AUTORE: LORENZO MARONE
TITOLO: IN RAGAZZO NORMALE
EDIZIONI: FELTRINELLI
PAGINE: 281
PREZZO: EURO 16,50
Sinossi:
Mimì è un ragazzino dodicenne che vive a Napoli, nel quartiere Arenella, al Vomero. La parte "alta" della città.
Siamo nel 1985. È caduta tanta neve e per lui è la prima volta.
Suo padre è il custode di un palazzo e la vita ruota intorno alla sua famiglia composta da papà mamma, nonni e sorella, i condomini del suo palazzo e l'amico Sasà, figlio del proprietario della salumeria di fronte casa sua, giovanissimo scugnizzo.
Ha una grandissima passione: la lettura. Non avendo molto spazio conserva i suoi pochi e preziosi libri sotto il letto. E alla sua età già conosce a memoria interi capitoli di quelli che possiamo definire i capolavori dell'infanzia. Mark Twain e Salgari per citarne un paio.
Ha una padronanza di linguaggio anomala per la sua età e sembra un ragazzino del nord trapiantato al sud e da quel mondo non compreso fino in fondo. Un po' stonato e fuori tempo.
Si butta a capofitto in ricerche assurde come quella di volere praticare la trasmissione del pensiero e per farlo cerca di coinvolgere parenti, amici e vicini di casa.
Durante uno dei primi tentativi chiede consiglio e aiuto ad un giovane giornalista napoletano che abita lì: Giancarlo Siani, che quasi immediatamente diviene il suo personale supereroe.
Un eroe che non ha superpoteri ma una penna intrisa di verità. Che pagherà con un durissimo prezzo (la vita) il suo non essersi piegato all'omertà e al silenzio. Che firmerà la sua condanna a morte in breve tempo, con i suoi pezzi sul Il Mattino dedicati alle cosche camorristiche che si spartivano il potere nella città.
Ma il romanzo non è la storia di Siani. Anche se ringrazio l'autore per avere riacceso i riflettori su una figura valorosa e un ottimo giornalista, troppo presto scomparso e dimenticato.
È un anno della vita di Mimì, che attraverso gli episodi che la punteggeranno, crescerà, si innamorerà e comprenderà fin troppo presto cosa vogliano dire, violenza, terrore e abbandono.
Considerazioni:
Ho letto tutti i romanzi di Lorenzo Marone.
I suoi personaggi incantano, spiazzano, coinvolgono. La sua scrittura è vita vera e emozione, il tutto farcito da tantissima ironia.
Quest'ultimo lavoro è un po' diverso, a partire dal protagonista, un ragazzino che cresce e matura in un luogo che le cronache ci hanno descritto spesso e volentieri in maniera stereotipata.
Ma Napoli non è solo violenza e degrado. Brutture e ignoranza.
Napoli è una città complessa e bellissima. Tutta da vivere, senza preconcetti.
Mimì è un bambino molto solo. Più maturo di tanti altri, spiazza anche la sua famiglia. Fanno fatica a comprendere la sua ricerca di migliorarsi, sono abituati a che tutto non cambi mai.
Mi ha fatto tenerezza, mi ha ricordato come ero alla sua età.
Anche io leggevo tanto, non parlavo il dialetto (assolutamente vietato) vivevo un po' discosta dalla vita di allora, tutta presa a pensare che, fuori dalle mie quattro mura, c'era un intero mondo da conquistare. E per farlo, dovevo uscire dal lì, guardare avanti, essere oltre.
Ho perseguito questo mio progetto fin da quando ero bambina e ho raggiunto gli obiettivi che avevo chiari e ben stampati in mente.
Ma a differenza di Mimì non ho conosciuto alcun supereroe. Mi avrebbe fatto comodo.
"Ero in piedi davanti a lui, con la t-shirt rossa spiegazzata di Flash Gordon che spuntava da sotto il gubbino, le mani lungo i fianchi e il capo sollevato a cercare il suo sguardo.
- tu combatti la criminalità, è vero? - trovai il coraggio di chiedere infine.
Lui aggrottò la fronte e non rispose.
- Combatti o no contro i cattivi? -
- In un certo senso... - rispose.
- Già lo so. Sei una specie di supereroe - aggiunsi e stavolta lo vidi ridere di gusto.
- Non sei un po' grande per credere ai supereroi? Mi dispiace deluderti, ma non esistono supereroi, Mimì. -
rispose e si infilò lo stereo portatile sotto l'ascella.
- Io invece, credo che esistano, e sono in mezzo a noi. -
- Ah sì? -
- Sì e tu ne sei un esempio. -
Ci fu solo un istante di imbarazzante silenzio, poi lui replicò:
- Ma che dici, non ho nulla dell'eroe, guarda -
e alzò il braccio a mostrarmi i bicipiti - non ho neanche i muscoli -
- Non c'è bisogno di muscoli per essere degli eroi... -
ribattei subito.
Giancarlo allora divenne serio e disse solo - devo andare, ti citofono quando ho la cassetta. -
Fece due passi e poi si girò e, nel vedere la mia faccia delusa tornò indietro. - Senti non so che i dea ti sei fatto di me, o se qualcuno ti abbia raccontato delle fesserie, io sono solo un giornalista abusivo che tenta di fare bene il suo lavoro. Ti assicuro che non ho superpoteri, altrimenti li userei per farmi assumere con un contratto definitivo dal giornale. - e tornò a sorridere.
Solo che io non ridevo per nulla, così mi poggiò di nuovo una mano sulla spalla e aggiunse - gli eroi sono altri, Mimì... -
- Gli eroi sono quelli che non hanno paura di niente - risposi io deciso.
- Faccio solo il mio dovere - ribadì e si diresse verso l'ascensore.
Bibliografia:
LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI - (LONGANESI 2015)
LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO (LONGANESI 2016)
MAGARI DOMANI RESTO (FELTRINELLI 2017)