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19 novembre 2020

POSTITIZIE: IL TAMPONE SOSPESO

 

BASILICA DI SAN SEVERO - NAPOLI (FONTE WEB)


Questa rubrica sta diventando giornaliera.😀

È l'effetto che mi fa, in primis, leggere buone notizie, direttamente proporzionale alla pubblicazione sul mio blog.

Torno nella mia terra, nella città natale di mia madre: Napoli. Dopo avere osservato con raccapriccio e indignazione l'orrendo passeggio dei napoletani  sul lungomare di Via Caracciolo, in sfregio ad ogni senso di responsabilità, avevo deciso, dopo averli mandati a quel paese con vero piacere, di non occuparmi più di loro per un po'.

E invece, il cuore del popolo partenopeo, quello vero, non quello incoerente e irresponsabile visto nei giorni scorsi, ha saputo nuovamente sorprendermi.

Vantano un'antichissima tradizione di solidarietà e di amore per il prossimo. A ciò si deve una delle loro più belle e famose consuetudini: IL CAFFÈ SOSPESO. Nata, pare, per calmare le dispute  che spesso nascevano tra amici o parenti   al momento di pagare il conto del bar.  Nell'incertezza di chi dovesse o meno saldare, si lasciava un importo che includeva anche una somma messa  a disposizione per il cliente successivo, nel caso di un bisognoso.  E così, nel corso del tempo, questa bellissima iniziativa è rimasta e si è consolidata.  A Napoli è sacra, nella maggior parte dei bar c'è la cassetta (qui caffè sospeso) in cui finisce il "pensiero" altruista.  Negli ultimi anni, si è diffusa un po' ovunque.  Quando mi è successo di notarlo,  ho immediatamente sorriso complimentandomi con i baristi.

Lo stesso sorriso che mi ha strappato il venire a conoscenza della sua gemella: IL TAMPONE SOLIDALE E IL TAMPONE SOSPESO.  Nata nel quartiere Sanità della città partenopea, grazie all'opera dell'Associazione SAdiSA e del suo Presidente, Angelo Melone. Nella Basilica di San Severo (chiesa splendida) si sono organizzati con personale medico formato da volontari  per fare tamponi alla popolazione del quartiere. Il costo è di 18 euro. Ma per chi non può pagare (è uno dei quartieri più problematici e in difficoltà della città)  c'è il tampone sospeso. Chi se lo può permettere lascia un offerta per i meno abbienti. In totale, al momento, ci sono state 500 adesioni. Ma l'obiettivo è quello di raggiungere almeno diecimila test come primo step e di certo non vogliono fermarsi qui.

Il numero da contattare per prenotarsi è il seguente: 3792151320.  Poi si seguono tutte le direttive degli ordinamenti regionali.


Un'altra bella notizia che unisce il cuore solidale delle persone.





21 luglio 2020

POSTITIZIE: IL CAFFÈ PATRIMONIO DELL'UMANITÀ


È notizia di ieri  che il Caffè di Napoli sia stato candidato a diventare Patrimonio dell'Unesco.
Il governatore della Campania, Vincenzino De Luca, ha trasmesso alla commissione italiana dell'Unesco un dossier con il quale si avvia la procedura di iscrizione alla lista del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco.
Sono  tornata con il pensiero ad uno dei primi odori che hanno il sapore della mia infanzia, quello della caffettiera di mia nonna Carmela sempre pronta sul gas da cui si sprigionava l'aroma dell'oro nero, indiscusso protagonista delle famiglie campane e non.
A qualunque ora del giorno o del pomeriggio e fino alla sera, il caffè era sempre lì, in attesa di gorgogliare e di abbracciare con il suo aroma prima le narici di tutti i presenti e poi  di arrivare al gusto e alla soddisfazione. Che ci fosse un problema, qualcosa da festeggiare, un momento di riposo tra le varie faccende quotidiane, tutto era intervallato dai cinque minuti dedicati al principe della famiglia. Da bere sempre e solo seduti, come vuole la tradizione.
La caffettiera di nonna era un'istituzione. Le amiche del quartiere, i parenti, i figli, le nuore e il genero, i nipoti (che potevano solo arricciare il naso per "acchiappare" l'odore ma non berlo) chiunque passasse da casa nostra, sapeva che, avrebbe trovato la porta aperta e il caffè fatto.
Il rito di nonna rimane segreto, o meglio io lo conosco ma essendo affare di famiglia, resta chiuso a chiave nella nostra memoria. Ma è proprio il rito classico che sarà materia di studio ed eventualmente di approvazione.

Che si beva, dolce, amaro, corretto, ristretto, espresso, fa parte del Dna italiano, della nostra cultura. Avendo viaggiato abbastanza, vi posso assicurare che è molto amato anche all'estero.
Con qualche strappo alla regola, come quello americano, che a me pare una brodaglia ma che ha milioni di fan.
I napoletani per celebrarlo hanno persino inventato il famoso "caffè sospeso"  perché è diritto di tutti bere una tazzina di caffè anche per chi non ne ha la possibilità.

A me piace ristretto, leggermente zuccherato oppure amaro accompagnato da un cioccolatino fondente. Mi piace berlo al mattino appena sveglia, quando non riesco a spiccicare una parola e l'unico gesto che mi consento è quello di girare lo zucchero fino in fondo alla tazza. E poi in ufficio assieme ai colleghi e dopo pranzo. Difficilmente la sera dopo un certo orario. Soffro di insonnia e preferisco evitare.

E voi, lo amate? Lo bevete? Come  e quanto? Preferite la macchinetta tradizionale o le cialde? Avete dei ricordi particolari collegati al rito del caffè?












Nel video del 1977,  un giovanissimo Pino Daniele canta  nella trasmissione di Enzo Trapani "Concertazione" la sua celebre canzone dedicata al caffè. Una chicca che ho trovato su you tube. Probabilmente la prima apparizione televisiva del grandissimo cantautore partenopeo.