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| MOTOROLA DYNATAC 8000X |
Di recente, mentre stringevo tra le mani il mio telefonino e lo posizionavo per scattare una foto panoramica, ho realizzato che mi accompagna da oltre vent'anni. Quasi un matrimonio, con un attrezzo che all'inizio immaginavamo come uno strumento del futuro alla stregua delle pistole fotoniche. Vi ricordate quando dovevamo andare in giro portandoci dietro un marchingegno dal quale fuoriuscivano suoni interspaziali e voci gracchianti che era impossibile riconoscere? E la prima chiamata dalla macchina? I "tastoni" di quella appendice che poi sarebbe diventata parte integrante della nostra mano?
I messaggi "sms" scritti in un campo piccolissimo che venivano "corretti" dal maledetto T9 in assurdità e scherzi grammaticali incomprensibili? Cosa che ancora non è cambiata. Maledetto.
Ho scoperto, leggendo in giro, che fra un paio di anni compirà 50 anni. Fu Martin Cooper della Motorola, il 3 aprile 1973, a fare la prima telefonata da un cellulare. Riuscì a chiamare il suo rivale e collega Joan Engels dei Bells Labs, dal palazzo di fronte, dicendogli di essere riuscito a realizzare il primo e vero telefono cellulare. Pesava 1 kg, non aveva schermo e la batteria durava solo mezz'ora. Costava più di 4000 dollari e sarebbe divenuto dapprima uno strumento per ricchi sfacciati. Era il Motorola Dynatac 8000X. Ci vollero 10 anni per perfezionare il prodotto e altri 10 per metterlo in commercio (fonte Dday.it).
Da allora queso aggeggio a volte infernale, ci ha cambiato la vita. Ha contribuito a far sparire le cabine telefoniche, i gettoni e le schede, ci ha resi rintracciabili sempre e comunque anche quando siamo alla toilette. Lo lasciamo sempre acceso notte e giorno, ne abbiamo subito il fascino fino a non potere immaginare la nostra vita senza di lui e a non ricordare quasi più nulla del prima. Un vero e proprio spartiacque che agisce in modo subdolo sulla nostra coscienza sia vigile che dormiente.
