Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta letteratura. Mostra tutti i post

28 settembre 2024

[SABATO DI POESIA] Parigi di Gregory Corso

 



"Città bambina, Città d’aprile,

Spiriti d’angeli rannicchiati negli androni,
Poeti, vermi nei capelli, bellissimo Baudelaire,
Altaud, Rimbaud, Apollinaire,
Guardate la città notturna-
Portieri e informatori,
Montpanassiano affanno, mortuaria Notre Dame,
La vista della notte in cerchio, cupola di padre in figlio,
Hugo e Zola inumati insieme,
Mortale trappola arlecchina,
Senna genera minaccioso fango,
Eiffel guarda di sotto-vede l’Apocalittico formicolio,
Città non newyorcata,
Città di tedeschi morti e sepolti,
Casa di bambola di Mamma Guerra."



Note biografiche e riflessioni

GREGORY CORSO

Poeta nato e cresciuto a New York  figlio di italiani, è ritenuto uno dei "grandi" della Beat Generation. Mia scoperta recente, ho trovato questa poesia in un libro acquistato a Parigi quest'estate, nella libreria più famosa del mondo Shakespeare & Co, che io adoro e dove non  manco mai di fare un salto quando torno nella Ville Lumiere. Ha avuto trascorsi turbolenti, in gioventù entrava e usciva dalle galere americane. Ed è proprio lì, nei carceri minorili, che si è avvicinato alla poesia e alla letteratura, facendosi travolgere. Nella maturità, visse diversi anni a Parigi, nel quartiere latino e più tardi anche a Roma. Le sue ceneri, dopo la morte avvenuta nel 2001, sono tornate in Italia e lui riposa nel cimitero cattolico del Testaccio accanto alla tomba del suo amato Shelley. Insomma, una vita errabonda e sopra le  righe, segnata da una poesia di ribellione, violenza ed ironia  che sono il punto vitale della sua epica.

Di lui Fernanda Pivano diceva:" insolente al di là del sopportabile e strafottente nella più assoluta imprevedibilità qualunque cosa abbia detto o scritto ha sempre rivelato il dono di non dire mai una sciocchezza". (Wikipedia)

Mi ha stupito trovare in questi versi uno sguardo sulla città così diverso  dal mio eppur condivisibile.  E questa lontananza mi ha riempito il cuore. Perché Parigi è così, bella ed emozionante come una poesia che ci ruba l'anima ma allo stesso tempo gotica e quasi spettrale. Così è come vi pare.

27 settembre 2023

[LIBRI] Le mie letture estive

Ho trascorso una bella estate, assieme alle persone che amo di più e ai miei adorati libri. Ho letto per lo più romanzi di cui vi parlerò brevemente cercando di non annoiarvi troppo.

Li ho suddivisi in una speciale  classifica partendo da:



Il libro più bello: Aurora Tamigio con il suo primo romanzo mi ha letteralmente conquistato. La sua narrazione avvincente ed evocativa, mi ha rigenerato e curato. La storia della famiglia Quaranta che segue tre generazioni e oltre quarant'anni di storia italiana, è la storia di molti di noi. Soprattutto è la storia di anime belle che rincorrono strenuamente la libertà di essere indipendenti, riconoscibili e amate. Lo adorerete, ne sono certa.






Il libro superfluo:alcuni amici non crederanno a quel che scrivo, ma davvero il nuovo romanzo(?) breve di Erri De Luca l'ho letto con la esatta sensazione di  perdere tempo. Fin troppo identico a tanti altri, non mi ha trascinato, l'ho trovato superfluo e noioso. Un racconto inutile a volte perfino fastidioso. Erri ci ha abituati a molto meglio di così.


Il libro immancabile: anche se vi sembrerò sfacciatamente di parte non posso esimermi dal dichiarare che  della serie di Manzini dedicata al vicequestore Schiavone, questo è il romanzo più bello. E chi non si è ancora innamorato del burbero funzionario romano che vive e lavora ad Aosta, leggendolo, capitolerà sicuramente. Per me è immancabile come gli struffoli a Natale e la pastiera a Pasqua.






Il libro più deludente:  la saga del più famoso "caprio espiatorio" letterario al mondo volge al termine, dopo quasi 40 anni dal primo romanzo. Io amavo Malaussène, lo adoravo, era la mia citazione preferita. Perché allora, caro Pennac, ci hai voluto trascinare per forza al capolinea degli ultimi anni, con due romanzi opachi, confusi, perfino sciatti e sbrigativi,  senza lasciarci il diritto di evocare i tuoi capolavori con malcelata malinconia? 





Il libro da rileggere: possono bastare sette giorni per riconsiderare la propria vita e scegliere una nuova strada da percorrere? Il romanzo di Paolo Genovese prova a dare una risposta alle domande che spesso ci attraversano e al dolore che a volte ci spalanca davanti un baratro che non ci aspettavamo. Un libro forte, emozionante, doloroso, come gli addii a cui non siamo mai pronti, sia quando pensiamo di essere preparati sia quando ci lasciano sgomenti per la sorpresa. Un libro da leggere e da rileggere ogni volta che il respiro si blocca e  ci lascia senza fiato.


08 maggio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Paula di Isabel Allende e una dedica speciale alle Mamme

 



Ascolta Paula, ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta.

La leggenda familiare inizia nei primi anni del secolo scorso, quando un robusto marinaio basco sbarcò sulle coste cilene con la testa piena di progetti di grandezza e protetto dal reliquiario di sua madre appeso al collo; ma perché risalire così indietro, basta dire che la tua discendenza fu una stirpe di donne impetuose e di uomini dalle braccia forti per il lavoro e dal cuore sentimentale.

(Isabel Allende - Paula - 1994)

27 marzo 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini

 


"Era una caldissima giornata di luglio. Il Ricetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s'era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato per lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giù dalla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il Vescovo lo cresimò. Il Riccetto però aveva una gran prescia di tagliare: da Monteverde giù alla stazione di Trastevere non si sentiva che un solo continuo rumore di macchine. Si sentivano i clacson e i motori che sprangavano su per le salite e le curve, empiendo la periferia già bruciata dal sole della prima mattina con un rombo assordante.Appena finito il sermoncino del Vescovo, Don Pizzuto e due tre chierici giovani portarono i ragazzi nel cortile del ricreatorio per fare le fotografie: il Vescovo camminava benedicendo i familiari dei ragazzi che s'inginocchiavano al suo passaggio. Il Ricetto si sentiva rodere, lì in mezzo e si decise a piantare tutti: uscì per la chiesa vuota incontrò il compare che gli disse << Aòh, addò vai?>> <<A casa vado>>, fece il Riccetto, <<tengo fame.>>.

(Ragazzi di vita - 1955 - Garzanti Editore)

20 marzo 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] La casa degli spiriti di Isabel Allende






"Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia."

27 febbraio 2021

[SABATO DI POESIA] DI NOTTE DI PAUL CELAN

DAL WEB


 Di notte, quando il pendolo dell'amore oscilla

tra sempre e mai,

la tua parola batte alle lune del cuore

e il tuo occhio blu-

tormenta porge alla terra il cielo.


Da un boschetto lontano,annerito

di sogni, ci investe l'esalato,

e il perduto si aggira, grande quanto gli spettri del futuro.


Quel che ora si abbassa e sale

vale per il sepolto nell'intimo:

cieco come lo sguardo che scambiamo,

bacia il tempo in bocca.

(Paul Celan - L'antologia italiana - 2020)


NOTE SULL'AUTORE

Paul Celan nasce a Czernowitz nel 1920 e muore a Parigi nel 1970. Ebreo, inizia a scrivere poesie nel 1938 subendo sicuramente l'influenza di quel periodo. Durante la "notte dei Cristalli" si trasferisce a Tours per studiare  medicina. E a causa della guerra perderà ambedue i genitori: suo padre per il tifo e la madre uccisa in un campo di concentramento in Ucraina. La sua poesia, che arriva alla maturità alla fine degli anni '40, viene definita un grido di dolore che partendo dai campi di concentramento finirà sul ponte parigino Mirabeau, da dove si getterà togliendosi la vita. Io l'ho trovato oscuro e funereo. Una poesia che non lascia spazio ad alcun raggio di luce. Sfogliando l'antologia ho fatto fatica a trovare un componimento che fosse meno disperato del resto. Non so, sicuramente è un autore grandissimo e forse sono io a non avere, in questo momento,  lo spirito giusto per accogliere la sua poesia. 


20 febbraio 2021

[SABATO DI POESIA] GIOVANNA DI DANIELE VERZETTI


dal sito di Daniele Verzetti




Giovanna
35 anni
Occhi azzurri come il mare
Capelli biondo oro
Impiegata
Adesso soprattutto in modalità smart working
Ossia..... Da casa.

Giovanna la vedi
È intelligente
Fiera
Sorridente
Buona d'animo
Sempre disponibile
E sul lavoro ineccepibile

Eppure
Se anche prima di questa pandemia
Ti soffermavi a guardarla meglio negli occhi
Potevi leggere un velo di tristezza
Quasi timore.

Giovanna è una donna emancipata
Combattiva
Energica 
Ma c'era sempre quella patina di triste mistero 
Nel suo sguardo.

Giovanna ora è a casa
Ed ha paura
Paura perchè prima almeno si toglieva da quella gabbia
Per un certo lasso di tempo
E poteva evenutalmente anche decidere di non rientrare

13 febbraio 2021

[SABATO DI POESIA] NELLA CASA DI N. COMPAGNA D'INFANZIA DI MARIO LUZI


Mario Luzi a Firenze -  dal web


Il vento è un aspro vento di quaresima,
geme dentro le crepe, sotto gli usci,
sibila nelle stanze invase, e fugge;
fuori lacera a brano a brano i nastri
delle stelle filanti, se qualcuna
impigliata nei fili fiotta e vibra,
l'incalza, la rapisce nella briga.


Io sono qui, persona in una stanza,
uomo nel fondo di una casa, ascolto
lo stridere che fa la fiamma, il cuore
che accelera i suoi moti, siedo, attendo.
Tu dove sei? sparita anche la traccia...
Se guardo qui la furia e se più oltre
l'erba, la povertà grigia dei monti.

(Primizie del deserto - 1952)


19 gennaio 2021

[POSTITIZIE] PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA 2022

DAL WEB

Procida sarà capitale della cultura italiana per il 2022. La meravigliosa Isola d'Arturo è stata scelta tra  10 candidature. Franceschini ne ha dato l'annuncio nella giornata di ieri. 

Vorrei porre l'attenzione sul fatto che si tratta di un'isola. Piccola e da sempre generosa, saprà accoglierci, quando passeremo a trovarla. Io vi dico che nessuno ha potuto descriverla meglio di Elsa Morante nel suo romanzo incredibile. Quel monumento della letteratura italiana che tutti dovrebbero imparare a portare con sé.  Per poterla guardare un giorno con gli stessi occhi incantanti di quel ragazzino che imparava a stare al mondo.

DAL WEB

Io mi auguro che il prossimo anno saremo finalmente tutti  liberi dal dolore e dalla preoccupazione di questi ultimi tempi, in modo da  farci  accogliere da lei (abituata ad aprire le braccia ai migranti) nella maniera migliore.

Vi lascio alcuni spezzoni del libro tanto per incantarvi il giusto:

“I miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo in dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato."

"Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono in gran parte di origine vulcanica; e specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili nel continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno."

Su per le colline verso la compagna, la mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere. Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l'acqua, fanno il nido i gabbiani e le tortore selvatiche, di cui, specialmente al mattino presto, s'odono le voci, ora lamentose, ora allegre."

"La nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada. Ah, io non chiederei d'essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d'essere uno scorfano, che è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare con l'acqua."

DAL WEB

Abbiamo bisogno di tornare a sognare. E partire da Procida mi sembra un'ottima idea. Siete d'accordo?

12 gennaio 2021

[RECENSIONE] DONNE DELL'ANIMA MIA DI ISABEL ALLENDE


 














DAL LIBRO:

"La violenza sulle donne è universale e antica quanto la civiltà stessa. Quando si parla di diritti umani in pratica si sta parlando dei diritti degli uomini. Se un uomo viene malmenato e privato della sua libertà, è tortura. Se è una donna a subire le stese cose si parla di violenza domestica e in gran parte del mondo la si considera ancora una questione privata. Ci sono paesi in cui l'omicidio di una donna o di una bambina per una questione d'onore non viene nemmeno denunciato. Le Nazioni Unite stimano che cinquemila donne e bambine vengono uccise ogni anno per preservare l'onore di un uomo o di una famiglia nel vicino Oriente e in Asia meridionale."


SINOSSI:

Partendo dalla sua infanzia e dalla prima donna che ha influenzato la sua vita ovvero sua madre Panchina, l'autrice ripercorre il suo passato fino al presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. Il maschilismo imperante da cui era circondata l'ha portata poi a schierarsi sempre con i più deboli, gli emarginati e le donne che stanno combattendo una battaglia per l'emancipazione ancora in corso.
E nella narrazione parla di lei, della sua affermazione professionale, della sua vita sentimentale. Dei suoi dolori, della morte di sua figlia Paula che l'ha poi portata a creare la sua fondazione: ISABELALLENDE.ORG

CONSIDERAZIONI

Ho sempre trovato coinvolgenti i suoi scritti, capaci di farti tuffare nella vita dei suoi protagonisti anche se non sai nuotare. Stavolta parla di lei, o meglio, utilizza la sua vita per parlarci delle donne, di quello che conta per noi e di quanto ancora ci tocca combattere per arrivare ad essere alla pari con gli uomini in questa società ancora troppo ammantata di patriarcato. Ci parla di uguaglianza,  ma non come termine della lotta per poi adattarsi al gioco folle dell'uomo che sta distruggendo il pianeta. Ma come rigenerazione, rivoluzione, cambiamento. Raccontando il suo mondo, i pregiudizi subiti e la bellezza di alcune donne che ha avuto la fortuna di incontrare nel suo lungo cammino di vita, ci spiega come, partendo da noi, dall'universo femminile unico in grado di procreare, possiamo mettere il punto sul mondo così com'è,  destinato ad una fine drammatica e rinascere. Sostenibile, equilibrato, rispettoso, inclusivo e egualitario. Non è un'utopia, dobbiamo cominciare a crederci. Partendo da noi.

E la domanda è: saremo in grado di affrontare il cambiamento? Fare fronte comune è fondamentale. Ma le donne sono così unite? Sapranno comprendere che senza unità non c'è vittoria?

09 gennaio 2021

[SABATO DI POESIA] CASA (HOME) DI WARSAN SHIRE





...dovete capire
che nessuno mette i suoi figli su una barca
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
 
nessuno va a bruciarsi i palmi
sotto ai treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
nutrendosi di giornali a meno che le miglia percorse
non significhino più di un qualsiasi viaggio.
 
nessuno striscia sotto ai recinti
nessuno vuole essere picchiato
commiserato
 
nessuno se li sceglie i campi profughi
o le perquisizioni a nudo che ti lasciano
il corpo pieno di dolori
 
o il carcere,
perché il carcere è più sicuro
di una città che arde
e un secondino
nella notte
è meglio di un carico
di uomini che assomigliano a tuo padre
 
nessuno ce la può fare
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle può resistere a tanto...
 


Note sull'autore

Warsaw Shire è una poeta di origine somala, nata in Kenia e figlia di rifugiati. È poeta, scrittore, editore e insegnante d'inglese e vive nel Regno Unito dall'età di un anno. Ha vinto il prestigioso premio "Young Poete Laureat" all'età di 25 anni.  Nell'ultimo album di Beyonce "Lemonade" ha dato voce, con le sue parole, a figure di donne emarginate,  che vivono in contesti londinesi a noi sconosciuti. E molto lontano da quello che noi immaginiamo. Non ama l'occidente a cui sente di non appartenere e allo stesso tempo teme lo stesso desiderio che ha di fuggire nuovamente. Così come contesta lo sguardo e il giudizio feroce di chi, osservandola, vede in lei qualcuno da ghettizzare e da rifiutare senza mai avere voluto approfondire le ragioni di chi si mette in viaggio e si allontana dal suo paese. Come sempre il pregiudizio uccide più di un'arma. Oltre ad aizzare l'odio tra gli uomini.

02 gennaio 2021

[SABATO DI POESIA] ARDE DI MIGUEL GANE





No, se rimani in silenzio non sei più bella.

Tu sei splendida quando lotti

quando combatti per ciò che vuoi.

quando non taci

e le tue parole mordono,

quando apri la bocca 

e tutto intorno a te arde.


No, in silenzio non sei più bella,

ma solo un po' più morta,

e se c'è qualcosa che so di te

è che non ho visto nessuno,

mai,

con tanta voglia di vivere.


Gridando.


NOTE SULL'AUTORE

Miguel Gane è un giovane poeta rumeno nato nel 1993  che dall'età di nove anni vive in Spagna.  Apprezzato e conosciuto sui social scrive in spagnolo "in punta di penna". L'ho scoperto leggendo l'ultimo romanzo di Isabel Allende, Donne dell'anima mia, che in realtà è un saggio che tutte dovremmo leggere.  La poesia che posto oggi è un inno alla donna, alla guerriera che c'è in ognuna di noi. Volevo cominciare il nuovo anno dedicandolo alle donne. A noi esseri speciali che dobbiamo avere cura di noi stesse prima di chiunque altro. Solo in questo modo troveremo la strada per cambiare il mondo.

19 dicembre 2020

SABATO DI POESIA: ESSERE VIVI DI SHUNTARO TANIKAWA

Tratto da Interno Poesia 

Essere vivi

essere vivi ora

vuol dire avere sete

essere abbagliati dal sole fra gli alberi
ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle
e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altalena che dondola ora
è l’ora che passa ora

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita

(1971) 

Poeti giapponesi (Einaudi, 2020), a cura di M. T. Orsi e A. Clementi degli Albini


NOTE SULL'AUTORE

Shuntaro Tanikawa è nato a Tokio nel 1931.  È tra i poeti contemporanei giapponesi più apprezzati al mondo. Ha composto più di sessanta opere poetiche e oltre alla poesia che vi posto oggi, leggendo la sua biografia, sono rimasta colpita dalla grande versatilità in molte arti, compresa la musica e i fumetti. Ha tradotto i Peanuts in giapponese e composto una canzone per uno dei film di animazione più belli degli ultimi anni: Il castello errante di Howl.  Che sia estremamente musicale lo si capisce dai suoi versi, sembrano composti per essere cantati da amanti. Della vita, così come dell'amore.



05 dicembre 2020

SABATO DI POESIA: PASSEGGIATA CON AMOS OZ DI ERRI DE LUCA


Erri De Luca (dal web)



Lungo le mura esterne di Gerusalemme
dove prima del '67 passava il confine
e le armi da fuoco cercavano corpi da abbattere,
andiamo e mi accenna le pietre che pesano piombo.
E' un limpido mattino di febbraio,
non si parla di sangue, invece di acqua.
Racconto il pozzo scavato sul mio campo
la felicità del primo getto sparso sul terreno,
acqua divisa tra gli alberi e l'uso di casa,
poca, dosata e resa, non fare che si sciupi.
Lui ricorda quella per lavarsi i denti,
dopo l'uso raccolta dentro un secchio
serviva per pulire il pavimento
e poi strizzata dallo strofinaccio
si versava sul solco piantato a cipolle.
E così ci fermiamo per fare un sorriso.
Siamo due persone che hanno tenuto da conto le gocce.

(Quartiere di storie naturali - Solo andata - 2005)


Non c'è nulla che io posso aggiungere alla bellezza della sua poesia. Chi ama Erri De Luca vorrebbe passeggiare con lui ovunque, lungo il confine palestinese, come sui sentieri di montagna. Vorrebbe ammirare il mare di Napoli standogli accanto. Vorrebbe guardare le nuvole scorrere sopra la testa con un fugace sorriso. Senza avere bisogno di tante parole perché quelle sono ben incise sul cuore. Ma questa passeggiata in compagnia di due degli autori che amo di più, è come una fotografia nella quale poter far capolino e dire:eccomi anche io ho tenuto da conto le gocce e posso tenervi compagnia. Fatemi posto.


Note bibliografiche sull'autore

Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950.Tra gli ultimi libri pubblicati da Feltrinelli: Il giorno prima della felicità(2009), E disse (2011), Il torto del soldato(2012), La doppia vita dei numeri(2012), Ti sembra il caso?(2013, Storia di Irene(2013), La musica provata(2014), La parola contraria(2015), Il più e il meno(2015), La faccia delle nuvole(2016), La natura esposta(2016), Diavoli custodi(2017), Il giro dell'oca(2018), Impossibile(2019).


ETICHETTE: ERRI DE LUCA

28 novembre 2020

SABATO DI POESIA: MI ASSOPISCO COSÌ IN PIEDI DI XU LIZHI




XU LIZHI (DAL WEB)



Mi assopisco così, in piedi

I fogli che mi stanno davanti leggermente ingialliscono
Con una penna vi incido neri ineguali.
Sono solo parole di lavoro
reparto, catena di montaggio, macchinario, tesserino, straordinario, stipendio….
Mi hanno addomesticato ben bene.
Non so urlare, non so ribellarmi,
Non so denunciare, non so biasimarmi,
Sopporto lo strenuo, in silenzio.
Quando è iniziata
bramavo solo quella grigia busta paga il 10 del mese
perché mi procurava una tarda consolazione.
Per questo ho dovuto levigarmi gli angoli, levigare le mie parole
rifiutare permessi, malattie, ferie
rifiutare ritardi, ritiri.
Me ne sto fisso alla catena di montaggio, come ferro, le mani come fossero ali
Quanti giorni, quante notti
mi assopisco così, in piedi.



NOTE BIBLIOGRAFICHE

XU LIZHI è stato un poeta cinese. Nato in Cina nel 1990 è morto nel 2014 a Shenzhen. Operaio elettronico  in una fabbrica del polo asiatico dell'informatica. Di lui si conosce pochissimo e l'unica sua raccolta di poesie è stata pubblicata postuma dai suoi amici, dopo il suicidio.  Era un migrante che spostatosi dalla sua terra di origine era arrivato nella grande città e lì aveva trovato lavoro. Costretto ad adattarsi a una condizione lavorativa umiliante, sottoposto a ritmi impossibili,  perché la disciplina della fabbrica tiene tutti  segregati  alla catena di montaggio e nell'impossibilità di avere contatti tra di loro.  Una vita senza possibilità di fuga. Le sue rime sono la conferma che il grande sogno industriale  cinese non esiste per la gente comune, in realtà  è solo un illusione. Si passa dalla speranza di un futuro possibile, alla certezza di essere solo degli schiavi. Attraverso le sue parole si comprende come la delusione sia via via diventata sempre più forte e la denuncia nei confronti di quel mondo che lo ha schiavizzato lo porterà   alla tragica conclusione della sua vita. Un vero e proprio assassinio sociale.



20 novembre 2020

LIBRI: LE SEGNALAZIONI DEL MESE


Editore: Feltrinelli
Collana: I Tascabili
Pagine: 231
Prezzo cartaceo: 9 euro



Paolo Rumiz ci racconta, con il suo stile dettagliato, il viaggio che ha fatto nel 2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Una strada, tra acque e foreste, e sentori di abbandono,  che si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti (dalla 4° di copertina). Ve lo segnalo perché l'ho trovato quasi eroico, il viaggio longitudinale dello scrittore triestino. Il suo sguardo è  acuto, pronto a cogliere ogni sfumatura dei paesaggi e dei personaggi che incontra. Esplorazione necessaria per chi ama percorrere strade e vivere profondamente  le persone incontrate.





Editore: Feltrinelli
Collana: I tascabili
Pagine: 141
Prezzo cartaceo: 8,50 euro

Giacomo Papi è uno scrittore divertente e irriverente. In un'Italia ribaltata, eppure estremamente familiare, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo (dalla 4° di copertina). Sono stata catapultata nel mondo distopico  raccontato dall'autore con grande ironia. Il romanzo è breve ma riesce a strappare più di un sorriso amaro e riflessioni interessanti. Il problema è che non siamo poi cosi lontani da lì.

                                        
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Pagine: 192
Prezzo cartaceo: 17 euro

Santiago Amigorena nel romanzo narra la storia di suo nonno.  Vicente Rosenberg arriva in Argentina nel mese di aprile del 1928 con pochissimi soldi in tasca e una lettera di raccomandazione di suo zio per la Banca di Polonia a Buenos Aires. Ma ben presto, anziché diventare impiegato di banca, diventa un giovanotto argentino non ricco ma fascinoso, capace di arrangiarsi con affari più o meno equivoci. Impara a ballare il tango, comincia a frequentare la milonga, conosce Rosita, la sua futura moglie (dalla 4° di copertina). In realtà la storia che l'autore racconta è la storia di un silenzio, di un rifiuto radicale verso il mondo esterno. Vicente è ebreo e il giorno in cui riceve da sua madre, rimasta a Cracovia, una lettera che lo mette di fronte alla realtà dell'antisemitismo con tutto quello che comporta e con gli orrori che a quel punto diventano tangibili, perché coinvolgono la sua famiglia, ecco che gli crolla addosso tutto il mondo di false sicurezze che fino a quel momento si era costruito. Ritorna ad essere semplicemente un ebreo, lontano sì fisicamente dai patimenti della sua gente, che pur si rinchiude autonomamente in un ghetto interiore di sofferenza, da quale non uscirà più. Un libro importante, emozionante e duro. Un libro per capire, perché  continua ad essere fondamentale approfondire  gli orrori della Shoah. Ben vengano quindi, libri e autori così.


Le proposte di questo mese sono molto diverse fra di loro e descrivono in parte  quel che amo leggere. Metto al  primo posto  i romanzi, cronache di anime e di vita. Poi  i gialli, sono passata dagli autori stranieri che preferivo da ragazza, agli autori italiani, dai quali ormai sono completamente dipendente. Il fantasy invece, l'ho scoperto solo da qualche anno, colpa di Harry Potter. Ma è l'unico caso. Poi c'è l'horror. Non sono da King, preferisco i classici. Poe e Lovecraft, per fare due esempi illuminanti. Mi divertono i libri di viaggi che raccontano e bene, posti e genti diverse e lontane da me, in grado di trasportarmi lì dove, quasi sicuramente non andrò mai. E poi c'è l'ironia, quei libri in grado di farmi riflettere senza perdere i sorriso.


 E Voi, cosa amate leggere? E a cosa invece, non vi avvicinate mai?














14 novembre 2020

SABATO DI POESIA: ALLA VITA DI NAZIM HIKMET





La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell'aldilà.

Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,

o dentro  un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo

che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.

(ALLA VITA - 1948 )


Note bibliografiche:

Nazim Hikmet nacque a Salonicco nel 1902 e morì a Mosca nel 1963. Del grande poeta turco ho parlato diverse volte da me, ad esempio (QUI). La prima volta che ne sentii parlare fu guardando Le Fate Ignoranti (uno dei miei film preferiti). Era sua una delle poesie che la protagonista femminile, Margherita Buy, leggeva in un momento del film. Come spesso accade, le parole mi catturarono all'istante. E allora le cercai e  trovai i libri come  quello che ho aperto ora,  con le pagine ingiallite dal tempo e le parole sottolineate a matita. Nazim l'esule, Nazim il poeta, Nazim l'uomo profondamente innamorato della vita. Così interessato, così vigile, così curioso, così proiettato verso il mondo che pur per moltissimi anni, poté intravedere solo dalle finestre delle sue prigioni. Ricco di speranza. Generoso, innamorato, folle. Morì un mattino di giugno, e per un po' non se ne accorse nessuno. Lo trovarono accasciato accanto alla porta di casa. Un infarto fulminante lo aveva portato via così come lui desiderava accadesse. Rapidamente. Lasciandoci in eredità  una poesia trasparente e molto comunicativa, che abbraccia con le sue parole l'universo intero. Sì, le sue parole, coraggiose ed eroiche, le sue parole che sono uomini.


07 novembre 2020

SABATO DI POESIA: VI FU UN TEMPO DI DYLAN THOMAS





 Vi fu un tempo che i danzatori coi loro violini

In circhi da bambini potevano arrestare i loro guai?

Vi fu un tempo che potevano piangere sui libri,

Ma il tempo ha posto il suo verme sul suo sentiero.

Sotto l'arco del cielo non sono più al sicuro.

In questa vita, ciò che non è conosciuto è più al sicuro.

Sotto i segni del cielo chi non ha braccia

Ha mani pulite, e dato che lo spettro senza cuore

È l'unico a non essere ferito, il cieco vede meglio.

(POESIE 2017 - TASCABILI GUANDA)



Note bibliografiche:

Dylan Marlais Thomas nacque a Swansea (Galles) nel 1914 e morì a New York nel 1956 stroncato dall'alcol. Era giornalista della BBC a cui collaborò fino alla fine.  Ma fu poeta, scrittore, drammaturgo. Considerato uno dei più grandi poeti in lingua inglese del Novecento, esordì nel 1934 con  18 Poems. Ho avuto con lui un approccio difficile perché quasi tutto nella sua poesia si riconduce alla sofferenza e alla morte. Meglio ancora: la vita e la morte sono legate indissolubilmente.  E poi c'è che al primo impatto appare confuso con una sovrapposizione di parole e di sensazioni. Da l'idea di essere contorto e oscuro. Ma come spesso mi accade non mi arrendo. La poesia che ho selezionato per voi, nonostante mantenga lo stile oscuro, evoca speranza. Voi cosa ci vedete?