25 febbraio 2020

MILANO È UN FANTASMA


Milano è un fantasma gelido.
In questi giorni di isteria collettiva ti accoglie ancora più fredda e guardinga del solito.
Sali sul treno pendolare e lo scopri vuoto. 
Resti in piedi a guardarti attorno senza bisogno di chiederti perché.
I sedili di plasticaccia azzurra finalmente liberi a cui hai sempre agognato nelle mattine da sardina rassegnata, li lasci a prendere freddo.
Arrivi alla metro e la sensazione di gelo rimane identica. 
Nel vagone ti siedi, attorno poche persone, sembriamo tutti un po' spaesati e increduli.
Alla fermata solita scendi, sali di corsa le scale pedonali, quella mobile è di nuovo in manutenzione, ma questo non dipende dal virus

Entri nel "tuo" bar e lì, ritrovi il calore familiare che da anni ti avvolge. I sorrisi identici, il tuo caffè e brioche che da molto tempo non hai più bisogno di ordinare. 
Si chiacchiera, ma non c'è folla, al di qua del bancone solo due avventori.
Così aggiungi altre informazioni a quel che già conosci della vita privata dei tuoi amici baristi.
Parliamo di casa, di vacanze, di concerti.
Eppure c'è malinconia, quasi fossimo in bilico tra speranza e delusione.
È tutto distante, refrattario come un un raggio di sole che non riesce a riflettersi nello specchio.
Al lavoro l'atmosfera è identica, decimati dalle restrizioni comunali, teste chine  a terminare le scadenze in corso.
Non si parla per intere ore. Sospesi navighiamo a vista.
Nelle strade attorno, molti esercizi sono rimasti chiusi, altri alle 18.00 tireranno giù le saracinesche, il traffico è da domenica.
Questa sera, alla fermata del tram, c'era un signore con la mascherina e un altro con una tuta  bianca che gli lascia fuori solo gli occhi.

Dove finisce la paura e comincia la follia?

Stiamo perdendo il senso della realtà, finendo in un film dell'orrore.

Voglio svegliarmi presto.





22 febbraio 2020

NO PANIC PLEASE MA PRECAUZIONE E BUON SENSO



Da ventiquattro ore circa, siamo piombati in un clima di guerra.
Da quando ieri sera abbiamo avuto notizie del contagiati nel lodigiano e successivamente dei due casi di decesso, uno in Lombardia e uno in Veneto, stiamo vivendo con occhi ed orecchie attaccati ai siti web di informazione e ai telegiornali.
Di stasera la notizia del contagiato proveniente da Sesto San Giovanni, praticamente dietro casa mia.
Ora, sicuramente non è facile convivere con l'idea che siamo di fronte ad un aggravarsi della situazione. 
Penso a tutti i pendolari (me compresa) che ogni giorno prendono i mezzi per spostarsi da casa al lavoro. Penso agli infermieri, ai medici, a tutto il personale paramedico che in questo momento si trova in situazione di allarme e preoccupazione eppure non si sta risparmiando. Penso alle forze dell'ordine e all'esercito che sono stati allertati.
In questo momento non sappiamo ancora cosa succederà, tra qualche ora, tra un paio di giorni.
Abbiamo visto le immagini di Codogno, già paese fantasma. 
Eppure, non perdiamo il senso della quotidianità. Agiamo con buon senso e seguendo le regole elementari di buona educazione e senso civico.
Se ci sentiamo male, stiamo a casa. Usiamo lo smart working se possibile.
Se avvertiamo dei sintomi che ci preoccupano, non affolliamo i Pronto Soccorso, ma telefoniamo al 112.
Non chiediamo ai genitori anziani, che sono più a rischio di tutti, di venire a curarci, anzi pretendiamo che stiano a casa il più possibile.
Evitiamo i luoghi affollati, laviamoci spesso le mani, disinfettiamo ogni cosa con alcol.
Evitiamo baci e abbracci che fanno tanto italiani, direi che  possiamo metterli da parte per un po'.
Prendiamoci cura di noi stessi e così facendo ci prenderemo cura degli altri.

Non sottovalutiamo, non ignoriamo. Informiamoci ma senza farci prendere dal panico.

Che precauzione e buon senso siano con noi, in attesa di sviluppi.

AGGIORNAMENTO


Il call center 1500 è il numero verde del Ministero della Salute attivo 7 giorni su 7 dalle 8.00 alle 20.00

Numero unico di emergenza Lombardia per il Coronavirus: 800 894545 


21 febbraio 2020

LA FELICITÀ NON È UN PRIVILEGIO È UN DIRITTO






"Tra due settimane compio 40 anni. A 40 anni, per la prima volta, ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente, e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. A 40 anni non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, ma, né per orgoglio né per timore.

L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare. A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l’amore, se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. È tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o di scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno.

Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio che non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli."

Tiziano Ferro . Festival di Sanremo 2020

BUON COMPLEANNO TIZIANO


17 febbraio 2020

WALL OF DOLLS




VIA DE AMICIS MILANO (FOTO PRIVATA)





Sabato sera l'ennesimo femminicidio. In Italia, dall'inizio del 2020, sono già 14 le donne uccise. Una strage  a cui nessuno si interessa. Perché è questa la verità nascosta. Quella che nessuno vuol sentire. Altro che muri e scarpe rosse e giornate internazionali. Non servono abbracci e monologhi ma leggi più efficaci. E noi donne dobbiamo pretenderle. Tutte insieme, con forza e compatte. Senza girare la testa o ignorando questo muro come ha fatto un gruppo di donne, stamattina, davanti a me.


VIA DE AMICIS (FOTO PRIVATA)




VIA DE AMICIS (FOTO PRIVATA)


NON SIAMO BAMBOLE

15 febbraio 2020

SABATO DI POESIA: LA CHIMERA

Non so se tra rocce il tuo pallido
Viso m'apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l'immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.


(Dino Campana - Notturni - 1914)

Note sull'autore

Nasce a Marradi nel 1885. Esuberante, polemico, viaggiatore inquieto, irraggiungibile per lunghi periodi, a soli 21 anni viene ricoverato nel manicomio di Imola. Dopo un periodo oscuro e poco documentato, forse viaggia fino in Argentina, torna a Firenze nel 1913. Consegna agli editori Soffici e Papini il suo manoscritto, Canti Orfici, che andrà perduto.  Sarà costretto poi a pubblicarlo a sue spese nel 1914. Sibilla Aleramo legge il libro e si innamora del suo autore, con cui vivrà fino al 1917. L'anno successivo Campana, solo e ormai disperato, accetta un nuovo ricovero a Castel Pulci, nei pressi di Firenze, dove muore di setticemia nel marzo del 1932.

Fonte: Preferisco il rumore del mare a cura di Maria Grazia Calandrone - 2019

12 febbraio 2020

LA NUOVA LEGGE SUL LIBRO

La legge sul libro, la promozione e il sostegno alla lettura, approvata all'unanimità in Senato, prevede un Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura con un Fondo che ha una dotazione di 4.350.000 euro annui a decorrere dal 2020.

Il tetto agli sconti, che passa dal 15% al 5% (scende dal 20 al 15% per i libri scolastici), un incremento del tax credit alle librerie di 3.250.000 euro, una Card Cultura da 100 euro per l’acquisto di libri per le famiglie più disagiate. È il nuovo scenario che si apre con la legge per la promozione (che sarà retroattiva al 1° gennaio 2020) e il sostegno alla lettura, approvata all’unanimità in Senato, di cui il ministro Dario Franceschini ha parlato come di «un importante passo avanti per il sostegno all’editoria».
Il piano nazionale d’azione per la promozione della lettura
Nella nuova legge anche l’istituzione della Capitale Italiana del Libro, che verrà scelta ogni anno dal Consiglio dei Ministri sulla base dei progetti delle città che si candidano e riceverà un finanziamento di 500 mila euro per la realizzazione di progetti. Un piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, adottato dal Ministero per i Beni Culturali e il Turismo, finanziato con 4.350.000 euro all’anno e predisposto, coordinato e attuato dal Centro per il Libro e la Lettura. Arrivano anche i Patti locali per la lettura e per le biblioteche scolastiche, un fondo di un milione di euro per formare il personale. E nasce l’Albo delle Librerie di Qualità.

Limite agli sconti 
Nelle librerie, store online, grande distribuzione, lo sconto ordinario massimo passa dal 15% al 5% (scende dal 20 al 15% per i libri scolastici). Le librerie possono organizzare promozioni, una volta l’anno, con il limite di sconto del 15% mentre oggi queste sono rimesse solo agli editori. Le promozioni delle librerie (con sconti massimi del 15%) saranno possibili una sola volta l’anno, in mesi prestabiliti stabiliti con un decreto ministeriale a stabilire i mesi degli sconti per le librerie. Per le promozioni, gli editori potranno continuare a fare promozioni un mese l’anno (mai dicembre), ma il limite degli sconti scende dal 25 al 20% e non si potranno fare offerte su libri pubblicati nei 6 mesi precedente . Un decreto ministeriale stabilirà i mesi per le promozioni degli editori.

Sostegno e sviluppo delle biblioteche scolastiche
Viene previsto un fondo di un milione di euro per formare il personale delle scuole delle reti di istituti impegnato nella gestione delle biblioteche scolastiche. Al fine di promuovere la lettura a scuola, gli uffici scolastici regionali individuano, attraverso appositi bandi, nelle reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale, la scuola che opera quale polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico di ogni ordine e grado.
L’albo delle librerie di qualità
L’iscrizione all’albo delle librerie di qualità è riservata alle librerie che esercitano in modo prevalente l’attività di vendita al dettaglio di libri in locali accessibili al pubblico e che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell'offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio.

Gli editori sono divisi e  si prevedono rincari che graveranno sulle spalle dei consumatori. Voi cosa ne pensate?


Fonte: Il Sole 24 Ore

11 febbraio 2020

LITTLE WOMEN


Ho sempre creduto fortemente alla forza di uno dei libri più preziosi per la mia formazione, che lessi a poco più di cinque anni nella versione per bambini e che poi ho riletto più volte nel corso di tutta la mia vita. 
Contiene uno degli incipit più famosi di sempre e il mio preferito: Natale non sarà Natale senza regali, mi ci aggrappo ogni volta che penso al momento in cui il Natale in famiglia per me, non potrà più essere il punto fermo che è sempre stato.
Anche qui sul blog più volte mi sono confrontata con l'idolo della mia infanzia, il personaggio a cui più volevo avvicinarmi e  a cui mi sentivo più di assomigliare, sia nel carattere che per l'amore della scrittura.
Ero una bimba ma mi fu  chiaro, fin da subito,  che da "grande"volevo essere Jo March!


Mi rimetto in riga peró perché non è del romanzo che voglio parlarvi oggi, bensì del film di Greta Gerwig uscito a fine 2019 nelle sale e che ho visto da poco e che era candidato a ben 6 Premi Oscar, tra cui quello della migliore attrice  per Saorise Ronan, migliore attrice non protagonista peFlorence Pugh e la migliore sceneggiatura non originale per  Greta Gerwig.
Non era facile riuscire a dare un'impronta nuova e vitale  ad una storia nota e arcinota. 
Ebbene, Greta (sarà il nome) c'è riuscita alla grande.
Partendo dalla sceneggiatura, che tralascia il decorso temporale del libro e ci porta immediatamente a New York; Jo vive lì e  sta iniziando la sua carriera di scrittrice free lance.  Si torna indietro nel tempo grazie a flash back che arricchiscono ancora di più la storia, senza smorzarla o interromperla. Bellissimi i costumi e la fotografia, brave tutte le attrici che interpretano le sorelle, su cui spiccano sicuramente le bravissime Saoirse Ronan (JO) e Florence Pugh (AMY). Meno a fuoco Emma Watson (MEG) e Eliza Scanlen (BETH).


A corollario, si fa per dire, i premi Oscar Meryl Streep e Laura Derneccezionali interpreti di Zia March e Marmie, mamma March. 
In tono minore i protagonisti maschili. Laurie Laurence, interpretato da Timotèe Chalamet, ha il piglio del ragazzo immaturo e viziato, quale era davvero il giovane amico delle sorelle March. Ma l'interpretazione dell'attore non mi convince, è troppo distaccato, quasi annoiato dal personaggio che interpreta.  Allo stesso modo, Louis Garrel, che interpreta  Frederich Bhaer, il professore tedesco che ruba il cuore di Jo, non ha nulla a che spartire con il personaggio del romanzo, di gran lunga più vecchio e posato. Ho provato un vero fastidio per questa presenza troppo sopra le righe, lontanissima dalla magnifica interpretazione di Gabriel Byrne, nella precedente versione cinematografica del film, datata 1994.


A corollario, una fotografia eccezionale, paesaggi stupendi, costumi meravigliosi.
La natura del film rispecchia, finalmente, ciò che l'autrice aveva sostenuto attraverso le pagine del romanzo. L'idea di una donna nuova, indipendente, fedele a se stessa,  capace di mettersi in discussione per arrivare ad avere una sua identità precisa, libera dagli stereotipi dell'epoca che la condannavano al matrimonio di interesse nel caso non avesse possibilità di mantenersi per suo conto. Una donna moderna, matura, decisa. Quel che le donne hanno sempre rincorso nell'arco degli ultimi secoli. Quello che dovrebbero essere oggi, negli anni 2.2. E che ancora non sono. 


Greta Irwing ha regalato alle Piccole Donne di oggi quelle di ieri. La scoperta è che sono molto simili, hanno gli stessi ideali, gli stessi obiettivi, la stessa freschezza e ironia. Medesima complicità, medesimi dubbi e paure. E finalmente Jo può stringere tra le braccia la prima copia del suo libro con la consapevolezza di avere raggiunto il suo sogno combattendo il maschilismo presente nell'editoria dell'epoca e vincendo. Un percorso ambizioso quello dell'autrice. Perché signori, Jo March è, senza alcun dubbio, Louisa May Alcott.
Ed io oggi sicuramente, vorrei essere Louisa.

E voi, avete mai letto i libri, regalati a qualcuno, visto i film precedenti? Vi sono piaciuti, vi hanno annoiato, deluso, li avete bellamente evitati? Sono curiosa e vi aspetto per parlarne insieme.



09 febbraio 2020

SANREMO 2020: COSA RICORDEREMO

ANTONIO DIODATO




È stato il Festival della riscossa di Amadeus. Ha passato la maggior parte della sua vita televisiva rimanendo (lui) un passo indietro agli altri. Senza mai sgomitare e aspettando l'occasione giusta. Non si è fatto trovare impreparato ed ha trasformato il Festival in un inno alla preparazione, alla buona musica e all'amicizia. Uno dei migliori spettacoli visti sulla rete ammiraglia della Rai degli ultimi anni. Assieme a lui, a proposito di amicizia vera, Ciuri Fiorello, l'anchorman più famoso della televisione italiana, oltre che il più bravo.


Ricorderemo i motivi  che abbiamo canticchiato nei giorni immediatamente successivi alle prime due serate. Ricorderemo il trasformismo trasgressivo di Achille Lauro ma non la sua canzone. Il bacio in diretta tra Tiziano Ferro e Fiorello dopo le polemiche per un hastag frettoloso. TIZIANO FERRO. La canzone di Diodato e quella di Francesco Gabbani.  Piero Pelù e i Pinguini Tattici Nucleari. La classe e la bravura di Tosca e di Elodie. Il twerkare di Elettra Lamborghini e i vestiti all'uncinetto di Levante. 

Non avremmo voluto ricordare, l'incomprensibile presenza di Georgina Rodriguez e di Cristiano Ronaldo, l'ora tarda a cui siamo stati costretti, i troppi ospiti, i troppi siparietti,la caduta del finto Ghali che ci ha tolto qualche anno di vita,  la deriva inarrestabile di Morgan.  L'aplomb di Amadeus  quando scopre che Skytg24 ha spoilerato la classifica finale mezz'ora prima dell'annuncio ufficiale. Un Festival indimenticabile ma sul serio.


E voi cosa ricordete?





La classifica finale:
1) Antonio Diodato
2) Francesco Gabbani
3) Pinguini Tattici Nucleari




08 febbraio 2020

70ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - LA FINALE




Considerazioni sulla quarta serata

"C'è gente che sotto la poltrona ha il pappagallo."
La puntata si apre con la sfida finale tra le nuove proposte e Fiorello che si ripete,tra conigli e Queen Maria. Ironizza sulla lungaggine del programma e invita Amadeus ad aprire la prossima puntata con la parrucca bionda che sta indossando. Intanto "Ciuri" dilaga nuovamente. 
La vittoria di Sanremo giovani va a Leo Gassmann. Lui bravo, la canzone non eccezionale. Ma penso di poter dire che possiamo aspettarci grandi cose, ha poco più di vent'anni e il genio di famiglia che gli circola nelle vene.
Scoppia la pace tra Fiorello e Tiziano Ferro che si baciano in diretta e in mondovisione. Ed Antonella Clerici torna sul palco dell'Ariston scendendo le scale come sa fare solo lei. Gli artisti eseguono i brani interrotti solo dai "siparietti" e dagli ospiti numerosissimi che affollano l'Ariston. Cala la palpebra per la stanchezza,  ci si riprende solo all'uscita di Achille Lauro in puro delirio mistico e cinematografico. Dove sia il cantante ci si chiede: vediamo solo le maschere. Si pensa sia l'ultimo brivido e si è quasi delusi. E invece no, uomini di poca fede, con Morgan sul palco non si può mai sapere. Riesce a compiere il doppio capolavoro di offendere il suo partner Bugo facendogli abbandonare il campo e a farsi escludere dalla gara. Un genio triste e ormai l'ombra di se stesso. Si abbassano le luci sulla quarta serata. Non ci resta che iniziare con i pronostici per la finale! Ci proviamo insieme? Io comincio con un premio random che regalo a chi, con la sua poesia e delicatezza,  ha riempito di armonia il palcoscenico e al momento è anche primo in classifica:


Premio Mia Martini: DIODATO



Voto 6--- Mediocri.


Grazie come sempre agli amici che mi hanno tenuto compagnia durante tutte queste sere. Siete stati meravigliosi. 


07 febbraio 2020

70ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - QUARTA SERATA


Considerazioni sulla terza puntata

La prima cosa su cui si posa il mio sguardo sono i fiori.Finalmente i fiori tornano a Sanremo.Peccato debba subito pronunciarmi sulla presenza inutile e distopica di Georgina Rodriguez sul palco dell'Ariston. Che sembrava avesse una sciarpa sulla lingua, e un tocco di legno infilato dietro. Per non parlare del teatrino a tre, Georgina, Ronaldo e Amadeus.
Ma far presentare le signore che sono uscite dopo per la lodevole iniziativa contro la violenza sulle donne, non sarebbe stato perfetto? Fiorella Mannoia, Giorgia, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Elisa, Emma Marrone, Gianna Nannini, con il loro piccolo ma necessario spot per un concerto che raccoglierà fondi per i centri antiviolenza che sono in difficoltà.
La serata prende il via senza perdersi in stacchetti inutili e regale lo spazio giusto alle canzoni che celebrano i 70 anni della kermesse. L'Ariston risuona di note storiche, da Vacanze Romane a 24mila baci, da Luce (Tramonti a nord-est) a Spalle al muro. I duetti non sono sempre all'altezza delle canzoni, ma ci sta, molti  artisti sono inimitabili. Per ci sono piccoli capolavori, come l'incontro tra Raphael Gualazzi e Simona Molinari sulle note di  E se domani e Tosca con Piazza Grande.
Sembra che abbiano ottimizzato l'utilizzo del tempo limitando a quasi zero gli interventi. O sarà che Fiorello ha dato forfait(forse in polemica con Tiziano Ferro che la sera precedente gli aveva rimproverato le lungaggini) e guarda lo spettacolo in televisione come tutti noi? Al suo posto  arriva il Papa, ops Roberto Benigni😛
Ci racconta il Cantico dei Cantici. Io non lo sopportavo neppure quando leggeva la Divina Commedia.Sono una brutta persona ma è una delusione totale. 40 minuti di troppo.
Per fortuna. subito dopo, rimedia Mika. Ci fa ridere ironizzando sui difetti degli italiani e apprezzandone i pregi, per prima cosa la grande musica d'autore. Nomina Fabrizio De Andrè e lo omaggia cantando  una delle sue più belle canzoni: Amore che viene amore che va. E lo fa splendidamente, malgrado il pubblico dell'Ariston sembri più interessato ai Ricchi e Poveri che a lui.
La terza puntata del Festival rallenta quasi fino a fermarsi,perdendo ritmo e appeal. Certo è lo spettacolo canoro più famoso al mondo e siamo  qui a parlarne per una settimana intera, sapendo che anche le nostre critiche serviranno a far risplendere ogni minuto del programma. Ma ci uccide di stanchezza. Se Amadeus avesse limato ancora qualcosa (tipo la durata dell'intervento inutile di Roberto Benigni) sarebbe stata quasi perfetta.
Ma, come dicevo ieri, si può sempre migliorare.

Voto 6: bravi ma spreconi






06 febbraio 2020

70ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - TERZA SERATA


Considerazioni sulla seconda serata


Il calo fisiologico ci sarà anche se, con Fiorello vestito da Maria De Filippi che scende le scale dell'Ariston e si consegna alle teche Rai per sempre mentre Queen Maria lo chiama in diretta,  si raggiungerà sicuramente il 50% di share.
Che poi è questo il motivo per cui paghiamo il canone, con buona pace di Mediaset😇
Però se la gara inizia alle 10.00 di sera c'è un grosso problema di durata. Già la prima serata è finita oltre l'una di notte, la seconda alle 2.00,  la terza alle 3.00, la quarta passa direttamente alla finale!
Fiorello imperversa sul palco, conia neologismi e spara cazz.... un po' troppo, direi. È il Baglioni di quest'anno e noi che pensavamo di esserci salvati in corner😎 Il Festival assume i contorni soliti, annoia, stanca e non fa parlare musica e canzoni. Diventa un meltin-pot discutibile in cui Amadeus scompare.
Inizia la gara con Piero Pelù: la carica giusta. Canzone orecchiabile che le radio trasmetteranno ma per la sua prima volta sul palco dell'Ariston da lui mi aspettavo di più. 
Tra i Pinguini di Ringo Starr e bom bom di Levante, arriviamo al momento TOP serata: Tiziano Ferro in coppia con Massimo Ranieri cantano Perdere l'amore. E il testimone del re della  musica italiana passa, con naturalezza, da Napoli a Roma. Tutt'uno, due giganti. Per me poi, vedere Ranieri su quel palco che canta con Ferro è come sentire il vento del tempo che viene a scompigliarmi i capelli. A cinque anni cantavo a squarciagola due canzoni: Yesterday e Rose rosse.I colori e le sonorità di quest'ultima canzone li ho ritrovati in Sere nere, molti anni dopo. Il duetto mi ha emozionato particolarmente per la bravura dei due artisti che vivono con intensità la passione per la  musica. E questo si vede, si sente e si ama. Perdonate la digressione. 
Alla fine mi sono persa, ho dormicchiato sui Ricchi e Poveri in playback (non ne sentivamo la mancanza) e preparato la colazione con Zucchero in sottofondo. Intanto pensavo a Michele Zarrillo, ultimo cantante in gara,  che avrebbe cantato direttamente ad Uno Mattina. Meno male che arriva Francesco Gabbani,  mi si apre il cuore e Viceversa. Poi la poesia di Paolo Jannacci e il rap di Rancore riaccendono il Festival. E Ranieri di nuovo sul palco per cantare un  pezzo dal suo nuovo album, Mia Ragione, realizzato e prodotto da Gino Vannelli, epperò!
Torna Tiziano Ferro per un medley e canta anche la mia preferita: Sere Nere. San Tiziano da Roma, che regala magia, sorrisi e lacrime agli uomini di buona volontà.


La seconda serata ha mostrato tutte le sue imperfezioni. Il pericolo è scivolare nel solito teatrino surreale che da il fianco alle critiche. Si era partiti benissimo, si può continuare.
Concludo con la frase più bella del Festival: avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? Grazie Paolo per la tua  lezione di vita; ne farò tesoro.

Voto 6-- Bravi ma discontinui.





E grazie agli amici che ieri sera hanno donato, con la loro carica di  simpatia e allegria, il senso giusto alla serata, un bloggare meraviglioso. Vi aspetto  stasera, non mancate.


















Ogni promessa è obbligo. Dedicato a Max.


05 febbraio 2020

FESTIVAL DI SANREMO: SECONDA PUNTATA





Considerazioni sulla prima puntata.

La conduzione di Amadeus è da professionista. Non sbaglia nulla, perfetto, ponderato, tempi giusti.
Un vero presentatore di altri tempi, non fa rimpiangere i grandi di una volta.
Fiorello gli fa da spalla straripante. Apre la kermesse vestito da prete ma ci tiene a dire che è un abito di scena di Don Matteo (l'unico Matteo che funziona in Italia) per trascinare lo share della puntata almeno al 40%. Con lui non ci si annoia e  si ride. Benedice tutti, annuncia ad Amadeus che se fallisce gli tolgono pure I soliti Ignoti e se ne va preannunciandogli che a Sanremo "si entra  papa e si esce  papete". La vedo benissimo per le prossime puntate.

Si parte con lo spettacolo e le giovani proposte; canzoni non inedite, si lasciano ascoltare, va avanti chi se lo merita, ad esempio Leo Gassmann.
Passando ai big, confermo quanto detto ieri: i migliori sono Diodato e Anastasio. Brava Elodie, fresca e nuova.
La rivelazione trash è Achille Lauro, sul palco in tuta dorata Gucci che canta ME NE FREGO, direi che vince l'oscar della sfacciataggine. Ma forse ha vinto già tutto.
Il resto è musica discreta ma tutta già sentita.
Abbiamo il siparietto anni '80 con Al Bano e Romina, tutti in piedi a cantare. Ci sta: è il Festival dei 70 anni, e non finisce qui.
Il vero momento TOP è la presenza di Tiziano Ferro che ha cantato due delle canzoni più belle del festival, tra le più iconiche: Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell'universo. Nella prima fa capire come una grande canzone non sarà mai abbastanza senza un grande interprete, e lui non fa rimpiangere Mimmo Modugno. Nella seconda ci conferma che il mondo non è lo stesso senza Mimì. E questo è un dato di fatto anche per lui a cui si rompe la voce sul finale, per l'emozione.
E lo ammetto, mi sono commossa di più ascoltando e vivendo l'emozione di Tiziano Ferro che a seguire il monologo di Rula Jeberal. Bel pezzo, non inutile come quello precedente di Diletta Leotta(perché?) ma avrebbe colpito lo stesso se fosse stato letto da una bella e brava giornalista italiana. Ecco, l'ho detto.

Ultima cosa: ci sono eco di Baglioni al Festival, l'unico spettro che si agita alle spalle di Amadeus😆

Il voto è 7. Promossi.

Vediamo cosa succederà nella seconda puntata.
Ci saranno gli altri 12 artisti e le loro canzoni. 
Colgo l'occasione per ringraziare gli amici che mi hanno fatto compagnia durante il live blogging di ieri sera. Vi aspetto anche stasera.
Non mancate.

03 febbraio 2020

Il 70ESIMO FESTIVAL DI SANREMO AL VIA


Cosa posso dire, anche quest'anno ci siamo. 
Nelle prossime sere parleremo di Festival, di musica, di artisti, giocolieri, presentatori, ospiti.
Ci sarà spazio per critiche, polemiche, commenti vari.
Spero però, ci sia il tempo giusto e migliore per parlare delle canzoni. 
Sono 70 anni che Sanremo scadenza vita e abitudini della maggior parte degli italiani.
Tutti, anche chi non lo segue e prende le distanze, ha canticchiato i suoi motivi. 
Sul palco dell'Ariston ci sarà Amadeus affiancato dal suo amico Fiorello e da Tiziano Ferro, ospite musicale fisso delle cinque puntate.Poi ci saranno le solite "gradevoli" fanciulle sulle quali sono già state montate ad arte le polemiche che sono il pane di quello spettacolo. 
Tra gli ospiti, oltre al TIZIANO nazionale, Emma Marrone, Albano e Romina.
Intanto vi lascio l'elenco di tutti partecipanti divisi tra Big e Nuove proposte. Un sacco di belle canzoni che non vedo l'ora di ascoltare. Tra i miei preferiti  da subito, Diodato, Pelù, Elettra Lamborghini (per la simpatia) Anastasio, Gabbani e Gassmann.

BIG

1. Bugo e Morgan – Sincero
2. Alberto Urso – Il sole ad est
3. Tosca – Ho amato tutto
4. Rita Pavone – Niente (Resilienza 74)
5. Piero Pelù – Gigante
6. Elodie – Andromeda
7. Le Vibrazioni – Dov’è
8. Riki – Lo sappiamo entrambi
9. Rancore – Eden
10. Elettra Lamborghini – Musica (e il resto scompare)
11. Marco Masini – Il confronto
12. Levante – Tikibombom
13. Achille Lauro – Me ne frego
14. Paolo Jannacci – Voglio parlarti adesso
15. Michele Zarrillo – Nell’estasi o nel fango
16. Raphael Gualazzi – Carioca
17. Giordana Angi – Come mia madre
18. Diodato – Fai rumore
19. Anastasio – Rosso di rabbia
20. Enrico Nigiotti – Baciami adesso
21. Irene Grandi – Finalmente io
22. Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr
23. Francesco Gabbani – Viceversa
24. Junior Cally – No grazie

NUOVE PROPOSTE

1. Leo Gassmann  – Va bene così
2. Tecla Insolia – 8 marzo
3. Fasma – Per sentirmi vivo
4. Fadi – Due noi
5. Eugenio in via di Gioia – Tsunami
6. Marco Sentieri – Billy Blu
7. Gabriella Martinelli e Lula – Il gigante di acciaio
8. Matteo Faustini– Nel bene e nel male


Da domani si comincia, aspetto le adesioni per il live blogging. Ci sarete?

02 febbraio 2020

I VINILI DELLA DOMENICA: LA GRANDE GROTTA

Oggi vi parlo di un album uscito nel 1981, quando ero poco più di una bambina.
Per una delle mie prime feste di compleanno, forse proprio la mia prima  da adolescente se la memoria non mi inganna, i miei cugini mi prestarono il loro impianto stereo, tra i migliori all'epoca e i loro dischi. Eh sì, mi volevano bene😜
Tra i vinili prestati, si spaziava dai Pink Floyd (ecco che ritornano, un vero e proprio incubo per me) a David Bowie, da Michael Jackson a Prince,dai DM ai Police. Ma pure, tornando all'Italia, De Gregori, De Andrè, Dalla, Battiato, rimasti sempre al top e alcuni che, con i tempo, hanno fatto perdere le loro tracce: Mario Castelnuovo, Garbo, Alberto Camerini, Marco Ferradini e Alberto Fortis.



La Grande Grotta è  il terzo album in studio del cantautore piemontese, il suo lavoro più famoso e più venduto. Rischiava di rimanere nell'eterno limbo dei dischi mai venuti al mondo, se non fosse stato per l'intervento del grande produttore e musicista Alberto Salerno e di sua moglie Mara Maionchi che lo produssero dopo il litigio con il suo ex produttore Vincenzo Micocci (il famoso Vincenzo io ti ammazzerò) che lo aveva portato a rompere il contratto con la IT.
Alla coppia di ferro della discografia italiana, Alberto dedicò la canzone Sono contento di voi.
Un lavoro che vide la luce mentre il suo autore si trovava negli Stati Uniti, in un periodo, per lui, di completa maturità ed espressività sia a livello di scrittura che di voce. Quest'ultima, diviene un vero e proprio strumento che lui adatta con una facilità incredibile a qualsiasi tonalità, rendendola unica ed inimitabile. Ad ascoltarlo, ritrovo eco e armonie da Al Jarreau; rasenta la perfezione. La penna artistica cavalca con grande ironia e allo stesso tempo con speranza e passione, la storia d'amore dei due amanti protagonisti del racconto segnato dalle canzoni. Da Nuovi giorni, in cui il protagonista chiede alla sua amata di seguirlo verso nuovi orizzonti fino ad arrivare a La Grande Grotta, metafora di approdo e serenità rivolta al sole che nasce. Spaziando tra i vari continenti, L'Asia, la "vecchia Europa" e l'America,  lì dove tutto può completarsi, perché l'unica che resisterà, anche se non le risparmia critiche, come accade in Marilyn.
Dopo un lavoro così possente ed impegnativo ci si aspettava, nel tempo futuro, un consolidamento del suo percorso artistico. Cosa che non è avvenuta. Fortis si è lasciato trascinare dall'oblio che ha segnato il resto della sua carriera, tornando solo recentemente sulle scene discografiche con album discreti ma di nicchia. Peccato per il suo grande talento, che brilla tutto in questo album. Penso davvero che pochissimi autori, in quegli anni, seppero spaziare come lui tra i vari generi della pop e glam rock music, in meno di quaranta minuti. Ed è per questo che vi consiglio di ascoltare tutti i brani che metto come di consueto in coda al post. Imperdibili.


Nel video: SETTEMBRE






LA GRANDE GROTTA - 1981

LATO 1


LATO 2