Parlare di Elisa Toffoli mi viene sempre facile, come mangiare un gelato al pistacchio o accarezzare le pagine dei miei libri preferiti.Perché lei è leggera e bellissima come tutto ciò che ci regala.Poesia pura.
Riprendo dopo qualche tempo ad occuparmi di recensioni di album musicali.L'ho fatto tante volte negli anni passati, poi per un periodo non ho più trovato la spirito giusto.Forse non ero ispirata, forse la musica che arrivava non era così bella e importante da colpire il mio cuore.
Sono diventata selettiva e difficilmente mi faccio condizionare dal mare di mode che ci circondano.E poi sono una fedelissima per cui, per non annoiare, a volte mi astengo dal parlare dei miei preferiti.
Ma l'album nuovo di Elisa è una grande rivoluzione.
A partire dal cambio della casa discografica. Dopo vent'anni passati alla SUGAR la "scuderia" di Caterina Caselli, era arrivato il momento di andare oltre.
UNIVERSAL l'ha lasciata libera di "parlare" in maniera nuova e allo stesso tempo "antica". Di lei, delle sue emozioni, della sua vita, della sua famiglia. Tutto nella sua lingua, l'italiano. La seconda volta dopo L'Anima Vola. La parola d'ordine è sincerità.
Dice l'artista:
"Avevo il desiderio di trovare una centralità che fosse essenziale. Dopo i concerti all'Arena, i miei quarant'anni e alcune vicende personali (come la perdita di mio papà) mi sono trovata a fare i conti con tante cose, ho capito che questo progetto era ancora più importante di tanti altri, Così sono arrivata a una fase di introspezione e ho lasciato da parte tutto quello che potesse assomigliare a un esercizio di stile."Ed ecco un lavoro intimo, raccolto, cantato quasi sottovoce, dove tutto è misurato e allo stesso tempo ampliato dalla forza delle parole e della musica che esplode come fuochi d'artificio.
Ci sono i suoi ricordi di ragazza (Come fosse adesso) e la sua canzone al figlio in cui spiega che grazie a lui ha imparato a dire "ti voglio bene"(Promettimi).
Ci inonda con la sua fragilità di donna (Anche fragile) e il suo accordo d'amore con Andrea Rigonat suo compagno di vita (Tua per sempre).
Lascia spazio a canzoni allegre che sembrano allontanarsi dai binari del disco (L'estate è già fuori) ma che paiono fatte apposta per illuminare l'anno che verrà (cit.)
Tutto questo accompagnato da sonorità sontuose ed eleganti, dall'uso meraviglioso di chitarre, pianoforti e fiati. E da arrangiamenti sopraffini.
L'album ci racconta tutto di lei. Di quello che è stata e di quello che diventerà. Meraviglioso compendio di un'artista arrivata alla piena maturità.
La chicca finale è la canzone cantata con Francesco De Gregori (Quelli che restano) in cui il grande cantautore è solo interprete. Se il Principe si accontenta di sedere sul suo sgabello e cantare con un filo di voce la canzone di Elisa, una ragione ci sarà.
Vale la pena di scoprirla.
Dedico questo questo post alla mia amica MARIS e a suoi monelli, che sono i miei campioni.
Fonti: Billboard Italia.
