavi con il documento d'identità ma tutti hanno il diritto ad avere un lavoro e un salario dignitoso. Uno dei principi della nostra Costituzione.

E poi:

  1. Emersione del lavoro nero.
  2. Duro colpo alle mafie.
  3. Dignità a degli esseri umani che sono pari a noi.




Questa si chiama civiltà.


E dei leoni da tastiera che già si stanno scatenando sui social, me ne frego.

11 maggio 2020

10 maggio 2020

10 MAGGIO: LA FESTA DELLA MAMMA E IL COMPLEANNO DI BONO VOX



foto privata - vietata la riproduzione


Iris Hewson morì il 10 settembre del 1974 in seguito ad una emorragia celebrale. All'epoca Bono Vox aveva 14 anni. Quell'esperienza per lui ebbe un effetto devastante. Cominciò a correre e non si è mai più fermato. L'irrequietezza che ne scaturì è la molla su cui si è basato tutto il suo futuro artistico e personale.
In piena crisi scrisse I WILL FOLLOW brano che apre il primo album degli U2: BOY.
Il senso di terrore e di sbandamento che le appartengono in realtà sono il filo che unisce l'intero lavoro. 
L'amore incondizionato nei confronti della madre e lo smarrimento per la sua perdita ne fanno una canzone dai suoni martellanti e vigorosi. Lui stesso disse che in quel momento voleva creare qualcosa di nuovo e di originale. E pensò di esserci riuscito cercando di suonare meno note possibili. Divenne poi una delle caratteristiche principali della sua musica.
Ma soprattutto è una canzone sentimentale, una dedica lucida e dolorosa alla persona che amava di più al mondo e che aveva perduto, nel momento forse più complicato della vita di un ragazzo.
E oggi, che è il giorno del suo compleanno, mi sembra quella più indicata per festeggiare questo "vecchio ragazzo" che da oltre 40 anni riesce ancora a sorprenderci. Come quando dedica una canzone all'Italia con un filo di voce e stonando di brutto.  
O come quando ci ricorda quale sia l'amore più importante. Quello che non finisce mai, spesso conflittuale, contraddittorio, discusso, contestato, sottovalutato, pragmatico, INSOSTITUIBILE.

Buon compleanno BONO e auguri a tutte le MAMME del mondo.

E alla mia.



I will follow
I was on the outside when you said
You said you needed me
I was looking at myself
I was blind, I could not see
A boy tries hard to be a man
His mother takes him by his hand
If he stops to think he starts to cry
Oh why
If you walk away, walk away
I walk away, walk away, I will follow
If you walk away, walk away
I walk away, walk away, I will follow, I will follow
Ero in uno spazio aperto e tu hai detto
Hai detto che avevi bisogno di me
Guardavo a me stesso,ero cieco
Non sapevo vedere.

Un ragazzo con tanta voglia di essere uomo
Sua madre lo prende per la mano
Se si ferma a pensare scoppia a piangere
Perché?
Se te ne andrai via, via
Io andrò via, via..
Ti seguirò.





Fonti: U2 DENTRO AL CUORE - NIALL STOKES - GIUNTI EDITORE

08 maggio 2020

[ATTUALITÀ] GLI IMBECILLI









Invece di preoccuparci dell'esodo mancato faremmo bene a presidiare le nostre città visto gli imbecilli che, come mandrie scappate dai recinti, si stanno riversando in ogni lago e luogo.

In prevalenza giovani, hanno ripreso la via dell'aperitivo, questa volta da asporto.
E da Milano a Desio è tutto un fiorire di conversazioni e risate, innaffiate da birra e spritz con cui festeggiare l'arrivo della primavera inoltrata e la fase 3, quella che ci costringerà di nuovo in casa.

IMBECILLI

07 maggio 2020

LET IT BE - 8 MAGGIO 1970




Il 10 aprile del 1970 Paul McCartney annunciava al mondo la sua decisione di uscire dalla band pubblicando un album da solista: McCartney. 

L'ultimo lavoro dei Beatles uscì un mese dopo ma era stato realizzato precedentemente ad Abbey Road  e con non poche difficoltà. A partire dal cambio del titolo che inizialmente doveva essere Get Back.

Let It Be è il testamento  dei 4 scarafaggi londinesi; la summa degli attriti che portarono allo scioglimento.
All'inizio doveva essere un film per uno show televisivo  e come tale fu realizzato. Appartiene al documentario,ad esempio,  la storica versione di Don't Let Me Down sui tetti della Apple Records: Il concerto dal vivo fu poi interrotto dalle forze dell'ordine che intervenirono per disperdere tutte le persone che si erano radunate per ascoltarli. Anche qui degli antesignani. La madre di tutti i concerti sui tetti da lì in poi.

 La realizzazione, come disse il loro manager George Martin, non era stata un'esperienza felice, ormai era arrivato il tempo della fine della loro"relazione". Gli attriti erano fortissimi, tra Paul che già pensava alla sua carriera da solista e John Lennon che voleva diventare il nuovo "frontman" del gruppo e sempre più schiavo delle droghe e di Yoko Ono;  tutto questo  li stava di fatto condannando a morte. Litigavano per ogni cosa, dagli arrangiamenti agli accordi. Anche George Harrison ci metteva del suo, con grande insofferenza nei confronti dei due"leader" e meditando di dare vita ad un nuovo gruppo col suo amico Eric Clapton. L'unico che cercava di mediare e ci provò fino alla fine era Ringo Starr.
Ma ormai la parola THE END era un cartello pubblicitario ben acceso davanti a tutti loro.
La favola si concluse ufficialmente nel dicembre del 1970 ma andò avanti con denunce e cause legali per qualche anno ancora. 
Eppure, nonostante tutto, il disco fu un capolavoro. Era un lavoro pulito, senza troppe sovrapposizioni, senza suoni ricercati, senza influssi presi da altri mondi musicali. Nudo e crudo, scarno, essenziale.
Le canzoni li raccontano perfettamente, così come raccontano il loro mondo unico, avamposto di tutti gli altri.
L'8 maggio 1970 pubblicarono l'album. La morte del gruppo segnava l'inizio della loro leggenda.


Di Let it Be vi ho parlato recentemente, qui.

Vi lascio con quella che, personalmente, ritengo la canzone più bella dell'album, capolavoro tra i capolavori: The Long And Winding Road. La versione pubblicata fu  contestata duramente da Paul McCartney, gli arrangiamenti conclusi in sua assenza, non erano quelli pensati da lui, autore del brano. Si arrabbiò cosi tanto, che fece causa al resto del gruppo e l'Alta Corte Britannica gli diede ragione. Si ritenne fosse una delle sei ragioni valide che causarono lo scioglimento.
Eppure, la canterà live diverse volte. Naturalmente, la versione è quella che ha modificato successivamente e che poi è stata ripubblicata sia dai Beatles in alcune antologie, che da lui: Let it be ... Naked.

Ci sono poi stati diversi artisti che l'hanno cantata con versioni molto personali,  da George Michael a Billy Ocean, da Olivia Newton John a George Benson.

Se avete tempo e voglia ascoltatele. Sono così preziose che diventa difficile stabilire quale sia la più bella. Anche se io, un'idea  ce l'ho💖






















Fonti: The Beatles the band that changed the world - Terry Burrows










05 maggio 2020

[ATTUALITÀ] IL NUOVO ESODO



"In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè."
(Antico Testamento: 14,30-31)

Volevo dire a tutti i catastrofisti:
non ci sono state folle di italiani che si sono nuovamente riversate sui treni, aerei e autobus, per tornare al sud. Tutto procede con tranquillità. I controlli vengono fatti con scrupolo. Chi arriva in auto (pochi) si autodenuncia e fa la sua buona "quarantena" a casa.

Il Nilo non si è spalancato, le acque non si sono rinchiuse sui poveretti che rientravano e De Luca, il governatore poco "fratacchione", ha lasciato il bazooka a casa😆😆😆

Emiliano, non pervenuto.





04 maggio 2020

LA RICETTA DELLA FELICITÀ: GLI SPAGHETTI AL POMODORO DI AUDREY HEPBURN




Audrey Hepburn aveva lasciato il cinema per fare la madre. Si era scrollata di dosso la mondanità. Invitava solo gli amici e solo quelli veri. Gli spaghetti al pomodoro erano anche un modo di dire: "ecco, questa è la mia casa, io sono così, non aspettatevi che io sia diversa." E di pasta ne mangiava tanta. Per me bambino la mamma non è mai stata né grassa né magra, ma ricordo che amici e parenti si stupivano di come riuscisse a non ingrassare mai. Non si limitava ad assaggiare eleganti porzioni minimaliste, si serviva anche due piatti colmi di pasta e spesso chiudeva il pasto così, come si fa in molte famiglie italiane dove gli spaghetti sono un primo piatto solo per dire.

(LUCA DOTTI - AUDREY MIA MADRE - EDIZIONI MONDADORI)

Oggi è il suo compleanno e non potevo far passare la giornata senza farne cenno. Allora vi regalo la sua ricetta preferita, la più semplice, la più buona.
È così anche per me. Un piatto di pasta al pomodoro e basilico fresco sono la cosa più buona al mondo, una piccola ricetta della felicità.




È tratta dal libro di suo figlio. Ho fotografato tutte le pagine comprese le sue annotazioni personali  ovvero " il consiglio in più".
BUON COMPLEANNO AUDREY 












































03 maggio 2020

FOLLIA DA PROCESSIONE


La Madonna dello Sterpeto è la Patrona della città di Barletta.La sua icona antichissima, ogni Primo Maggio,  viene translata dal suo santuario a qualche chilometro dalla città fino alla Cattedrale, nel centro storico.Bene, all'epoca del coronavirus, tutte le cerimonie, religiose e civili, mi pare, se la memoria non mi inganna, sono sospese. Ma forse, in Puglia, nonostante Emiliano, è consentito.E la Madonna ha fatto la sua bella apparizione nelle vie cittadine scortata dalla polizia locale e attesa, sulle scade della Basilica, dal Sindaco Cosimo Cannito e dal Vescovo Leonardo D'Ascenzio.

La maggior parte dei cittadini ligia alle regole, è rimasta a casa. Qualche centinaio di Barlettani invece, si è riversato nelle strade e ha acclamato l'effigie della Madonna sul sagrato della chiesa.

Alla faccia del distanziamento sociale e alla faccia dei divieti.

Il Sindaco, raggiunto dagli organi di stampa, si è giustificato così: 

«Non avremmo mai potuto immaginarlo, anche perché gli organizzatori dell’evento, dopo avere fatto appello alla comunità dei fedeli, chiedendo loro di rispettare le prescrizioni del governo e di restare a casa, come riportato anche dalle testate giornalistiche locali, avevano garantito che tutto sarebbe avvenuto senza assembramenti, predisponendo anche una diretta tv per impedirli e non facendo accompagnare la sacra Icona dalla consueta processione di fedeli. Ma non è servito a nulla. Più di ogni cosa, però, voglio esprimere la mia stima e il mio profondo ringraziamento alla stragrande maggioranza dei barlettani, perché sono rimasti a casa a seguire la traslazione della Madonna in tv, con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio. Quanti si sono precipitati per strada sono responsabili delle loro azioni, nessuno li ha invitati, incoraggiati o autorizzati a farlo. Sono stati degli incoscienti e nessuna devozione giustifica il loro comportamento. Continuo, pertanto, a chiedere l’aiuto e la collaborazione di tutti, vi esorto a mettere da parte le divisioni, i facili giudizi e ad andare avanti cercando di proteggere la nostra città, come abbiamo fatto finora» Gazzetta del Mezzogiorno.



Riassumendo: ha autorizzato l'evento, ha partecipato, ha mobilitato la Polizia Locale che ha immortalato l'avvenimento con dovizia di immagini e video, ma la colpa è dei cittadini che, pur non essendo stati "invitati e incoraggiati" a partecipare (si sa che bisogna essere invitati alle processioni), si sono fatti trovare in strada.

Certo, il mio sarà un facile giudizio. E il vostro?