10 dicembre 2018

MELEGATTI E LA SUA RINASCITA.



Qualche giorno fa ho appreso la notizia che la Melegatti ha ripreso la produzione e riaperto i cancelli della fabbrica, assumendo 35 persone a tempo indeterminato di cui gran parte ex-dipendenti.
Le operazioni di acquisizione da parte della famiglia Spezzapria si sono concluse il 19 novembre.
Ed è cominciata la corsa contro il tempo per produrre panettoni e pandori per questo Natale.
Nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto si respira un'aria diversa che  ha consentito il ritorno dei prodotti Melegatti sulle tavole natalizie.  Da oggi Melegatti sarà dunque in distribuzione – nelle confezioni da 1Kg di Pandoro e da 1 Kg di Panettone – nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. Fino al 22 dicembre sarà attivo anche lo spaccio aziendale a San Giovanni Lupatoto, mentre a Verona al via oggi un temporary shop per consentire ai veronesi e ai turisti di riassaporare la qualità e la tradizione Melegatti.
Letta la notizia su Fanpage.it e dopo avere battuto le mani ai tre dipendenti in cassa integrazione che per tutto il tempo delle trattative hanno curato il "lievito madre" dei famosi dolci bagnando con giusta dose l'impasto per impedirgli di "seccare", con mio marito siamo partiti alla volta di Verona, per andare direttamente in fabbrica a comprare i famosi dolci che da tempo mancavano sulle tavole italiane e a dare un segno concreto di aiuto a tutti quei lavoratori che in questi mesi hanno lottato senza arrendersi nella speranza che si potesse ricominciare.

E così è stato.

Siamo arrivati a pomeriggio inoltrato e vi assicuro che è stato emozionante trovare i cancelli aperti e la bella insegna illuminata che svettava sul tetto della fabbrica.C'erano parecchie macchine nel parcheggio, tutte persone come noi che erano passate per acquistare i prodotti nello spaccio.




All'interno una selezione dei prodotti, l'albero di Natale e cinque ragazze dietro il banco. Alcune di loro erano volti noti, dopo tante dirette televisive e servizi giornalistici che le avevano riprese per tutto il  periodo di lotta.Ho chiesto di scattare loro qualche foto perché volevo parlarne sui social (cosa che ho fatto sia su INSTAGRAM che su TWITTER)  e sul blog.
Sono state felicissime di partecipare, si sono messe in posa e fatte fotografare con alle spalle il marchio di cui sono orgogliosissime (una delle ragazze indossava una felpa blu con tanto di MELEGATTI scritto a caratteri cubitali). 




Ma la gioia più grande, credetemi, è stata la mia. Perché ho visto con i miei occhi una realtà rinata, persone che hanno riconquistato il diritto al lavoro con le loro forze. Ed è successo qui, in Italia, dove sembra che tutto vada in malora. E dove lo sconforto per la sistematica distruzione di posti di lavoro, e la vista dei cancelli delle fabbriche che chiudono, sembrano avere ormai preso il sopravvento.
Invece una piccola realtà italiana è rinata grazie ad un'azienda vicentina che l'ha rilevata e che spera di riportarla ai livelli di una volta. Non è un miracolo. Ma una soluzione vera e concreta.

Per cui, quest'anno comprate i prodotti Melegatti. Che sia un esempio per il futuro. Niente proclami inutili e promesse al vento.








Gli orari di apertura dello Spaccio aziendale sono: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 (incluso sabato 8 dicembre); sabato 15 e 22 dicembre dalle 8.30 alle 12; domenica 9 dicembre dalle 8.30 alle 12; domenica 16 e 23 dicembre chiuso










Fonti: Fanpage.it - Sole 24 ore

46 commenti:

  1. Buono a sapersi. Buona serata e grazie.
    sinforosa

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  2. Hai fatto un bel gesto a ritargliarti del tempo per andare da loro e comprare loro prodotti.
    Ecco, l'Italia è fatta anche di queste belle storie.
    Anche se sono queste storie che mi fanno venire la rabbia verso la politica.
    Perché è trentanni che sento "abbasseremo le tasse" e invece gli imprenditori vengono lasciati troppo spesso soli..
    Poi che ci siano balordi anche tra gli imprenditori sicuramente..ma tanti sono onesti e purtroppo fanno i conti con tasse e burocrazia opprimenti..

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    1. L'Italia è fatta di tante belle persone, di gente che si da da fare per gli altri.
      La maggior parte delle volte senza nessuna ribalta. Io ho deciso di parlarne qui, nel mio angolo, perché la storia valeva la pena di essere raccontata.
      Ma volevo toccare con mano. Faccio sempre così, recensisco libri che leggo o dischi che ascolto e se parlo di attualità cerco di arrivare al centro. Mi informo e se posso vado sul posto, ascolto gli altri. Ma non ho nessun merito a parte la coerenza e l'onestà d'intenti.
      Sulla classe politica di questi ultimi 30 anni, ci fu un tempo che si pensava potessimo mettere un punto e ripartire.
      Ma anche quella è stata una gran delusione, in realtà altro fumo negli occhi. Io che faccio parte della generazione precedente alla tua, ho la misura del fallimento e di quanto ciò che non è stato fatto stia ricadendo sulle generazioni future. Ma spero che non tutto sia perduto...

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  3. Quanto mi fa piacere questa cosa! Mi fa piacere per la Melegatti in sè, per i dipendenti, per chi ha lottato in questo tempo di sospensione e di incertezza totale. E mi fa piacere per ciò che questa rinascita rappresenta, per tutti.
    Che sia un esempio, uno sprone per chi vive situazioni analoghe.
    E tu, bella che sei, hai avuto subito lo slancio giusto e sei corsa sul posto: brava Mari :)
    La foto delle 5 ragazze è bellissima e racchiude tutto il messaggio positivo che deve passare e arrivare a chi la guarda.
    Un abbraccio!

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    1. Oddio, non ho fatto nulla di speciale, ho seguito l'istinto e d'accordo con mio marito, anche lui molto sensibile a accadimenti di questo genere, siamo andati.
      È stato bello, sono contenta.
      Le signore della foto mi hanno raccontato che purtroppo non tutti i dipendenti sono stati riassunti, ma sperano che con il tempo e l'aumentare della produzione ( per questo è importante la richiesta ) altri loro ex colleghi possano tornare al lavoro.
      Ti abbraccio forte.

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  4. Per me è stata davvero una gran bella notizia e ancora di più dal tuo racconto e dal tuo slancio. Perdere il lavoro è devastante.

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    1. Grazie Santa, sì perdere il lavoro è un po' come perdere la misura di se stessi.
      Un abbraccio.

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  5. Ottima notizia Mariella, speriamo si salvi anche la storica Pernigotti.
    Sereno giorno.

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    1. Sulla Pernigotti sono più scettica, la proprietà se ne frega e i dipendenti sono arrivati a chiedere di boicottare le vendite dei famosi gianduiotti perché i soldi andrebbero ai turchi e non agli operai italiani. So che i dipendenti della Ferrero hanno intenzione di passare il Natale con loro davanti ai cancelli e mi sembra un gran bel gesto.
      Speriamo...

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  6. Avevo già questa intenzione. Bellissimo post che apre il mio cuore di gioia

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    1. Grazie Daniele, oggi in ufficio abbiamo mangiato uno dei pandori che ho comprato lì.
      Tutti insieme.
      Un abbraccio.

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  7. Non ci crederai, ma il pandoro Melegatti è il mio preferito. Purtroppo negli ultimi anni è diventato sempre più difficile trovarlo qui da me e da un paio d'anni ne ho proprio dovuto fare a meno.
    Il Veneto è un po' lontano dal Salento, quindi una gita fino allo spaccio mi sembra difficile, spero comunque che questo sia solo l'inizio e che già dal prossimo anno il pandoro Melegatti possa tornare in tutte le province italiane.

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    1. Leggevo che alcuni supermercati del centro sud saranno riforniti ma hanno avuto poco tempo per produrre su larga scala.
      A gennaio partono con la linea di Pasqua, sicuramente vedremo colombe e altro.
      Spero di tutto cuore che il prossimo Natale possa raggiungere le tavole di tutti gli italiani.
      Bacio.

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  8. Ma che brava che sei Mariella a scrivere questo post, a far le foto alle "ragazze" a dire ciò che hai detto.
    Tu stai SEMPRE nella parte illuminata della terra. sei una veramente buona dentro ed irradi bontà, anche quando fai male....non ti riesce bene.
    La riapertura di una ditta antica tutta ITALIANA ti esalta, ci esalta. Non ci porteranno via questo pezzo di noi nemmeno a fucilate. Il POPOLO ha finalmente parlato -in veneto, ma siamo tutti veneti oggi- e ha detto andé a cagar, mona.

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    1. Ho sempre detto che sono imperfetta.
      E questo post l'ho scritto solo per puntare i riflettori su di una storia italiana che sembra finire bene.
      Non ho l'aureola e ho poche cose di cui esaltarmi.
      Ma la gioia letta negli occhi di quelle signore lì, dall'altra parte del banco bisognava raccontarla.
      Vabbè, diciamo che l'ultimo pezzo del tuo commento non l'ho letto.

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  9. Son contento, anche se di pandoro Melegatti ne ho mangiati pochi ;)

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    1. Sono contenta anche io che come te, ho mangiato pochi pandori Melegatti. Ma da quest'anno in poi non mancheranno più a casa mia.

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  10. Che bella esperienza e che bella cosa che avete fatto... bravi

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    1. Niente di che, ma volevo parlarvene.
      Un bacio!

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  11. Grande Mariella!che bella idea che avete avuto!

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    1. E che siamo due "golosastri" ahahah
      Grazie Sara, bacio.

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  12. Questa è veramente una bella notizia e hai fatto bene a divulgarla. Io abito troppo lontana da Verona per recarmi alla fabbrica ma abito vicino ad un grosso centro commerciale e spero di trovare lì i prodotti Melegatti. Saluti

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    1. Sicuramente nei centri commerciali del centro Nord ci saranno.
      Li troverai e grazie per avere letto e commentato!

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  13. Hai fatto benissimo! Quest'anno comprerò diversi prodotti Melegatti, bisogna fare solidarietà concreta.
    Ciao

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    1. Caro Nick, sono d'accordo. Fare è fondamentale. Ti abbraccio.

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  14. Premessa, per me esiste solo il panettone, quello classico coi canditi. Il resto non lo prendo in considerazione.

    Il lavoro non è un "diritto". Consiste nel fatto di vendere parte del proprio tempo. La vendita si perfezione sulla base di domanda, offerta e una contrattazione.

    Il problema con gli stabilimenti italiani è collegato alla globalizzazione. Se vogliamo mangiare cose prodotte con ingredienti italiani, col lavoro di persone italiane, dobbiamo essere disposti a pagare quelle cose MOLTO di più dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Viceversa, se cerchiamo gli sconti del supermercato dobbiamo sapere che questo comporta il fatto che i prodotti vengono comprati all'ingrosso a prezzi cosi bassi che sono necessariamente fabbricati con ingredienti di provenienza straniera e spesso anche fabbricati all'estero ed importati.

    Facciamo un esempio, una bottiglia di "cola". Per produrla serve la bottiglia di plastica che costa poco o niente, un po' d'acqua e una polverina. Il grosso della spesa è nella logistica, magazzino e trasporto. Adesso immaginiamo che l'acqua italiana costi 100 volte l'acqua slovena. La fabbrica della "cola" non ha più convenienza a imbottigliarla vicino a casa mia per risparmiare sul trasporto, gli conviene imbottigliarla in Slovenia e portarla qui col camion. Ecco, adesso immaginiamoci se TUTTE le voci di costo di una qualsiasi produzione, tasse e stipendi inclusi, sono 100 volte quelli di un paese straniero. Chiaro che produrre pandori "Melegatti" a verona diventa improponibile e conviene produrli, che ne so, in Polonia e portarli qui col treno. E dico Polonia perché mia mamma alla Coop compra le mozzarelle polacche che costano meno di tutte.

    In linea teorica si potrebbe immaginare che il dipendente Melegatti possa conservare il lavoro riducendo le proprie richieste in fase contrattuale sullo stesso livello del suo concorrente polacco (per esempio). Ma per non morire di fame, bisognerebbe che la benzina, l'affitto, il pane, tutto, costassero uguale a Verona e in Polonia, cosa che non si da. Quindi eccoci alla soluzione "boldriniana", i lavoratori italiani devono migrare e andare la dove c'è il lavoro.

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    1. Ci hai illuminati. Come potremmo vivere senza le tue "assolute verità".
      Tipo che il lavoro non è un diritto. Pensa che nella nostra Costituzione italiana si "narra" che la Repubblica è fondata sul lavoro e che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Non ho trovato da nessuna parte che stiamo a vendere il nostro tempo sulla base di domanda, offerta e contrattazione.
      Poi io in primis, compro spendendo il giusto per cui, il panettone e il pandoro Melegatti li ho acquistati a prezzo di mercato e non di discount (perché tu parli di discount vero? Io le mozzarelle polacche nei supermercati normali non le trovo) pagandoli di più di molti altri. E ne sono fiera. Di avere pagato il prezzo giusto che possa garantire il lavoro in Italia con i diritti che abbiamo in Italia.
      La "cola" non so cosa sia. Non compro bibite gassate ma nella mio carrello ci sono solo prodotti italiani e di filiera italiana. A prezzi coerenti.
      I lavoratori italiani devono lottare per continuare a lavorare in Italia con i diritti acquisiti in anni e anni di lotta (che tu non sai nemmeno di cosa sto parlando).
      Detto questo ti saluto, ho sprecato fin troppo tempo nel risponderti.

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    2. Ebbe, dipende dal fatto che ti hanno raccontato infinite fandonie. La Costituzione non dice che il lavoro è un "diritto" ma che il lavoro è un DOVERE. Ovvero che tutti devono lavorare e contribuire al benessere della Nazione.

      Non potrebbe essere altrimenti perché il concetto di "diritto" altro non significa che "quello che è giusto, corretto". Dato che come ho detto il lavoro è una vendita sottesa ad una contrattazione, non si tratta di "giusto" in termini assoluti ma di un COMPROMESSO.

      Il "prezzo di mercato" non significa niente. La Melegatti vende i prodotti per lotti. Quando la catena di supermercati Pincopalla compra tre milioni di pezzi, OVVIAMENTE il prezzo è all'ingrosso e quindi il singolo pandoro alla Pincopalla costa una frazione di quello che poi sarà apposto allo scaffale. Cosi come il grossista paga l'allevatore pochi centesimi per un litro di latte e al contadino pochi centesimi per un chilo di pomodori.

      Le mozzarelle polacche mia mamma le trova alla COOP. La COOP stampa un simpatico giornalino con il quale mi informa che il 90% degli alimenti che vende sono importati. Qualsiasi cosa, dai fagioli al tonno, dall'olio al riso. L'Italia è autosufficiente per pochissime cose, pochi ortaggi e forse il vino.

      Torno a dire, se la carne di maiale in Italia costa 100 volte la carne prodotta in Olanda, ci sono due possibilità o compri il prosciutto fatto con carne italiana che costa 300 volte quello "normale" o compri quello "normale" fatto con carne olandese. NON SI SCAPPA.

      Dai, continua a straparlare di anni e anni di "lotta".

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    3. E tu vai a fare comizi da qualche altra parte. Non a casa mia.

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    4. Guarda son molto felice di dirti che proprio oggi mentre andavo al lavoro sentivo alla radio ( Radio Padova) che parlavano della Melegatti Christmas run.
      Dicevano che erano contenti che la Melegatti stesse rinascendo , che i pandori che avevano prodotto fin ora li avevano venduti tutti.
      Dico che c’è solo di che essere orgogliosi quando viene premiata la qualità..come in questo caso tutta italiana.
      Lunga vita alla Melegatti.
      Ps . per me però il top rimane Bauli😀

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    5. Ho letto della Christmas run a cui parteciperanno i lavoratori. E sono strafelice che le vendite siano andate benissimo. Speriamo bene dai. Ps: diciamo che io amo tutti i PANDORI VERONESI😉😘

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  15. Come sono stata felice di leggere questo post, quest'anno si compra il loro panettone per rispetto e solidarietà!

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    1. Grazie bella. Questo è il senso del post. Ti abbraccio forte.

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  16. Cercherò se sono nei supermercati che frequento ma nom so se sono giunti in Emilia da ciò che leggo all inizio post mi pare di no...speriamo. belle le foto e avete fatto bene ad andare li. Se fossi vicino andrei . Sono felice x qst ditta e x i loro lavoratori . Evviva

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    1. Infatti non c'è certezza che la Melegatti si riesca a trovare anche in Emilia ma spero che per il prossimo anno non ci siano più problemi. Grazie per essere passata. Un abbraccio e buona serata!

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  17. Sei stata davvero brava a “venire fin qui”, ma so bene che lo fai sempre, quando c è una giusta causa che ti spinge e dei lavoratori da sostenere.
    Da parte mia ti posso dire che quando lessi la notizia, credo un mese fa, mi commossi parecchio, merito soprattutto di quei due lavoratori che senza stipendio continuarono ad alimentare il lievito madre. Trovo che siano due eroi. Evviva i fatti.
    Riesco a risponderti a qualche post di distanza, io sto bene, sono anche tornato col mio ometto da qualche tempo... 😄

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    1. Brava non lo so. Ma mi ha fatto piacere rispondere con i fatti ad una situazione che monitorano da tempo😉 Poi adoro Verona e i suoi dolci. Si, gli operai che hanno tenuto "vivo" il lievito madre sono stati determinanti. Stai bene ragazzo? Mi fa molto piacere. Spero di sentirti ancora prima di Natale😘

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  18. Anche l'anno scorso c'è stato un passaparola su facebook e abbiamo consumato e regalato diversi pandoro Melegatti. Che degli operai abbiano avuto l'intuizione, la generosità e la lungimiranza di tenere in vita il lievito madre è un fatto molto commovente.
    Ciao Mariella e grazie per questo post!
    Un abbraccio
    Nou

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    1. Del passaparola su FB non sapevo nulla. Ma su altri social da tempo se ne parla. Come dicevo a Nick, quei lavoratori sono stati importanti e determinanti. In questo modo hanno preservato il cuore dell'attività. E lo hanno fatto quando ancora non si sapeva che cosa sarebbe successo. Grazie a te Nou, abbraccio grande!

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  19. Queste sono davvero delle buone notizie!
    Se non ci sentiamo... Buone Feste!

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    1. Ciao Simona, valeva la pena parlarne! Ti abbraccio e ti auguro Buone Feste!

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  20. Io non amo pandori e panettoni perché devo dire che mi sanno di alimenti fatti con l'uso di ingredienti poco di qualità (lo so, sto rovinando la magia del tuo post, scusa xD).
    Comunque hai fatto un gesto bellissimo ed a prescindere da tutto il fatto che una azienda italiana riapre i battenti è decisamente una notizia positiva per tutti.

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    1. Non so se sia così, io i Pandori di Verona li adoro. Ma mi hai fatto pensare a quando, in famiglia, mia nonna e mia madre preparavano il panettone in casa. La ricorrenza era Pasqua ed era un'antica ricetta calabrese che si tramandata nella famiglia di mio nonno Ugo. Sai, ho sangue calabrese nelle vene! E quel profumo e quel sapore non li ho mai più ritrovati. La ricetta è custodita gelosamente da mia mamma redatta a mano da mio nonno. Il punto è quello che evidenzi: un'azienda italiana che riparte. Dobbiamo essere tutti fieri. Ragazza, ma non sei passata dal mio tag natalizio... vai a leggere! Bacio💛

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)