Autore: Massimiliano Riccardi
Titolo: JOSHUA
Edizioni: Cinquemarzo
Pagine: 207
"Spegnere vite, annientare, questa è la sua unica grande passione,
Lui è un assassino."
<<Joshua viveva in un mondo chiuso, dove la normalità era rappresentata dolo dal suo rapporto con Tom. Non bastava né la scuola e neppure l'affetto di sua madre a fargli capire che c'era un altro universo fatto di amore e di gioia pronto ad accoglierlo. Era come se gli fosse stato imposto una sorta di "paraocchi psicologico" che gli faceva vedere altro che il soddisfacimento delle pulsazioni primordiali di violenza e prevaricazione. Le azioni avvalorate da un adulto che il bambino prendeva come riferimento erano diventate una corazza contro la vita sociale. Quella persona di cui non ricordava nemmeno più la faccia, che lo aveva messo al mondo e lo aveva lasciato solo in balia di esso non contava più, Tom era il suo vero padre. Questo pensava Joshua.>>
Al romanzo di Massimiliano sono arrivata un po' in ritardo complice disguidi di ordine (una libreria alternativa mi ha fatto aspettare oltre tre mesi prima di dirmi che non riusciva a recuperarlo, Feltrinelli ha annullato la prenotazione dopo un mese, e dio salvi sempre Amazon che me lo ha consegnato in tre giorni) ma devo dire che l'attesa è valsa poi la lettura.
Un'opera prima, certo. Lo scrittore però scrive come il più consumato degli autori, con pienezza e consapevolezza. Dico sempre che non c'è età precisa per consegnare ai lettori un bel lavoro e il romanzo Joshua conferma pienamente la mia tesi. Mi sono lasciata trascinare dalla storia, senza dare alcun giudizio, rispettando l'idea dell'autore di immergerci nel male. Senza condizionamenti di sorta, non per comprendere perché sarebbe difficile o meglio impossibile, ma per seguirlo, in tutte le sue forme dalla sua nascita alla sua completa evoluzione. Tra le domande che mi sono posta leggendolo, la parte da leone l'ha fatta l'idea che tutti noi, ad un certo momento della nostra vita, ci poniamo ad un bivio con diverse direzioni. E forse più di uno. Ora, sappiamo con certezza quel che sarebbe successo se avessimo affrontato un'altra strada? Quando e come il male può insinuarsi attraverso la nostra pelle? Lo riconosceremmo? Saremmo in grado di prenderne le dovute distanze? Oppure, la nostra debolezza ci farebbe precipitare?
Cosa è il male?
Ecco Massimiliano propone alcune strade, ci da delle risposte. Ricordandoci che in fondo, la violenza e il male fanno parte di noi. Esattamente come il bene. All'autore e amico di blog un in bocca al lupo di cuore, nel proseguire su questa strada che visto gli esordi, mi fa davvero ben sperare.
Note sull'autore.
Massimiliano Riccardi è nato a Genova nel 1968, cresciuto nel centro storico ne assorbe gli umori e le contraddizioni. Coltiva l'amore per la storia e per la letteratura in genere. Le sue esperienze professionali lo portano a tentare di analizzare i volti nascosti dell'animo umano. Leggere e conseguentemente scrivere sono per lui un imperativo assoluto (dalle note bibliografiche al suo libro). Seguitelo sul suo blog: Infinitesimale
IL MONDO DELL'ALTROVE
Autore: Sabrina Biancu
Titolo: IL MONDO DELL'ALTROVE
Edizioni: Mario Del Bucchia Editore
Pagine: 116
"Le risposte sono dentro di te".
<<La cosa che più ho fatto in questi giorni è stata specchiarmi e camminare al buio per le strade di questa città, quelle vie che conoscevo così bene, per scoprire quello che ho perso e che voglio assolutamente ritrovare: il sorriso. Una deturpazione fisica non può essere causa dell’infelicità, questo tu l’hai capito tanto tempo fa, quando sei riuscito a leggere con il cuore quello che io non riuscivo a vedere nemmeno con gli occhi.>> Dal racconto Lo spirito della fonte.
Ho conosciuto l'autrice e la sua raccolta di racconti tramite il blog di Glò e Michele e ho voluto saperne di più. Grazie poi a Sabrina ho letto i racconti che mi hanno spalancato e riportato nel mondo del fantastico e dei buoni sentimenti. Un po' Oscar Wilde nella sua forma di "raccontatore" e un po' Christian Andersen. Ecco cosa ho provato leggendo di bellezza e buoni sentimenti. A volte bisogna prendere un largo respiro, tirare indietro le spalle e cercare di pensare che la vita non è solo quella grande bolgia a cui siamo abituati, c'è molto di più. I racconti di Sabrina ti ispirano bene e fiducia. Soprattutto nel prossimo. In quegli estranei a cui, al giorno d'oggi, guardiamo sempre più spesso con sospetto. Senza renderci conto che a parti invertite un giorno, dall'altra parte della barricata, potremmo esserci noi. Grande lezione. Grazie Sabrina, di cuore.
Note sull'autore.
Sabrina Biancu è nata ad Oristano nel 1981 e vive a Badessa. Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda, un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente. Al momento è iscritta d un corso di laurea in scienze dell'educazione e formazione. Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Ha al suo attivo due raccolte di racconti "Luce azzurra" (Edizioni Boonen 2009) e "Il mondo dell'altrove" (Marco Del Bucchia Editore 2015). Per maggiori informazioni qui il suo blog.
LE VEDOVE DEL GIOVEDI'
Titolo: LE VEDOVE DEL GIOVEDI
Titolo originale: LAS VIUDAS DEL LOS JUEVES
Traduzione: Michela Finassi Parolo
Titolo originale: LAS VIUDAS DEL LOS JUEVES
Traduzione: Michela Finassi Parolo
Edizioni: Narratori Feltrinelli
Pagine: 254
"Me lo ricordo come se fosse ieri. Due scarpe di coccodrillo, marroni, scesero dall'auto prima di lei."
<<Consideralo cosa fatta, questo terreno sarà tuo". Non era una frase fatta, e neanche l'espressione di un desiderio, non aveva niente a che vedere con le mie reali possibilità di riuscirci. Al contrario. Era l'assoluta certezza che quell'uomo immobile davanti a me, Tano Scaglia, un uomo appena conosciuto, otteneva sempre quello che voleva dalla vita. E dalla morte.>>
Io ho una grande passione per i fumetti. Chi di voi mi segue da molto tempo lo sa. Leggo ad oltranza soprattutto per le serie di Bonelli e durante l'adolescenza specialmente per le storie di Marvel. Cosa c'entra con il libro di Claudia Pineiro, direte voi. E che vorrei raccontarvi come sono arrivata a conoscerla. Tra i personaggi mitici della mia infanzia, il posto d'onore ce l'ha Betty Boop. Fin da piccola, il personaggio inventato dalla matita irriverente dei fratelli Fleischer ha suscitato una vera passione in me. L'adoro e mi diverte. Ho magliette, ciabattine, tanta ma tanta roba cheap che mi diverto ad acquistare ed indossare. E anche uno dei miei nomignoli.Perché? Non dico altro... Per cui, quando un giorno, entrando in libreria, vidi un libro dal titolo "Betibù" mi fu impossibile resistere. E lo acquistai. Lo lessi d'un fiato, scoprendo il mondo dei gialli dell'autrice argentina. Scrive in maniera irresistibile, trascinante. Leggi e attraversi tutto il libro cercando di arrivare al più presto al finale, che non è mai come te lo aspetti. Irriverente, ironica, a tratti spietata nel ricordarci che la sua terra non è ancora libera dalla disperazione e dalla miseria in cui precipitò negli anni '70, ti coinvolge grazie alla sua scrittura a tratti difficilmente inquadrabile ma fluida e sagace.
Sono andata avanti nella conoscenza, commuovendomi nell'autobiografico "Un comunista in mutande" in cui parla con affetto e disincanto di suo padre e proseguendo alla sua scuola di gialli ante-litteram.
Anche il suo ultimo romanzo (non in ordine di tempo ma di edizione italiana) è avvincente e divertente. Lo suggerisco senza aggiungere troppo, a chi ama il genere e anche a chi non lo ama, perché non è ciò che sembra.
Note sull'autore.
Claudia Pineiro è nata a Buenos Aires nel 1960.
Scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice, ha vinto numerosi premi, tra i quali il Premio Clarin nel 2005 per il romanzo Le vedove del giovedì, poi adattato al cinema da Marcelo Pineyro nel 2009.
Feltrinelli ha pubblicato Tua (2011), Betibù (2012), Un comunista in mutande (2014), Piccoli colpi di fortuna (2016).

