In questi giorni sto girovagando molto per blog riflettendo su alcune cose. Le butto qui, così come mi vengono.
Per prima cosa ho notato fiacchezza e ripetività.
Per prima cosa ho notato fiacchezza e ripetività.
Ci sono tanti amici oltre me, impegnati a dare sempre il massimo.
Altri invece, sono quasi scomparsi.
Forse sarà il bel tempo che invita a gite al mare o in montagna.
Forse saranno gli impegni della vita che hanno preso il sopravvento temporaneo, sul virtuale.
Forse saranno le elezioni europee; ci siamo stancati un po' tutti, non sentiamo altro.
E siamo anche stufi di figurarci prossime realtà apocalittiche.
Sui blog DEL RESTO, non si parla d'altro; e questo non depone a favore di alcuni. Abbiamo rimestato tutto quello che c'era nella pentola. Ora che si è grattato anche il fondo e dato che nessuno ha la bacchetta magica, direi di voltare pagina.
A meno che non si abbia in tasca la soluzione definitiva. Che non sia l'unica rivoluzionaria che mi viene in mente: radere al suolo i palazzi del potere e ricominciare. Vabbè vado a masticare un maalox.
A meno che non si abbia in tasca la soluzione definitiva. Che non sia l'unica rivoluzionaria che mi viene in mente: radere al suolo i palazzi del potere e ricominciare. Vabbè vado a masticare un maalox.
Forse, molto più semplicemente, è un momento in cui non si ha tanta voglia di spiegare e di parlare.
Di tradurre in frasi un momento di stasi.Chissà.
Poi ho notato che ciclicamente sul web, partorisce l'idea che sia arrivata la fine dei blog.
Che i social network, come ad esempio Twitter, stiano rivoluzionando completamente la scena e l'informazione.
E' vero che, i cinguettii sono immediati e tu in un lampo vieni a conoscenza di quello che avviene dall'altra parte del mondo. Ma sono sempre 140 caratteri e resta un limite.
Può essere divertente, per me lo è, visto che ne faccio largo uso.
Ma per approfondire e per discutere credo che non ci sia campo migliore di quello che frequento da più tempo e con più soddisfazione.
Ovvero i blog.
E mi ci incazzo pure spesso. Proprio perché non sono il tipo da lasciar correre, proprio no.
Ovvero i blog.
E mi ci incazzo pure spesso. Proprio perché non sono il tipo da lasciar correre, proprio no.
Ma ritengo che, siano ancora lontani dall'essere sulla via del tramonto.
C'è spazio per vecchi e per nuovi.
Ora, di alcuni a dire il vero farei a meno volentieri.
Come quelli i cui proprietari ritengono di avere il dono della verità assoluta e non si mettono mai in discussione. Se la pensi come loro bene, altrimenti aria.
Si permettono di disprezzarti e mettere in discussione il tuo pensiero anche quando non sono a casa loro. Cosa che io aborro. Perché se sei a casa di altri, per rispetto di chi ti ospita, non dovresti mai permetterti di offendere una terza persona che in quel luogo ha il tuo stesso diritto di esprimere un'opinione. Che comunque va rispettata.
Si permettono di disprezzarti e mettere in discussione il tuo pensiero anche quando non sono a casa loro. Cosa che io aborro. Perché se sei a casa di altri, per rispetto di chi ti ospita, non dovresti mai permetterti di offendere una terza persona che in quel luogo ha il tuo stesso diritto di esprimere un'opinione. Che comunque va rispettata.
Poi ci sono "I puzza sotto al naso". Non hanno bisogno di spiegazioni.
Oppure quelli che ti ghettizzano perché il tuo modo semplice e immediato di scrittura è "troppo" semplice e immediato, tanto da essere considerato banale.
Che loro sono ironici e feroci e trattano solo i par loro.
E ancora i dotati di cultura superiore, che ne fanno sfoggio in ogni mare o lago che trovano. Peccato incappino anche in figure di merda favolose. Ed io godo.
Oddio, il vasto e a volte narcisistico mondo blogger.
Lo adoro e per mia fortuna è molto, molto vasto.
E qui ci stanno bene i R.E.M. con Imitation of life.