Altra bellissima storia che ho letto in rete qualche giorno fa. Accade vicino casa mia, a Buccinasco.
Un signore di 85 anni, Giovanni, ex giardiniere, (adoro gli anziani questo ormai lo sanno perfino le pietre) ha deciso di donare la sua esperienza e il suo grande amore per fiori e natura, regalando un po' di gioia agli abitanti della sua città. In accordo con il suo Comune, da sei anni riempie gli spazi pubblici di verde e colori. E così aiuole e spartitraffico diventano più belli. Ma non si ferma qui e inserisce al loro interno anche poesie, citazioni e pensieri.
Ho amato moltissimo questo Natale. Inaspettato, confidenziale, intimo, speciale, UNICO. Mi ha regalato una visione inusuale di bellezza. Colma di piccole cose, di gesti insoliti, di comunione di respiri e di silenzi vibranti. Emozioni decise ed immediate come delle fotografie. E attraverso delle foto provo a raccontarvelo.
Le zeppole di Natale sono delle frittelle di pasta cresciuta caratteristiche del pranzo della vigilia campano. Le ho preparate in un'ora. Si mangiano calde calde, da sole o accompagnate da verdure come i broccoli oppure ripiene con alici sottolio. Regalo che mio marito ha gradito moltissimo perché è anche consuetudine pugliese farle alla vigilia. Un modo per ricordare momenti del Natale che fanno parte della nostra memoria e che riscaldano il cuore.
La mia canzone di Natale: LAST CHRISTMAS. Delle nostre canzoni natalizie preferite ne avevamo parlato (QUI) l'anno scorso. Quel 45 giri in edizione speciale è andato ad oltranza il 23 e il 24 dicembre. Ed io ho canticchiato tutto il tempo.
La mia saga preferita: Harry Potter. Collezione dvd completa e immancabile a Natale. Scoperto tardi, amato per sempre.
Gli auguri che ho postato (QUI) sul blog di VINCENZO CAVALIERE che come ogni anno rinnova l'ottima iniziativa coinvolgendo noi blogger. Scritti con la mia penna preferita oltre che con il cuore, con la speranza che al più presto, riusciremo a venire fuori dall'incubo della pandemia. Molti di voi hanno letto e commentato e vi ringrazio.
Una delle foto più gradite: il pacco dono che le mie nipoti hanno preparato per Babbo Natale, lasciandolo sotto l'albero la sera della vigilia. Per loro era necessario ricambiare il regalo a chi da sempre si occupa dei doni per tutti i bambini. Generosità e affetto elevati all'ennesima potenza. I bambini saprebbero come salvare il mondo intero.
Il regalo più bello: libri e libri. Nulla al mondo mi fa più felice delle parole e chi mi conosce lo sa molto bene. A regalarmeli non si sbaglia mai. Sono una prova d'amore scritta sulle righe di una pagina.
Il presepe di mia mamma. Quello che fa casa, famiglia, amore. Quello che quest'anno ho potuto guardare solo in foto, con le sue lucine, le colline di cartapesta, i pastori affaccendati, il cielo fatto di carta stagnola colorata. Sono malinconica ma serena, rimanere lontani è stata una scelta faticosa ma inevitabile. Vivendo nella regione a più alto rischio non potevamo mettere a repentaglio la loro salute. Ma sapevo che non sarebbero stati comunque da soli grazie alla presenza di mia sorella, che pur vedendoli ogni giorno, non è voluta mancare a Natale. La scelta più giusta.
Le foto sono finite così come il giorno più atteso dell'anno. Sono soddisfatta di avere passato momenti sereni e tranquilli. E voi cosa avete fatto? Quali sono le vostre istantanee di Natale? I momenti, i sapori, i sorrisi e i regali ricevuti? Ne parliamo insieme?
Non sono l'unica ad avere spesso pensato che Chiara Ferragni fosse una ragazza che era riuscita a diventare quel che era perché si era trovata al posto giusto nel momento giusto.
E che tutto quello che aveva costruito in questi anni, lo aveva ottenuto anche grazie all'aiuto di tutte le persone che la circondavano e pure ad una gran botta di culo.
E poi, era insopportabile trovarsela ovunque: interviste, copertine di riviste, eventi di moda, Instagram, Twitter, perfino La Notte degli Oscar(vabbè lì aveva solo passeggiato sul tappeto rosso).
Sempre nell'occhio del ciclone, da sola, in compagnia, con mamma, papà e sorelle.
In un nano secondo trova il fidanzato Fedez, famoso quasi quanto lei, che le fa la proposta di nozze ad un suo concerto e che se la sposa in Puglia con tanto di evento sbandierato su tutti i giornali e telegiornali, praticamente in mondovisione.
E poi la gravidanza, il parto, e il bambino Leon, sempre in diretta social. L'imprenditrice digitale del secolo.
Una sovraesposizione globale. Ormai l'Italia è conosciuta nel mondo per la pizza, la mafia e la Ferragni.
Cos'e' pazz direbbe mia nonna.
Mai mi sarei aspettata che i Ferragnez mi avrebbero spiazzato, con una mossa semplice e devastante nella sua grandezza:
hanno lanciato tramite social una campagna crowdfunding partendo da una loro donazione di 100.000,00 euro attraverso la piattaforma GoFundMe per acquistare materiale e attrezzature per la terapia intensiva. In meno di due settimane sono stati raccolti oltre 4 milioni di euro contribuendo alla realizzazione dei due padiglioni specializzati all'esterno dell'ospedale San Raffaele di Segrate.
La campagna è diventata la più grande d'Europa e la sesta al mondo.
Ora sembra che il Codacons li abbia attaccati presentando un esposto all'Antitrust e chiedendo la sospensione della raccolta e un'indagine, adducendo accuse a proposito di importi gonfiati con un'alta percentuale di commissioni.
Questo ha generato molta confusione, perché alla piattaforma sono stati collegati Fedez e Ferragni, utenti come tutti i donatori e che in realtà, non gestiscono nulla personalmente, visto che quest'ultima è nata diversi anni fa ed ha molte campagne all'attivo.
La coppia si è detta disturbata e sconcertata dall'attacco ricevuto, facendo notare come in realtà si stia provando a distruggere un atto di bontà collettiva importantissimo, quale è la donazione.
Ma al di là di tutto io resto dell'avviso che la bellezza del gesto da parte di persone che sembrano così scollate dalla realtà, dice tutto sui pregiudizi che spesso nutriamo per gli altri.
Noi vediamo l'immagine patinata, le feste, le luci, i guardaroba firmati.
E invece, due ragazzi giovani, servendosi proprio della loro popolarità sono riusciti a fare tantissimo per chi sta soffrendo.Senza che nessuno glielo avesse chiesto.
Non gli dedico applausi. Non ne hanno bisogno.
Ma certamente un GRAZIE oltre al mio rispetto, da oggi in poi.