AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

18 gennaio 2016

I LIBRI DEL MESE: GENNAIO.




Lella Costa: CHE BELLO ESSERE NOI.







Autore: Lella Costa
Titolo: Che Bello Essere Noi.
Edizioni: Piemme
Pagine: 148
Prezzo: 14  euro




E' questo il privilegio, questa la magia: riconoscere le occasioni d'incontro e non lasciarsele scappare. Noi ragazze, in genere siamo piuttosto brave.                                                                           




Questo libro mi è stato regalato a Natale da una cara amica. Abbiamo sempre una serata in cui ci riuniamo per farci gli auguri prima che il vento degli impegni familiari ci disperda per un po'. Un'abitudine che ci rende più unite che mai. E' stato bello celebrarla con  pensieri speciali che si tramutano in doni speciali. Un libro che già accarezzavo prima ancora di leggerlo.Mi era bastato il titolo, preso da una frase dello scrittore Christopher Hitchens. L'autrice descrive in piena bellezza l'universo femminile. Dal primo incontro con l'amica che finirà per essere ben presto l'altra metà di noi e  che non sempre inizia  con il piede giusto. Vi sarà capitato no? Dalle empatie ai sentimenti ed emozioni. Dalle scelte simili e non, concezioni di vista analoghe, punti di vista coincidenti. Dai nostri millemila difetti. Dalle antipatie viscerali, dalla schiettezza. Dal fare gruppo o meno.Siamo donne. Fatte per incontrarci e non lasciarci più oppure per camminare su binari paralleli senza rischiare l'incontro. Ma testarde, oneste e sincere fino allo spasimo. Lella Costa affronta il mondo femminile con l'ironia che la contraddistingue. A volte leggendo, mi sono trovata d'accordo con lei, altre meno. Ho riso di ciò che la disturba perchè mi è sembrato paradossale, ma alla fine ho riconosciuto che anche io sono disturbata da cose inutili e al limite dell'ilarità. Insomma un ritratto intelligente e mai banale di noi "piccole donne" in guerra. Ma orgogliose di esserlo. Nei confronti di una società che mai ci ha regalato nulla e continua a distillare dell'inutile pragmatismo nei nostri confronti. Da leggere e regalare a chi ha il cuore vicino al nostro.

"Io non so come funzioni tra i maschi. Tra femmine succede che spesso ci si incontri e si saltino tutti i preliminari progressivi di una relazione, e ci si ritrovi istintivamente e immediatamente amiche. Come se tutte le vite vissute prima, diversamente e separatamente, costituissero una sorta di alfabeto comune, fatto non solo di sentimenti ed emozioni ma anche di scelte simili, concezioni di vita analoghe, punti di vista coincidenti. Come se - beate noi - ci fosse ripetutamente concessa la possibilità di rivivere la meravigliosa sensazione di avere incontrato una persona nuova e speciale."



 Maurizio De Giovanni: VIPERA.




Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Vipera
Edizioni: Einaudi Stile Libero BIG
Pagine: 291
Prezzo: 12  euro





E dimmi: tu lo sai cos'è l'amore?
Io l'ho visto sai l'amore. L'ho conosciuto, l'ho incontrato. E' fatto di dolore e di malinconia, di ansia e di ritorni. Non si consuma in un attimo. L'amore è fatto di aria fresca e fiori, di lacrime e risate.




Il commissiario Ricciardi e il suo autore Maurizio De Giovanni sono stati una bella novità. Consigliati in maniera calorosa da un'amica di blog;  io non potevo sottrarmi ad un invito così piacevole e allora mi sono avvicinata. Mi si è aperto dinnanzi un mondo forte, pieno di odori, sapori e colori che conosco molto bene. Il tutto calibrato da una scrittura versatile, generosa e poetica. Calarsi in un giallo o meglio un bel noir anni '30 come Vipera, poteva essere non proprio facile per me che amo poco il genere. Invece il giallo non mangia il romanzo e lo lascia scorrere fungendo da semplice filo conduttore; facendoci addentrare in quel mondo. Un periodo storico ben preciso e complicato come era vivere in in epoca fascista e nonostante questo, aperto e limpido come solo le belle giornate di sole in quel di Napoli sanno regalare. I personaggi sono semplici e schietti tratteggiati benissimo tanto da diventarci familiari. In equilibrio perfetto fino alla fine. E poi il protagonista, con quell'aura misteriosa che ci incuriosisce al punto giusto. Sarebbe senza dubbio un bel personaggio televisivo , ho pensato. Nei suoi panni ci vedrei bene uno come Filippo Timi, ad esempio. (vabbè la mia è una passione smodata lasciamo stare).

Il primo libro mi è piaciuto e continuerò a leggere anche i successivi. Ultimamente l'autore ha mandato in pensione il commissario Ricciardi creando l'ispettore Giuseppe Lojacono e adattando i suoi romanzi a tempi più moderni. Vedremo se anche il contemporaneo saprà conquistarmi. Non so, conoscendo il mio mood retrò...

"E infine tu. Tu che hai ucciso. Tu che sei tra questi o sei altro ancora, tu che hai aspettato che non ci fosse più respiro sotto il cuscino, che il corpo che era stato caldo si raffreddasse, che il sangue smettesse di percorrere le sue vie. Tu, che cosa chiedi alla notte di primavera? Forse cancelli l'ombra di rimorso. Che ti dia ragione,  quando hai pensato che non ci sarebbe stata speranza, né pace, con lei. E che ti convinca che senza di lei sarà impossibile vivere, che non hai sbagliato, che tutto andrà a posto. Che non è stata vendetta, che non è stata rabbia. Non disperazione, ma speranza."




Gabriel Garcia Marquez: OCCHI DI CANE AZZURRO

Autore: Gabriel Garcia Marquez
Titolo: Occhi di Cane Azzurro
Traduzione: Angelo Morino
Edizioni: Oscar Mondadori
Pagine: 126
Prezzo: 8  euro







Ma sarà ormai così rassegnato a morire, che forse morirà di rassegnazione.





E' difficile parlare di Gabo, della sua passione per la scrittura, per il mistero e il fantastico, per la morte necessaria alla vita che si rincorrono in ogni suo romanzo. E' difficile per chi lo ama come me e non si è ancora rassegnato alla sua, di morte. Mi capita per esorcizzare la malinconia, di rileggere le sue opere. Da quelle potenti e famose a quelle iniziali, più deboli ma che a cercare con attenzione avevano dentro molti degli elementi che lo avrebbero reso il grande scrittore che sarebbe diventato. Era un giovane studente di circa vent'anni quando per la prima volta gli pubblicarono un racconto: "La terza rassegnazione". Così povero da non possedere nemmeno i cinque centesimi necessari per comprare il giornale. Dovette farseli prestare.  Era caparbio e indolente e sapeva benissimo che con gli studi non avrebbe mai concluso nulla. Ma scrivere gli era necessario come vivere.
I racconti giovanili scritti tra il 1947 e il 1955   furono raccolti e pubblicati nel 1972 e tradotti poi in Italia nel 1983 da Mondadori. 
Tra i tanti vi segnalo "Monologo di Isabel mentre vede piovere su Macondo".
Datato 1955. La prima volta che parla della città magica, origine di tutto, che lo porterà lontano. Dove nemmeno lui avrebbe forse osato immaginare di andare.


"Piovve per tutto il lunedì, come la domenica. Ma era come se stesse piovendo in un altro modo, perché qualcosa di diverso e di amaro accadeva nel mio cuore. All'imbrunire una voce accanto alla mia seggiola disse: "è noiosa questa pioggia". Senza che mi girassi a guardare, riconobbi la voce di Martin. Sapevo che stava parlando alla seggiola accanto, con la stessa espressione fredda e attonita che non era mutata neppure dopo quella buia alba di dicembre in cui aveva cominciato ad essere mio marito. Erano trascorsi cinque mesi da allora. Adesso io stavo per avere un bambino. E Martin era lì accanto a me, a dire che la pioggia lo annoiava. "noiosa no" dissi. "quello che mi sembra troppo triste  è il giardino vuoto e quei poveri alberi che non possono allontanarsi dal cortile". Allora mi voltai a guardarlo e Martin non era più lì. Era appena una voce che mi diceva "naturalmente non finirà mai" e quando guardai verso la voce vidi solo la seggiola vuota."












                                                                             

38 commenti:

  1. Stavolta hai scelto titoli, i cui autori sono persone veramente in gamba.
    Stimo e conosco, in particolare, Lella Costa ed ancor più Marquez. Chi non ricorda i suoi capolavori: "Nessuno scrive al colonnello" e "Cent'anni di solitudine"!
    Ho apprezzato tantissimo il monologo che hai riportato in calce, rivela uno stile semplice, ma allo stesso tempo vigoroso, espressivo e pregnante, capace di catturare con l'immediatezza e di una bella lirica. In una parola: irresistibile!
    Abbraccio e buonanotte, amica mia ^__*

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    1. Meno male che "stavolta" sono riuscita a parlare di gente in gamba!
      Ahahahah scherzo eh!
      I libri di Gabo sono tutti nella mia libreria. Ho un'edizione di "Cent'anni di Solitudine" ormai vecchia quasi quanto me... Eppur cara come le cose belle ed emozionanti che accompagnano la mia vita.
      Sì, molto forte lo stralcio di monologo che ho riportato. Intenso e vivido come la seggiola vuota a cui parla la protagonista.
      Un abbraccio a te!

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  2. Maurizio non ti deluderà :)
    grazie Mariella, è stato bello conoscerti.Ti auguro tutto il meglio che tu desideri...per me, non prevedo un ritorno.
    un abbraccio grande.

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    1. Grazie per avermelo consigliato! Andrò avanti nella conoscenza, per ora resto legata a Ricciardi davvero un tipetto molto interessante ed enigmatico!
      E' stato un vero piacere anche per me conoscerti, Sylvia. E mi spiace immensamente per la chiusura del tuo blog.
      Credo di avere compreso alcuni dei motivi che ti hanno indotta a questo passo e comprendo.
      Mi spiace solo di perderti...
      Qui sarai sempre la benvenuta, nulla ti vieta di passare a salutare una "vecchia" amica come me.
      Se hai voglia puoi contattarmi tramite il modulo di contatto, magari riusciamo privatamente a non perderci di vista.
      Ti aspetterò a braccia aperte!
      Un bacio grande.

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    2. PS: anche io ti auguro tutto il meglio che tu possa desiderare. E dopo tanto buio, tantissimo sole napoletano.
      Il più bello e caldo che conosco.
      Altro che Maldive...

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  3. Ho un rapporto brutto con il tuo Gabo XD ma sono convinta che prima o poi riuscirò a entrarci in sintonia. Non riesco a capire che cosa mi allontani da questo scrittore, sai che leggo di tutto... E non c'è una ragione specifica per la quale non mi piaccia la prosa di Garcia Marquez, per me è misterioso tutto ciò XD
    La Costa mi sta simpatica, non l'ho mai letta però! De Giovanni pare uno bravo, da in-listare ;)
    Ciao Mariella, un abbraccio e buona settimana ^_^

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    1. Non sei la prima che mi racconta di difficoltà quasi inspiegabili ad avvicinarsi a Gabo. Forse è tutto quel "magico" che urta con l'equilibrio e la razionalità?
      Sai, io sono sempre stata con la testa fra le nuvole e quel "viaggiare" di Marquez è molto vicino al mio sentire...
      Comprendo però: se penso alle mie difficoltà con Thomas Mann mi rendo conto che davvero è istintivo il piacere che ci porta ad amare un autore piuttosto che un altro.
      E stiamo parlando di giganti della letteratura.
      Il libro di Lella Costa mi ha divertito, ci ho trovato tanto di me e delle mie amiche e di tante donne che ho conosciuto. Vale la pena.
      De Giovanni è uno bravissimo, come si nota lo consiglio caldamente.
      Vai di wish list!
      Un abbraccio a te ragazza e buona settimana!

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    2. Non so che risponderti, perché ad esempio leggo con adorazione Murakami, che in quanto a razionalità... :P Patisco una certa "lentezza" che avverto in Gabo, ma appunto è mia percezione e non mi convince :D Seriamente, non dico tanto per, voglio tentare ancora - capa tosta sono :D

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  4. Vorrei essere bravo come te nel recensire i libri, e anche nel trovare modo e tempo per leggerli. Giusto tra qualche giorno, nel secondo episodio della rubrica, ne parlo un pochino :)

    Un abbraccio a te :)

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    1. Concordo... ho gironzolato un po' per il tuo blog ;-)
      Ottime recensioni e tanti tanti libri!

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    2. Mauri, me la cavo dai...
      E che mi piace talmente tanto parlare di libri. Come si nota, riesco a farlo solo dei libri che mi piacciono perché su quelli brutti preferisco sorvolare. Vero è che ce ne sono alcuni per i quali varrebbe proprio la pena fare un'eccezione. Chissà, magari prima o poi...
      Aspetto il secondo episodio della tua rubrica, così conoscerò un altro pezzetto di te.
      Bacio.

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    3. Ciao Persefone, benvenuta nel mio blog!
      Mi fa molto piacere il tuo "sbirciare" tra i miei post. Sono piccola cosa ma spero gradita a chi mi legge.
      Grazie per i complimenti e a ritrovarti presto.
      Verrò a trovarti!
      Un abbraccio.

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  5. Ciao donnina, sono ritornato, stavolta me la sono vista proprio brutta ma per il momento ho vinto ancora io :)
    Tornando in tema, mi hanno regalato il libro di Màrquez a natale, ho potuto così apprezzare i racconti giovanili dello scrittore che ancora non conoscevo e mi sono piaciuti molto. Màrquez ha una profondità che ti conquiasta un pò alla volta e non ti lascia pìù andare, e come guardare la propria anima allo specchio.

    "Fuori il vento aleggiò per un istante, poi rimase quieto e si udì il respiro di un dormente che si era appena rigirato nel letto. Il vento dei campi si interruppe. Non ci furono più odori. "Domani ti riconoscerò per questo" dissi. "Ti riconoscerò quando vedrò in strada una donna che scrive sui muri: "Occhi di cane azzurro"". E lei, con un sorriso triste - che era ormai un sorriso di
    abbandono all'impossibile, all'irraggiungibile - disse: "Comunque non ricorderai nulla durante il giorno". E posò ancora le mani sulla lampada, col sembiante rabbuiato da una nebbia amara: "Sei l'unico uomo che, al risveglio, non ricordi nulla di quanto ha sognato"

    Bacio grande!!

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    1. Ciao ragazzo bello, mi sei mancato.
      Ho immaginato la gravità della situazione e stavo in pena. Non smetterò mai di ringraziare Etienne per averci aggiornato. Avrei potuto scriverti e ci ho provato, ma mi sono bloccata tutte le volte. Ero terrorizzata dall'idea del tuo silenzio.
      Tu sei un diamante puro, non ti si può infrangere.
      Vero Marquez ti fa sentire proprio come davanti ad uno specchio. Si appare come si è, tremolanti nella luce vivida, come la protagonista del racconto di cui citi il finale. Sogno o realtà? Chissà.
      Ti abbraccio forte.

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  6. Ho letto con particolare interesse lo stralcio che hai proposto del libro di Lella Costa. Interesse, per il mio occhio sempre rivolto all'universo femminile, ma anche per la condivisione del suo pensiero: è vero, per le donne è molto più facile relazionarsi. La cosa che ammiro anche di più è la capacità di diventare splendide amiche, talvolta, dopo dei rancori.
    Un sorriso per la giornata.
    ^____^

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    1. Tu sei molto attento all'universo femminile. Chi non ti conosce non sa dell'immediatezza dei tuoi racconti e di quanto le donne protagoniste ci riflettano in maniera molto veritiera. E consiglio tutti i miei amici di blog a passare dal tuo, per rendersene conto.
      Ci comprendi e ci descrivi così bene che ho sempre pensato a quanto fosse facile per te (cosa rara in un uomo) arrivare a noi donne.
      Grazie e a presto.
      Un abbraccio.

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    2. Ti ringrazio moltissimo. Il tuo riscontro nei confronti della mia scrittura è prezioso e genuino.
      Un sorriso per un sereno proseguimento di settimana.
      ^_____^

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  7. Così a occhio, voto Gabo a più non posso. Quello stralcio è una chicca. Forse stavolta farò un'eccezione e lo ordino via internet, sennò dovrei aspettare luglio, oppure la solita tiritera di farmelo comperare da mia figlia e poi spedire. temo di scocciarla con tutte le cose che ha da fare.
    Lella conosco come attrice. Bravissima. Forse mi accosterò alla scrittrice. Per me avviene come dice lei: io l'amicizia la intendo come la scoperta di qualcosa che già sedimentava dentro di me; niente preamboli si è amici subito. Il fatto è che a me non avviene soltanto con gli uomini, ma anche con le donne. Oramai ho toccato quell'età beata in cui l'amicizia uomo-donna non può essere inquinata da altri sentimenti. Sto benissimo così.
    Maurizio De Giovanni ignoro chi sia. In genere i gialli in questi ultimi tempi mi incupiscono forse perché ne ho divorati troppi. Ogni volta che mi lasciavo con una ragazza mi risollevavo lo spirito leggendo gialli, uno dietro l'altro -a casa mia eravamo tutti giallisti, madre, padre, e due figli- per giornate intere. Alla fine non ricordavo più niente di quella zuppa di cadaveri.
    Grazie delle informazioni, Mariella

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    1. Non avevo dubbi. Compra il libro e immergiti nelle parole a volte acerbe e a volte profonde di un ragazzo di nome Marquez. Mi emoziono ogni volta, forse perché in un libro scritto più avanti negli anni descrisse così bene quanto fosse bislacca la sua anima allora, sebbene già votata alla scrittura. Quella che irretisce ed addomestica quasi tutti i suoi lettori.
      Magia e amore, realtà e fantasia, personaggi monumentali, incredibilmente vivi e vividi.
      Passando alla Costa ti dirò che non tutto quello che ha scritto sulla donna lo trovo simile al mio pensiero: ma proprio per questo mi è piaciuta ancora di più. Realista e a volte brutale pure nel descriverci. Ma mai quanto lo è con gli uomini "questi vanesi fantasmi".
      Perdonami eh, tanti sono davvero dei trogloditi senza possibilità di sviluppo.
      Per fortuna altri si salvano. Ad esempio tutti i miei amici di blog.
      Comunque vi invidio la vostra capacità di fare gruppo: noi donne abbiamo preso tanti lati negativi da voi uomini ma i pochi positivi, quelli non riusciamo a farli nostri.
      Infine De Giovanni: ed io sono sicura ti piacerebbe. Non ci sono valanghe di morti ammazzati anzi. E' tutto molto poetico. La morte è filo conduttore ma non riesce a schiacciare la vita e i personaggi che ci sono dentro.
      Magari aspetta quest'estate e quando vieni in Italia prova a cercarlo.
      Poi mi dirai...
      Grazie delle informazioni?
      Caspita, tra poco mi manderai delle lettere commerciali?
      Ahahahah
      Bacio.

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    2. Sì, a gradita Vs a riscontrare.
      Il prossimo commento te lo incomincerò così.
      :-)))

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  8. Bella bellissima la citazione della Costa...subito girata ad un'amica speciale :)))

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    1. E mi fa tanto piacere Gioia bella, hai fatto benissimo :))))

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  9. io ho letto l'ultimo noir di Carlotto.....

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    1. Ne avevi parlato da te?
      Non mi ricordo...
      Lo consigli?

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  10. i consigli sui libri sono sempre cosa buona e giusta...
    segno!

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  11. Quanti stupendi consigli adorabile Mariella..ma Lella Costa..io ho un debole per questa donna, così aperta pulita diretta...
    Sicuramente leggerò il suo libro, anche se il giallo Vipera mi appassiona non poco.
    Ma senza di te come farei, empatia subitanea della mia vita!

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    1. Sono più che certa che entrambi i libri ti piaceranno molto.
      E sempre contenta di essere tra i tuoi "consigli di lettura" preferiti.
      Un abbraccio Nella cara!
      Buona domenica.

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    2. Buona serata Mariellina mia

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  12. Su Marquez devo recuperare molto, è un buco che non trovo mai tempo di colmare...
    Al momento io mi diletto con Bradbury "Farenheit 451", "La ragazza del treno" e "Il maestro e Margherita" :-) I libri per gli esami te li risparmio, però :-)
    Un bacione Mari, io appunto sempre tutto eh, prima o poi li leggerò quelli che ci consigli!

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    1. Credo che Marquez abbia bisogno di attimi giusti per essere letto e amato...
      Che meraviglia vedere tra le tue ultime letture uno dei miei 10 libri preferiti (avevo fatto un post molto tempo fa) ovvero "Il Maestro e Margherita" letto e riletto con sempre maggiore amore e stupore...
      Un bacio a te G. Io ho già una wish list 2016 lunghissima!

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  13. Ciao Mariella,
    ho un libro di Lella Costa in casa ma è ancora nella pila di quelli che attendono... :) sob!
    Marquez.. credo di aver letto tutto o quasi. Lo amo! Sì, può essere lento in certi punti; ci sono paragrafi lunghissimi senza punteggiatura come L'autunno del patriarca; c'è esoterismo, magia, vita reale... però è imbattibile per me che adoro oltretutto la letteratura sudamericana.

    De Giovanni, che aggiungere? Hai detto quello che ho scritto nel mio blog e anche di più, e concordo in pieno. Il commissardi Ricciardi è unico nel suo genere. Lineare e contorto, semplice e difficile, poetico eppure pragmatico.
    Maione poi con la sua semplicità da uomo del popolo è la sua spalla ideale.
    Non sapevo però che volesse mandarlo in pensione.. acciderboli! Facciamo una petizione per farlo tornare??????

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    1. Per la petizione ci sto! Ma la mia era solo una battuta! Grazie Pat!

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  14. Aggiornamento da Ernest per i nuovi interventi a sostegno del Teatro Ortica e Progetto Stranita' in quel di Genova : Ernest ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Teatro Dell'Ortica di Genova: la "Stranità" di gov...":

    Eccomi ancora a rompervi un po' le scatole... vi aggiorno sulle prossime iniziative.
    Il 31 gennaio se vi capita di passare da Genova faremo Corteo Artistico per sostenere il teatro sociale per arrivare poi a palazzo ducale dove si terrà un incontro in cui si parlerà di teatro e ci saranno anche alcuni pezzi teatrali della compagni Stranità. In quell'occasione lanceremo anche al campagna Crowdfunding che stiamo per lanciare su Produzioni dal Basso raccogliere fondi per poter cmq andare avanti quest'anno con i laboratori e con la tournée che per ora toccherà Parma Chiavari e ancora una data a Genova. Ci stiamo anche muovendo per Trento. Grazie come sempre

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  15. Il libro di Costa non è per me, Marquez non saprei, "Cent'anni di Solitudine" mi ha traumatizzato, forse De Giovanni, anche se in pensione il commissario mi rimanda al pensionamento di Bloch :(

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    1. Magari il libro di Lella Costa potresti regalarlo a qualche amica. Che figurone ci faresti! Poi mi spiegherai meglio il trauma da Marquez. De Giovanni potrebbe piacerti molto. Ahahah noooo, era una battuta il pensionamento di Ricciardi. Solo perché da qualche anno ha inaugurato un nuovo personaggio.
      Ma Bloch resta irraggiungibile ;)

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    2. Anni fa lessi Cent'anni di solitudine, bello, ma mi persi a metà lettura e feci una fatica assurda nel finirlo (-_-)

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    3. Ti sei un po' annoiato. Può succedere con Marquez :))))

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)