Visualizzazione post con etichetta padri e figli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta padri e figli. Mostra tutti i post

19 marzo 2014

Padri e figli








Mio padre è tutto per me. Tanti volti, esperienze e insegnamenti.
E’ il bambino che a dieci anni rischiò di morire ammazzato da un nazista durante la liberazione per non avere voluto lasciare a quei pazzi assassini il suo cagnolino.
E’ il ragazzo che per prendersi il famoso “pezzo di carta” si alzava alle tre tutte le mattine e faceva trenta chilometri a piedi per andare a scuola. Ogni giorno, anche con la neve.
E’ il giovane uomo che arrivò a Milano con le tasche vuote e un biglietto scritto a mano da un parente per cercare lavoro.Non lo voleva ospitare nessuno perchè era meridionale, molto scuro di pelle e fuori dagli alberghi e dai locali c’erano cartelli con le scritte “non si affitta e non si vende ai meridionali”.
Mio padre fu l’uomo che tornò nella sua terra dopo avere raggiunto un buona posizione, perchè voleva sposarsi e crescere la sua famiglia lì dove erano le sue radici.
Mio padre non ha mai fatto un giorno di malattia nella sua vita. Ha lavorato per crescere e per far studiare tutti e quattro i suoi figli. Facendo dei sacrifici incredibili. Tutti hanno studiato, fino all’università.
Mio padre è stato l’uomo che ha spinto la figlia in crisi profonda ad andare via, lontano,come aveva fatto lui per cercare una strada diversa e migliore che la sua terra non poteva darle.
Mio padre è una roccia. Duro, testardo, un esempio su cui sono crollata più volte. Con cui ho lottato e lotto ogni giorno.E spero di farlo ancora a lungo.

BUONA FESTA DEL PAPA'.





21 giugno 2013

Vorrei regalarti...




Io e te

Vorrei regalarti un secchiello di pietre colorate.
Simili a quelle collane bellissime che ci portavi al ritorno dai tuoi viaggi e che noi bambine, indossavamo con suprema maestà, dopo averle attorcigliate più e più volte al nostro collo.
E danzavamo poi, davanti allo specchio della camera da letto, convinte di essere delle regine.

Vorrei regalarti acqua pura.
Come quella della fonte di Monticchio dove ci portavi in gita, durante le lunghissime giornate d'estate, che il sole era caldissimo e il fresco dei boschi della Lucania ci riparava. E noi in coda dietro di te, passavamo il pomeriggio a ridere e giocare mentre aspettavamo che arrivasse il turno nostro.
Raccogliere l'acqua fresca e pura e berla quasi tutta d'un fiato.

Vorrei regalarti un treno.
Come i mille treni presi con te. Come le migliaia di chilometri che abbiamo macinato insieme. Tu nella tua divisa da capitano del treno e noi i tuoi figli, orgogliosi di quell'uomo alto e fiero che conosceva tutti e tutto. Le città, i paesi, i ponti, le montagne, il mare.
Le luci della sera che scorrevano velocissime dai finestrini e i tuoi racconti, sempre diversi,che ci lasciano pieni di meraviglia.

Vorrei regalarti una casa di campagna.
Come quella dove sei cresciuto da bambino. Quella in cui anche noi abbiamo vissuto estati indimenticabili. Con il grande camino, la cucina economica e il tavolo di legno massiccio scuro. Con l'orto dietro pieno di fave e pomodori d'estate. E l'albero di ciliegie su cui io mi arrampicai una volta per tentare una rapina e caddi dritta dritta al suolo, rompendomi il braccio.
Una casa che prima il terremoto e poi un lago artificiale ci hanno portato via. Ma non il ricordo.
Il ricordo mai.

Vorrei regalarti una partita.
In cui il tuo Maradona e il mio Zanetti giocano insieme. Perchè sono due argentini e due grandi del calcio. Quel calcio che io amo grazie a te e alla prima partita vista insieme.
Sugli spalti dello stadio di Avellino. Non sono mai diventata tifosa azzurro cielo  io, come volevi tu. Sono di un azzurro tendente al nero e mi vuoi bene lo stesso. Perchè la squadra è come la fede e non si cambia mai.Me lo hai insegnato tu.Però mi dici sempre, meglio che milanista, milanista mai.

Vorrei regalarti giorni felici con i tuoi nipoti.
Ma poi penso che non c'è bisogno. Quelli ci sono e ci saranno.
Migliaia di migliaia di migliaia.

Vorrei regalarti un cuore nuovo.
Perchè il tuo da troppo tempo fa i capricci. E' grande ma tanto stanco. Ogni tanto s'inceppa e lo si ripara. Ma poi penso che, un cuore nuovo non sarebbe il tuo. Quello che ci ha insegnato che nella vita bisogna avere pazienza, rispetto e amore.
Quello che ti spingeva a scrivere poemi alla figlia ribelle. Che a diciotto anni decise che la sua vita non poteva rimanere chiusa in un mondo di provincia troppo piccolo per lei.Soffriva tanto, perchè si sentiva scoppiare la vita dentro. Una figlia che giorno dopo giorno si spegneva.
Tu avesti paura di perderla per sempre. E allora ci fu una lunga lettera scritta ad una sorella che viveva al nord da molto tempo e la preghiera di prenderla con sè. Ce l'accompagnasti tua figlia a Milano, qualche giorno prima di un Natale di oltre venticinque anni fa.
E ce la lasciasti. Con un dolore dentro che non si è spento mai. E' stato l'insegnamento più importante.
Quello che ha cambiato la mia vita e anche la tua.
Il coraggio di lasciare, per donare nuovamente la vita.


Buon compleanno papà.
Auguri per i tuoi primi ottanta anni.
Sei solo un ragazzino.
Perchè con un cuore così si è giovani per sempre.





Stappala dai!