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15 marzo 2021

[VINTAGE] IL TELEFONO CELLULARE: QUASI CINQUANT'ANNI E NON SENTIRLI


MOTOROLA DYNATAC 8000X


Di recente, mentre stringevo tra le mani il mio telefonino e lo posizionavo per scattare una foto panoramica, ho realizzato che mi accompagna da oltre vent'anni.  Quasi un matrimonio, con un attrezzo che all'inizio immaginavamo come uno strumento del futuro alla stregua delle pistole fotoniche.  Vi ricordate   quando dovevamo andare in giro portandoci dietro un marchingegno dal quale fuoriuscivano suoni interspaziali e voci gracchianti che era impossibile riconoscere? E la prima chiamata dalla macchina? I "tastoni" di quella appendice che poi sarebbe diventata parte integrante della nostra mano?

I messaggi "sms" scritti in un campo piccolissimo che venivano "corretti" dal maledetto T9 in assurdità e scherzi grammaticali incomprensibili? Cosa che ancora  non è cambiata. Maledetto.

Ho scoperto, leggendo in giro, che fra un paio di anni compirà 50 anni.  Fu Martin Cooper della Motorola, il 3 aprile 1973,  a fare la prima telefonata da un cellulare. Riuscì a chiamare il suo rivale e collega Joan Engels dei Bells Labs, dal palazzo di fronte,  dicendogli  di essere riuscito a realizzare il primo e vero telefono cellulare. Pesava 1 kg, non aveva schermo e la batteria durava solo mezz'ora. Costava più di 4000 dollari e sarebbe divenuto dapprima uno strumento per ricchi sfacciati. Era il Motorola Dynatac 8000X. Ci vollero 10 anni per perfezionare il prodotto e altri 10 per metterlo in commercio (fonte Dday.it).

Da allora queso aggeggio a volte infernale, ci ha cambiato la vita. Ha contribuito a far sparire le cabine telefoniche, i gettoni e le schede, ci ha resi rintracciabili sempre e comunque anche quando siamo alla toilette. Lo lasciamo sempre acceso notte e giorno, ne abbiamo subito il fascino fino a non potere immaginare la nostra vita senza di lui e a non ricordare  quasi più nulla del prima.  Un vero e proprio spartiacque che agisce in modo subdolo sulla nostra coscienza sia vigile che dormiente. 

01 marzo 2017

DI DEBOLEZZE E FACEZIE.



Immagino che tutti voi abbiate delle debolezze o dei piccoli "vizi" sottotraccia. Anche io e ve ne voglio parlare nel post "leggero" di questo inizio mese.

Sono così tante e palesi che non ho mai fatto nulla per nasconderle.
Mi piacciono tanto e mi fanno sentire bene, come quando indosso il mio maglione beige, sformato e comodissimo, ogni volta che ho bisogno di ritrovarmi.
Tipo, sdraiata come una broccola lì sul divano, a leggere un vecchio libro preso al volo dalla mia libreria, mentre ascolto uno dei miei vinili datatissimi.

Le debolezze, sono come l'onda morbida del ricordo. Mi avvolgono e travolgono in qualunque situazione o luogo mi trovi. Allora tanto per ridere ecco una lista meramente provvisoria.


1)il vasetto di Nutella che magari è lì in dispensa intonso da mesi, fino a quando non sento l'irrefrenabile voglia di mangiarne a cucchiaiate mentre guardo un film horror. Dolce e terrore io li abbino così.

2) la lavatrice che dovrei svuotare (o la lavastoviglie tanto è uguale) dopo che ha finito il ciclo, ma ho voglia zero di alzarmi per farlo. E allora apro semplicemente l'oblò e aspetto che "un'anima buona"  lo faccia al posto mio.

3) aprire l'armadio e riconoscere che ormai c'è una tale baraonda tra indumenti e colori sapendo benissimo che rimanderò il riordino ancora una volta all' indomani (quale giorno sia è tutto da stabilire).

4) la fissa di fare attività fisica, iscrizione in palestra compresa. E regolarmente circa un mese dopo, dimenticarmi nell'armadio  la borsa da ginnastica con tutto il contenuto.

5) la mia passione devastante per gli smalti. Ne ho un cestino pieno in bagno. La maggior parte non li uso mai.Visto che preferisco il rosso in tutte le sue sfumature. Perciò tutti i miei blu, neri, marroni, verdi, arancioni e gialli, con cadenza fissa li regalo alla sorella di una mia amica in attesa che le mie nipoti crescano.

6) le mie Barbie. Già sapete di questa mia insana passione, ma non sapete che niente può mettersi tra me e la bambola del momento se decido che sarà mia.

7)sono un'organizzatrice nata, ma fastidiosa e puntigliosa come una zanzara.
Se deciso di fare qualcosa, che sia evento, festa, riunione, gita o vacanza, non ho pace fino a quando non ho preparato tutto quello che ritengo sia necessario. Ma deve essere perfetto. Per ottenere la perfezione sfinisco me e tutti quelli che mi stanno intorno. Alla fine sono un successo, se sfianco il prossimo ci sarà un perché.


8) i cappelli. Ne ho di ogni forma e tessuto. Perfino un colbacco di volpe rossa e una coppola di pitone. Li amo e li accumulo come Paperone faceva con i suoi dollari.

9) t-shirt con paillettes e strass. L'ultimo acquisto da Haribo. Nera e fucsia con le mie caramelle preferite in rilievo all'altezza giusta.

10) le mie polaroid. Ho la mia vecchia macchina e appena posso scatto e scatto. Anni impressi su istantanee che mi accompagnano da tempo immemore. Quelle scattate da ragazzina alla mia famiglia sono le più evocative e rappresentative. Il tempo, in quel quadrato circondato da carta bianca, sembra non essere passato mai.

Ah, qualcuno penserà che in lista mancano le scarpe e le borse. Qui però si tratta delle mie virtù più grandi, visto che smuovo non poco l'economia italiana con i miei acquisti compulsivi!