27 ottobre 2018

SABATO DI POESIA: NOI NON SIAMO.






Noi non siamo come tutte quelle cose
che nascono già doppie a coppie, a paia
come le scarpe che non sono senza l’altra.
Noi due assomigliamo a tutto quello
che il tempo fa giocare col destino.
Quando l’ultima tazzina ancora sana
e il piattino comprato chissà dove
arrivano uno sull’altro
nella strana inseparabile perfetta
abitudine che li mette insieme.
Ma tutti i cocci e le rotture mancate
i traslochi, le mani dei bambini
alla fine non esistono più
loro stanno nel cuore di ogni giorno.
Bellezza inimitabile e bizzarra
di tutte le famiglie imprevedibili
che non assomigliano a nessuna cosa
pensata semplicemente insieme.
Come si svela un giorno dopo l’altro
il senso di ogni cosa perduta
nel colpo da maestro che decide
la perfezione inaspettata che rimane.


( Isabella Leardini - Una stagione d'aria - 2017)

24 ottobre 2018

ANIMA DI GOMMA.



L'altra sera parlando degli U2 con la mia amica Hermione del blog Mamma senza rete, ci siamo soffermate brevemente sui Beatles facendo il confronto tra chi, come i primi, non si  è mai diviso, pur iniziando una parabola discendente riguardo la creatività e chi, come i secondi, si è fermato all'apice del successo. 

Mi sono resa conto che era un po' di tempo che non vi "stressavo" con i miei amati scarafaggi raccontandovi episodi tratti dalla loro epopea musicale finita troppo presto.
Al di là del mito infatti, non sono mai state rose e fiori tra di loro ed è uno dei motivi per cui, la loro unione è durata poco più di dieci anni.
Nel 1965  e dopo un album come Help, si trovarono di fronte ad un bivio:dare più sostanza e impegno alla loro discografia. Insomma bisognava dimostrarsi maturi, con testi e musica all'altezza.
Superare l'orizzonte canzonette ed arrivare a confermare la loro maturità musicale.
Al ritorno dal loro terzo tour in America erano obbligati dal contratto a pubblicare un nuovo album entro la fine dell'anno.
Seppure sotto pressione lo realizzarono nel giro di poche settimane.
Il loro discografico e produttore George Martin, dichiarò che si trattava di un lavoro di transizione, una crescita nuova per il gruppo.
Esplorarono nuovi suoni  e nuovi effetti con gli strumenti, dal basso "fuzz" di Paul, alle esperienze con la musica indiana di George. 
Così, a quattro mesi dall'album precedente, nacque Rubber Soul.
Paul disse che il titolo fu ispirato da un vecchio musicista di colore che definì "plastic soul" il modo di cantare di Mick Jagger l'amico rivale frontman dei Rolling Stone, coniugato con le loro incursioni nella musica dell'anima, appunto soul.
Altre versioni dicono che invece si riferiva alla copertina del disco curiosamente distorta quasi come gomma.

Ma è il loro lavoro quello su cui bisogna soffermarsi.
Lo stile di John si trasforma e si vede in composizioni come Norwegian Wood  influenzate da Bob Dylan, quasi come se lo stile intimistico dell'autore americano volesse di prepotenza entrare nella loro musica come una confessione. Il brano è passato alla storia perché il primo ad utilizzare sonorità indiane con l'affascinante suono del sitar, in un album pop occidentale. Anche se la registrazione in studio provocò non pochi problemi di distorsione di sonorità che, ai tempi, fu impossibile risolvere.




Allo stesso modo Nowhere Man riflette, con le sue ricche armonie e i suoi sofisticati arrangiamenti,  quanto vedessero senza fede e con noia la loro vita in quel momento.
Ma altri temi si fecero largo dando più potenza alla loro lirica. Tutti i dubbi legati all'incertezza dell'esistenza, la morte e la gelosia.





Certo non posso chiudere il post senza accennare a Michelle. 
Quando John e Paul erano ragazzi, frequentavano diverse feste ed era il periodo dell'esistenzialismo francese. Vivevano con il mito di Juliette Greco. Una sera presero in giro uno studente francese che strimpellava la chitarra e si inventarono un grammelot. Qualche anno dopo  John chiese a Paul se si ricordava l'episodio e il brano dicendo che avrebbero dovuto scriverci su una canzone. Ed ecco che nacque uno dei motivi più famosi e celebri del gruppo.




Rubber Soul fu il loro primo album ad avere una critica estremamente positiva.
Il pubblico, naturalmente, non aveva bisogno di essere convinto e premiò il disco portandolo immediatamente al primo posto della classifica britannica per diverse settimane. In America vendettero oltre un milione di copie in nove mesi.
Numeri da capogiro se pensate ad un'epoca senza social.


Rubber Soul

Side 1
Drive my car
Norwegian Wood
You won't see me
Nowhere man
Think for yourself
The word
Michelle

Side 2
What goes on
Girl
I'm looking through you
In my life
Wait
If i need someone
Run for your life


Credits: The Beatles the band that changed the world - Terry Burrows - 2012



20 ottobre 2018

SABATO DI POESIA: DOLCENERA.

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte

nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ

nera di malasorte che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna luna
nera di falde amare che passano le bare

âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á

ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà

ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à

oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

atru de rebellâ
â nu n'à â nu n'à

e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza
così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

(Fabrizio De Andrè - Anime Salve - 1996)








Dedicata a tutti coloro a cui la vita ha tolto molto o tutto.
Ai genovesi, agli irpini, agli abruzzesi, agli umbri;  a tutti gli italiani e a quanti portano il ricordo della loro casa in fondo al cuore.

18 ottobre 2018

L'AMORE È PIÙ GRANDE DI QUALSIASI ALTRA COSA SULLA SUA STRADA.



Lunedì sera ero al concerto degli U2 al Forum di Assago.
Sull'onda del successo del loro ultimo album SONG OF EXPERIENCE, il tour mondiale è arrivato anche in Italia.
Poche date e in luoghi assai più piccoli
di  quelli a cui ci hanno abituato.
Ma lo stesso entusiasmo nell'attesa.
Erano nove anni che mancavano da Milano, l'ultimo concerto (io c'ero) allo Stadio Meazza (scusate ma il derby si avvicina e non riesco a chiamarlo in altro modo) nel 2009.

Penso che  su di loro sia stato detto tutto e anche io non mi sono mai risparmiata, basta guardare la cifra di post che gli ho dedicato negli anni.

Però:

Il concerto aveva orari da anziani. È iniziato alle 20.22 e finito alle 10.30. Alle 11.30 ero già a casa.

Hanno cantato 22 canzoni, di cui sette dal nuovo album (e ci sta) e altre che non avevano mai cantato in pubblico come Even better than real thing dal mio album preferito Achtung Baby datato 1991.
In realtà era Acrobat, ricordavo male e ringrazio il marito di Claudia per la precisazione. Per cui vi posto il live tratto dal concerto di Milano.


Ma hanno trascurato album storici come The Joshua Tree. Non cantare With or without you mi è parso quasi sacrilego.
Il loro inno Sunday Bloody Sunday non pervenuto.
Lo spettacolo, tra video e effetti speciali mirava a colpire e c'è riuscito. Compreso un video a fumetti che ho fatto fatica a comprendere e che ha lasciato perplesso la maggior parte del pubblico.

Bono mi è parso un po' imbolsito, si è risparmiato abbastanza (forse la voce non è ancora tornata quella che conosciamo dopo i problemi di un paio di mesi fa).
C'è stato il solito siparietto con tanto di bandiera europea sullo sfondo e video dedicato agli immigrati (voi sapete come la penso su questo argomento eppure mi è parso solo un cavalcare l'onda da "grande artista impegnato" quale vuol sempre apparire). Ci ha stufato.

Insomma, sono uscita velocemente e abbastanza delusa.
Poi, loro sono "il più grande gruppo rock al mondo" :VABBÈ.
Ma mi sono apparsi come l'ombra di quello che sono stati. NIENTE MAGIA.
Questo ultimo album ha fatto tacere vari rumors che li davano per finiti. 
Diciamo che è il migliore tra quelli pubblicati negli ultimi dieci anni. E non sarà stato un caso se di questi non hanno suonato neppure una nota.

Ci sono dei piccoli gioielli. 
Come Summer of Love, versione acustica da brividi.
E come la canzone che da il titolo al mio post, di cui vi invito a vedere video e a leggere il testo.

Gli U2 sono come la Fenice. Rinascono dalle loro ceneri.
Questo album in parte ci riappacifica con la loro musica. Ma a vederli dal vivo non so quanto di buono riusciranno ancora a regalarci. O vorranno.
Speriamo che la prossima volta non facciano concerti pomeridiani, da chiudere alle 19,30 in tempo per cena.









La porta è aperta, si può entrare
se potessi, verrei anch'io
ma il sentiero l'hai creato tu
visto che stai camminando, comincia a cantare e smetti di parlare
Oh se potessi sentirmi quando dico

oh, che l'amore è più grande di qualsiasi altra cosa sulla sua strada

Così giovane per rispecchiarti nelle parole della tua canzone
so che c'è tanta rabbia dentro te
scrivi di un mondo in cui potremmo abitare
l'un con l'altro e canta come nessun altro

Oh se potessi sentirmi quando dico
oh, che l'amore è più grande di qualsiasi altra cosa sulla sua strada

Se il chiar di luna ti ha fatto piangere a Killiney Bay
oh canta la tua canzone
lascia che la tua canzone sia cantata
se ascolti bene potrai sentire il silenzio dire che
quando pensi di non farcela più
in realtà hai appena iniziato

L'amore è più grande di qualsiasi altra cosa sulla sua strada
l'amore è più grande di qualsiasi altra cosa sulla sua strada
l'amore è più grande di qualsiasi altra cosa sulla sua strada





The door is open to go through
If I could I would come, too
But the path is made by you
As you're walking start singing and stop talking
Oh, if I could hear myself when I say
(Oh love) love is bigger than anything in its way
So young to be the words of your own song
I know the rage in you is strong
Write a world where we can belong
To each other and sing it like no other
Oh, if I could hear myself when I say
(Oh love) love is bigger than anything in its way
If the moonlight caught you crying on Killiney Bay
Oh, sing your song
Let your song be sung
If you listen you can hear the silence say
"When you think you're done
You've just begun

13 ottobre 2018

SABATO DI POESIA: QUANDO DIO CREÒ L'AMORE.





Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.


CHARLES BUKOWSKI

09 ottobre 2018

DIFETTI.


In attesa che mi venga una bella ispirazione per il nuovo post, ho pensato ridacchiando tra me e me, di farvi un bell'elenco.
Di cosa, direte...
Ma di difetti.
Tutti i miei difetti così come mi vengono.
Certo poi, amici miei, tocca a voi e voglio un bell'elenco sincero.

Ho troppe borse.Non resisto. Durante l'ultimo trasloco, circa quattro anni fa, mia cugina, che mi aiutava ad inscatolare le varie amenità ne aveva contate oltre 150. Vi assicuro che, ad oggi, abbiamo superato il 200.
Ah, ho pure troppe scarpe. Di quelle da tempo ho perso il conto.

Sono impulsiva. Non riesco a trattenermi quando sento o vedo qualcosa che non è come "dovrebbe essere" secondo il mio insindacabile giudizio. Per cui, quando agisco d'impulso, con parole o gesti, sarebbe meglio starmi alla largaaaaa.

Sono precisa sul lavoro, fin troppo perfetta.  Credo sia deformazione professionale, del resto il mio ambito lo richiede.
E allora, per la legge del contrappasso a casa sono più morbida. Ed ho imparato a viverla senza pretendere che sia tutto assolutamente in ordine.

Sono una brava cuoca, dicono. Per questo motivo adoro circondarmi di amici a cena.
Ma sono anche ansiosa, per cui, spesso e volentieri non riesco a godermi appieno le serate perché vivo nel continuo terrore che ci possa essere qualcosa che non va. Praticamente passo la sera sulla punta della sedia e riesco a rilassarmi solo al dolce. Che vita dura.

La mia punta di maggior disordine la sfioro con i libri, perché ho una politica tutta mia.
Mi piace tenerli in armoniosa confusione. Né per titolo, né per autore, né per genere.
Esclusa la prima fila. Mi spiego meglio. Per motivi di spazio, nelle mie librerie sono tutti su doppio binario.  Davanti in ordine di autore, se si parla dei miei preferiti, dietro in disordine sparso, tutto quello che ho letto, per passione o per diletto.
Voi direte, come faccio a trovare un titolo se ne ho bisogno? Ebbene, ho una memoria fotografica infallibile, e trovo all'occorrenza tutto quello che mi serve. E senza alcuna fatica. 

Sono una collezionista maniacale. Dai fumetti, ai profumi, alle collane, alle Barbie. Di queste ultime vi ho già parlato e molte le avete viste nei miei post passati. Volevo solo aggiornarvi sul fatto che la collezione aumenta.Un giorno saranno delle mie nipoti, per ora sono mie e me le godo.

Sono una gran testona, se sono convinta di avere ragione, nessuno potrà farmi cambiare idea su persone o su cose. Ed è un gran problema, visto che non mi sbaglio mai.

Avrei anche dei pregi. Dicono. Ma di quelli ci sarà sempre tempo per parlarne. Di solito, le virtù degli altri annoiano. 

Per cui, tenetevi i difetti.







06 ottobre 2018

SABATO DI POESIA: POI VEDREMO.











Cerca di avvicinarti al mio cuscino
mentre dormo, come facevi
quando ero bambino per ascoltare il ritmo
del mio respiro.

So che vorresti farlo,
allora non perdere tempo:
mettimi una mano sul cuore,
controlla se batte regolare,
rifai le stesse cose
che hai fatto per anni.

Mi mancano.

Mi manchi tu.

Anche se non mi svegliassi
sono certo che rimarrebbe qualcosa
di te.

Potrei farmelo bastare
per un po'.

Intanto tu incomincia a venire
poi vedremo.


***
Maximiliansau, 18 aprile 2017

(Vincenzo Iacoponi Malavisi)


Tra le poesie di Enzo Iacoponi è una delle mie preferite.
Perché le mamme sono così, rose splendide e profumate.
Perché a pensare a loro i nostri occhi si riempiono di lacrime.
Perché sono e saranno sempre il nostro cuore, lo specchio della nostra anima.
E vorrei che fosse Enzo a spiegare la forza di questo amore senza fine.



IL BLOG DI ENZO LO TROVATE CLICCANDO QUI.


02 ottobre 2018

AVREI VOLUTO PARLARVI DEL VENTO.





Volevo parlarvi del vento.
Poi ho letto questa storia che vorrei condividere con voi.

È successo a Modena, qualche giorno fa.
Un bimbo di quattro anni vorrebbe festeggiare il suo compleanno con gli amici della scuola materna.
La mamma manda gli inviti a tutta la classe tramite gruppo di whatsapp.
Ma il giorno della festa, dei 18 compagni,  all'appuntamento si presenta  un solo bimbo in compagnia dei genitori.
La delusione è forte, soprattutto per la madre che ha ricevuto quattro defezioni su 18 dei bimbi iscritti alla chat.
Nessun altro genitore ha ritenuto necessario avvisare.

Maria Giovanna Carlini, è questo il nome della mamma, racconta che suo figlio non si è reso conto dello sgarbo perché soffre di una malattia per la quale ha  una percezione distorta di quanto gli accade intorno.
Ha poi pubblicato su Facebook  un filmato con il quale spiegava l'accaduto e sui social è esplosa la polemica, visto che si parla tanto di integrazione per i portatori di disabilità ma qui stiamo ancora all' A B C.

Genitori bocciati, mentre il bimbo ha potuto festeggiare successivamente grazie al Kid Festival di Milano. 
Alcune scuse accampate successivamente, parlano di orario critico(le 18,00 di sera) e di donazione (piccolo contributo all'associazione a cui fa capo la mamma e per di più volontario) che forse non era stata gradita ai più.

La realtà è ben altro, come possiamo immaginare.
Solo quando saremo liberi dai pregiudizi, riusciremo a fare in modo che le parole siamo tutti uguali abbiano finalmente un senso.
Per adesso, la situazione è questa qua. Ipocrisia e indifferenza.

Eh sì, volevo parlarvi di quanto mi piace il vento.

(Fonte Corriere della Sera)