22 gennaio 2013

La musica che arriva.







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Sto cercando di mantenere il distacco che mi sono imposta come proposito per il nuovo anno.
Ho deciso che sarà un anno zen.
Qualsiasi buona notizia mi giunga cercherò di informarvi con la maggior flemma possibile.
No, perchè, come mi è stato suggerito molte volte, talvolta mostro un entusiasmo davvero eccessivo per il tipo di informazione che vi lascio.
Ci sono alcune novità in campo musicale di cui voglio parlarvi, e vi assicuro, sarò sobria. Del resto non mi piace bere appena alzata.
Partiamo dagli artisti di casa nostra:
nuovo album per Liftiba, Marco Mengoni, Baustelle, Renato Zero, Gianna Nannini, per citare solo qualcuno.
E poi, forse il nuovo di Luciano Ligabue.Speriamo.Questo lo posso scrivere? E' abbastanza pacato? ghghghghgh


Nel campo internazionale invece:

Depeche Mode, Bon Jovi,David Bowie, U2(forse) e Stereophonics.

Riassumendo per artisti e partendo dal quelli di casa nostra:
Marco Mengoni, il suo nuovo singolo è in pista da un paio di mesi e  ne avevo  già parlato; l'album nuovo è quasi ultimato, intanto ci prepariamo per San Remo e per il pezzo che gli ha scritto la nostra Gianna nazionale "Bellissimo".

Litfiba:partono con il tour 2013, prima data a Milano, 30 e 31 gennaio, Alcatraz. Poi ci si aspetta il nuovo album fine 2013 inizio 2014.

Baustelle: esce a fine gennaio il nuovo album "Fantasma", ultima fatica di Francesco Bianconi e company. Sempre innovativi e sempre fuori dagli schemi conosciuti del rock, da ascoltare.

Renato Zero: il nuovo lavoro a fine febbraio; il leone romano continua a colpire con la sua armonia e la sua passione viscerale per la musica.Si parla di progetto ambizioso e innovativo. E' stato registrato a Londra e Bucarest, avrà un respiro internazionale e sicuramente sarà di rottura con quanto fatto in precedenza.

Gianna Nannini: il suo ultimo disco "Inno" è appena uscito, la Gianna o la si ama o la si odia. I suoi pezzi non sono mai facili al primo ascolto, ma indubbiamente sono quanto c'è di meglio sul mercato discografico italiano.
Perchè purtroppo, siamo ancora qui a fare differenze tra artisti maschi e femmine, ma Gianna per fortuna, è ben oltre.

Luciano Ligabue: ci sta lavorando, forse fine 2013, io aspetto e anche molti di voi.Intanto sta pianificando il suo ritorno all'Arena di Verona dieci date a settembre, e credo proprio che ci sarò nuovamente.

Musica internazionale.

Depeche Mode: esce il nuovo lavoro a fine marzo 2013, non si conosce ancora il titolo. David Gahan parla di un disco diverso con atmosfere dai richiami soul. Io mi sto preparando per il concerto a Milano il prossimo 18 luglio.E sapendo che David ha una passione smodata per il Duca Bianco, passiamo a lui.

David Bowie: sono dieci anni che non fa un album nuovo. Ora lui che rompe sempre gli schemi, ritorna senza troppo clamore con "The Next Day" il prossimo marzo.Avrà collaborazioni eccellenti e due versioni; una normale con i 14 brani previsti e una de luxe con tre bonus tracks.Il nuovo singolo" Where are we now" è un brano da ascoltare e ascoltare e ascoltare.

Bon Jovi: nuovo album anche per loro "What About now", uscita prevista marzo. Il nuovo singolo "Because we can" è tutto un programma.
Concerto a Milano già deciso, il 29 giugno stadio San Siro.

U2:Su questo ultimo molti lo danno quasi per certo, ma Bono più di una volta in interviste rilasciate negli ultimi mesi del 2012, ha dichiarato che, stanno lavorando al nuovo album e non sa se basteranno dei mesi o ci vorranno anche 10 anni. Conoscendolo, ci sta depistando, per questo motivo, speriamo bene.

Stereophonics: il nuovo album "Graffiti on the train" esce il prossimo 4 marzo. Ma per loro, uno dei miei gruppi preferiti, di cui attendevo da ormai quattro anni la nuova fatica, ci sarà un post apposta,rassegnatevi.


Ah, esce anche il nuovo di Gaga, ma a me non me ne frega proprio nulla.

Si perchè nel mio blog, parlo di quello che mi piace, e al limite se davvero ne vale la pena o se sono abbastanza incazzata, anche di quello che non mi piace.

Ma a modo mio.
Sempre.










16 gennaio 2013

Misérable a chi???????




Hugh Jackman - google images

Questo post è politicamente scorretto.
Gli amici uomini che di solito partecipano al mio blog potrebbero risentirsi (quasi tutti).
Ragazzi perdonatemi.
Io lo adoro quest'uomo, quando mangia, beve, dorme e ama, soprattutto ama, eccome se ama, no?
Voi lo sapete che io sono un'appassionata di fumetti. Marvel, Bonelli ecc...ecc...ecc...
Ho immaginato per anni che, forse un giorno, qualcuna delle Maior americane si sarebbe decisa a portare sul grande schermo la saga che io preferisco in assoluto della Marvel, ovvero gli X-MEN.
Non trovavo però, il volto di chi potesse eventualmente interpretare il mio preferito tra gli eroi del gruppo, Wolverine.
Poi nel 2000 esce il primo film della serie e come una risposta ai miei più reconditi desideri, mi compare l'immagine di questo aitante attore australiano e con aitante mi sto trattenendo.
Devo a questa foto il rintronamento che da allora mi fa rimbombare come una campana, ogni volta che mi compare davanti, una sua immagine, of course.


Capisciamme n.1 - google images
                                       Che sia una foto, un film, una copertina di Vanity Fair.

Capisciammè n.2 - google images

I suoi film li ho visti tutti, riuscendo anche a fregare maritino una volta.
Lui adora i film horror ed io, volevo assolutamente andare a vedere "VAN HELSING" per le indubbie doti artistiche del cast, ovvio.

Sapevo che non era proprio proprio come se lo aspettava ma lo stordii talmente tanto con la storia dei vampiri, che cedette e mi accompagnò. Stette buono per tutto il tempo mentre io, silenziosissima al suo fianco, mi beavo di immagini e dialoghi che detto tra noi, non avrebbero portato di certo l'attore all'Oscar. Alla fine del film mi ha giurato che mai più mi avrebbe accompagnato a vedere un film horror, senza leggere prima tutte le recensioni possibili e immaginabili. Comunque c'era anche Kate Beckinsale in quel film e mio marito se la ricorda ancora.
E vogliamo parlare di Australia? Vi risparmio la scena della doccia, ma le mie amiche fan se la ricordano bene.

Capisciammè n.3 - google images
Ora esce il nuovo film: Les Misérables, tratto dal romanzo di Victor Hugò.
Un film che, stando a tutti i pronostici, farà incetta di Oscar nella notte d'oro hollywoodiana.Mai sopportato il romanzo, studiato al liceo e letto con molta noia. Mai sopportato il protagonista Jean Valjean, noiosissimo nel suo recupero morale. Molto più simpatico il suo acerrimo nemico, l'ispettore Javert nel film interpretato da Russel Crowe.
Lui è bravissimo, canta, balla e recita da dio.
Gli altri attori idem, da Anne Hathaway nei panni di Fantine(visto il suo impegno nel film mi sono quasi ricreduta su di lei e sulla bravura ma voglio testare), Amanda Seyfried in  Cosette, Sacha Baron Cohen in Thénardier, Helena Bonahm Carter in madame Thénardier e Eddie Redmayne in Marius.
La regia è di Tom Hooper, di cui ho apprezzato " Il discorso del Re" con  Colin Firth. Oscar meritatissimo.

Ma non sarà per questo che andrò a vedere il film.

E che, mica me lo posso perdere questo spettacolo umano vagante!!!

PS1: Hugh se mai un giorno dovessi capitare sulle pagine di questo blog, ti prego fattelo tradurre. 
Io ti aspetto, oggi, domani, sempre... quando vuoi.
PS2: Cucino molto bene, so che ti piace dilettarti ai fornelli ma ancora di più ti piace avere qualcuno che cucina per te. Non perderla questa occasione credi a me.




13 gennaio 2013

Easy






Commodores - immagine presa dal web


 know it sounds funny but I just can’t stand the pain
(So che può sembrare divertente, ma non riesco proprio a sopportare il dolore)
Girl I’m leaving you tomorrow
(Ragazza Io ti lascerò domani)
Seems to me girl you know I’ve done all I can
(Mi sembra ragazza tu sappia che ho fatto tutto quello che potevo)
You see I beg, stole, and I borrowed
(Vedi ho supplicato, rubato, preso in prestito)
That’s why I’m easy
(Ecco perchè sono tranquillo)
Easy like Sunday morning
(Tranquillo come una Domenica mattina)
That’s why I’m easy
(Ecco perchè sono tranquillo)
Easy like Sunday morning
I wanna’ be high
(Voglio essere col morale alto)
So high
(Così alto)
I wanna’ be free to know the things I do are right
(Voglio essere libero di sapere che le cose che faccio sono giuste)
I wanna’ be free
(Voglio essere libero)
Just me
(Solo io)
Oh baby…
(Oh piccola…)
That’s why I’m easy
(Ecco perchè sono tranquillo)
Easy like Sunday morning
(Tranquillo come una Domenica mattina)
That’s why I’m easy
(Ecco perchè sono tranquillo)
Easy like Sunday morning




Ci sono canzoni che nonostante il testo (come in questo caso)  hanno il potere di mettere pace fra me e il mondo.
Come Easy, che appartiene al repertorio dei Commodores e ovunque io sia e qualunque cosa stia facendo, ha il potere di distendermi e di farmi sorridere.

Se poi l'ascolto di domenica mattina è il massimo.
Mi mette di buon umore e la canticchio per il resto della giornata.
La versione che preferisco però,  è quella cantata dal leader dei Commodores: Lionel Richie.
Non sto qui a disquisire sui Commodors tranquilli.
Solo che ho una curiosità.


Voi, avete la canzone che vi rende sereni già al primo accordo?
Quella che vi fa canticchiare poi, con un certo sorrisetto quasi ebete sul viso per tutto il giorno?





PS: Ok non è Luciano e non è Lorenzo. Ma quante volte ve lo devo ripetere che sono "ANTICA" quasi un museo umano?
GHGHGHGHGHHGHGHGH

08 gennaio 2013

Prima di partire per un lungo viaggio...





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Siamo all'inizio di un nuovo percorso. Speranzosi di far passare il nuovo anno nel miglior modo possibile.
Certo dovremo barcamenarci tra: nuove tasse, nuove elezioni, vecchi babbioni che speravamo di esserci lasciati alle spalle, soldi sempre meno, la squadra del cuore che inizia il nuovo anno barcollando (se il buon giorno si vede dal mattino), una primavera anticipata che presto cederà il posto al freddo boreale.
Saldi meno invitanti del solito, sarà che non abbiamo poi così tanta voglia di spendere visto che, la piccola linea dell'orizzonte ci sembra più grigia e irregolare del solito.
Insomma, siamo come quegli atleti che fermi al via, per un attimo fiutano l'aria e la sentono troppo pesante. Per un istante solo si chiedono se, varrà la pena di partire.
Ma poi, allo sparo schizzano, come sempre.
Faranno la loro corsa dando il massimo, magari con poco frutto, ma anche a questo sono abituati.
Pensano che, è il modo migliore che conoscono per amarsi di più.
Raggiungere l'obiettivo senza pensare troppo a chi ci sta attorno e ci assilla, magari ci soffoca.
Fare qualcosa pensando che possa farci stare bene e per davvero.
E invece di pretendere qualcosa da altro, pretendere da noi, pretendere di volerci bene.

Ho pensato ad una piccola grande canzone che ogni volta a sentirla mi da una carica enorme.
La dedico a tutti voi.
Ne abbiamo bisogno noi, DI VOLERCI BENE.

Prima di partire per un lungo viaggio 
Devi portare con te la voglia di non tornare più 
Prima di non essere sincera 
Pensa che ti tradisci solo tu 

Prima di partire per un lungo viaggio 
Porta con te la voglia di non tornare più 
Prima di non essere d'accordo 
Prova ad ascoltare un po' di più 

Prima di non essere da sola 
Prova a pensare se stai bene tu 
Prima di pretendere qualcosa 
Prova a pensare a quello che… dai tu 

Non è facile però 
È tutto qui 
Non è facile però 
È tutto qui 

Prima di partire per un lungo viaggio 
Porta con te la voglia di adattarti 
Prima di pretendere l'orgasmo 
Prova solo ad amarti 

Prima di non essere sincera 
Pensa che ti tradisci solo tu 
Prima di pretendere qualcosa 
Prova a pensare a quello che… dai tu 

Non è facile però 
È tutto qui 
Non è facile però 
È tutto qui 

Non è facile però 
È tutto qui 

Prima di pretendere qualcosa 
Prova a pensare a quello che… dai tu


04 gennaio 2013

L'anima elegante di Audrey Hepburn






Vero. Ve ne avevo già parlato qui, diffusamente.
Ma trattandosi di lei non sarà che la seconda volta questa.
Guardare il mito attraverso gli occhi di chi l'ha amata più di chiunque altro: suo figlio.
E scoprire che, la donna e la sua anima erano di gran lunga superiori all'immagine iconografica che il tempo conserverà sempre nel suo massimo splendore.
Scoprire poi, io a dire il vero mai avuto dubbi.
Un libro che  consiglio se un po' di questa donna è nei vostri cuori.


" CONSIGLI DI BELLEZZA A PROVA D'ETA'"

Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Per dei begli occhi, cerca il buono che c'è nelle persone.
Per una figura snella, dividi il tuo cibo con gli affamati.
Per capelli splendenti, lascia che un bambino li accarezzi una volta al giorno.
Per il portamento, cammina con la convinzione che non camminerai mai sola.
Ti lasciamo una tradizione con un futuro.
L'amore per gli esseri umani non diverrà mai obsoleto.
Le persone, ancor più degli oggetti, hanno bisogno di essere restaurate, 
rinnovate,ravvivate,reclamate e redente e redente e redente.
Non buttare mai via nessuno.
Ricordati che se hai bisogno di una mano, ne troverai una proprio in fondo al tuo braccio.
Man mano che crescerai, scoprirai che di mani ne hai due: una per aiutare te stessa.
L'altra per aiutare gli altri.
Ti aspettano giorni meravigliosi, che tu ne possa avere molti di fronte a te.
(Sam Levenson)

Una delle poesie preferite di Audrey.








30 dicembre 2012

Te piace 'o presepe?






Il presepe di Dani





Sono in un momento di ozio, dopo giorni di scorribande emozionali e gastronomiche.
E allora ho ricordato quando da bambina, aiutavo mia mamma e mia nonna Carmela, a preparare il presepe.
Si cominciava dopo l'otto dicembre, festa dell'Immacolata.
La prima cosa da fare era andare il campagna, nelle vicinanze di Benevento a raccogliere il muschio fresco.
Noi bambini venivamo muniti di cassetta da frutta o nel caso peggiore di buste di plastica e, a mani nude raccoglievamo intere zolle fresche e umide.
Tornavamo a casa, stanchi e infreddoliti, con le guance arrossate, ma felicissimi.

Mia madre aveva una grande consolle nel corridoio che liberava dagli oggetti che di solito sostavano lì durante l'anno e sul mobile andavamo a poggiare il muschio verde, cercando di farne un tappeto del tutto uniforme.
Sicuramente il risultato finale era di gran lunga migliore, del prato sintetico di San Siro.
Il tocco finale alla base era la farina che, a piene mani, spruzzavamo su tutto quanto, aiutati dal colino che usava mia nonna per spargere lo zucchero a velo sulle torte.
Era un vero presepe napoletano.
Mio padre, scendeva in cantina a prendere lo scatolone dei pastori di mio nonno Ugo.
Veri e propri capolavori di gesso dipinto a mano, che nel tempo si sono ridotti a cinque/sei pezzi a causa della nostra sbadataggine.
La maggior parte infatti, ha subito la fine che le cose preziose fanno nelle mani dei bambini maldestri, ovvero si sono rotti.
Di alcuni pezzi ricordo persino i colori degli abiti oltre le fattezze.
L'acquaiola vestita di bianco e gonna rossa che, riempiva il suo otre alla fontana.
Il cliente della taverna con maglia azzurra, seduto al suo tavolino imbandito con carne e pesce, frutta e dolce.
Il pastorello con calzoni alla zuava che portava sulle spalle la sua pecorella preferita.
E l'altro pastorello che ozioso, dormiva sulla riva del laghetto (fatto con lo specchietto delle sopracciglia di mia mamma) dimentico di controllare il suo gregge che noi bambini gli spostavamo di continuo.
Giuseppe e Maria, sereni con i loro mantelli lunghi fino ai piedi (azzurro per la Madonna e marrone per Giuseppe) protesi verso la mangiatoia in cui, noi bimbi allo scadere della mezzanotte del 24 dicembre, avremmo deposto il bimbo biondo.
Completavamo il tutto con le casette e la locanda fatte di sughero e cartone, con il castello di Erode che posavamo in alto sulla montagnetta fatta da mia madre, ricoprendo una scatola di scarpe di carta roccia.
Il castello era controllato da una guardia romana in gonnellino rosso e  armatura argentata.
Poi in lontananza si vedevano tre cammelli e tre re, che giorno dopo giorno, avanzavano sulla strada verso la capanna di un passo alla volta.
Per arrivare a porgere i propri doni al bimbo esattamente il 6 gennaio.
Anche se, io per prima, ogni volta che potevo, li facevo arrivare in anticipo.
Avevo fretta che arrivasse la Befana e i suoi doni.
Mia nonna, con pazienza li rimetteva al loro posto.

La notte del 24, usanza familiare era la processione che avrebbe portato Gesù bambino attorniato da tutta la famiglia in giro per ogni locale della casa, mentre noi bimbi dietro, avremmo cantato in maniera stonata e acuta " Tu scendi dalle Stelle".
La tradizione della processione continua in ognuna delle nostre case.
E mi ricorda il sorriso di mia nonna che dolcemente ci accompagnava nel canto.
Lei,la vera cantante della famiglia.

In tempi recenti, mi capita di ritrovare la magia del presepe in San Gregorio Armeno, a Napoli.
Lì nella strada ogni bottega espone i suoi pastori. La maggior parte rispecchia le tradizioni e la bravura degli artisti/artigiani che li creano.
I negozi sono aperti tutto l'anno ma è nei giorni precedenti al Natale che si respira un'aria eccezionale.

Gambardella presepi. Immagine dal web

Ti perdi nella fiumana di persone che ad ogni piè sospinto si ferma per ammirare la perfezione di ogni singolo pezzo. L'apice è la sera, quando le luci delle botteghe si mischiano a quelle del Natale e all'odore di antico e di colori.
E ci ritroviamo tutti quanti ad avere sul volto lo stesso sorriso di quando a presepe terminato, restavamo immobili a guardarlo mentre mamma accendeva le lucine e intorno era tutto buio e  silenzio.
Con lo stupore che tutta quella meraviglia rinnovava ogni anno.
Bambini per sempre noi.


            BUON 2013 RAGAZZI.E CHE LA VITA VI PORTI OVUNQUE VOI VOGLIATE!







25 dicembre 2012

Natale in via del cuore.







Ma mamma dove sono le posate?
Nel solito cassetto della vetrinetta in salotto vero?
Ora vado a prenderle e poi anche i bicchieri e i piatti con il ricamo azzurro.
La tovaglia per favore Pia, lì nel ripiano della credenza.
Ma Ai, quante cose hai preparato, ma come hai fatto? Le tue solite giornate da 48 ore vero? Che bella la torre di prosciutto crudo e mozzarelline!
K2 dov'è? Ma in sala a chiacchierare con lo zio Picci, lo sta sfinendo con la canzone di Pulcino Pio, dedicata alle feste.
Ma perchè c'è pure la canzone di Natale? Un intero cd, roba che non ce lo togliamo più di torno fino a Pasqua.
Mari, hai preparato le uova da passare nel brodo? E le polpettine per il cardone? Mmhmm buone che sono con i pinoli dentro, papà ha passato  l'intero pomeriggio di ieri a far cuocere la pigna  sul camino e a sgranare tutti i pinoli.
Ma dico, quanto tempo ci vuole per arrivare da Roma? Ah, eccoli, hanno appena suonato evviva le pupette!
Il parmigiano è pronto? Secondo voi è abbastanza?
Bene, allora tutti a tavola per l'antipasto.
Ma dove diavolo sono Antonio e papà? Ma proprio ora dovevano andare a prendere in cantina vino e spumante?
Ma non doveva essere già sopra tutto?
Insomma, tra poco è pronto e come al solito loro non ci sono!
E Mariella ancora due secondi e inizierà a far fumare le orecchie, se non sono tutti al loro posto!
Carlo per favore, vai a vedere se hanno fatto!
Dani le bimbe hanno già mangiato vero, piccoline di nonna loro!
Allora siete pronti, tutti a tavola che arriviamo!
I bambini sono seduti, dai prendete il vassoio con le verdure e poi l'insalata di rinforzo, che buona questa, se la mangiano tutta Picci e Giuseppe.
Papà seduto, tu sei sempre l'ultimo, dai mamma fai la brava, ferma che ci siamo noi.
Eccoci, pronti con il bicchiere per il brindisi?

Scene e dialoghi tra il serio e il semiserio di un topico giorno di Natale in via del cuore, casa mia.
Il mio modo di augurarvi Buone Feste.



                                              UN BUON NATALE A TUTTI VOI!




20 dicembre 2012

La colonna sonora del mio Natale





Copertina This Christmas


Il Natale si avvicina, lo sentiamo, lo respiriamo nella calca, nelle corse all'ultimo regalo e nei classici quali il panettone, il pandoro e le compilation natalizie.
Vecchi cantanti sulla via del tramonto, nuove leve in attesa di luce più brillante, stelle affermate nel mondo della musica in un periodo di fiacca da aspirazione.
E' il bengodi delle case discografiche che, con questo sistema guadagnano un fracco spendendo poco e niente.
Nonostante tutto, io adoro le compilation di Natale.
E tra le mille pubblicate ogni anno c'è sempre qualcosa che vale la pena di ascoltare.
Che ti fa piombare in piena atmosfera natalizia e ti scalda il cuore.
La coppia sorridente nella foto in alto, la conosciamo bene.
La amiamo da oltre trenta e passa anni. Sappiamo che Olivia è di gran lunga migliore come cantante che come attrice.
John invece, un ottimo attore più che cantante.
Eppure insieme, oggi come ieri, fanno scintille guardandosi negli occhi mentre cantano.
La voce della Newton John è provata dagli anni, dai problemi di salute ma non doma.
Resta la grande professionista che è dalla tecnica perfetta.
Travolta invece è migliorato, nessuna voce in falsetto (anche se in fondo in fondo mi manca Sandy) con un tono basso e piacevole.
Il tocco di eccellenza lo danno gli ospiti, in quasi tutte le canzoni c'è un grande artista che duetta con loro.
Barbra Streisand dalla voce inconfondibile e Tony Bennet leone grigio sempre ruggente.
Kenny G e il suo clarinetto magico, James Taylor pacato e unico, Chick Corea e la sua arte di pianista magnifico e il redivivo Cliff Richard.
L'intento finale poi è nobile, visto che tutti i proventi ricavati dalla vendita del disco andranno alla Fondazione Olivia Newton-John Cancer di Melbourne e alla John Travolta Foundation a favore dei bimbi disabili.

Lascio per voi alcuni pezzi tratti dall'album partendo da quello che più degli altri mi sembra riannodare il filo del passato con Grease:



proseguendo con il brano che vede come guest star Barbra Stresisand:



E il brano che ha come ospite Chick Corea_






Cosa pensavate? Di riuscire a scampare almeno fino a Natale, l'ennesimo post musicale?
Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!




13 dicembre 2012

A letto dopo Carosello!





Immagine presa dal web





Prendo spunto da un bel post di un amico di blog di qualche giorno fa.
Si parlava di come la pubblicità sia così entrata a far parte del nostro quotidiano che spesso a domande ci capita di rispondere con le parole di qualche tormentone pubblicitario.
E allora ho pensato a quante volte nella nostra vita abbiamo subito il potere subliminale dello spot e di quanti sono stati quelli che ci sono rimasti impressi nella memoria per sempre.
Con malinconia ho ripensato a Carosello e a quello che ha rappresentato per tutti i bimbi delle tre generazioni che ha raggiunto prima che divenisse solo un ricordo.
Al grido "a letto dopo Carosello" eravamo abituati; ed eccoci tutti lì davanti a mondo in bianco e nero che appariva da quella finestra luminosa.
Sguardo fisso e bocca aperta ci perdevamo in quel mare di emozioni che i cartoni e i pupazzi animati riuscivano a trasmetterci in quei pochi minuti di divertimento.
Siete pronti?

Partendo dagli anni '70 il primo che mi viene in mente è questo ve lo ricordate?



Io come i bambini inquadrati rimanevo a fissare lo schermo per tutto il tempo e mi divertivo a seguire le avventure di quello sfigato di Jo Condor.

Poi arriva il mio pulcino preferito, totalmente diverso da quello del tormentone di quest'estate.
Sarà stato il periodo, sarà stata la depressione latente ma io mi sentivo così vicina a quell'imbranato di animaletto.



Altro passaggio indimenticabile era " La Fattoria di Buon Mattino" legata al barattolo di latta bianco che contribuiva alla mia sveglia mattutina. Poi è diventato di plastica gialla perdendo in gran parte il suo fascino.



E poi le caramelle bionde, mitiche caramelle al miele:




Per non parlare di Mariarosa e i suoi dolci strepitosi:




Continuando con i dolci non posso non citare la Talmone fabbrica storica di Silvano Venchi che ancora oggi produce il mio cioccolato preferito. Ricordate Miguel?




E l'Olandesina volante?
Accoppiata vincente con Calimero? Ricordate i primi spot anni '80? Con il bravissimo Corrado?


E il mitico Topo Gigio che faceva la pubblicità ai Pavesini?


Sul finale non potevo lasciare indietro il caffè e il passaggio pubblicitario dedicato alla bevanda preferita degli italiani con gli spot  Lavazza che da tempo immemore sono sempre stati al passo con i tempi:


E visto che siamo entrati nel mese più bello dell'anno vi lascio il mio spot preferito quello che da sempre mi rende felice e mi ricorda che gli altri siamo noi.




PS: questo mio post non poteva contenere tutte le pubblicità che ci hanno accompagnato dall'infanzia ad oggi.
Ho segnalato alcune di quelle che sono tra le mie preferite.
Vi consiglio di utilizzare un po' del vostro tempo per dare un'occhiata a quelle che ho lasciato ( quella di Topo Gigio ad esempio è davvero una chicca) e poi dopo, aspetto le vostre.

09 dicembre 2012

DARIA BIGNARDI: L'ACUSTICA PERFETTA












Se la memoria non mi inganna, la ricerca dell'acustica perfetta era il problema che si doveva risolvere nell'antica Grecia e poi successivamente a Roma, prima di costruire un teatro, grazie a complicati calcoli matematici.
Fondamentale era lo studio del luogo e  dei materiali del posto.
Si cercava sempre uno spazio su di una collina o un posto in discesa e che la pietra o il legno da utilizzare fossero quelli giusti visto il ruolo importantissimo che avrebbero avuto per la propagazione delle onde sonore all'interno del teatro.
Curvandosi nella maniera corretta grazie alle varie inclinazioni, sarebbero state percepite nello stesso modo in tutto lo spazio.
Non trascuravano niente, anche la disposizione delle gradinate e la loro altezza, così come la capienza e il numero degli spettatori previsti.
Sono  carica di meraviglia e di ammirazione quando entro in uno dei vari capolavori classici costruiti nell'antichità e giunti fino a noi, a parte il fatto che fin da bambina, ne ho respirato l'aria e calcato le pietre in quel di Benevento, che ha un famoso teatro romano, in cui io trascorrevo ore quando bigiavo!

L'acustica perfetta di cui parla Daria Bignardi nel suo nuovo libro è la percezione assoluta dell'altro in amore.
Quando due cuori si incontrano e nello stesso istante si accorgono di battere all'unisono e sperano che sia per sempre.
(vabbè versione mooolto romantica second me).
I rapporti però nel tempo si evolvono e può capitare che questa sintonia si spezzi nella coppia e uno dei due si accorga prima dell'altro che non si sta più facendo insieme lo stesso percorso.
Cosa succede in questo caso?
Nel libro Daria ci mostra quello che accade quando questo avviene dopo 13 anni  di matrimonio e tre figli.
Arno, il protagonista maschile ha sempre vissuto di certezze, la compagna, i figli e la casa, ha dato sempre tutto per scontato,certo, sicuro.
Questo modo di vivere ovattato gli ha permesso di  dedicare tutto se stesso alla musica, sua lavoro e sua vita.
I musicisti o almeno la maggior parte di loro, sono degli egoisti virtuosi, totalmente immersi nel loro mondo di suoni e vibrazioni, pensano spesso che la vita intorno, scorra fluida quasi come note su di un pentagramma.
Fortunatamente per me, mio marito è l'eccezione alla regola.
Arno, la mattina in cui  scopre  che la moglie Sara, alla vigilia di Natale, è andata via lasciandolo solo con i tre figli, pensa ad uno scherzo.
Impiegherà molto tempo prima di capire che, invece, è tutto vero.
Preso da se stesso e dalle sue sicurezze, immagina si tratti solo di un momento breve, trascurerà le ragioni prima di cominciare a farsi le domande giuste, chiedersi perchè e provare sul serio a cercare sua moglie.
E a cercare di capire, il senso di quell'abbandono.
E' un uomo che per come è vissuto non ha mai voluto saperne di sofferenza e di infelicità, di se dice questo: 
Per me la modalità più comune, violoncello a parte, è non fare niente,rimanere immobile aspettando che le cose si risolvano da sole o vengano risolte a stanarmi. Sara dice che se posso evitare di prendere qualunque iniziativa, se riesco a schivare qualunque azione o sentimento faticoso, sono più contento."

Nella sua ricerca verso la moglie scopre passo dopo passo come fosse diversa da quella che credeva e che per anni gli era stata accanto, quasi silente; tutto ciò lo rende rabbioso ma ancora cieco, nonostante il rincorrerla gli dia abbastanza spunti per incominciare a vederla, per davvero.

Il libro si apre con un biglietto e si conclude con una lettera.
Nel mezzo trent'anni di vita, due persone e due anime.

Solo quando saranno lontane alla fine riusciranno davvero a comprendersi.
Superando l'incomunicabilità che per anni aveva circoscritto il loro rapporto.
Il libro mi è piaciuto, molto.
E' scritto con sensibilità magnifica, emozionalità intensa, oltre i protagonisti altri comprimari mi colpiscono, come Massimo il migliore amico di Arno, e Rino il padre di Sara.
E' scorrevole, vorresti non smettere mai di leggerlo, i personaggi li fai tuoi e alla fine ti appartengono.
Io resto legata ad Arno,perchè nonostante tutti i suoi difetti,in primis la cecità nei confronti di sua moglie, mi ha catturato.
Mi  è piaciuto il suo modo integro di porsi nei confronti della situazione e  la sua rigidità iniziale, mentre il suo mondo di sole certezze piano piano si sgretola facendo venire fuori, alla luce, un uomo diverso, complesso ma vivo e vero.
Lui comprende alla fine che l'acustica del cuore, è la cosa più importante.
Ora che l'ha trovata saprà donarsi, perché avrà  imparato cosa significa amare. Intensamente e dolorosamente.

Del resto, tutto questo fa parte della nostra vita e nessuno di noi potrà mai dire, io ne sono fuori.

E tutti, per quanto la vita ci forgi e tenti di  trasformarci in cinici equilibristi, sogniamo l'acustica perfetta, fino alla fine dei nostri giorni.


E' stato bello leggerti, Daria.