AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

12 aprile 2013

Filippo Timi e la sofferenza del Don Giovanni

Filippo Timi (googles images)


Qualche giorno fa, sono andata a teatro, a vedere "Don Giovanni - Vivere è un abuso - mai un diritto"
Adattamento dell'opera di Mozart, riscritto in gran parte e magnificamente interpretato da Filippo Timi.
Regista, autore, scrittore, attore, è faustiano interprete di questo personaggio eccessivo e sofferente.
Dalla prima scena, in cui appare strafatto, crollante su di un letto a forma di croce, all'ultima in cui distrutto dagli eccessi e cannabilizzato dai suoi amori che si vendicano accompagnandolo nella braccia del demonio, è tutto un inno al dolore e alla vita che andrebbe interpretata e vissuta per quello che è, cercando di goderne al massimo, in maniera estremamente cinica, e approfittandosi di tutto e tutti.
Un personaggio malvagio, il Don Giovanni di Timi.
E proprio per questo, estremamente umano.


Filippo Timi in scena (foto Ceccarini)



In tre ore di spettacolo, dove l'allegoria del nostro presente decadente è fortissima, ci lasciamo trasportare e dominare dal personaggio ingombrante e kitsch che ci appare innanzi, prepotente ed esagerato rubacuori. Folle, malato, ruvido e schiavo di ogni possibile droga, rincorre un unico desiderio.
Cerca qualcosa o qualcuno che gli dia pace.
La trova alla fine, nello stesso istante in cui si arrende a Mefistotele, nella pietà che chiede a un dio umano, quasi tenero che non distingue tra il bene e il male, perchè non è quello che interessa, ma la bellezza.
La bellezza della vita.La bellezza dell'amore.



Filippo Timi in scena (foto Favazza)


Non mi è piaciuto proprio tutto dello spettacolo. Ci sono state scene estremamente dure per me da accettare.
Punti in cui l'eccesso mi è sembrato troppo. In cui l'artista mi è parso volere spingersi davvero oltre, per cercare di colpire giù spingendo il coltello fino in fondo, negli ancestrali guazzabugli della nostra anima ambigua.
Ironizzando sulle miserie dell'uomo e sulla sua mediocrità.
Tutti i peggiori vizi dell'uomo, i suoi  difetti, ci sono stati sbattuti in faccia senza troppi complimenti.
Tanto da farci riflettere, tra le risate amare di un pubblico che partecipava in maniera quasi complice alla rappresentazione.
Complice e protagonista.
Eravamo tutti lì in scena con lui. Mentre ci e si massacrava.
Cercando di spiegarci che l'uomo, mentre sta morendo, cerca il riscatto. Anche negli occhi di chi lo sta osservando e lo giudica.
Chi non comprende che, in realtà, mentre punta il dito sta giudicando se stesso.

Quello che invece mi è piaciuto molto, oltre alla bravura di tutti gli interpreti, molto giovani eppure capaci di dare un senso al largo spazio che con generosità il protagonista ha regalato loro, sono state le ambientazioni pop e la musica bellissima, che ha accompagnato tutto lo spettacolo.
Dalla lirica, che con Pagliacci di Leoncavallo, ha aperto la rappresentazione, al puro rock dei Pink Floyd, alla magia dei Queen alla disco dance degli anni '70.

Chiaro che per me, è stata la ciliegina sulla torta. Lode a Filippo che si è anche divertito ballando.
Senso del ritmo notevole, poi ho scoperto che ha per anni, frequentato una scuola di danza.


Molto, molto bravo Timi, a gridarci in faccia tutto il dolore e la debolezza del nostro essere piccoli e  umani.
Non liberi, ed estremamente soli.

Io per me, spero di potermela cavare, però.

Vorrei trovare la bellezza della vita, anche nel semplice sbocciare di un fiore.
Chiaramente io resto una romantica.
Forse l'ultima.

Ma un pirata così, fa per la piccola Mari?

Chissà, certo è che mi piacerebbe, un sacco.

Alla prossima, Filo.






19 commenti:

  1. Io e te si parlava di Artisti, e a quanto pare eccone uno...

    Anch'io sono romantico, ma sull'umanità sono MOLTO pessimista. Non so se provare più orrore per la sua violenza o la sua stupidità. E vado spesso sostenendo il darwinismo-reverse: l'uomo sta DIVENTANDO una scimmia! (Mille volte più grottesca in quanto ipertecnologizzata: mi immagino gli ominidi futuri che grufolando premono col ditone semplici loghi-base su grandi schermi touch: cibo, videogiochi, musica, sesso. E nulla più.

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    1. p.s.
      ehm... Totò mi direbbe: Hai aperto la parente? Chiudila!

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    2. Vedi che sintonia?
      Pare proprio che in questo caso (raro, sempre riferito all'argomento di questa mattina) siamo di fronte ad un vero artista.
      Da milioni di sfaccettature, imperfetto e splendido.
      Lo conosco come attore di cinema, mi ricordo una interpretazione in Vincere di Mussolini che mi ha lasciò senza fiato.
      Come l'interpretazione di uno dei protagonisti del film di Salvatores "Come Dio comanda", bieca e violenta.
      Ogni personaggio in cui si cala è reso in toto, tutti i difetti e qualche pregio. Non so come spiegarlo ma ogni volta a me sembra tiri fuori il peggio, per farci capire che il peggio siamo noi, esseri umani.
      Volevo vederlo a teatro, mi avevano detto che quando lui è in scena non ci sono filtri, e che è dotato della vera arte, del vero fuoco che arde i grandi artisti teatrali. Come un virus, la sua bravura si propaga a tutti quelli che lo circondano, sul palco e in platea. Ci ha travolti, ci ha entusiasmato, ci ha adirato, ci ha scekerato.

      Io sono una romantica ottimista. Ancora ci credo a questa umanità distratta , che regredisce giorno dopo giorno.
      La tua visione Kubrickiana dell'uomo a parer mio non è poi così eccessiva.
      Se provo a dare una svolta pessimista al mio pensiero, non ci vedo proprio l'uomo nel nostro futuro.
      sai penso che non se lo meriti.







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  2. p.p.s.
    Lo dico qui, perché questo è (per fortuna) l'unico posto in cui mi ero sbilanciato con anticipazioni: il mio tour campano è rinviato, forse a maggio, forse all'autunno, per via di problemi e disguidi degli organizzatori del luogo. Non dipende da me, ma mi scuso lo stesso.

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    1. Ma infatti, ricordavo che ci avevi anticipato del viaggio in Campania. allora la "villeggiatura" è rimandata!
      Non te la prendere, i nativi del luogo, non danno molta importanza a tempistiche e date da rispettare.
      La filosofia del fare domani quello che andrebbe fatto oggi, è nata lì. Siamo noi che non sappiamo apprezzare il lento scorrere del tempo...

      Ma appena ci metterai piede, vedrai che basterà il profumo nell'aria e i sorrisi delle persone, a farti dimenticare all'istante i disguidi. Per non parlare della cucina e l' "ammuina". Sarai travolto.
      Fidati, conosco bene i miei polli.

      BACIO

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    2. Scriba inizio in serata il tuo libro.
      Alla fine della lettura ti dirò che ne penso.
      baci veru

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  3. Filippo Timi lo trovo straordinariamente bravo.
    Sapevo dello spettacolo.
    Mi sarebbe piaciuto molto esserci.
    Certo tre ore sono tante,immagino ci siano stati momenti piuttosto pesanti.
    Ma valeva la pena.
    bacio veru

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  4. Tre ore sono tante.
    Ma ti assicuro che non ci siamo annoiate, per nulla. Non riuscivi a staccargli gli occhi da dosso.
    E sto facendo la brava.
    ghghgh

    Tornando seria, valeva la pena, Veruskina.
    Eccome.

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  5. Che poi, quando te lo trovi davanti alla tele, ti fa una tenerezza incredibile. E' timidissimo, balbetta, molto emotivo.
    Poi lo vedi in scena e ti acchiappa, di brutto.
    Per dirla tutta a parte la bravura, è di un erotismo da paura.

    Cazzarola!

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  6. Cara Cazzarola,

    se tu non sei riuscita a staccargli gli occhi di dosso, io me ne sono praticamente innamorata. Attenzione! Non fraintendere!
    Mi sono innamorata del suo carisma, della sua naturalezza, del suo essere così dannatamente semplice, ma nello stesso tempo complesso e tortuoso. Con quella voce profonda, quegli sguardi truci, quel gioco nascosto ed ininterrotto con gli umori della platea, quel darsi totalmente al personaggio che a momenti gli calzava a perfezione, quei baci, quella lingua ..... mah, sai che ti dico? Più che sdraiabile, trombabile direi.
    Un bacione e buona domenica!

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    1. Ma Sissi, ciao!
      Lo sapevo che ti stavano prudendo le mani...
      Una mia amica sul blog.
      Diciamo che hai dato conferma al fatto che, le tre ore non sono state per nulla pesanti, anzi sono volate.
      Ci ha trascinato ovunque mentre lo seguivamo senza perderci una virgola di quello che accadeva e come accadeva.
      Che poi di baci che durano minuti non avevo voluto parlare, ma visto che mi ci hai trascinato per i capelli!
      La sensualità del personaggio non era latente ma era uno schiaffo in pieno viso.
      Ci ha rintronato con la sua fisicità.
      Io sarei rimasta distesa sul mantello coperto di rose per tutta la vita.
      A farmi rincoglionire di parole nell'attesa spasmodica di un amplesso ai confini della realtà.
      Probabilmente un vero alieno.
      ghghgh

      Bacio e buona domenica a te.

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  7. Ciao Mari!!
    Non ho mai avuto il piacere di assistere ad un suo spettacolo,da quello che racconti e dal tuo entusiasmo immagino la bellezza in tutte le sue forme....
    Sono un'inguaribile romantica,dammi il cinque ragazza!
    Bacio e abbraccio Amica!

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  8. Gemelle allora, io non smetterò mai di essere una romantica e di aspettarmi fiori e canzoni d'amore.
    Per quel che riguarda Timi non sono entusiasta, mi sono proprio persa.
    Bacio amica cara, grazie di essere passata.

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  9. qualche giorno fa, mi dicevi che saresti andata a vedere uno spettacolo di questo Filippo Timi...e io pendavo fosse un attore intellettualoide e politicologo, il nome non mi ricordava nulla.
    Poi ho visto il post e la sua foto, mi sono ricordata Di averlo visto in tv caspiterina! Ora mi ricordo.......e capisco....
    Dani

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    1. Ricordo anche io, ah se mi ricordo...
      Bacio

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    2. Ma dove lo avevi visto, dalla Bignardi mentre si sdraia su di un tappeto di fiori? ghghgh

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  10. Ciao Mari,
    un bacio anche a Dani.

    Salutiiiiiii

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  11. saluti e baci anche a sPia !
    Si dalla Bignardi, non ricordavo ...mi ricordavo solo di lui ! Dalla tv, figuriamoci se lo vedevo dal vivo!
    baci Dani

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)