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15 giugno 2021

[ATTUALITÀ] IL VALZER DEI VACCINI E LE MORTI EVITABILI

Cambio di passo con triplo salto mortale carpiato. All'inizio delle somministrazioni di Astrazeneca in Italia e parliamo  del marzo di quest'anno, dopo la notizia data in pompa magna  del rischio trombosi più o meno grave con un incidenza di di 0,41% su un milione di dosi, l'Aifa si pronunciò a favore del vaccino. Il comunicato diceva:

Si riconferma,  che sulla base delle conoscenze attuali non esistono controindicazioni specifiche all’effettuazione del vaccino AstraZeneca (o degli altri vaccini contro Sars-CoV-2), nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi o nelle donne che assumono pillola. Inoltre, non esistono indicazioni all’effettuazione di terapie profilattiche, prima o dopo l’effettuazione del vaccino, nemmeno in soggetti con trombofilia o pregressa trombosi, a meno che il trattamento antitrombotico non fosse già in atto per precedenti indicazioni. Sono stati segnalati rari casi di trombosi venosa cerebrale associati a piastrinopenia (con una incidenza di poco meno di 1 evento ogni milione di procedure) entro i 14 giorni successivi alla vaccinazione con vaccino AstraZeneca. I casi, alcuni fatali, hanno riguardato spesso donne di età inferiore a 55 anni, circostanza che potrebbe essere legata sia a una maggiore rappresentazione di tali soggetti nel gruppo dei vaccinati sia alla epidemiologia di tale rara manifestazione trombotica, che appunto colpisce con maggiore frequenza questa categoria di persone. La rarità della manifestazione, sia nella popolazione generale, che nella popolazione vaccinata rende problematica ogni valutazione statistica. (QUI)


In ogni caso si consigliava solo agli over 60 escludendo tutti gli altri ed in particolare i giovani. Siamo andati avanti un paio di mesi con il comitato scientifico sempre tentennante e le regioni che avevano in pancia milioni di dosi  di AstraZeneca acquistate dalla Comunità Europea e distribuite ovunque agli stati membri, che non sapevano cosa farsene visto che nessuno sembrava disposto a sottoporsi al "pericolo".  Abbiamo assistito ai dibattiti degli onnipresenti virologi che dicevano tutto e il contrario di tutto, chi a favore, chi contro. Poi ad inizio maggio, uno di questi "santoni" Pregliasco, ai microfoni di SKYTG24, sentenzia che i rischi per under  60 sono moderati:

"Si tratta di rischi assolutamente misurati. E’ questa l’oggettività dell’informazione, forse un po' cruda e maldestra, soprattutto sulle variazione sul tema che sono state date ha creato e crea questa disaffezione". (QUI)

DISAFFEZIONE

Le regioni, prendono la palla al balzo e riorganizzano somministrazioni a tutti e open day per i giovani dai 18 anni in su. Al via in Valle D'Aosta e Liguria, solo per fare due esempi. La partecipazione dei ragazzi è massiccia. Quasi ci commuoviamo a vederli in fila tutti compìti come agli esami di stato. Ma del resto, perché non dovremmo essere fiduciosi? Quella visione ci ridà speranza, ci mette tutti d'accordo, ci fa pensare che la via per il ritorno alla normalità è sempre più scorrevole e sicura. 


Il 10 giugno, a Sestri Levante, muore la giovanissima Camilla Canepa, un sorriso smisurato e due occhi azzurri profondi come laghi alpini. Dopo la somministrazione della prima dose di AstraZeneca a distanza di qualche giorno comincia ad avvertire forti dolori di testa. Il 3 giugno il primo ricovero, le riscontrano cefalea e fotofobia e viene dimessa.  Il 5 giugno viene ricoverata al San Martino  di Genova, presenta deficit motori ad un emilato. Lì  muore per emorragia cerebrale.

"Camilla soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale, secondo quanto riportato dall’Ansa. Si tratta, come spiega il sito dell’Ail, di una “malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione”.

Della sua malattia non c'è traccia nella scheda prevaccinazione. E mentre indaga la magistratura, un'altra famiglia piange una morte che poteva essere evitata. Forse.

Arriviamo al triplo salto carpiato. Il CTS ora frena, torna a sconsigliare il vaccino agli under 60 dichiarando che ci sono più rischi che benefici (QUI). L'incertezza regna sovrana. Io sono stanca, la mia prima dose di vaccino, il 29 maggio, è stata Pfizer. Avrei potuto scegliere fra tutti e quattro, la dottoressa mi aveva consigliato AZ, nonostante avessi meno di 60 anni e fossi donna, dicendomi che, riguardo alle controindicazioni, erano maggiori per Pfizer che per gli altri. Io ho gentilmente rifiutato la dose e preferito l'altro. Se non avessi avuto scelta avrei fatto quello che avevano a disposizione, come è avvenuto a familiari e conoscenti. E avrei incrociato le dita. Anche altro.

Bene.

Ma davvero dobbiamo affidarci alla buona sorte e al caso anche per vaccinarci, invece di essere tutelati da chi per mestiere dovrebbe lasciar perdere i comizi e  le televisioni e studiare a fondo il problema dando linee guida certe, per evitare di destabilizzare la popolazione che, dopo un anno e mezzo, non ne può davvero  più di superficialità e incompetenza?

E BASTA.


Fonti: Il Sole 24 Ore - La Repubblica - ADN Kronos