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23 ottobre 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Spatriati di Mario Desiati

Spatriati di Mario Desiati -
Einaudi Editore - 2021 -  cartaceo euro 20,00

Quando un fronte d'aria fredda incontra a terra una massa d'aria calda, quest'ultima si alza al cielo. Nascono i temporali. Pioggia e fulmini, acqua e fuoco. Non ho mai capito chi tra i due fosse il caldo e chi il freddo, ma mi ritengo fortunato di avere incontrato il mio fronte opposto in Claudia Fanelli, la spatriata, come qui chiamano gli incerti, gli irregolari, gli inclassificabili, a volte i balordi o gli orfani, oppure i celibi, nubili, girovaghi e vagabondi, o forse, nel caso che ci riguarda, i liberati. La notai la prima volta nell'atrio della scuola e desiderai i suoi capelli rossi, la pelle lunare, il naso pronunciato. Aveva l'aria d'essere piovuta lì da un altro mondo, più evoluto e illuminato. Mi chiamo Francesco Veleno, sono figlio unico di Elisa Fortuna e Vincenzo Veleno, due ex atleti dilettanti, che si sono innamorati durante una puntata di Giochi senza frontiere e per tutta la mia infanzia mi hanno cresciuto con l'idea che li avrei riscattati dal misterioso incidente di avermi messo al mondo.


Il libro più bello e straniante che io abbia letto questa estate. Controverso, a tratti spiacevole e violento, una scrittura travolgente e incandescente. Un libro diverso, dedicato a tutti gli irregolari, gli irrisolti. Capace di irritarti e di commuoverti, di legarti a sé fino alle lacrime, o di farti pensare di odiare l'intero mondo. Costruito per raccontarci la fragilità di due anime che si completano ma che hanno bisogno di sfidare il mondo prima di dirselo. Vola sulle righe di capolavori della letteratura italiana e mondiale, mai citati a caso. Forse il miglior Premio Strega degli ultimi anni. 

Una "spatriata" come me non poteva che amarlo.


Spatriati di Mario Desiati - Einaudi Editore - 2021 -  cartaceo euro 20,00

25 settembre 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] CECITÀ DI JOSÉ SARAMAGO



Il disco giallo si illuminò. Due delle automobili in testa accellerarono prima che apparisse il rosso. Nel segnale pedonale comparve la sagoma dell'omino verde. La gente in attesa cominciò ad attraversare la strada camminando sulle strisce bianche dipinte sul nero dell'asfalto, no  c'è niente che assomigli meno a una zebra, eppure le chiamano così. Gli automobilisti, impazienti, con il piede sul pedale della frizione, tnevano le macchine in tensione, avanzando, indietreggiando, come cavalli nervosi che sentissero arrivare nell'aria una frustata. Ormai i pedoni sono passati ma il segnale di via libera per le macchine tarderà ad ancora alcuni secondi, c'è chi dice che questo indugio, in apparenza tanto insignificante, se moltiplicato per le migliaia di semafori esistenti nella città e per i successivi cambiamenti dei tre colori ciascuno, è una delle più significative cause degli ingorghi, o imbottigliamenti, se vogliamo usare il termine corrente, della circolazione automobilistica.


 
Un romanzo di formazione, quanto mai attuale, quanto mai importante. Dalla lucidità e lungimiranza che hanno fatto dell'autore  portoghese, Premio Nobel per la letteratura, uno dei fari della letteratura mondiale, nasce la cronaca fantastica di un'epidemia inspiegabile, presagio a dir poco funesto di questi nostri opachi tempi.  A rileggerlo mi sono venuti i brividi. 

Perché siamo diventati ciechi, Non lo so, forse un giorno si arriverà a conoscerne la ragione, Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.


Buon 25 settembre a tutti voi.

 

22 maggio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Le mogli hanno sempre ragione di Luca Bianchini. Recensione e intervista all'autore.


 

 "Il sole non aveva alcuna intenzione di andarsene. Continuava a perdere tempo come un ospite che a fine serata si ferma sulla porta, accende un'altra sigaretta e ti racconta la storia della sua vita. Tu lo lasci parlare e, quando ormai pensi di avere ascoltato tutto, lui ti trafigge con un ultimo raggio, un piccolo miracolo fra le tende per dirti ancora qualcosa."

08 maggio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Paula di Isabel Allende e una dedica speciale alle Mamme

 



Ascolta Paula, ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta.

La leggenda familiare inizia nei primi anni del secolo scorso, quando un robusto marinaio basco sbarcò sulle coste cilene con la testa piena di progetti di grandezza e protetto dal reliquiario di sua madre appeso al collo; ma perché risalire così indietro, basta dire che la tua discendenza fu una stirpe di donne impetuose e di uomini dalle braccia forti per il lavoro e dal cuore sentimentale.

(Isabel Allende - Paula - 1994)

24 aprile 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] L'Isola di Arturo di Elsa Morante

 



Re e stella del cielo.


Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo ad informarmene) che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.

Purtroppo, come venni poi a sapere che questo celebre Arturo re di Bretagna non era storia certa, soltanto leggenda; e dunque, lo lasciai da parte per altri re più storici (secondo me, le leggende erano cose puerili). Ma un altro motivo, tuttavia, bastava lo stesso a dare, per me, un valore araldico al nome Arturo: e cioè a destinarmi questo nome (pur ignorandone, credo, i simboli titolati), era stata, così seppi, mia madre. La quale, in se stessa, non era altro che una femminella analfabeta; ma più che una sovrana, per me.

Di lei, in realtà, io ho sempre saputo poco, quasi niente: giacché essa è morta, all'età di nemmeno diciotto anni, nel momento stesso che io, suo primogenito nascevo. E la sola immagine sua ch'io abbia mai conosciuta è stata un suo ritratto su cartolina. Figurina stinta, mediocre, e quasi larvale; ma adorazione fantastica di tutta la mia fanciullezza.

(Elsa Morante - L'Isola di Arturo - 1957) 

03 aprile 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Il buio oltre la siepe di Harper Lee






 "Anche gli avvocati sono stati bambini, immagino... (Charles Lamb)


Jem, mio fratello, aveva tredici anni all'epoca in cui si ruppe malamente il mio gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono, i timori di dover smettere di giocare a palla ovale, Jem, non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere il pallone al volo.

Poi, quando di anni ne furon trascorsi tanti di poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva di come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all'estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l'idea di far uscire di casa Boo Radley.

Ma allora, ribattevo io, se si voleva proprio risalire alle origini, perché non dire che la colpa era di Andrew  Jackson? Se il generale Jackson non avesse incalzato gli indiani creek lungo il ruscello, Simon Finch non avrebbe risalito l'Alabama con la sua piroga, e dove saremmo noi a quest'ora? Eravamo troppo grandi, ormai, per risolvere la controversia a botte: consultammo nostro padre Atticus, e lui disse che avevamo ragione tutti e due.

(Harper Lee  -Il buio oltre la siepe - 1957)

27 marzo 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini

 


"Era una caldissima giornata di luglio. Il Ricetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s'era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato per lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù dalla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il Vescovo lo cresimò. Il Riccetto però aveva una gran prescia di tagliare: da Monteverde giù alla stazione di Trastevere non si sentiva che un solo continuo rumore di macchine. Si sentivano i clacson e i motori che sprangavano su per le salite e le curve, empiendo la periferia già bruciata dal sole della prima mattina con un rombo assordante.Appena finito il sermoncino del Vescovo, Don Pizzuto e due tre chierici giovani portarono i ragazzi nel cortile del ricreatorio per fare le fotografie: il Vescovo camminava benedicendo i familiari dei ragazzi che s'inginocchiavano al suo passaggio. Il Ricetto si sentiva rodere, lì in mezzo e si decise a piantare tutti: uscì per la chiesa vuota incontrò il compare che gli disse << Aòh, addò vai?>> <<A casa vado>>, fece il Riccetto, <<tengo fame.>>.

(Ragazzi di vita - 1955 - Garzanti Editore)

20 marzo 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] La casa degli spiriti di Isabel Allende






"Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia."

27 febbraio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Renegades Barack Obama e Bruce Springsteen]

 


"Le buone conversazioni non seguono un copione. Come le belle canzoni, sono piene di sorprese, improvvisazioni, disgressioni. Possono essere radicate in un tempo e in un luogo specifici, e riflettere un particolare stato d'animo o l'attualità. Ma le conversazioni migliori hanno anche una qualità senza tempo: ci riportano nel regno della memoria e ci spingono in avanti, verso le speranze e i sogni che abbiamo. Raccontare le nostre storie, e ascoltare quelle degli altri, ci ricorda che non siamo soli, e forse ci aiuta a capirci un po' meglio." (Barack Obama)

20 febbraio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone


La tentazione di essere felici - Longanesi Editore - 2015


 Cesare Annunziata

Il ticchettio della sveglia è il solo rumore a tenermi compagnia. A quest'ora la gente dorme. Si dice che le prime ore del mattino siano il momento migliore per il sonno, il cervello è in fase Rem, quella in cui si sogna, il respiro diventa irregolare e gli occhi si muovono rapidamente da una parte all'altra. Uno spettacolo tutt'altro che divertente, insomma, come trovarsi di fronte ad un indemoniato. Io non sogno mai. Almeno, non ho particolari ricordi. Forse perché dormo poco e mi sveglio presto. O perché bevo troppo. O solo perché sono vecchio e da vecchi i sogni si esauriscono. Il cervello ha avuto una vita per elaborare le fantasie più strambe, è normale che con il tempo inizi a perdere l'estro. La vena creativa ha un picco durante l'esistenza di ognuno, poi, ad un certo punto, arriva inesorabile la discesa, e alla fine dei tuoi giorni non sei neanche più in grado di immaginare una scena di sesso. 

13 febbraio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] La vita davanti a sé di Romain Gary

La vita davanti a sé di Romain Gary - Neri Pozza Editore

  


"Per prima cosa vi posso dire che abitavamo al sesto piano senza ascensore e che per Madame Rosa, con tutti quei chili che si portava addosso e con due gambe sole, questa era una vera e propria ragione di vita quotidiana, con tutte le preoccupazioni e gli affanni. Ce lo ricordava ogni volta che non si lamentava per qualcos'altro, perché era anche ebrea. Neanche la sua salute era un granché e vi posso dire fin d'ora che una donna come lei avrebbe meritato un ascensore.
Dovevo avere tre anni quando ho visto Madame Rosa la prima volta. Prima non si ha memoria e si vive nell'ignoranza. La mia ignoranza è finita verso i tre o i quattro anni e certe volte ne sento la mancanza."

30 gennaio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] L'uomo più felice del mondo di Eddie Jaku

 

L'uomo più felice del mondo - Eddie Jaku - Mondadori 2022



Caro nuovo amico, 

ho vissuto per un secolo e so cosa vuol dire guardare in faccia al male. Ho visto il peggio del genere umano, gli orrori dei campi di sterminio, i tentativi nazisti di annientare la mia vita e le vite di tutto il mio popolo. Ma adesso mi considero l'uomo più felice del mondo. Nei tanti anni in cui ho vissuto ho imparato questo: che la vita può essere bellissima se la rendi bellissima. Ti racconterò la mia storia. Ci sono parti tristi. di grande oscurità e grande dolore. Ma alla fin fine è una storia felice perché la felicità è qualcosa che possiamo scegliere. Dipende da te.

Ti mostrerò come.

23 gennaio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Il pane perduto di Edith Bruck

 

Il pane perduto - Edith Bruck - La Nave di Teseo - 2021


La bambina scalza


"Tanto tempo fa c'era una bambina che, al sole della primavera, con le sue treccine bionde ballonzolanti correva scalza nella polvere tiepida. Nella viuzza del villaggio dove abitava, che si chiamava Sei Case, c'era chi la salutava e chi no. A volte si fermava e si introduceva di soppiatto nella cantina dove era spesso confinata e legata Juja; dicevano che era pazza ma a lei sembrava appena diversa dalle altre donne giovani e, con il suo cuoricino colmo di pietà, ascoltava i suoi lamenti contro la famiglia cattiva che non le aveva fatto sposare il suo ragazzo di nome Elek."

16 gennaio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] "Quella primavera" da Coral Glynn di Peter Cameron

 


"Quella primavera -  la primavera del 1950 - era stata particolarmente piovosa.In fondo al giardino di villa Hart s'era formata una pozza da cui spuntavano ardite le corolle smerlate dei crochi, come bambini tremanti durante l'ora di nuoto. La ghiaia bionda dei sentieri era diventata verde, rivestita da una sottile patina limacciosa, e prima di sedersi sulle panchine di cemento, a fianco del cancello che si apriva sul fiume, bisognava togliere le chiocciole e le lumache."

(Coral Glynn - Peter Cameron - Adelphi - 2012)