AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

15 agosto 2014

La Stazione


La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
(Wislawa Szymborska)



Una "PICCOLA POESIA" per augurarvi buon ferragosto.
E a proposito: come state?

23 commenti:

  1. Bellissima poesia! :)
    Grazie Mariella!

    Io sto globalmente bene... tu come stai? Goditi la tua vacanza! :)

    B.

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    1. Ciao B. Tutto a posto grazie! Mare e sole per fortuna qui al sud! Bacio

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  2. ...tu chiamala "piccola" se vuoi...
    Sai sceglierle bene certe perle che colpiscono...eccome.
    Un caro saluto ferragostano,
    aldo.

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    1. Ho scelto "piccola" solo per riprendere l'ultimo verso. Ma la grandezza rifulge intensamente. Ciao Aldo, ti abbraccio.

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  3. Bellissima poesia! Buon Ferragosto, per me un giorno normalissimo :)

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    1. Ciao Pier! D'accordo sul fatto che il Ferragosto sia un giorno normale. Anche perche' odio la ressa e le corse assurde per passare una giornata in giro. Io lo passo a casa con i miei e sto benissimo! Abbraccio.

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    2. Anche io l'ho trascorso così e non mi è spiaciuto affatto!

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    1. La sua lettura ci aiuta a ridimensionare il nostro ego. Hai ragione, davvero immensa. Ciao tenero papa'!

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  5. Non l'avevo mai letta, ma "all'ora prevista", ho capito che scriveva Wislawa.
    Stiamo bene, grazie. Domani si parte. Una partenza con tutte le nostre presenze, stavolta. Di unn oggettivo elementare forse, ma ambito. Buon prosieguo..

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    1. Anche io la riconosco da alcune frasi che rendono le sue poesie uniche e riconoscibili tra tutte. In partenza allora? Buone vacanze e un bacio.

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  6. ma che bella! brava Mary! sono in ferie, alè!

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    1. E buone vacanze anche a te! Resti nella tua bella terra? Bacio Sara.

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  7. Buon ferragosto, i versi sono molto belli e sanno molto bene rappresentare l'incomunicabilità dei sentimenti, la ricerca di se stessi in una folla "altra".

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    1. Ciao Costantino. E anche tu hai ragione. Siamo sempre alla ricerca di noi stessi. Il trovarci poi e' un dettaglio non trascurabile. Ti abbraccio

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    1. Io sto da 8 Fra'. Ahahahah mi mancano I tuoi commenti lapidari...

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    2. Più che lapidario direi sintetico

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    3. A volte sei sintetico, a volte lapidario. A volte entrambe le cose.

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  9. Sto bene, direi un sette pieno se vogliamo metterla sui voti.

    ps ora sei nel blogroll :-)

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  10. Vorrei commentare l'aforisma di Bersani che c'è in testa al blog.
    Per me è del tutto incomprensibile.

    Prima cosa, evidenzia una confusione semantica e concettuale e dimostra che in Italia la "destra" non esiste.
    Infatti la dove è maturata la "democrazia liberale" l'arco parlamentare si divide in "conservatori" e "progressisti" mentre in Italia abbiamo avuto i Comunisti e i Fascisti, cioè una "sinistra" e una "destra" che si definivano entrambi movimenti rivoluzionari. Dove esistono "conservatori" e "progressisti" il concetto di "rivoluzione" ha connotati negativi e antitetici rispetto sia alla idea di conservare, per ovvie ragioni, che alla idea di fare progredire quello che esiste, perché la rivoluzione è un punto di discontinuità, comincia con la distruzione e poi si propone di costruire ex novo. Nella rivoluzione non è implicito il progresso, significa solo ribaltare il tavolo, non garantisce che dopo averlo ribaltato sopra il tavolo ci sia qualcosa e meno ancora che ci sia qualcosa di meglio di quello che c'era prima.

    Seconda cosa, il concetto di "uguaglianza" è aberrante.
    Mi spiego, il concetto di "diritto" è quasi sinonimo del concetto di "giusto". La "giustizia" però non cala dall'alto. Non può esistere una legge che non sia condivisa nei suoi fondamenti dalla persone su cui questa legge deve essere applicata. Per fare un esempio, se una legge vieta di fare il bagno ma la gente pensa che fare il bagno sia una cosa buona, la legge rimane lettera morta. Quindi un popolo ha il "diritto" che si merita e uno dei corollari è che non si può esportare la democrazia.
    Ora, il concetto di "uguaglianza" non è affatto sinonimo del concetto di "giusto", esattamente il contrario. L'uguaglianza non è giusta, è sia ingiusta che innaturale. Non soltanto ognuno di noi è biologicamente differente dal momento del concepimento, nasciamo già predisposti ad essere alti, bassi, lenti, veloci, forti, deboli, con la vista acuta, miopi, eccetera ma facciamo anche esperienze differenti per tutta la vita e il risultato è che ognuno di noi è un universo diverso dagli altri. Adesso qualche anima bella mi dirà che l'idea di "uguaglianza" di Bersani significa che il Partito e/o lo Stato deve tutelare le persone in modo che nessuno si approfitti degli altri. E' ovviamente falso, la "uguaglianza" della "sinistra" si traduce in due modi, il primo è la soluzione marxista-leninista in cui il Partito, dopo avere eliminato le "classi sociali", si configura come una aristocrazia che domina su una massa di servi della gleba, gente che deve chiedere il lasciapassare per andare a trovare la nonna. Il secondo modo è non già garantire a tutti le opportunità ma garantire a tutti una scodella di pappone, a prescindere. In concreto significa che una volta che entri nel "pubblico" non importa se lavori, non lavori, se sei Einstein o Moziart oppure Fantozzi, non importa se sei alto, basso, scemo, intelligente, grasso, magro, verde o giallo, prenderai sempre lo stipendietto, farai le tue ferie e andrai in pensione, sei "uguale" perché nessuno ti chiede niente, quello che ottieni lo ottieni solo perché esisti, perché riempi una casella con la tua mera presenza fisica.

    Domanda: che tipo di persona sente come "giusto" un principio secondo il quale tutte le persone devono essere "equalizzate" a forza e devono avere come orizzonte o l'appartenenza alla aristocrazia del Partito o l'inserimento nella casellina del "posto pubblico"?

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  11. Oddio Lorenzo, certo che presentarsi sul mio blog ad agosto quando quasi tutto è chiuso per ferie con una dettagliata critica alla destra e alla sinistra ( ma cos'è la destra e cos'è la sinistra) mi ha spiazzato. Io tutto quello che ho voglia di fare in questo periodo è stare a poltrire ( vedi nuovo post ) e non pensare proprio a nulla. Figurati se ho la forza mentale di pensare a continuare il dibattito. Ho letto tutto e ho trovato molto interessante il "tuo" punto di vista.
    Perché dai, è solo quello. Ciò che tu pensi.
    Per quel che mi riguarda, ti dirò, sono molto ma molto più terra terra.
    Volo basso insomma.
    Dal "mio" punto di vista la parola UGUAGLIANZA ha un solo significato. Quello di consentire a tutti in una democrazia che sia tale la possibilità di partire dalle stesse opportunità. Poi chiaramente ognuno si farà. Come meglio crede. Dipenderà dall'individuo in quanto tale.
    Posto pubblico o meno.
    Io metto la crocetta sul privato coscienzioso e tu?
    A presto, spero.
    PS: ah tra "Moziart" e Fantozzi o Einstein io preferisco Beethoven. Sai era sordo ma ci vedeva benissimo. Col cuore.

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    1. Il blog serve per cazzeggiare, quindi quale momento migliore.

      Non voleva essere una "critica dettagliata", al contrario, è solo una serie di banalità evidenti.
      Non sono andato ad esaminare le falle teoriche del modello marxista, ho semplicemente detto che la "sinistra" propone o uno Stato aristocratico dove ci sono i "nobili" del Partito e tutti gli altri sono schiavi, oppure propone l'inquadramento nel Pubblico Impiego che in sostanza significa che lo Stato ti da una paghetta per non fare niente e in cambio non ti chiede di sapere fare o di fare niente.
      E queste due sono le possibilità che hai quando dici "uguaglianza", o l'uguaglianza dello schiavo in mezzo ad altri schiavi, oppure l'uguaglianza dello Statale che fa timbrare il cartellino al collega mentre lui zappa l'orto.

      Il discorso delle opportunità non può stare nella stessa frase con "uguaglianza".
      Una società che punti a offrire il massimo delle opportunità ad ognuno ovviamente non si preoccupa di fornire a tutti LE STESSE opportunità. Come dicevo, già alla nascita è scritto chi diventerà giocatore di pallacanestro e chi diventerà pilota di aeroplano, io che sono di mezza altezza e miope non posso fare ne una cosa ne l'altra, anche se mi fosse data la possibilità di provarci. Cosa che comunque non si da perché per arrivare ad una certa posizione bisogna passare una SELEZIONE. A me non serve avere le stesse opportunità di chiunque altro, a me serve avere le migliori opportunità che si possono dare ad uno con i miei talenti e le mie lacune.

      Affrontiamo la questione dalla direzione opposta. Nella logica "buonista - catto -comunista", l'idea potrebbe essere che sei io fossi un genio della musica o della matematica non dovrei essere costretto a lavorare in fonderia solo perché i miei genitori non sono facoltosi. Simpatica idea. Peccato che funzioni esattamente al contrario, infatti lo "stato sociale" che ha garantito a tutto a tutti ha portato l'Italia alla bancarotta e alla de-industrializzazione per cui adesso non c'è lavoro ne per musicisti, ne per matematici e nemmeno per fonditori. La miglior cosa che può fare lo Stato è assumere 30-40 mila "precari" meridionali nella Istruzione, tanto per "creare occupazione". Ma ovviamente tramite un meccanismo di selezione del tutto fasullo perché ha lo scopo opposto e cioè quello di NON selezionare e quindi di dare a tutti la stessa opportunità (prendere la paghetta pubblica) e togliere a tutti ogni altra possibilità.

      Tutto questo per dire che l'aforisma e Bersani non hanno senso.
      Io non mi capacito come la gente possa pensare che ce l'abbiano.

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)