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15 maggio 2021

[SABATO DI POESIA] ALLA SERA DI UGO FOSCOLO

Ritratto di Ugo Foscolo (François-Xavier Fabre, 1813)

Forse perché della fatal quiete 

tu sei l'immago a me sì cara vieni

o Sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquïete,

tenebre e  lunghe all'universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co' miei pensieri sull'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme 


delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.


(Ugo Foscolo - sonetto da Poesie -1803)



Note biografiche sull'autore

(Ugo)  Niccolò Foscolo nacque a Zante nel 1778 e morì a Londra nel 1827. Poeta, scrittore  e traduttore,  viene unanimemente considerato uno dei maggiori esponenti della corrente neoclassica e preromantica.  La freschezza del ricordo legato ai suoi sonetti, amati fin dall'adolescenza, è così vivida in me che mi sorprende ancora.

Ho scelto Alla sera perché è la mia preferita. Amo la dolce cadenza e il ritmo sostenuto che sembra smorzarsi e poi riprendere, come una canzone. Amo la grinta dell'autore e il suo quietarsi alla fine. Tutta la disperazione che prova per il succedersi degli eventi che lo hanno condannato ad un eterno esilio, alla fine si smorza nella contemplazione della natura. E lì, mentre osserva il calmo calare dell'oscurità, ritrova quella pace che il "fato" gli ha negato. Riflettendoci da adulta, tutte quelle immagini che rievoca, sono come un film esistenziale. E forse, è questa, la magia che ci permette di prediligere  i suoi versi da oltre 250  anni.