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25 aprile 2019

O BELLA CIAO


Questa mattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao 
bella ciao ciao ciao
questa mattina mi sono alzato 
ed ho trovato l’invasor.

O partigiano portami via
o bellla ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
bel partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao 
bella ciao ciao ciao
e se o muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno o che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao 
bella ciao ciao ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.

(Giorgio Gaber - 1967)




21 giugno 2012

MARISA OMBRA:LIBERE SEMPRE



Una signora di 85 anni prova a spiegare ad una ragazzina di 14 anni, incontrata in un parco, la libertà, la bellezza e la dignità delle donne attraverso la sua esperienza.

La signora è Marisa Ombra.

Nata da una famiglia operaia antifascista nel 1925, dopo l' 8 settembre 1943, firma dell'armistizio, diventa staffetta delle brigate partigiane.
Chiamata dal padre che, in questo modo, cerca di distoglierla da una malattia che le sta minando l'anima e la salute: l'anoressia.
Ottenendo il doppio scopo di liberarla sia dall'inferno fisico che da quello mentale, facendole scoprire quanto possa essere importante lottare per l'indipendenza del proprio Paese e anche per l'autonomia femminile.

Dopo la Liberazione  SCEGLIE di dedicare la sua vita alle lotte per l'emancipazione e per la liberazione  della donna, operando in particolare nell’Udi, presiedendo la Cooperativa Libera Stampa editrice della pubblicazione “Noi donne”, lavorando alla costruzione dell’Archivio nazionale dell’Udi e alla Associazione nazionale Archivi Udi. (Fonte ANPI).

Ormai sapete che, da quando ho il mio blog, se leggo libri che mi illuminano e sui quali vertono riflessioni importanti, non vedo poi l'ora di confrontarmi con voi, per ragionare su quanto mi ha colpito e sulle domande che mi sono posta.

Questa volta il libro mi ha regalato risposte.

Ci sono dei dolori che conducono alle malattie: niente può avere più senso.
Tutto crolla e ti fa sprofondare, ma a volte come nel caso dell'anoressia rischi di non accorgertene nemmeno. Subdolamente la malattia appare come una conquista, hai uno strano benessere che ti conforta e il pericolo non lo vedi nemmeno negli occhi disperati di chi ti ama, ed è accanto a te e non trova alcun modo per raggiungerti nella gabbia di cristallo nella quali ti sei riparato.
La via d'uscita (perchè dobbiamo credere che ci sia sempre una possibilità) arriva per Marisa grazie a suo padre che la "obbligò ad uscire dal cerchio chiuso delle domande senza risposta" in cui era piombata facendole osservare con attenzione come il mondo attorno a lei avesse bisogno di aiuto concreto perchè stava andando a fuoco: La Guerra.
Ecco, lo stimolo forte che ti obbliga a guardare concretamente fuori da te per vederti meglio e trovare la forza per andare avanti, può essere una risposta concreta e aiutare ad uscire da un periodo buio e difficile.
Spostare l'attenzione da noi stessi agli altri, mi sembra un grande occasione e mi dona la speranza della prima risposta.

L'indipendenza delle donne: il famoso slogan "il corpo e mio e lo gestisco io".
A partire dagli anni '50 le donne avevano dato voce a qualcosa che era nascosto da secoli nella gola di generazioni femminili nate e morte prima di allora. Donne alle quali per secoli era stato sempre risposto NO a qualunque richiesta senza una vera spiegazione, perchè era evidente che non c'era.
Donne tradite, donne violentate, donne offese ripetutamente.
Ma la generazione che usciva dalla 2° Guerra Mondiale aveva la possibilità di rinascere. Si poteva finalmente progettare una vita nuova con desideri e sogni finalmente realizzabili. 
La parità era lì a portata di mano, la si poteva costruire tutte insieme.
Donne, che grazie all'intelligenza, alla loro audacia,alla loro curiosità e soprattutto alla loro attenzione, hanno ottenuto tutti i diritti che volevano, almeno formalmente. Intrapreso carriere in bacini da sempre preclusi al sesso femminile, penso al campo ingegneristico, medico specialistico, fisico,la magistratura, per fare qualche esempio.

Ma dopo tutta la strada fatta, agli inizi degli anni '80, all'improvviso qualcosa cambiava,in maniera strisciante e si insinuava attraverso immagini di ragazze che esponevano i loro corpi nelle TV commerciali.
Marisa come me, data in quel preciso momento, il crollo dell'immagine femminile come autonoma, intelligente, determinata a conquistare grazie alla sua forza e alla sua volontà, un posto importante,  alla pari con gli uomini, nella società.
Questo a favore di un altro tipo di donna più facile da dominare (almenso secondo alcuni uomini) per il quale il corpo diviene arma di conquista per raggiungere il successo e il denaro, semplice merce di scambio.
" Il corpo femminile era diventato un'impresa commerciale da mettere a frutto. Era una nuova figura di mercato."
Come è stato facile rinunciare alla dignità e alla libertà che sono state conquistate con tanta fatica dalle donne. Sembrare libere perchè belle e famose nonostante il prezzo altissimo da pagare.

Un prezzo che non è quantificabile, non credete?

La risposta è che la libertà e la dignità sono una condizione naturale.
Perchè tutti noi aspiriamo ad essere liberi nonostante gli impedimenti. Non è cosa facile, ci vuole coraggio e tanta, tantissima forza di volontà. Ma quando per brevissimi istanti ci rendiamo conto di averla colta realmente la nostra libertà dopo tanta lotta, è allora che brilliamo e diventiamo il sole della nostra stessa vita.
C'è energia fresca sufficiente attorno a noi,  affinchè si possa abbandonare il degrado del concetto di donna degli ultimi anni e andare verso il completamento del ciclo iniziato quasi sessanta anni fa.
Io ci credo.

GRAZIE MARISA.