Per diverse settimane ho pensato al post che avrei scritto per Natale, cercando di immaginare ognuno di voi amici che negli ultimi mesi ho potuto frequentare molto poco. Quasi nulla. Non per pigrizia ma per pura mancanza di tempo. Tra lavoro e famiglia, il tempo da destinare a questo spazio si è davvero ridotto. Passo la maggior parte del giorno assorbita dal lavoro e dal pendolarismo. Quello che rimane lo dedico alla famiglia. Spesso mi sono domandata dove riuscissi a trovare il tempo prima, ci sono stati anni in cui aggiornavo il blog quasi ogni giorno. Non ho trovato risposte che mi soddisfino. Priorità cambiate? Vita più impegnativa? Lavoravo, scrivevo, leggevo, ero impegnata su più fronti e pur senza trascurare la famiglia e gli affetti, ero qui. Probabile che volutamente io abbia rallentato, questo spazio virtuale forse mi "cattura" meno, mi stimola meno. Si cambia, l'unica verità che riconosco appieno. Sono cambiata, sono anche invecchiata😆 Però non dimentico le grandi soddisfazioni che mi ha dato il blog, le amicizie, l'affetto dato e ricevuto. Pure le discussioni e soprattutto, chi mi ha regalato tanto e ora non c'è più. Tutto questo mi ricorda le feste o meglio la Regina delle Feste.
Scrivo perché mi scappa da scrivere...
23 dicembre 2025
[Feste] Natale e dintorni
20 dicembre 2024
[AUGURI] A Natale puoi🎄
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| Albero di Natale Victoria Secret |
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| Albero di Natale Sephora |
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| Albero di Natale Piazza San Fedele |
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| Albero di Natale Motta |
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| Albero di Natale Dior |
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| Albero di Natale Milano-Cortina 2026 |
08 agosto 2024
AGOSTO
Ciao a tutti, non vi ho dimenticato. Ma questi mesi sono stati molto complicati per me. Non ho avuto tanta voglia di scrivere, ho preferito dedicare il poco tempo che avevo a disposizione, alla famiglia e agli affetti più cari. Alle abitudini di vita. Spero per voi che tutto vada per il meglio. E spero di rileggervi a settembre. Un abbraccio e buona estate.
MARIELLA🌻
Ps: per qualche motivo che mi è ignoto, non riesco più a rispondere ai vostri commenti in alcun modo, neppure come anonimo. Per cui scusate il silenzio non voluto. Sappiate che vi leggo tutti!
13 dicembre 2023
[CULTURA E TRADIZIONE] Latteria e Michetta
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| Bar latteria San Marco Milano |
Ho un ricordo indelebile della latteria sotto casa dei miei zii, non molto lontano dalla Stazione Centrale di Milano. Ricordo il profumo del pane e quello del cibo. Come sempre gli odori ti trasportano indietro nel tempo, lasciando addosso la malinconia decisa dei bei tempi andati.
Ma che cos'era la latteria milanese? Un locale tipico degli anni '70 dove era tradizione fermarti a bere un caffè, comprare pane e latte o mangiare dei piatti cucinati come a casa tua. Una cucina semplice, genuina, cara ai milanesi e anche agli avventori di fortuna, che magari capitavano in zona e volevano mangiare qualcosa di buono senza spendere troppo. Luoghi retrò, spesso con insegne consumate dal tempo, tavoli e sedie mai uguali e imperfetti, banconi dai colori sgargianti. E proprietari discreti, magari un po' bruschi ma capaci di sorrisi e gesti carichi di generosità. Si perché tutti potevano sfamarsi a loro interno e nessuno veniva cacciato in malo modo, come a volte avviene ora, tra le luci sfavillanti dei locali trendy che hanno cambiato il volto di Milano. Talvolta non in meglio.
Ogni giorno si andava a comprare il latte e la Michetta. Il tesoro dorato dei panettieri milanesi. La punta di diamante sfornata ALL'ALBA che tutti gli operai e impiegati compravano, riempita con affettati o formaggi. Era il pranzo della pausa e talvolta anche la cena. Un pane meraviglioso, friabile, dal profumo inconfondibile. La si inzuppava anche nel latte, senza timore, aprendo stomaco e cuore.
il cuore dei milanesi, batteva forte, allora. In quei locali intimi, spesso frequenti nei quartieri di periferia, Più rari e nascosti nelle zone centrali. Locati amati e pure adesso ricercati, ora che sono sempre di meno e gli ultimi rimasti difendono con lunghe e denti il loro patrimonio culturale e la Michetta. Il pane della condivisione e del rispetto. Egualitario, in tempi di differenze feroci e di distanze.
Se capitate a Milano cercatele, sapranno accogliervi e prendersi cura di voi, come una volta. E se sarete così fortunati di trovare quel panino magico, mangiatelo come faccio io, partendo dalla corona centrale e spezzettandolo un poco alla volta, perché vorrei durasse per sempre, assieme ai miei ricordi.
06 dicembre 2023
Immenso come il mare
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| Foto privata - vietata la riproduzione |
La soffice impronta che lascio sulla battigia so che scomparirà in breve tempo. Succederà quando il mare, con una nuova onda, cancellerà ogni segno del mio passaggio. Un evento naturale a cui siamo abituati, l'ineluttabilità della natura, la sua vita. C'è una spiegazione, ci saranno altre impronte, altre onde, in un rincorrersi infinito.
A poca distanza, tra quelle stesse onde, c'è una famiglia che gioca. Un papà che rincorre le sue due figlie, nuotano, si tuffano, ridono. Una luce calda li avvolge, è il primo pomeriggio di un'estate che sembra non finire mai. La costa toscana si butta a capofitto nel blu, sembra voglia abbracciare tutto, il mare e le persone. È uno dei ricordi più nitidi che ho.
Io me lo ricordo quando vidi quel papà per la prima volta. Aveva 15 anni, era già un gigante buono e sorridente. Un po' dinnoccolato, per nulla timido, carico di energia e positività. Una vera forza della natura, capace di trascinarti ovunque lui volesse, avrebbe convinto perfino le pietre a seguirlo lì dove decideva. Quella energia che lo rendeva unico e immenso, come quel mare che amava perdutamente. So riconoscere chi ama il mare come me, lo intravedo tra le ciglia, nei battiti del cuore, nello slancio all'accoglienza e alla fratellanza. Non è mai mancata, negli ultimi trent'anni in cui siamo stati vicini. Mi ha fatto da autista il giorno in cui mi sono sposata, a poco più di vent'anni. Poi avevamo fatto un patto, il giorno in cui ha sposato una delle persone che amo di più al mondo, mia sorella. L'avrebbe amata e protetta, si sarebbe preso cura di lei per sempre. "Altrimenti te la vedrai con me" gli dissi all'orecchio, il giorno del matrimonio. Quella promessa l'ha mantenuta, anche quando la vita lo ha messo di fronte a delle prove che mai dovrebbero accadere. Come tutti è caduto, si è risollevato, è andato avanti. Ha creato, assieme a lei, una famiglia generosa e unica. Amata moltissimo, sostenuta e protetta. La mia gioia era vederli organizzare la loro quotidianità di cui mi sono sempre sentita parte integrante. In ogni momento presente, un guerriero in uniforme.
Poi è calata la nebbia e in un mattino di dicembre che non ti aspetti, se ne è andato via senza salutare. Il mondo si è fermato, incredulo e triste. Gli orologi hanno smesso il ticchettìo, i cuori hanno sospeso i battiti. Le lacrime scorrono mute e inarrestabili, da giorni.
Proviamo a dare delle risposte, perché gli eventi, anche quelli più dolorosi e difficili, hanno una spiegazione. Quasi tutti, questo no, non ce l'ha. Forse la rabbia col tempo lascerà il posto alla rassegnazione, e il dolore diventerà malinconia. Forse. E torneremo a camminare sulla battigia, tenendoci per mano, ricordando le estati, i Natali, i compleanni, le risate e gli abbracci. Ma la tua impronta, amico, fratello, cognato mio, non scomparirà.
Nuota bene lassù, nel mare perfetto del paradiso. Ti voglio bene, ciao Carlo Francesco.
È passato un anno intero da quel giorno e tu sei presente nei nostri cuori. Oggi, domani, per sempre. Questo non cambierà mai. Stavolta te lo prometto io.
25 ottobre 2023
[ATTUALITÀ] 25 ottobre - World Pasta day
Io la osservo incantata mentre divide la farina facendo un piccolo cratere nel centro in cui introduce uova, sale, acqua calda e lievito. E poi impasta, taglia e dispone la pasta fresca ad asciugare. Presto l'aiuterò anche io e poi mia sorella. Grazie a lei e a mia mamma sono in grado di preparare la maggior parte delle paste casalinghe, alcune, come i fusilli al ferretto, tipiche della cucina campana.
Oggi tutto il mondo la celebra.
E a voi piace la pasta? Avete dei ricordi familiari a cui l'associate?
11 novembre 2022
[FAMIGLIA] L'estate di San Martino
20 ottobre 2022
[ASSOCIAZIONI] Vi presento Casa Famiglia La Nuvola
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| Foto privata - vietata la riproduzione |
Oggi inauguro una nuova rubrica che con cadenza mensile, affronterà problematiche di vario genere collegate alle Associazioni e al mondo del Terzo Settore, tessuto sociale tra i più importanti dell'Italia. A volte se ne parla male e ingiustamente. In realtà la maggior parte di loro combatte quotidianamente e con forza per aiutare e sostenere i più fragili (disabilità, difficoltà familiari ed economiche, malattie rare di ogni genere) spesso rimanendo nell'ombra mentre quel che emerge è il minimo sottobosco negativo che purtroppo fa più notizia. Ma non sarò io la parte attiva del discorso. Bensì la dottoressa Gugliotta, educatrice della Casa Famiglia La Nuvola di Napoli, da oltre trent'anni presente in città quale sostegno per famiglie e bambini in difficoltà, in una delle realtà più complesse e difficili della nostra nazione. Sarà lei che, passo dopo passo, prendendo spunto dalle vostre domande e curiosità o da fatti di cronaca, ci spiegherà cosa significa far parte di una associazione e le sue problematiche. Che ultimamente sono aumentate esponenzialmente a causa della crisi economico sociale che non ci da tregua.
Ciao Ai, bentrovata sul mio blog. Ci racconti brevemente come e quando è nata Casa Famiglia La Nuvola?
Ciao Mariella, grazie per l’invito a chiacchierare nel tuo blog di un tema particolarmente importante ed a me tanto caro, visto che ci vivo all’interno da tempo. Avevo 17 anni quando i miei hanno deciso di creare una casa famiglia, a Napoli non ce n’erano, c’erano tante comunità e tanti istituti, ma non case famiglia, ossia con una famiglia che accoglie bambini in difficoltà, vivendo con loro h24. Era marzo 1997 quando accogliemmo il nostro primo bambino, 12 anni, praticamente un fratello per noi, ed a giugno arrivarono una neonata e 2 splendidi e piccoli fratelli. Che allegria, favole, giochi, girotondi. Difficoltà nello studiare…io frequentavo il quinto anno di liceo, fu destabilizzante. Ci furono scosse di assestamento, grandi e piccole, bambini con maggiori difficoltà e complicazioni, un vissuto talmente complicato e difficile da sostenere che mia madre comprese subito il suo duro compito: accogliere ed abbracciare le difficoltà dei minori accolti, e tenere al riparo noi figli che venivamo da un mondo protetto.Da allora non si è mai fermata, abbiamo continuato ad accogliere bambini, in 25 anni tanti bimbi ci hanno mostrato come l'iniziale sguardo sofferente si è trasformato fino a spiccare il volo; abbiamo lavorato per svolgere al meglio il nostro ruolo, quello che mia madre si era prefissata fin da subito, essere una “nuvola” di passaggio per tutti questi cuori, una nuvola che a volte può essere grigia e tempestosa ed a volte bianca e serena. Nasce così l'Associazione "Le Ali" che crea "Casa Famiglia La Nuvola".
Di cosa si occupa l'Associazione e quali sono gli obiettivi che si pone?
L’Associazione si occupa principalmente della casa famiglia che accoglie minori 0-12 anni, collabora con la parrocchia del quartiere per un aiuto ai senzatetto con cene e vestiario una volta a settimana, collabora con attività sportive per l’inclusione sociale di minori rom, distribuisce mensilmente pacchi alimentari a famiglie bisognose con l’aiuto del Banco opere di carità (molto simile al più conosciuto Banco alimentare).
Le difficoltà economico-sociali inaspritesi durante gli anni del Covid, vi hanno messo a dura prova. Ci racconti qualcosa in merito?
Purtroppo dopo il covid ed ora la guerra, tutto sta evolvendo in maniera non proprio positiva, le famiglie che necessitano di pacchi alimentari aumentano ma la quantità di alimenti fornita dal Banco è diminuita. Per fare un esempio: fino ad un paio di anni fa ci venivano consegnati 12 quintali di alimenti adesso con un maggior numero di famiglie bisognose purtroppo la quantità si è ridotta ad un massimo di 5 quintali. Le difficoltà si riscontrano anche in casa famiglia, i comuni (fatta eccezioni di pochi e sempre gli stessi, come Benevento) arrancano, non pagano, da anni. Le amministrazioni spesso non rispondono e i soldi necessari per il sostentamento dei bambini non arrivano. Passano anche mesi. Quindi l'Associazione anticipa ogni tipo di spesa. La problematica dei pagamenti è sempre stata alla base dei rapporti case famiglia/comunità - comuni , anni fa con i vari coordinamenti facemmo anche delle manifestazioni vestiti da fantasmi perché le amministrazioni non ci vedevano, ci ignoravano, e purtroppo continuano a farlo. La situazione sta diventando intollerabile. Per questo grazie per averci dato la possibilità di parlarne da te e per l'opportunità futura. Ringrazio tutti per l'attenzione e attendo spunti e commenti per il prossimo post.
Casa Famiglia La Nuvola - Napoli - Piazza Salvatore Lobianco, 10 - Telefono: 081 5844407
CF e P.IVA:094204110632 - 05994171212
21 giugno 2022
[RICORRENZE] Metti in circolo l'amore caro papà
19 giugno 2022
[FAMIGLIA] Praticando l'allegria: ricordo di zio Luciano
15 aprile 2022
[FESTIVITÀ] Buona Pasqua
Guardo fuori dal finestrino mentre sto attraversando l'Italia per tornare a casa. Il treno è una freccia rosso scuro che sembra animata. Le persone sedute attorno a me hanno un ché di pensoso o semplicemente tranquillo. Chi legge o ascolta musica, chi lavora al suo PC, chi dorme e chi si sofferma ad osservare gli altri, come faccio io.
02 novembre 2021
[RICORRENZE] RICORDARE CHI CI HA AMATO
Nonna Carmela mi faceva salire sulla sedia di paglia in cucina quando preparava la pasta fresca di casa. Ed era un tripudio di fusilli, cavatelli, tagliatelle. Senza troppe parole. Ed io ricordo tutto, ogni suo gesto, ogni misura, ogni sapienza. E se oggi cucino come so fare, so che è merito suo e dell'amore di mia madre. Era una donna di sostanza e precisione. Quanto ho imparato da lei.
10 maggio 2021
[SOCIETÀ] LA FAMIGLIA SECONDO ME: LETTERA A TAJANI
"La famiglia è per noi il nucleo fondamentale della società e va difesa, ma senza figli non esiste. Le nostre politiche sono sempre state a sostegno della maternità. Noi continuiamo ad andare in quella direzione."(Antonio Tajani, vice presidente e coordinatore unico di Forza Italia )
Buongiorno onorevole Tajani, prendendo le distanze dalle sue parole, vorrei spiegarle cos'è la famiglia secondo me, innanzitutto partendo dalla mia e raccontandole la storia. Sono felicemente sposata con Francesco, da 29 anni. Non abbiamo figli, non sono arrivati e secondo la sua "modesta" opinione è il primo punto a nostro sfavore. La prima grave divergenza DIREI, perché se non li abbiamo avuti sarà affar nostro però sembra sia pure affar suo, che giudica egoisti chi non li ha voluti e imperfetti chi non li ha potuti avere. Eh sì, saremo o stronzi o poveracci.
25 febbraio 2021
[INTORNO A ME] LA LUNA, LEOPARDI ED IO
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| Altervista.it |
Il mio blog è la finestra sul mondo che mi circonda. Il luogo in cui mi perdo e mi ritrovo.
La musica che mi porto dentro. Quel posto in cui, se tiro in alto la monetina, torna indietro sempre "testa" e comincia un nuovo giro di giostra. Il mio blog è la mia palestra, gli attrezzi sono le parole che spendo, lanciate come sassolini in uno stagno. Ma mai a caso, sempre pronte a ponderare e moderare.
La mia vita è il cerchio in cui rimescolo le carte, la mia casa virtuale è il gioco che "vedo". Non so se il modo da me utilizzato sia il migliore, che sia ispirato è certo. So che è il mio ed è unico. Non baro mai.
E quando capitano giornate come quella appena trascorsa, il modo di ritrovarmi è scrivere a me e a voi. Non è un periodo facile, ma non lo è mai. È un periodo complesso per una serie di motivi, alcuni abituali, altri che non mi aspettavo e sono capitati. Come il colpo di vento che spalanca le finestre in una giornata di calma apparente. È come un lago dalla corrente mossa, non te lo aspetti eppure le onde arrivano a lambirti le gambe.
Io sono sulla riva in attesa che la marea si abbassi e torni la calma. Che ci sia risacca, che torni il sole temporaneamente coperto da nuvole spesse come lanugine soffocante. Alzo lo sguardo e guardo in alto, alla luna. E mi si rinnova l'amore per Leopardi "Che fai tu, luna in ciel? Dimmi che fai silenziosa luna?"
Sorgi, come diceva il giovane recanatese, vai lontano contemplando i deserti. Ed io, piccola lenticchia circolante, attendo di guardare oltre i deserti e tornare a quelle montagne e colline che per ora restano recluse. Io che le amo e dovrò aspettare ancora a lungo prima di ritrovarmi tra le loro braccia.
21 febbraio 2021
[RICETTE TRADIZIONALI] PASTA AL FORNO ALLA NAPOLETANA
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| Pronta da infornare |
Ebbene sì, oggi vi propongo un altro pezzo forte della tradizione culinaria campana. Evviva la mia rubrica che parla di famiglia e tradizione💛 diffidate dalle imitazioni😎 . A questa ricetta ognuna di noi sorelle aggiunge un ingrediente segreto, il tocco personale che rende unico il piatto. Ma di base è arrivata fino a noi partendo dalla bisnonna Emilia fino a Mariella, Pia e Daniela. In futuro sarà terreno fertile per i nipoti che già da adesso hanno uno spiccato "senso" culinario ahah ma soprattutto sono delle buone forchette. PAROLA D'ORDINE: ABBONDANZA.
24 dicembre 2020
[RICETTE TRADIZIONALI] GLI STRUFFOLI E LA MAGIA DEL NATALE
La storia del Natale napoletano e un po' di tutta la Campania ha il suo fulcro con la ricetta natalizia che più natalizia non si può: gli STRUFFOLI. Si tratta cari amici in realtà di un vero e proprio furto, eh già. La leggenda narra che il piatto tipico della tradizione partenopea sia arrivato nel golfo di Napoli grazie ai Greci, i veri artefici di cotanta bontà. Origine che viene tratta anche dall'etimologia della parola, in greco "strongulos" ovvero arrotondato.Poi, facilitata dal loro enorme successo, la ricetta è circolata in tutta l'Italia meridionale prendendo diversi nomi a secondo della terra in cui approdava. A Roma e a Palermo, Strufoli con una sola effe, in Umbria ed Abruzzo, Cicerchiata. Nel viterbese, Castagnole.
In ogni caso sono il simbolo del Natale in famiglia e come da tradizione alla loro preparazione partecipano grandi e piccini, nell'abbraccio familiare che più dolce non c'è.
DOSI PER 8/10 PERSONE
per l'impasto:
400 gr di farina;
3 uova;
80 gr. di burro fuso freddo;
40 gr. di zucchero;
1 cucchiaio di liquore (quello perfetto è l'anice ma io vario con lo Strega);
1 buccia grattugiata di limone di sorrento non trattato;
1 cucchiaio a filo di lievito per dolci;
1 pizzico di sale;
olio per frittura circa 600 ml. (siate abbondanti);
per decorare:
300 grammi di miele millefiori (Rigoni di Asiago);
2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato;
confettino colorati (1 pacchetto pan degli angeli);
frutta candita tagliata a pezzettini (io non la uso perché non mi piace);
preparazione totale 45 minuti, per friggere 15 minuti.
PROCEDIMENTO
Lavorare in una terrina capiente la farina e lo zucchero assieme alla buccia di limone grattugiato. Aggiungere successivamente le uova e il burro fuso freddo. Poi il lievito e il pizzico di sale. A questo punto si impasta fino ad ottenere una palla di pasta perfetta e senza grumi. Avvolgere in una pellicola e lasciar riposare per circa mezz'ora.
Successivamente prendere la pallina di pasta e dividerla in fette che vanno arrotolate come un cilindro dello spessore di un centimetro. Affettare con un coltello per ottenere dei piccoli quadretti di uguale misura. Se si vogliono delle palline tutte uguali il tempo di realizzazione aumenterà. Io li lascio a quadratini che tanto in frittura si allargano un po' e si arrotondano.
A parte si prende una padella larga e dal bordo alto con metà dell'olio indicato. Io lo cambio almeno una volta durante la cottura in modo da garantire una doratura perfetta e un profumo meraviglioso.
Cuocere un po' alla volta i quadretti nell'olio per pochissimo tempo in modo da farli dorare leggermente. Attenzione che non brucino. Toglierli con una schiumaiola forata, perfetta per scolare l'olio eccessivo. Appoggiare in una terrina abbastanza larga avendo cura di lasciare al suo interno della carta assorbente. Una volta cotti a perfezione si procede con la bagna di miele e zucchero a velo.
In un pentolino, mentre si lasciano riposare gli struffoli cotti, immergere a fuoco bassissimo il miele a cui aggiungere lo zucchero a velo. Una volta sciolto il miele togliere dal fuoco e inserire gli struffoli. Girare velocemente e amalgamare il tutto aggiungendo i confettini colorati. Nel giro di pochissimo tempo saranno pronti. Prima che il miele si solidifichi togliere dal pentolino e andare a comporre il piatto di portata.
A piacere si possono aggiungere frutta candita e coralli di zucchero di diversa dimensione. Il dolce è pronto.
Quest'anno, per la prima volta, li ho preparati nell'assoluto silenzio della mia cucina, senza la voce di mia mamma che mi consiglia le dosi perfette e il tocco segreto che ogni famiglia custodisce gelosamente. Ho sentito però, il desiderio profondo di coinvolgere la comunità blogger a cui appartengo per cui ecco il mio regalo di Natale, dal profondo del mio cuore a tutti voi. Vi auguro con tutto l'affetto che posso farvi arrivare, giorni di festa sereni dedicati alle persone care, avvolti nella tranquillità e nel calore familiare della propria casa. Soli o in compagnia, l'importante sia che la dolcezza di questi giorni vi circondi totalmente.
VI ABBRACCIO FORTE.
BUON NATALE OVUNQUE VOI SIATE.
21 dicembre 2020
RIFLESSIONI: IL PACCO DA GIÙ
Venerdì mattina ho ricevuto un regalo con corriere Amazon: una scatola contenente mirabolanti prodotti alimentari della mia terra, una calamita da frigo con riprodotto il golfo di Napoli e due fotografie dei miei nipotini campani in tutto il loro splendore.
Il pacco da giù è il contenitore più iconico e rappresentativo del nostro essere meridionali, appartenenti ad una terra dalla quale siamo partiti con le tasche pressoché vuote, tanti desideri e speranze.
E nell'anno in cui tutte le certezze si sono ribaltate, le nostre sicurezze azzerate, le speranze ridotte drasticamente, ecco che la vista del nostro "piccolo mondo antico" sovverte nuovamente il quotidiano provvisorio e fa emergere la consapevolezza che le criticità passeranno e tornerà la bellezza che ci rincuora.
Voi direte: ma cosa diavolo contiene quella scatola da farle venire tutta 'sta strana ispirazione? Vi accontento immediatamente, che credete?
Caffè Passalacqua, miscela Mehari, ne avevo parlato (qui). Chissà se qualcuno di voi poi lo ha provato e può confermare che si tratta di uno dei migliori caffè italiani.
Ziti artigianali trafilati al bronzo, indispensabili per assaporare al meglio il ragù napoletano (qui).
Scialatielli artigianali di Sorrento, altra specialità campana da accompagnare a sughi di carne o di pesce, come vi pare.
Limoncello di Giugliano. Una volta lo preparavo da me un paio di volte l'anno ed era la riserva aurea che tenevo gelosamente custodita in freezer. Ma ve ne parlerò a tempo debito.
Babà mignon, da preparare con la giusta bagna di rum, zucchero e acqua. Sarà uno dei dolci delle feste.
Mostaccioli e Rococò, dolci principi del Natale alla pari con gli struffoli.
I Nastro di Castellammare al limone, detti anche taralli di zucchero. Immancabili sulle tavole natalizie.
Il Pesto di friarielli. La conoscete questa sciccheria culinaria con cui condire la pasta? I friarielli, per i non autoctoni, sono i broccoli napoletani che si sfriggono con olio e peperoncino.
I cristalli al limoncello di Mucci. Caramelle al limoncello prodotte dalla casa principe dei confetti.
Una confezione di condimento pronto per lo spaghetto aglio, olio e peperoncino. Non ho nulla da aggiungere😝
E il cuore ringrazia la mia famiglia artefice di uno spicchio di felicità, così lontana e così vicina. E pure AMAZON che quest'anno, come la maggior parte degli altri corrieri nazionali e internazionali, è riuscita a donarne tanta felicità attraverso le consegne. Facendoci sentire più uniti. Chi lo avrebbe mai detto!
13 dicembre 2020
[RICETTE TRADIZIONALI] GATEAU DI PATATE (GATTÒ)
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| Foto privata |
La passione dei napoletani per questo piatto è antica. Loro addirittura lo chiamano gatò piegando il francese al "francesismo" napoletano😎 Pare che ne fosse ghiotta la regina Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando di Borbone re di Napoli. I cuochi di corte trasformarono lo sformato di patate francese nella prelibatezza che è arrivata fino a noi.
Ed ecco a voi:
Ingredienti: dosi per 4/6 persone
Un chilogrammo di patate;
300 grammi di mozzarella (fiordilatte)/ provola bianca;
150 grammi di salame Napoli/ prosciutto cotto;
2 uova;
burro;
latte;
parmigiano;
sale/pepe;
noce moscata;
rosmarino;
Procedimento
Lessare le patate in abbondante acqua. Toglierle appena cotte e spellarle ancora calde. Passare nel passapatate almeno due volte così il composto resterà più compatto e morbido. In una terrina unire alle uova, la mozzarella tagliata a dadini, il salame o il prosciutto cotto, il parmigiano, il latte, il burro, sale, pepe e un pizzico di noce moscata.
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| Foto privata |
A parte imburrare bene una tortiera soprattutto attorno ai bordi. Spolverare con pane grattugiato e unire il composto livellando bene. Un altra spolverata di pane grattugiato sopra e qualche ricciolo di burro. Decorare con un rametto di rosmarino.
Infornare a 180° in forno caldo preriscaldato. Far cuocere per circa 30/45 minuti. A cottura ultimata lasciare raffreddare fuori dal forno per circa un'ora. Mai mangiare il gatau caldo, perde di gusto e di fragranza.
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| Foto privata |
Una meraviglia di piatto unico. Io la preferisco nella versione più leggera con il prosciutto cotto. Ma la tradizione partenopea impone più carattere al gusto, per cui salame Napoli e provola! Uso abbinare con un vino bianco frizzante: un prosecchino Valdobbiadene andrà benissimo.
Voi lo conoscete? Lo avete mai cucinato?
BUON APPETITO!
23 novembre 2020
CRONACA: IL TERREMOTO DEL 23 NOVEMBRE 1980
Sono passati quarant'anni esatti da quella orribile sera del 23 novembre 1980.Una tragedia che sconvolse tutto il sud e in particolare la terra di mio padre: L'IRPINIA. Ogni volta che torno con il pensiero a quell'attimo lunghissimo (poco più di un minuto) che cambiò in maniera irreparabile anche la mia vita, il dolore ritorna come un boomerang. E il pensiero va a quei morti, più di tremila, tra i quali cugini, zii, amici d'infanzia. Novemila feriti, oltre 280.000 sfollati. Tanti ritardi nei soccorsi.
Vi ripropongo su questa pagina, un mio racconto che fu pubblicato su Vanity Fair Italia e che nacque su ispirazione di un Insieme raccontiamo di Patricia Moll.
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| Conza della Campania ante terremoto - immagine presa dal web |
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| Conza della Campania - dopo il terremoto del 23 novembre 1980 |
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| Conza Scalo - il regno della mia infanzia, dopo il terremoto |
Voi cosa ricordate di quel giorno? Ne avete mai sentito parlare?
22 novembre 2020
[RICETTE TRADIZIONALI] IL RAGÙ DI NONNA CARMELA
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| Immagine presa dal web |
Oggi riprendo una delle mie rubriche più gettonate. Le ricette della tradizione culinaria campana. La variabile è che si tratta di ricette di famiglia, tramandate da quasi un secolo.
L'idea è scaturita da QUESTO POST, tra i miei più letti dell'anno, in cui parlavo di amore e cibo. Per me imprescindibili, perché, non si cucina se non c'è passione. E non c'è passione che la cucina non riesca a celebrare.
La prima richiesta ricevuta, con l'imperativo URGENTE, è stata quella di Cristiana Marzocchi del blog LILLADORO, che mi ha chiesto di "iniziarla" al RAGÙ napoletano, nella versione di nonna Carmela. Le ore di cottura sono circa sei. Mia nonna lo preparava il giorno prima per non essere troppo stanca e affaticata la domenica. Vi assicuro che il riposo notturno fa benissimo al suo sapore, provare per credere.
RAGU NAPOLETANO
Ingredienti: dosi per 6/8 persone
1 chilo e mezzo di lacerto; (taglio magro di spalla di bovino indispensabile per il ragù)
1 chilo di puntine di maiale; (da noi si chiamano tracchiulelle)
400 gr di concentrato di pomodoro; (io uso il concentrato Mutti)
200 gr di olio extravergine d'oliva;
200 gr di cipolla bianca tritata;
1 costa di sedano, solo la parte bianca;
300 cl di vino bianco; naturalmente io uso la falanghina delle mie parti.
2 litri di passata di pomodoro; sempre Mutti.
basilico e carote.
Procedimento
mettere in una pentola ovale la carne assieme all'olio, la cipolla e il sedano tritato. Coprire e far cuocere a fuoco bassissimo in modo da rosolare delicatamente la carne. Bisogna stare molto attenti a che la carne non si bruci e che si rosoli da tutti i lati. Dopo un'ora togliere il coperchio e alzare la fiamma. È il momento di aggiungere il vino bianco molto lentamente, in modo che si assorba bene e insaporisca la carne, evaporando piano piano. Subito dopo, va versato qualche cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito con un po' d'acqua continuando a girare sugo e carne. Anche questo procedimento è molto lento, di circa un'ora, in modo che il concentrato si assorba bene. Arriva il momento di versare la passata di pomodoro, una carota tagliata a pezzi e il basilico. Si porta a bollore tutto e poi si abbassa il fuoco al minimo. Ho ereditato da mia nonna e da mia mamma, l'abitudine di girare il sugo con il cucchiaio di legno (cucchiarella). Per cui bisogna tenere l'attrezzatura a portata di mano, accanto al fuoco. E qui vi svelo un piccolo segreto, io l'appoggio a parziale apertura del coperchio in modo tale che il vapore fuoriesca dalla pentola e non si trasformi in acqua aumentando di volume il condimento. Inizia il lento pippiare (sobbollire) del ragù. Fuoco bassissimo per evitare che si attacchi al fondo. Bisogna tenere tutto sotto controllo, mai abbandonarlo, una piccola svista e va tutto perso. Poi dopo un'ora si tolgono le puntine, mentre la carne va lasciata cuocere ancora per altrettanto tempo. Il sugo andrà lasciato sul fuoco per l'ora successiva. Poi si spegne tutto e si lascia riposare.
Il giorno dopo, un'ora prima del pranzo, si rimette la carne nella pentola e si lascia riscaldare, sempre a fuoco bassissimo, in modo tale che tutto si insaporisca nuovamente.
A questo punto il ragù è pronto per condire la pasta.
La nostra tradizione prevede i ziti spezzati, ma andrà bene tutto quello che vorrete.
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| Immagine presa dal web |
Altro piccolo segreto. A volte è necessario legare la carne prima di iniziare la cottura, in modo che resti molto compatta. Lo spago andrà tolto a fine cottura. Io la servo tagliata a fette e circondata dalle puntine, con al centro della verdura cotta. Che siano peperoni al forno o friarielli (broccoli napoletani).
Mi piace accompagnare il cibo che metto in tavola con un ottimo vino. Per la pietanza di oggi suggerisco un Aglianico beneventano IGP, nettare profumato della mia terra.
Buon appetito e alla prossima ricetta, in attesa di nuove richieste.
































