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| Emily Dickinson - dal web |
La Neve che mai si accumula -
la transitoria, fragrante neve
che arriva una sola volta l'anno
morbida s'impone ora -
tanto pervade l'albero
di notte sotto la stella
che certo sia il passo di febbraio
l'esperienza giurerebbe -
invernale come un volto
che austero e antico conoscemmo
riparato in tutto tranne la solitudine
dall'alibi della natura -
fosse ogni tempesta così dolce
valore non avrebbe -
noi compriamo per contrasto - la pena è buona
quanto più vicina alla memoria.
Note biografiche e riflessioni
La grande poetessa statunitense scrisse questa ode nell'inverno del 1868. Tra le righe la meraviglia, l'incanto di una stagione che arriva portando con se un'immagine fresca e delicata di quel mondo che sa d'antico, il mondo che ci regala la neve. Anche adesso, negli anni 2.0, accogliamo con gioia il candido cadere di quei fiocchi che ogni volta riescono a far sussultare il nostro cuore e a farci tornare bimbi. La neve era una compagna molto gradita ad Emily, lei si sentiva protetta e confortata in quel silenzio che comunque, le provocava tante emozioni. Quella purezza che ci racconta ce la rende cara ogni volta che un suo scritto torna ad accarezzarci con le sue parole. Buon dicembre a tutti voi.
