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18 ottobre 2023

[ATTUALITÀ] La manovra 2024 in un solo punto

Nella nuova manovra di governo che andrà in vigore nel 2024, c'è un punto che ritengo oltremodo mortificante per le donne e che, se ancora ce ne fosse bisogno, chiarisce ulteriormente la bassa considerazione che il nostro premier ha dell'universo femminile a parte quando parla di sé: le donne sono utili alla comunità in quanto madri e per incentivare le nascite ci saranno degli sgravi contributivi per le donne lavoratrici con uno o due figli. Il valore professionale e sociale di una donna è direttamente proporzionale al numero di figli fatti. Per cui, se non ne hai,  vali di meno. E questo messaggio, gravissimo, pesa enormemente sulla compagine sociale dell'Italia e sulle spalle delle donne che non sono madri. Una discriminazione che per me è una vera e propria violenza psicologica e ci riporta agli anni 30, quando il fascismo premiava le famiglie con tanti figli. Ancora dei dubbi sui tempi che stiamo attraversando?


11 ottobre 2023

[ATTUALITÀ] Fedez e la salute mentale

Fedez: «Ho avuto una depressione acuta, a Belve volevo parlare di salute mentale. Me lo hanno impedito» Vanity Fair




Ma secondo voi, l'imprenditore digitale, onnipresente sui social, sente davvero bisogno di parlare in televisione di un argomento che gli sta a cuore(?). Non ci sono già tutti i suoi video, le attività sui social, i giornali (ad esempio l'intervista rilasciata al Corriere della sera di domenica scorsa) o le radio, che danno fin troppo rilievo a ogni cosa lui faccia nella vita? Non è già il più grande regista di se stesso? Cosa avrebbe aggiunto l'intervista a Belve? 
Parlare di salute mentale è importante, ieri è stata la Giornata mondiale della salute mentale. Ma ritengo sia necessario un approccio diverso alla materia. Competente, concreto, realistico. Non so quanto potrebbe esserlo un'intervista ad un personaggio di cui ho spesso la sgradevole sensazione che abbia il suo tornaconto in ogni situazione...

Per quel poco che ne so, vi dico: prestate attenzione a chi vi circonda perché i segnali riguardanti la malattia possono essere deboli o quasi inesistenti. Facciamo loro capire "che non sono soli". 

10 ottobre: World Mental Health Day

28 settembre 2022

[ATTUALITÀ] Una casa per Paolo e Carlotta

 




"Paolo, 35 anni e Carlotta, 39, hanno un lavoro a tempo indeterminato e un'associazione che li segue e fornisce tutte le garanzie del caso per il pagamento dell'affitto, compresa la caparra, e altro, ma da quasi un anno la coppia sbatte contro un muro di gomma e una casa non riesce a trovarla a Milano: perché entrambi sono affetti dalla sindrome di Down. Da 12 mesi va avanti così: c'è la proposta, la trattativa è avviata, arriva alla stretta decisiva ma quando il proprietario, che magari si è anche avvalso di un'agenzia immobiliare, scopre che che i due fidanzati sono Down, si tira indietro e dice no.Paolo e Carlotta preferirebbero un appartamento a Milano con due camere nella zona di piazzale Lotto o vicino a corso Vercelli o in zona Wagner. dove l'associazione che li segue, il Circolo Culturale giovanile di Porta Romana, ha un'altra casa e così potrebbero frequentare i loro amici. Sarebbero comunque assistiti da educatori ma fino a ora il loro, normale desiderio di un alloggio in cui vivere insieme, è rimasto una chimera. Carlotta lavora in una famosa agenzia per il lavoro, Paolo in un fast food. Il contratto d'affitto sarebbe intestato al Circolo Culturale giovanile di Porta Romana il quale è nato nel 2000 per iniziativa di un gruppo di genitori di giovani con sindrome di Down, come proposta alle esigenze d' inserimento e integrazione dei loro figli nel tessuto sociale milanese."

 (Articolo tratto dal Il Mattino)


Ho letto ieri sera questa notizia e ho pensato che sarebbe bello fare qualcosa di concreto per questi due ragazzi. La cosa migliore è il passaparola. Che dite, li aiutiamo a trovare la casa dei loro sogni? Conoscete qualcuno che abbia locali da affittare nella zona più comoda per loro? O ancora meglio facciano girare la notizia il più velocemente possibile, con I nostri blog e con i social? Io oggi metto il link anche su IG e Twitter e intanto incrocio le dita per loro! 




24 giugno 2022

[CRONACA] Nettuno: il questionario della vergogna

Fanpage.it

 

Ho letto una notizia su fanpage.it che mi ha fatto rivoltare lo stomaco.Il comune di Nettuno, provincia laziale, ha inviato un questionario alle famiglie con persone colpite da disabilità per aggiornare la documentazione sulle  istanze di contributo  per la disabilità gravissima.

01 marzo 2022

[ATTUALITÀ] Lo stato delle cose nella guerra tra Russia e Ucraina


Il Giornale d'Italia.it


Al momento le forze dell'invasore Putin si stanno facendo strada in Ucraina, anche se ci sono consultazioni in atto.  Lui ha abbandonato ogni pretesto, sta impedendo, come ogni dittatore che si rispetti, la libertà di informazione nella sua nazione, arresta chi sta manifestando contro la guerra, tutto viene filtrato dai suoi servizi di sicurezza. Sembra che noi, resto del mondo, ce ne stiamo accorgendo adesso. Eppure, da oltre 15 anni, sta agendo allo scoperto e senza alcuna vergogna. Cosa degli altri dittatori e del loro procedere verso il delirio, la guerra e la distruzione, ci siamo dimenticati? Abbiamo fatto tutti finta di nulla, chiuso gli occhi, perché lui ci ha pagato, ci ha reso deboli, esposti economicamente. E ora, finito di occuparsi della sua terra, mira ad espandersi. Come hanno fatto tutti quelli prima di lui. 

07 gennaio 2022

[ATTUALITÀ] Alice Chapman e il suo viaggio dal Kent a Desio


Quotidiano.net

Ha viaggiato per oltre 13 ore e 1200 chilometri.Dall'Inghilterra  per raggiungere l'Italia e nello specifico un piccolo ospedale della provincia monzese, quello della mia città di residenza.

28 dicembre 2021

[ATTUALITÀ] Diego Fusaro e le proporzioni sul Covid

 

Diego Fusaro su twitter: CHIARO NO?

Riconosco che fino a ieri non sapevo chi fosse il "filosofo sovranista" di cui ho scoperto l'esistenza leggendo un articolo su La Repubblica.

04 novembre 2021

[ATTUALITÀ] QUANTI COLLI HA ROMA?


G20 A ROMA

"Capitolino, Quirinale, Viminale, Esquilino, Aventino, Laterano, Oppio". Durante il photocall al Quirinale, in occasione della cena con i capi di Stato e di Governo intervenuti a Roma per il G20, il premier britannico Boris Johnson ha provato a elencare i 7 colli di Roma, con un aiutino (sbagliato) da parte del premier Mario Draghi e il sorriso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I sette colli della Capitale sono il Palatino, l'Aventino, il Celio, il Capitolino (o Campidoglio), l'Esquilino, il Viminale e il Quirinale.
All'inizio sono scoppiata a ridere ma poi mi sono incavolata di brutto... i nostri ministri hanno bisogno di ripetizioni di storia. Ci tocca pagare pure quelle per evitare figuracce con l'estero?

Da LaRepubblica.it 

24 giugno 2021

[COVID-19] SIAMO FUORI DAL TUNNEL?

 


Dal Web



Apprendo che in questi giorni siamo già alla fase tre della sperimentazione di un farmaco che bloccherà il virus per via orale in modo da renderlo innocuo. Una pillola e un sorso d'acqua. La Casa Bianca ha stanziato circa tre miliardi di dollari per la ricerca.

Fauci: "acceleriamo lavori già in corso". I dettagli della ricerca li trovate (QUI).

In Italia abbiamo superato il 50% delle persone vaccinate per la prima volta e il 30% ha completato il ciclo,  ma la variante Delta, anzi le due varianti Delta, sono dietro l'angolo.




Giusto  avere un cauto ottimismo e pensare che siamo quasi fuori dal tunnel? Cosa ne pensate?




Fonte: La Repubblica.it/Nursetimes.org

15 giugno 2021

[ATTUALITÀ] IL VALZER DEI VACCINI E LE MORTI EVITABILI

Cambio di passo con triplo salto mortale carpiato. All'inizio delle somministrazioni di Astrazeneca in Italia e parliamo  del marzo di quest'anno, dopo la notizia data in pompa magna  del rischio trombosi più o meno grave con un incidenza di di 0,41% su un milione di dosi, l'Aifa si pronunciò a favore del vaccino. Il comunicato diceva:

Si riconferma,  che sulla base delle conoscenze attuali non esistono controindicazioni specifiche all’effettuazione del vaccino AstraZeneca (o degli altri vaccini contro Sars-CoV-2), nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi o nelle donne che assumono pillola. Inoltre, non esistono indicazioni all’effettuazione di terapie profilattiche, prima o dopo l’effettuazione del vaccino, nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi, a meno che il trattamento antitrombotico non fosse già in atto per precedenti indicazioni. Sono stati segnalati rari casi di trombosi venosa cerebrale associati a piastrinopenia (con una incidenza di poco meno di 1 evento ogni milione di procedure) entro i 14 giorni successivi alla vaccinazione con vaccino AstraZeneca. I casi, alcuni fatali, hanno riguardato spesso donne di età inferiore a 55 anni, circostanza che potrebbe essere legata sia a una maggiore rappresentazione di tali soggetti nel gruppo dei vaccinati sia alla epidemiologia di tale rara manifestazione trombotica, che appunto colpisce con maggiore frequenza questa categoria di persone. La rarità della manifestazione, sia nella popolazione generale, che nella popolazione vaccinata rende problematica ogni valutazione statistica. (QUI)


In ogni caso si consigliava solo agli over 60 escludendo tutti gli altri ed in particolare i giovani. Siamo andati avanti un paio di mesi con il comitato scientifico sempre tentennante e le regioni che avevano in pancia milioni di dosi  di AstraZeneca acquistate dalla Comunità Europea e distribuite ovunque agli stati membri, che non sapevano cosa farsene visto che nessuno sembrava disposto a sottoporsi al "pericolo".  Abbiamo assistito ai dibattiti degli onnipresenti virologi che dicevano tutto e il contrario di tutto, chi a favore, chi contro. Poi ad inizio maggio, uno di questi "santoni" Pregliasco, ai microfoni di SKYTG24, sentenzia che i rischi per under  60 sono moderati:

"Si tratta di rischi assolutamente misurati. E’ questa l’oggettività dell’informazione, forse un po' cruda e maldestra, soprattutto sulle variazione sul tema che sono state date ha creato e crea questa disaffezione". (QUI)

DISAFFEZIONE

Le regioni, prendono la palla al balzo e riorganizzano somministrazioni a tutti e open day per i giovani dai 18 anni in su. Al via in Valle D'Aosta e Liguria, solo per fare due esempi. La partecipazione dei ragazzi è massiccia. Quasi ci commuoviamo a vederli in fila tutti compìti come agli esami di stato. Ma del resto, perché non dovremmo essere fiduciosi? Quella visione ci ridà speranza, ci mette tutti d'accordo, ci fa pensare che la via per il ritorno alla normalità è sempre più scorrevole e sicura. 


Il 10 giugno, a Sestri Levante, muore la giovanissima Camilla Canepa, un sorriso smisurato e due occhi azzurri profondi come laghi alpini. Dopo la somministrazione della prima dose di AstraZeneca a distanza di qualche giorno comincia ad avvertire forti dolori di testa. Il 3 giugno il primo ricovero, le riscontrano cefalea e fotofobia e viene dimessa.  Il 5 giugno viene ricoverata al San Martino  di Genova, presenta deficit motori ad un emilato. Lì  muore per emorragia cerebrale.

"Camilla soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale, secondo quanto riportato dall’Ansa. Si tratta, come spiega il sito dell’Ail, di una “malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione”.

Della sua malattia non c'è traccia nella scheda prevaccinazione. E mentre indaga la magistratura, un'altra famiglia piange una morte che poteva essere evitata. Forse.

Arriviamo al triplo salto carpiato. Il CTS ora frena, torna a sconsigliare il vaccino agli under 60 dichiarando che ci sono più rischi che benefici (QUI). L'incertezza regna sovrana. Io sono stanca, la mia prima dose di vaccino, il 29 maggio, è stata Pfizer. Avrei potuto scegliere fra tutti e quattro, la dottoressa mi aveva consigliato AZ, nonostante avessi meno di 60 anni e fossi donna, dicendomi che, riguardo alle controindicazioni, erano maggiori per Pfizer che per gli altri. Io ho gentilmente rifiutato la dose e preferito l'altro. Se non avessi avuto scelta avrei fatto quello che avevano a disposizione, come è avvenuto a familiari e conoscenti. E avrei incrociato le dita. Anche altro.

Bene.

Ma davvero dobbiamo affidarci alla buona sorte e al caso anche per vaccinarci, invece di essere tutelati da chi per mestiere dovrebbe lasciar perdere i comizi e  le televisioni e studiare a fondo il problema dando linee guida certe, per evitare di destabilizzare la popolazione che, dopo un anno e mezzo, non ne può davvero  più di superficialità e incompetenza?

E BASTA.


Fonti: Il Sole 24 Ore - La Repubblica - ADN Kronos

26 aprile 2021

[CRONACA] QUANDO I FIGLI UCCIDONO I GENITORI

 

L'ultimo fatto di cronaca è avvenuto venerdì scorso ad Avellino. Una ragazza di 18 anni  ha ucciso suo padre con l'aiuto del fidanzato, esecutore materiale.  Il motivo del gesto è da ricondurre al fatto che il padre non accettava la relazione della figlia (giovanissima) con un giovane che aveva precedenti penali e un presente di tossicodipendenza. La storia tra i due aveva da tempo portato a scontri tra il padre e il giovane che aveva già provato a minacciarlo con una sciabola. I ragazzi pianificano la strage: la sera del 23 aprile la ragazza lascia la porta di casa socchiusa consentendo al fidanzato di entrare. Lui si avventa sul padre che riposa sul divano e lo colpisce con 7 coltellate.  Ma il piano prevedeva l'uccisione anche della madre e della sorella. Piano che fallisce perché le donne chiamano il 113.  I ragazzi, messi alle strette dagli investigatori grazie anche alla visualizzazione dei messaggi sui cellulari, confessano e vengono arrestati.

È solo l'ultima tragedia tra quelle che la cronaca ha individuato negli anni. E che ha per protagonisti giovani e giovanissimi, che decidono di sterminare le proprie famiglie. Alla base dei conflitti, spesso fattori economici o divergenze personali. 

I casi negli ultimi anni sono aumentati con una incidenza spaventosa. Ma quel che mi ha fatto davvero inorridire è stato leggere, tempo fa, una dichiarazione di un criminologo, Francesco Bruno:

"I parenticidi, seppur orribili, si possono capire. Nessuno nasce omicida, ma se un giovane arriva a compiere un delitto è chiaro che la responsabilità sia dei genitori. Ai genitori non frega niente dei figli. È fallita la famiglia, la scuola e la società: i ragazzi sono le vittime.  A causa di ciò i ragazzi arrivano a compiere delitti di questo genere come se usassero i videogiochi”.

Perdonatemi, se ho trovato questo commento eccessivo. Come dico spesso, non sono madre però mi domando se sia possibile scaricare la responsabilità di queste tragedie tutta sulle spalle dei genitori. Sicuramente molte famiglie hanno perso di vista alcuni valori fondamentali per l'educazione dei giovani, in alcuni casi c'è meno attenzione tanto da portare a trascurare  segnali di disagio  che possono essere importanti.  

Davvero non si nasce omicidi? Davvero è tutta colpa del fallimento di famiglia, scuola e società? O c'è ben altro e i risvolti psicologici sono così vasti che diventa complicato stabilire con assoluta certezza cosa ci sia davvero dietro questi delitti?



15 aprile 2021

[CRONACA] LA MENSA DEI POVERI DI PORTICI RISCHIA LA CHIUSURA


Identità insorgenti.it

L’Avv. Riccardo Russo è  il responsabile e fondatore della Mensa del Buon Samaritano sita a Portici  (Napoli), che assicura pasti cucinati giornalieri a circa 70/100 bisognosi, in questi giorni sta tentando di gestire  una situazione che potrebbe avere un tragico epilogo se non verrà affrontata  con concretezza.
La sua raccolta fondi serve a pagare le bollette insolute (a causa della pandemia) per il consumo dell’energia elettrica all’ENEL che ha minacciato di interrompere la fornitura se non si paga al più presto. Ecco come contribuire in maniera sicura alla raccolta fondi necessaria:

02 novembre 2020

POSTITIZIE: TAKE CARE YOUR DOC - NON LASCIAMO SOLI I NOSTRI MEDICI


 Mi vorrei riallacciare al post di venerdì nato da un commento di Flo' amica blogger di Femeie Astazi per parlarvi dell'ultima iniziativa nata a sostenere i medici  che in italia, a causa dell'emergenza COVID19, sono alle prese con un'emergenza di cui non si vede fine e che coinvolge tutti i settori della sanità.

L'iniziativa è: TAKE CARE YOUR DOC.


Dopo i mesi tossici dell'allarme pandemia, i nostri medici hanno subito una vera e propria decimazione (ad oggi sono 183 i medici che hanno perso la vita combattendo la pandemia e 44 gli infermieri). Definiti assieme a tutto il personale paramedico in prima linea, i nostri angeli, mentre il mondo intero e l'Europa in particolare, si convinceva falsamente che il peggio fosse passato, loro tornavano alla vita lavorativa di tutti i giorni e alle prese con le altre problematiche sanitarie che erano state accantonate. Il virus era in regressione apparente ma tutto il resto (patologie pregresse oncologiche e cardiologiche, malattie neurogenerative)  rimaneva in emergenza. 

Ora sembra quasi che il loro sforzo disumano sia stato dimenticato. In questi ultimi giorni hanno subito un vero e proprio attacco social da parte dei negazionisti. 

"Vengono accusati di nascondere la verità e sono passati dall'essere eroi ad essere definiti come collusi, assassini, bugiardi, terroristi e menagramo."


Qualche giorno fa a Rimini,  sono state danneggiate circa 70 auto, nel parcheggio dell'ospedale degli Infermi. Sicuramente si tratta di un vero e proprio attacco al personale sanitario. E mentre i carrozzieri di Rimini hanno fatto fronte comune offrendosi di riparare ogni danno gratis, ci si interroga sull'atto vandalico che non può essere opera di qualche anonimo teppista disagiato.

Sui social come FACEBOOK (io insisto sulla proposta di cancellarlo) gli insulti si sprecano.  Tra quelli che evidentemente ne conoscono la fatica al punto tale da poter dire a ragione veduta che il loro lavoro è  come quello di tutti gli altri a quelli che dopotutto non sono eroi visto che quel lavoro se lo sono scelto.  Attacchi chiaramente inaccettabili su cui la polizia postale dovrebbe indagare scovando questi infami  leoni da tastiera. 

Chiaro che  tutto può servire a ridare  il sorriso e la forza al nostro personale sanitario. L'iniziativa serve a questo, dal portare una pizza o una bevanda calda, fino al donare  un momento di rilassamento a fine turno.

In ITALIA ci siamo ispirati a quella realizzata a NYC dallo Chef Roberto Caporuscio di Kestè (ci sono stata a mangiare la pizza, ottima)  che durante il  lockdown ha sfornato 4600 pizze per i dottori e gli infermieri in prima linea, raggiungendo anche l'obiettivo di non chiudere la sua attività.

Per sostenerla si possono fare due cose.  Una donazione:ecco il  sito (QUI) o una mail ad info@takecareyourdoc.com  in modo da informarli su quel che si vuole fare per aiutare.

Non lasciamoli soli e non dimentichiamo.



Fonti: Corriere della Sera.

30 ottobre 2020

[ATTUALITÀ]LE ALTRE MALATTIE E IL COVID

"Cara Mariella, io sono arrabbiata con molti e credo che la gente abbia perso già da tempo il buonsenso e l'umanità. Sono una paziente con sclerosi multipla e l'anno scorso a dicembre ha fatto il terzo ciclo (rarissimo perché di solito non è necessario in quanto l'evoluzione della malattia viene contenuta per qualche anno) di alemtuzumab, una terapia depletiva che mi ha lasciato con 0 linfociti in uno stato di immunosoppressione e mi credi che dal dicembre del 2019 non ho più fatto altre visite neurologiche? Inoltre a giugno sono rientrata a lavorare (lavoro in ospedale, è vero in un ufficio amministrativo a abbiamo a che fare tutti i giorni con infermiere, medici e pazienti) e ho fatto richiesta io per entrare perché ero a casa in quanto categoria fragile,  la mia azienda era in grande difficoltà e adesso devo litigare con le colleghe in ufficio che non indossano la mascherina chirurgica che l'azienda ha messo a disposizione per noi giornalmente. Mi danno della paranoica e della pazza... 
Sono arrabbiata con loro, sono arrabbiata con i medici che non rispondono alle mie chiamate e alle mail dove li informo che la mie situazione è peggiorata, sono arrabbiata con tutti coloro che negano l'esistenza di questo maledetto virus e protestano contro delle misure basilari di sicurezza come se fossero i lavori forzati nei lager tedeschi o gulag russi e poi riempiono i corridoi nel ospedale e si prendono a scazzottate perché non c'è distanziamento nell'attesa di un tampone..."

Il commento che apre il mio post è di FLO',  la mia amica blogger di Femeie Astazi -  Donna Oggi -  Woman today (qui il suo blog). Lo ha scritto un paio di sere fa in coda al mio post sul rispetto delle regole. La sua rabbia è condivisibile e pone l'accento sulla gravità della situazione Covid ampliando il discorso a tutte le persone con patologie gravi o che comunque necessitano di cure continue, che si sono viste ridurre o addirittura annullare le cure e gli esami di cui necessitano, a causa della pandemia. Secondo uno studio  del Sole 24 Ore, in Italia, dall'inizio del contagio, la continuità terapeutica di importanti malattie croniche è crollata. Riduzioni che hanno sfiorato il 40% per le terapie farmacologiche fino ad arrivare all'85% per le prescrizioni a nuovi pazienti.

La riduzione riguarda terapie patologiche croniche quali quelle  cardiovascolari, fratture, piani terapeutici, monitoraggi di pazienti già in cura. E la distribuzione dei farmaci ha subito una battuta d'arresto che fa preoccupare diverse associazioni, soprattutto perchè le cure salvavita non si possono differire. Così come le cure per i malati come l'amica Flo, che per combattere l'avanzamento della sua malattia ha bisogno di terapie continue e che intanto se le paga di tasca sua.
L'emergenza sanitaria non deve far dimenticare che in Italia come all'estero sono migliaia i malati cronici a cui stiamo dicendo di lasciare il passo a quello che al momento è la priorità. E questo in uno stato di diritto non dovrebbe accadere. 
Ci dovrebbe essere spazio per tutti, nessuno dovrebbe essere lasciato al palo. Peccato che la Sanità italiana  subisce da  anni colpi di scure sui finanziamenti. Che siano i governi o le regioni. Un esempio su tutti il malaffare della regione Lombardia degli ultimi vent'anni.
Quindi, invece di perdersi in chiacchiere sul Mes si o no, questi fondi disponibili subito sarebbero sufficienti a ridare fiato agli ospedali, per ripensare e ampliare il sistema di assistenza sanitaria ormai al collasso. Sarebbe una buona occasione. Ma sappiamo che in Italia le buone occasioni ce le facciamo scappare, di solito. Voi che ne pensate? Fermo restando che il virus esiste e che non si dissolverà come una bolla di sapone?

26 ottobre 2020

IL RISPETTO DELLE REGOLE


IMMAGINE PRESA DAL WE


 Tema:

Il rispetto delle regole.


Svolgimento:

Avete campo libero. Dite la vostra.


Il problema grosso è che non ho più parole. Sono disorientata come la maggior parte degli italiani.Comincio a non avere più fiducia nelle istituzioni (non che ne avessi così tanta anche prima) e mi pare stiano giocando a pari e dispari sulla pelle della gente. 

12 ottobre 2020

[ATTUALITÀ] IL CORPO E IL CUORE DELLE DONNE


DAL WEB 


 Ha fatto molto discutere, qualche giorno fa,  la notizia della scoperta all'interno del cimitero Flaminio di Roma, di una zona dedicata alla sepoltura di piccoli feti. Una piccola distesa di croci di ferro con il nome della mamma. Il tutto all'insaputa di queste ultime.

"Mi sono sentita male, dice Francesca P.  romana, quando ho trovato il mio nome e cognome su di una croce piantata in quel prato, all'interno del cimitero. Ma lì c'era anche la mia bimba che non ho fatto nascere per una gravissima malformazione."

Le proteste,  nate dopo un post di Marta Loi (una delle donne che si è ritrovata "sbattuta" sulla croce)  che è diventato immediatamente virale, sono partite all'istante.

In questo momento c'è un rimpallo di responsabilità tra le aziende ospedaliere di Roma che hanno permesso la sepoltura dei feti e l'associazione Ama che si occupata di tutto tralasciando di avvisare le madri che i loro nomi sarebbero apparsi in bella vista. 

E anche un'interrogazione parlamentare promossa da Rossella Muroni insieme alle colleghe dell'intergruppo della Camera per le Donne, Diritti e Doveri e le Pari Opportunità.

Laura Bordini dice <<bisogna chiedere al Governo quali iniziative voglia adottare per tutelare la privacy delle donne. La scoperta agghiacciante di un cimitero per bambini con la croce e l'identità della madre, in alcuni casi senza che la stessa ne fosse a conoscenza, viola la privacy ed è in contrasto con la piena attuazione di una legge come la Legge 194. Non lo possiamo permettere.>>

Ora. L'aborto è già  un fallimento e un trauma per una donna. Vissuto dolorosamente, visceralmente, da cui  penso non si riesca a guarire mai.  Ma non credevo dovesse arrivare a diventare un circo mediatico.  Ho scoperto, facendo ricerche per questo articolo, che molti cimiteri hanno dei lotti dedicati ai bimbi mai nati. E a memoria ricordo di averne viste anche io, di quelle piccole croci bianche, nei cimiteri che conosco. Ma sempre anonime. SEMPRE. Vengono definiti "i cimiteri degli angeli".

A me pare che questo sia solo uno degli ultimi atti immondi volti a colpire i cuori e i corpi delle donne.  Un'ulteriore pressione che il diritto all'aborto subisce quotidianamente. Diritto di scelta e dignità nuovamente abusati e violentati.  Le donne continuano ad essere sole, in questa società che sta ritornando sui suoi passi come fanno i gamberi.



Fonti: La Repubblica, Grazia Magazine, Corriere.it


30 settembre 2020

L'INVIDIA CHE UCCIDE

Sono ancora sconcertata dall'esito delle indagini sulla morte dei due giovani fidanzati di Lecce, uccisi in casa con 60 e più coltellate, la scorsa settimana.

Sconcertata dalla violenza devastante e soprattutto dal motivo che ha spinto l'omicida reo confesso.

Ha dichiarato che li ha uccisi perché invidiava la loro felicità e gioia di vivere.

E ha preparato tutto per settimane. Aveva intenzione di legarli con delle fascette, torturarli e poi ucciderli. Lasciando alla fine una scritta sul muro quasi a voler lasciare la sua firma.

Qualcosa è andato storto ed è scappato all'improvviso, seminando tracce visibili che poi hanno portato gli inquirenti fino a lui. Intanto, per oltre una settimana ha continuato la vita di tutti i giorni, frequentando l'ospedale dove faceva stage per il suo corso di laurea in scienze infermieristiche. Mantenendo la calma anche quando la polizia è andata ad arrestarlo. Un comportamento anomalo il suo, che ha fatto arrancare anche le indagini.

Ed io mi chiedo quanto possa essere pericolosa l'invidia. Macera l'animo al punto di stravolgere le persone, renderle pericolose, perfino omicide.

Bene o male abbiamo sofferto tutti dell'invidia altrui. L'abbiamo sperimentato nella vita personale, nell'ambiente di lavoro. Di certo è qualcosa che non lascia indifferenti. Ci fa soffrire, ci rende il percorso di vita personale molto difficile. 

A me è capitato. Quando ho potuto mi sono difesa. A volte mi ha aiutato a capire chi avevo di fronte e ad allontanarlo. Però mi sono sempre chiesta perché. Come è possibile che le persone coltivino questo peccato capitale come unica risorsa. Cosa li spinge. Quanto deve essere deserta la loro vita. 

Voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di essere vittime dell'invidia? Ne avete sofferto? Come avete reagito? Ve ne siete liberati?