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24 giugno 2022

[CRONACA] Nettuno: il questionario della vergogna

Fanpage.it

 

Ho letto una notizia su fanpage.it che mi ha fatto rivoltare lo stomaco.Il comune di Nettuno, provincia laziale, ha inviato un questionario alle famiglie con persone colpite da disabilità per aggiornare la documentazione sulle  istanze di contributo  per la disabilità gravissima.

26 gennaio 2022

[SETTIMANA DELLA MEMORIA] Venturina Marittima, Italia, 23 gennaio 2022

 

"Sei ebreo, devi morire nel forno."



No, non è una frase tratta da un racconto di sopravvissuti alla Shoah. 

No, non è un ricordo orribile che ancora oggi disturba il sonno di chi è tornato dai campi di concentramento.

No, non è un film, un racconto, un episodio di settanta anni fa.

05 ottobre 2021

[POSTITIZIE] SIMONE BONZIO E IL CERCHIETTO GALLEGGIANTE

Simone Bonzio - CorriereVeneto.it



Simone è un operario di quarant'anni. Al momento disoccupato, si occupa di suo figlio a tempo pieno in attesa di trovare un nuovo posto di lavoro. La scorsa settimana lo stava accompagnando a giocare al calcio in campo Santa Margherita a Venezia quando sente un tonfo in acqua.  Vede un cerchietto per capelli galleggiare e comprende subito la gravità della situazione, una bimba di otto anni è caduta nel canale. Non ci pensa un attimo e si tuffa afferrandola per la maglietta e trascinandola al sicuro. Nel giro di pochissimi minuti arrivano i genitori della piccola che lo ringraziano molto calorosamente. Lo descriveranno alla loro bimba come un vero e proprio angelo. Il giorno dopo lo contattano al telefono e parlando con lui scoprono che non lavora. Il papà della bimba, Mattia,  sapendo che la sua ditta di termoidraulica cercava nuovo  personale gli ha procurato  un colloquio di lavoro.  

Ho voluto raccontarvi questa storia perché è speciale. Innanzitutto per l'altruismo di Simone che con il suo tempismo ha salvato la vita della piccola, commentando che non bisogna mai voltarsi dall'altra parte in situazioni di difficoltà  e poi per lo scambio generoso tra i due papà adulti che forse porterà a Simone un nuovo lavoro.

Altruismo e generosità. Belle storie e belle persone che dobbiamo porre in evidenza.


Sorrido pensando che l'unico modo che abbiamo per non farci travolgere dalla negatività e dalla malvagità di alcuni è il contrapporre loro  la  bellezza e  la bontà di altri.


Bravo SIMONE.



Fonti: Corriere del Veneto

26 aprile 2021

[CRONACA] QUANDO I FIGLI UCCIDONO I GENITORI

 

L'ultimo fatto di cronaca è avvenuto venerdì scorso ad Avellino. Una ragazza di 18 anni  ha ucciso suo padre con l'aiuto del fidanzato, esecutore materiale.  Il motivo del gesto è da ricondurre al fatto che il padre non accettava la relazione della figlia (giovanissima) con un giovane che aveva precedenti penali e un presente di tossicodipendenza. La storia tra i due aveva da tempo portato a scontri tra il padre e il giovane che aveva già provato a minacciarlo con una sciabola. I ragazzi pianificano la strage: la sera del 23 aprile la ragazza lascia la porta di casa socchiusa consentendo al fidanzato di entrare. Lui si avventa sul padre che riposa sul divano e lo colpisce con 7 coltellate.  Ma il piano prevedeva l'uccisione anche della madre e della sorella. Piano che fallisce perché le donne chiamano il 113.  I ragazzi, messi alle strette dagli investigatori grazie anche alla visualizzazione dei messaggi sui cellulari, confessano e vengono arrestati.

È solo l'ultima tragedia tra quelle che la cronaca ha individuato negli anni. E che ha per protagonisti giovani e giovanissimi, che decidono di sterminare le proprie famiglie. Alla base dei conflitti, spesso fattori economici o divergenze personali. 

I casi negli ultimi anni sono aumentati con una incidenza spaventosa. Ma quel che mi ha fatto davvero inorridire è stato leggere, tempo fa, una dichiarazione di un criminologo, Francesco Bruno:

"I parenticidi, seppur orribili, si possono capire. Nessuno nasce omicida, ma se un giovane arriva a compiere un delitto è chiaro che la responsabilità sia dei genitori. Ai genitori non frega niente dei figli. È fallita la famiglia, la scuola e la società: i ragazzi sono le vittime.  A causa di ciò i ragazzi arrivano a compiere delitti di questo genere come se usassero i videogiochi”.

Perdonatemi, se ho trovato questo commento eccessivo. Come dico spesso, non sono madre però mi domando se sia possibile scaricare la responsabilità di queste tragedie tutta sulle spalle dei genitori. Sicuramente molte famiglie hanno perso di vista alcuni valori fondamentali per l'educazione dei giovani, in alcuni casi c'è meno attenzione tanto da portare a trascurare  segnali di disagio  che possono essere importanti.  

Davvero non si nasce omicidi? Davvero è tutta colpa del fallimento di famiglia, scuola e società? O c'è ben altro e i risvolti psicologici sono così vasti che diventa complicato stabilire con assoluta certezza cosa ci sia davvero dietro questi delitti?



23 ottobre 2014

[ATTUALITÀ] IO STO CON I MILANA




La famiglia Milana




Metti che sei giovane, siciliano e hai intenzione di vivere nella tua bella terra.
Metti che non ti lasci scoraggiare dal poco lavoro, ma hai idee e vuoi provare a  farle funzionare.
Metti che nel tuo paese, Ispica, il Comune è disposto a cederti in concessione la licenza per un bar chiosco nella piazza principale. E tu l'acquisti mettendoti in gioco. Investendo tutto quello che hai.
Metti che inizi l'attività aiutato da mamma e fratello.
E va bene, molto bene.
Il tuo piccolo chiosco diventa un punto di riferimento non solo per i giovani ma per tutti gli abitanti.
E tu riesci ad organizzare incontri ed eventi.

Dalle parole di Salvatore Uccio Milana al Direttore del Quotidiano di Ragusa:

"ho sempre vissuto con un perché no? in tasca, perché ho sempre creduto  alle parole di Pietro Nenni (LE IDEE CAMMINANO CON LE GAMBE DEGLI UOMINI). E di idee da realizzare in quel chiosco e grazie a quel chiosco, ce ne erano a palate. Abbiamo iniziato con i caffè letterari; poi sono arrivati i reading, il teatro, i concerti, le mostre dedicate agli artisti locali, gli aperitivi in fiore e quelli per gli studenti del vicino liceo linguistico".


Metti che poi, dopo qualche tempo, il Comune decide di rifare la piazza.
E ti espropria temporaneamente il bar.
Promette che alla fine dei lavori, tu tornerai lì al tuo posto, dove era iniziato tutto; c'è da stringere i denti per sei mesi e poi tutto sarà come prima. Corrispondenza firmata dal sindaco, nero su bianco.
Dal 2010 in poi, comincia l'inferno.
Vieni circondato dalle ruspe dei lavori, nessuno da parte dell'amministrazione comunale ti fa sapere niente.
E tu, non sapendo bene come muoverti, aspetti. Fino a quando un mattino arrivano i vigili con ben 5 denunce penali per occupazione di suolo pubblico; da parte dello stesso Comune.
Ma non ti arrendi, chiudi e contesti le denunce. Il Sindaco, in piena campagna elettorale, si vede costretto a concederti, in via provvisoria, l'apertura di un chiosco in una piazza vicina.
Ma lì le cose vanno malissimo. Il luogo è malfamato e mal frequentato. Un'impresa impossibile far andare avanti l'attività.

Arriviamo al 2013.
Dopo la sua rielezione, il Sindaco, a piazza ripristinata, annuncia che promulgherà un nuovo bando di concorso per la concessione del chiosco.
Promesse, carte firmate, tutto vano.
E la tua vita, così come l'avevi concepita, viene spazzata via con un colpo di vento.
Hai anche molti debiti a cui far fronte.
La banca che ti aveva concesso il mutuo per aprire l'attività, sta per prendersi la casa dei tuoi genitori che erano i garanti.
Senza soldi e senza lavoro, sei costretto ad emigrare in Germania.
Sopravvivi per poche centinaia di euro.
Gli amici ti mettono al corrente che in paese sei ormai uno zimbello e che il vicesindaco ti augura di restare all'estero; dove almeno hai un lavoro.
Insomma: siamo nel 2014 e senti di essere un migrante di altri tempi.
Stai perdendo tutto, persino il diritto di sognare.
No, che non ci stai.
Torni e cominci lo sciopero della fame. 
Resti in piazza lì dove era il fulcro della tua vita: ti si fanno intorno tutti gli amici e gli abitanti della città. Una presa di posizione netta, spazza via ogni dubbio.

Ti portano coperte e termos con latte caldo. Si lotta con te. Per una evidente ingiustizia a cui bisogna prestare la voce e più attenzione possibile.

Non si deve smettere di sognare.

Non si deve consentire al potere pubblico, di calpestare ogni nostro diritto.
Allora parliamone. Sui blog, su twitter, su FB. Facciamo in modo che l'odissea di Uccio e della sua famiglia, diventi il nostro caso.

Perché in questa Italia delle "meraviglie" tutto può succedere. A chiunque. Pure a noi.


Intanto io?

IO STO CON I MILANA.


Grazie a Pia di Mondo d'Arte di Pia per avere parlato dei Milana sul suo blog.

Grazie a Pino del blog Vita e Poesia per il link che rimanda al post.

Grazie a tutti gli amici che hanno utilizzato Google + per spargere la voce.

Grazie a Veruska e a tutti gli amici che hanno condiviso il link del mio blog su FB.

Grazie infinite a tutti gli amici che si sono incazzati come me e hanno lasciato traccia sul post. E' stato importante.

Uccio Milana è arrivato al 14°mo giorno di sciopero della fame. Ho creato una pagina sulla quale posterò gli aggiornamenti. Chi di voi è iscritto a FB può raggiungere la pagina IO STO CON I MILANA per avere notizie.

La fontana nella piazza. Dedicata al sindaco.



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