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05 marzo 2020

LAMBRUSCO E POP CORN



Ieri sera ho letto la notizia che nel modenese, esattamente a Settecani, frazione di Castelevetro modenese, dai rubinetti dell'acqua ha cominciato ad uscire lambrusco. Sembra che si sia rotto un silos di una delle aziende vinicole della zona, che ha "contaminato" le condotte dell'acquedotto pubblico finendo nelle case dei cittadini a causa del fatto che il vino ha una pressione maggiore rispetto all'acqua.
Mi è scappata una gran risata, immaginando la faccia delle persone quando hanno visto il colore dell'acqua e il subitaneo odore di vino che avrà invaso le cucine e i bagni.
Avranno riempito bottiglie e taniche? Chissà gli amanti di quel vino punta di diamante della zona che feste avranno fatto!

In questi tempi bui di coronavirus, ci voleva una notizia così. Perché, come dice Luciano Ligabue, c'è una vita da vivere, che posto ce n'è, posto ce n'è...






29 maggio 2012

L'EMILIA CHE NON SI ARRENDE: L'AZIENDA AGRICOLA CASUMARO

Domenica è stata una giornata speciale.
Una bella mattina piena di sole in cui abbiamo percorso la strada che da Milano ci ha portato in terra d'Emilia.
In provincia di Modena e precisamente in località Solara a Bomporto.

L'intenzione è quella di  raggiungere una delle realtà produttive emiliane duramente colpite dal terremoto.
Qualche giorno fa, l'azienda di cui vi sto parlando, che produce latticini ed in particolare, Parmigiano Reggiano, attraverso il suo sito di cui vi lascio il link:http://www.aziendacasumaro.altervista.org/index.htm
ha fatto il punto sulla situazione drammatica del suo territorio dopo il terremoto che ha distrutto capannoni, attrezzature e la produzione finale, sia quella già pronta per essere venduta, che quella prossima alla stagionatura.


L'esterno dell'azienda

A causa del sisma del 20 maggio, nel deposito di stagionatura dei Casumaro, sono crollate le lunghe file dove riposavano le forme di formaggio in attesa di concludere il ciclo.


La vista all'apertura del magazzino


Le foto postate sul sito parlavano da sole del disastro.
E' partita quasi immediatamente una campagna di sensibilizzazione tramite la quale veniva chiesto un aiuto per comprare il formaggio che intanto erano riusciti a salvare nonostante il distastro. E che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto.
Venduto a prezzo di costo, avrebbe aiutato tutte le aziende in difficoltà a cercare di arginare, anche se in minima parte, il disastro.



forme da 40 kg l'una

La Coldiretti Emiliana sul suo sito ha spiegato che circa il 10% della produzione nazionale del formaggio più famoso al mondo è andata distrutta. Circa 300.000 forme di Parmigiano sono irrecuperabili come viene spiegato qui.
A questo punto, anche noi nel nostro piccolo,ci siamo sentiti coinvolti e siamo partiti.
Siamo arrivati quasi ad ora di pranzo. Avevamo raggiunto già Modena in precedenza ed eravamo andati allo spaccio di Coldiretti in Via Vignolese, ma il negozio era chiuso perchè aveva esaurito le scorte di formaggio.
E allora siamo partiti alla volta dell'azienda agricola.
Era tutto chiuso. Abbiamo bussato e ci ha aperto una signora che ci ha spiegato che non avevano più nulla da vendere, saremmo dovuti tornare lunedì, perchè nel pomeriggio avrebbero tirato fuori dal magazzino crollato altre forme di Parmigiano.
L'appello su internet aveva lanciato un tam-tam che anche loro non prevedevano, la richiesta era stata superiore a quanto si aspettavano.
Ho spiegato che venivamo da Milano spinti dall'eco dell'appello internet, e che mi sarebbe piaciuto comprare del formaggio sicuramente, ma anche rendermi conto di quanto era successo. 
La signora allora, mi ha chiesto di aspettare per qualche minuto. 
Così abbiamo fatto e siamo rimasti in attesa.
Ci ha raggiunti il presidente dell'azienda Luciano Dotti che molto cortesemente ci ha accompagnato a visitare l'azienda.

Quando ha aperto le porte del magazzino mostrandoci l'entità del disastro è stato come piombare nel loro incubo. Uomo d'altri tempi il sig. Dotti, mi ha spiegato che l'entità delle loro perdite è di circa 17 milioni di euro. Sono 43.000 le forme di formaggio crollate. Ogni forma equivale a 40 kg. 



altra parte del deposito crollato

Ho fatto delle foto per lasciarvi l'entità visiva perchè io credo che le mie parole non siano sufficienti.
Abbiamo continuato la visita, ci ha mostrato tutta la catena di produzione dalla preparazione, alla fasciatura, alla salatura e infine alla stagionatura.
Il loro lavoro va avanti, ogni giorno continuano a produrre latte e formaggi. Ci sono dieci operai che si occupano della produzione, oltre alla famiglia e domenica, come ogni giorno, erano al lavoro.
Già, si continua a lavorare, si va avanti.
Ci vorranno due mesi, per liberare il magazzino e ripristinarlo. Chissà se saranno stanziati dei fondi, se arriveranno gli aiuti. Ma loro non si sono fermati, questo non è possibile.



la produzione non si ferma

Ho ammirato Dotti, e la famiglia Casumaro, splendido esempio di come sia possibile assorbire botte dure nella vita, piegarsi ma non spezzarsi.
Di come sia dignitoso essere grandi e onesti lavoratori. 



le vasche del latte hanno funzionato domenica  come tutti i giorni

E di come qualunque cosa possa succedere, la dignità consenta di non arrendersi. Mai.
Tra un paio di settimane, contatterò nuovamente questa famiglia coraggiosa, splendido esempio della cultura emiliana orgogliosa del proprio lavoro e della propria terra, per avere notizie sugli sviluppi della loro rinascita.

Quello che ho visto mi ha dato forza.

E voi cosa ne pensate, in una situazione similare le vostre maggiori sicurezze  si scardinerebbero lasciandovi stremati e vinti o avreste comunque la forza di alzare di nuovo la testa per ricominciare?