Per diverse settimane ho pensato al post che avrei scritto per Natale, cercando di immaginare ognuno di voi amici che negli ultimi mesi ho potuto frequentare molto poco. Quasi nulla. Non per pigrizia ma per pura mancanza di tempo. Tra lavoro e famiglia, il tempo da destinare a questo spazio si è davvero ridotto. Passo la maggior parte del giorno assorbita dal lavoro e dal pendolarismo. Quello che rimane lo dedico alla famiglia. Spesso mi sono domandata dove riuscissi a trovare il tempo prima, ci sono stati anni in cui aggiornavo il blog quasi ogni giorno. Non ho trovato risposte che mi soddisfino. Priorità cambiate? Vita più impegnativa? Lavoravo, scrivevo, leggevo, ero impegnata su più fronti e pur senza trascurare la famiglia e gli affetti, ero qui. Probabile che volutamente io abbia rallentato, questo spazio virtuale forse mi "cattura" meno, mi stimola meno. Si cambia, l'unica verità che riconosco appieno. Sono cambiata, sono anche invecchiata😆 Però non dimentico le grandi soddisfazioni che mi ha dato il blog, le amicizie, l'affetto dato e ricevuto. Pure le discussioni e soprattutto, chi mi ha regalato tanto e ora non c'è più. Tutto questo mi ricorda le feste o meglio la Regina delle Feste.
Scrivo perché mi scappa da scrivere...
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[Feste] Natale e dintorni
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[RIFLESSIONI] COSA MI È PIACIUTO DEL NATALE
Le zeppole di Natale sono delle frittelle di pasta cresciuta caratteristiche del pranzo della vigilia campano. Le ho preparate in un'ora. Si mangiano calde calde, da sole o accompagnate da verdure come i broccoli oppure ripiene con alici sottolio. Regalo che mio marito ha gradito moltissimo perché è anche consuetudine pugliese farle alla vigilia. Un modo per ricordare momenti del Natale che fanno parte della nostra memoria e che riscaldano il cuore.
La mia saga preferita: Harry Potter. Collezione dvd completa e immancabile a Natale. Scoperto tardi, amato per sempre.
Gli auguri che ho postato (QUI) sul blog di VINCENZO CAVALIERE che come ogni anno rinnova l'ottima iniziativa coinvolgendo noi blogger. Scritti con la mia penna preferita oltre che con il cuore, con la speranza che al più presto, riusciremo a venire fuori dall'incubo della pandemia. Molti di voi hanno letto e commentato e vi ringrazio.
Una delle foto più gradite: il pacco dono che le mie nipoti hanno
preparato per Babbo Natale, lasciandolo sotto l'albero la sera della vigilia. Per loro era necessario ricambiare il regalo a chi da sempre si occupa dei doni per tutti i bambini. Generosità e affetto elevati all'ennesima potenza. I bambini saprebbero come salvare il mondo intero.
Le foto sono finite così come il giorno più atteso dell'anno. Sono soddisfatta di avere passato momenti sereni e tranquilli. E voi cosa avete fatto? Quali sono le vostre istantanee di Natale? I momenti, i sapori, i sorrisi e i regali ricevuti? Ne parliamo insieme?
13 maggio 2018
CARA MAMMA.
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| FOTO PRIVATA |
Quando ero bambina questo forse era il giorno più bello.
17 dicembre 2011
EVVIVA O BABA' DELLE FESTE
Per me il Natale è casa, famiglia, mia madre che canta mentre prepara da mangiare.
E allora per festeggiarlo in gloria senza troppi fronzoli inutili, vi lascio la ricetta del Babà di mia mamma.
Abbiatene cura, perchè è preziosa, come il mio amore per lei.
Cercherò di fotografarla mentre lo prepara, così vi farò respirare un pochetto di casa mia.
Ricetta per circa 10 persone.
la pasta:
300 gr di farina
7o gr di burro
3 uova
un pizzico di sale
(125 gr di patate)
1 dado di lievito
1 cucchiaio da tavola di zucchero
(un poco di latte se volete)
il giulebbe e lo sciroppo:
450 gr di zucchero
circa un mezzo bicchiere d'acqua o anche più dipende da voi di rhum
450 gr di acqua
Mia madre comincia con lasciare fuori dal frigo circa due ore prima le uova, il lievito e il burro.
Poi scioglie il lievito in un pochino di acqua tiepida.
Lo impasta con un pungo di farina e poca acqua e lascia lievitare, coperto, in un luogo tiepido a dire il vero lo lascia sul termosifone tiepido.
Poi in una terrina molto grande, prepara il resto della farina, il burro, lo zucchero e il sale.
Impasta tutto e poi aggiunge una alla volta le uova e il panetto di lievito ormai lievitato.
La pasta potrebbe essere poco morbida, allora in questo caso lei aggiunge un po' di latte e la lavora energicamente, sbattendola con la mano, per farla staccare dalla terrina.
A questo punto unge lo stampo completamente; sistema all'interno la pasta pareggiandola per bene, copre e lascia in un punto della casa coperto e al caldo finchè non raddoppia il volume.
Abbiate pazienza nell'aspettare la lievitatura il periodo può variare da un'ora a parecchie; il tempo dipende da tanti fattori, come la temperatura del luogo e della lavorazione; mia madre lo lascia coperto più di un'ora dopo averlo lavorato tantissimo.
Quando la pasta ha raddoppiato il volume fate la prova del dito: toccatela e se la sentite molto morbida e spugnosa allora è il momento di infornare.
Lei preriscalda il forno a 180° per dieci minuti.
Il babà deve cuocere per circa 3 quarti d'ora: dovrà apparire dorato in superficie e asciutto all'interno.
Fa la prova dello stecchino, se dopo averlo introdotto lo tira fuori bello asciutto, è pronto.
Toglie dal forno, copre con un panno pulito e poi in una coperta di lana e lo lascia riposare per oltre un'ora.
E' il momento di passare allo sciroppo:
per un minuto fa bollire lo zucchero e l'acqua, aggiunge il rhum e lascia bollire brevemente prima di utilizzarlo.
Direttamente sul babà con un cucchiaio versa lo sciroppo ancora caldo, poco alla volta, attentamente.
Finito il bagno, lo toglie dallo stampo e lo poggia sul piatto di portata.
Pronto!
Alla versione di mia mamma ho aggiunto un pizzico di Mariella.
Io vi suggerisco di unire all'impasto una patata lessata e passata due volte circa 125 gr.
Provate e scoprite il risultato!
Come nota bibliografica aggiungo che il dolce nasce in Polonia nel 1700 e poi introdotto in Francia dal re detronizzato Stanislao Leczinki alla corte di luigi XV.
Da quel momento si diffonde in tutta Europa.
Ma è solo a Napoli che avviene l'incantesimo dell'unione con il rhum e nasce la leggenda.










