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20 dicembre 2024

[AUGURI] A Natale puoi🎄

 


Albero di Natale Victoria Secret


Albero di Natale Sephora

Albero di Natale Piazza San Fedele

Albero di Natale Motta

Albero di Natale Dior

Albero di Natale Milano-Cortina 2026


Mi è venuto in mente, mentre pensavo al titolo del post, lo slogan forse più famoso della nostra Italia e allora ho deciso che qui e ora ci stava benissimo.

Perché è vero. 

A Natale possiamo dimenticare per un secondo gli affanni, i rischi, le paure e le preoccupazioni quotidiane.
Possiamo dedicare il nostro tempo a chi magari trascuriamo durante l'anno, perché a volte li diamo per scontati.
Possiamo riparare qualche errore, saldare un debito o una dimenticanza.
Possiamo chiudere fuori il resto del mondo e respirare.
Ed io vi auguro questo. Chiudete gli occhi, abbracciate, sorridete, sperate.
Fuori il mondo sarà sempre lo stesso, poi sarà dura come oggi.
Ma intanto, copriamo il nostro cuore con la coperta dell'amore, sono sicura che per qualche giorno basterà.

Vi abbraccio tutti, da questa Milano fredda e ventosa, ma piena di luci e di alberi di Natale illuminati. Alcuni bellissimi, altri meno. Ve ne ho postato una piccola parte.

E che Natale sia, buone feste a tutti voi.

23 dicembre 2021

[NATALE] Il giorno di Natale sarò politicamente scorretta

Qualche giorno fa ho letto una notizia che mi ha incattivito. Diciamo che non è il massimo visto che mancano pochissimi giorni al Natale e dovremmo essere tutti più buoni. E già con questa prima frase mi innervosisco perché la bontà dovrebbe far parte della nostra vita tutto l'anno non solo il 25 dicembre.

24 dicembre 2020

[RICETTE TRADIZIONALI] GLI STRUFFOLI E LA MAGIA DEL NATALE



La storia del Natale napoletano e un po' di tutta la Campania ha il suo fulcro con la ricetta natalizia che più natalizia non si può: gli STRUFFOLI. Si tratta cari amici in realtà di un vero e proprio furto, eh già. La leggenda narra che il piatto tipico della tradizione partenopea sia arrivato nel golfo di Napoli grazie ai Greci, i veri artefici di cotanta bontà. Origine che viene tratta anche dall'etimologia della parola, in greco "strongulos" ovvero arrotondato.Poi, facilitata dal loro enorme successo, la ricetta è circolata in tutta l'Italia meridionale prendendo diversi nomi a secondo della terra in cui approdava. A Roma  e a Palermo, Strufoli con una sola effe, in Umbria ed Abruzzo, Cicerchiata. Nel viterbese, Castagnole.

In ogni caso  sono il simbolo del Natale in famiglia e come da tradizione alla loro preparazione partecipano grandi e piccini, nell'abbraccio familiare che più dolce non c'è.

DOSI PER 8/10 PERSONE

per l'impasto:

400 gr di farina;

3 uova;

80 gr. di burro fuso freddo;

40 gr. di zucchero;

1 cucchiaio di liquore (quello perfetto è l'anice ma io vario con lo Strega);

1 buccia grattugiata di limone di sorrento non trattato;

1 cucchiaio a filo di lievito per dolci;

1 pizzico di sale;

olio per frittura circa 600 ml. (siate abbondanti);

per decorare:

300 grammi di miele millefiori (Rigoni di Asiago);

2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato;

confettino colorati (1 pacchetto pan degli angeli);

frutta candita tagliata a pezzettini (io non la uso perché non mi piace);

preparazione totale 45 minuti, per friggere 15 minuti.

PROCEDIMENTO

Lavorare in una terrina capiente la farina e lo zucchero assieme alla buccia di limone grattugiato. Aggiungere successivamente le uova e il burro fuso freddo. Poi il lievito e il pizzico di sale. A questo punto si impasta fino ad ottenere una palla di pasta perfetta e senza grumi. Avvolgere in una pellicola e lasciar riposare per circa mezz'ora. 



Successivamente prendere la pallina di pasta e dividerla in fette che vanno arrotolate come un cilindro dello spessore di un centimetro. Affettare con un coltello per ottenere dei piccoli quadretti di uguale misura. Se si vogliono delle palline tutte uguali il tempo di realizzazione aumenterà. Io li lascio a quadratini che tanto in frittura si allargano un po' e si arrotondano.

A parte si prende una padella larga e dal bordo alto con metà dell'olio indicato. Io lo cambio almeno una volta durante la cottura in modo da garantire una doratura perfetta e un profumo meraviglioso. 

Cuocere un po' alla volta i quadretti nell'olio per pochissimo tempo in modo da farli dorare leggermente. Attenzione che non brucino. Toglierli con una schiumaiola forata, perfetta per scolare l'olio eccessivo. Appoggiare in una terrina abbastanza larga avendo cura di lasciare al suo interno della carta assorbente. Una volta cotti a perfezione si procede con la bagna di miele e zucchero a velo.

In un pentolino, mentre si lasciano riposare gli struffoli cotti, immergere a fuoco bassissimo il miele a cui aggiungere lo zucchero a velo. Una volta sciolto il miele togliere dal fuoco e inserire gli struffoli. Girare velocemente e amalgamare il tutto aggiungendo i confettini colorati. Nel giro di pochissimo tempo saranno pronti. Prima che il miele si solidifichi togliere dal pentolino e andare a comporre il piatto di portata. 

A piacere si possono aggiungere frutta candita e coralli di zucchero di diversa dimensione. Il dolce è pronto.


Quest'anno, per la prima volta, li ho preparati nell'assoluto silenzio della mia cucina, senza la voce di mia mamma che mi consiglia le dosi perfette e il tocco segreto che ogni famiglia custodisce gelosamente.  Ho sentito però, il desiderio profondo di coinvolgere la comunità blogger a cui appartengo per cui ecco il mio regalo di Natale, dal profondo del mio cuore a tutti voi. Vi auguro con tutto l'affetto che posso farvi arrivare, giorni di festa sereni dedicati alle persone care, avvolti nella tranquillità e nel calore familiare della propria casa. Soli o in compagnia, l'importante sia  che la dolcezza di questi giorni vi circondi totalmente. 


VI ABBRACCIO FORTE.

BUON NATALE OVUNQUE VOI SIATE.




23 dicembre 2019

NATALE È







Quello che porto con me.
Quello che sento di più.
Quello di cui amo parlare.
Quello che provo a realizzare.

L'albero rosso,verde e oro.
Le lucine colorate.
Le decorazioni in vetro soffiato.
Le frasi scritte sui bigliettini di auguri.

La colonna sonora.
L'atmosfera festosa.
Il tornare bambini.
I sorrisi carichi di premure.

I pastori del presepe.
Il laghetto e le papere.
Il muschio profumato.
La più bella Famiglia del mondo.

I ricordi da tenere stretti.
Il cibo che sa di casa.
L'attesa alla finestra.
Le mani che si stringono.

Il ritorno.
Gli abbracci.
Qualche lacrima.
Il bambin Gesù.




Sono semplici i momenti che amo. 
Sono quelli fondamentali. Possono essere racchiusi in poche righe. Non c'è bisogno di altro per augurare anche a voi un SERENO NATALE.

A presto amici cari. Ci sentiamo tra qualche giorno.





Ps: in foto il mio piccolo Presepe.

20 dicembre 2019

LE MIE DIECI CANZONI DI NATALE PREFERITE





Siamo a pochi giorni dal Natale. al mattino esco di casa, metto gli auricolari e parto con Spotify. Solo canzoni a tema. Spazio dai classici alle mille cover del panorama musicale internazionale. Chiaramente ho la mia playLIST.  Ho pensato di fare un elenco di alcune  delle mie preferite e postarvele qui. Sono però curiosa di sapere quali siano le vostre, perché ne vorrei creare una nuova da alternare alla mia. Ce ne saranno di bellissime, che magari non conosco. Suggeritemele. Le inserirò anche in una pagina fissa. Mi sembra il modo perfetto per avere un pezzetto di magia perenne da me, vero?

Ecco le mie, in attesa delle vostre.




10
TRAIN - SHAKE UP CHRISTMAS
Scritta da Pat Monahan e pubblicata nella versione golden dell'Album Save Me, San Francisco nel 2009, è una canzone che mi ha sempre fatto allegria fin dal primo ascolto. L'album ce l'ho in cd e l'ho consumato. I Train continuano a scrivere belle canzoni ma non li ho più seguiti. 





BOBBY HELMS - JINGLE BELL  ROCK
Scritta  Joel Beals e Jim Boothe nel 1957 fu cantata per la prima volta da Bobby Helms. La mia versione preferita? Quella di Neil Diamond!






BING CROSBY - WHITE CHRISTMAS
Scritta da Irvin Berlin e pubblicata nel 1942 cantata da Bing Crosby, penso sia la canzone di Natale con più versioni e cover che io conosca. L'hanno cantata tutti ma proprio tutti! Da Tony Bennet ad Andrea Bocelli, da Ringo Starr a Roberto Murolo. Vi lascio una delle versioni che preferisco, quella con Bill Crosby e Michael Bublè.



7
BRUCE SPRINGSTEEN - MERRY CHRISTMAS BABY
Canzone del 1947 portata al successo da grandissimi artisti quali Otis Redding ed Elvis Presley, soddisfa la mia vena rock nella versione di zio Bruce!



6
STEVIE WONDER - TWINKLE TWINKLE LITTLE ME
scritta da Ron Miller e Deborah Wells, fu pubblicata nel 1967 come traccia dell'album di Stevie Wonder Someday at Christmas. Album bellissimo, l'unico che il grande artista abbia dedicato alle canzoni di Natale. In famiglia siamo appassionati del grandissimo Stevie. Quest'anno la sentirete parecchio in giro perché è la colonna sonora della pubblicità di Natale di Nutella!




5
COLDPLAY - CHRISTMAS LIGHTS
La voce di Chris Martin come una carezza. Un video dolce e bello come una filastrocca. Scritta dal biondino inglese e prodotta da Brian Eno fu pubblicata nel 2010. Cosa aggiungere, perdetevi nella sua poesia.




4
WHAM! -  LAST CHRISTMAS 
Ve ne ho appena parlato (QUI) poi dite che divento noiosa!



3
BAND AID - DO THEY KNOW IT'S CHRISTMAS 
La versione del 1984 è la mia preferita. Delle 3  successive salvo solo quella del 2004 (tutta colpa di Chris Martin). 




2
JOHN LENNON & YOKO ONO - HAPPY XMAS (WAR IS OVER)
Singolo pubblicato nel 1971 è una canzone nata in realtà come atto di protesta contro la guerra in Vietnam. Poi diventata il classico dei classici di Natale. I misteri del successo. Se avete un po' di tempo leggete il testo. 




1
CHRIS REA - DRIVING HOME FOR CHRISTMAS
La mia number one. Singolo scritto e pubblicato nel 1986. Fu inserita successivamente nell'album New Light Trough Old Windows e poi nella versione deluxe di On The Beach.  Malinconica e evocativa, quando l'ascolto per me è NATALE.






Adesso è Natale.



21 dicembre 2017

HAPPY CHRISTMAS.




So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Xmas
I hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young

A very very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear

And so this is Xmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The road is so long
And so happy Xmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let’s stop all the fight

A very very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear

And so this is Xmas
And what have we done
Another year over
A new one just begun
And so happy Xmas
We hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young

A very very Merry Xmas
And a happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear

War is over, if you want it
War is over now











Buon Natale a tutti voi, amici.
Vi abbraccio forte.
Mari.


22 dicembre 2016

A NATALE PUOI...

A Natale puoi svegliarti prestissimo senza accusare colpo e precipitarti ad aprire i regali con lo stesso sorriso immenso di quando eri bambina.E strappare carta e carta e carta all'infinito. Almeno si spera...

A Natale puoi rimanere a fissare l'albero con le lucine dei tuoi tutto il tempo che vuoi,  nessuno ti farà sentire fuori posto. E fuori luogo.E poi sposterai le decorazioni natalizie  almeno una centinaio di volte. Ma va bene così.

A Natale puoi sederti a tavola all'una e alzarti alle cinque del pomeriggio. Ma pure continuare la maratona fino a tardi notte con brevi interruzioni da abbiocco post-pranzo, appoggiata sulla sediola gialla di tua nipote. Che c'entri se ti stringi un po'.

A Natale puoi  giocare a tombola nelle lunghe maratone pomeridiane e serali, in cui ci sarà sempre lo zio (nel mio caso mamma) che conosce la cabala napoletana come le tasche sue  per cui ad ogni numero corrisponde  il suo esatto significato in lingua madre. E una casella senza chiusura su cui appoggiare un pezzetto di buccia di mandarino esattamente come succedeva da bambini. Del resto la tombola è ancora quella, con le caselle doppie, triple, quadruple ecc...

A Natale puoi preparare il pranzo delle feste iniziando 48 ore prima. Finendo 48 ore dopo.Assaggiando tutto, litigando con le sorelle per gli ingredienti, obbligando la mamma a stare seduta tutto il tempo  "che facciamo noi".

A Natale puoi scartare regali iniziando il 24 sera, proseguendo la mattina del 25 e continuando il pomeriggio del giorno dopo.

A Natale puoi continuare a comprare il panettone con uvetta e canditi e poi mangiarlo  eliminando questi ultimi con cura certosina, visto che ti fanno schifo oggi  esattamente come allora. Potresti comprarlo senza, ovviamente,  ma non ci sarebbe  più lo stesso gusto!

A Natale puoi indossare le scarpe più belle e scomode che hai, nonostante tu sappia che farai avanti indietro dalla cucina alla sala per circa quattro ore, ma sarai così contenta che il dolore alla fine sarà un tutt'uno col tuo corpo. Che non ti succedeva nemmeno quando andavi in discoteca e su i tacchi ci stavi su fino all'alba, vero è che avevi vent'anni eh.

A Natale puoi ascoltare le poesie della festa di tutti i bambini, per ore e ore; il cuore ti si allarga a dismisura mentre osservi loro e lo sguardo dei tuoi genitori che si commuovono come non succedeva nemmeno quando a recitare la poesia eri tu. E pensi che niente al mondo ti può far felice più di così. Assolutamente niente.



Vi auguro un Natale pieno dei vostri PUOI.

Che siano magnifici, generosi, altruisti, intimi, divertenti, appassionati, zuccherosi o essenziali. Che siano  esattamente come li desiderate. Anche un po' diversi dal solito come accadrà a me. E' un po' tutto questo mi mancherà.


Buon NATALE  a voi tutti, amici miei.






23 dicembre 2015

La dolce ballata del muschio e del Natale.






Attraversano il bosco in fila indiana. Quattro berretti di diverso colore. Avanti al gruppo due spalle massicce e tanta sicurezza.

Berretto Rosso avanza decisa, conosce bene la strada, fatta e rifatta molteplici volte negli anni passati. Fa freddo e si avvolge la sciarpa del medesimo colore, almeno tre volte attorno al collo. Ha guanti bianchi e rossi fatti di lana pesante che riscaldano bene le sue mani fredde.
Ogni due minuti si gira per controllare il resto della truppa, ha il passo veloce e sempre timore di andare troppo avanti.

Berretto Blu insegue a fatica. E' esile, incerta nel passo. Avvolta in uno sciarpone dello stesso colore guarda fisso a terra per paura di incontrare ostacoli. Non ama quelle spedizioni e sarebbe rimasta volentieri a casa, al caldo. 

Berretto Verde canticchia ad ogni passo. Ha lo sguardo irridente e burlesco. Si perde osservando tutto quello che lo circonda e la sua risata e le sue battute sono contagiose. L'oggetto delle sue burle è spesso l'ultima della fila.

Berretto Azzurro, dietro tutti, è imbronciata. Sopporta gli scherzi continui di berretto verde e oltretutto ha un freddo porco. Guarda il resto del gruppo che la precede, vorrebbe fermarsi e aspettarli lì. Certo e poi? Potrebbe perdersi e allora preferisce continuare. Non molla mai.

Spalle Massicce si ferma, ha individuato il posto giusto, il verde brillante e la consistenza giusta.
Berretto Rosso adagia la cassettina di legno portata con sè accanto all'albero che delimita il punto.
Tutti e quattro si guardano e piano, seguendo le indicazioni di spalle massicce, colgono bei pezzi di muschio profumato. Lo osservano e cercano di tirare zolle quadrate e più regolari possibile. Sono attentissimi perché già pensano a come utilizzarlo e dove posarlo al rientro.

Poi la discesa è facile. 

Arrivano a casa con un trambusto infinito. Le voci si accavallano mentre cercano di spiegare  a Dolcezza Profumata quello che hanno trovato e cercando ognuno di loro di appropriarsi il merito di avere colto i pezzi migliori. Dolcezza li osserva sorridendo. Toglie loro tutti i berretti. E accarezza le teste di diversi colori, una ad una. Poi li porta lì dove sta nascendo il presepe di quell'anno.
Delicatamente posano le zolle ognuna al posto giusto. Un profumo intenso di bosco si spande per tutta la casa. 
Il cielo è già posato, ad ogni stella corrisponde una lucina. La carta roccia ha formato colline e montagne. Il muschio viene a completare il paesaggio. Poi i pastori del nonno verranno presi dalla loro bella scatola e inseriti ognuno al suo posto, come ogni anno.  
Cappello Rosso dai riccioli indomabili pretende il suo laghetto, colpa di tutti i libri che legge. Ma Jo March andava a pattinare sul lago ghiacciato ogni Natale, perché non ci può essere anche nel suo presepe? Difficile farle capire che un lago in Africa è come un miraggio, con ochette e papere poi, assolutamente impossibile. Ma lei non cede e si farà il laghetto con lo specchio che dolcezza usa per truccarsi. 
Cappello Blu invece, vuole la neve. E senza aspettare alcuna replica corre in cucina e  prende una manciata di farina dalla dispensa. Ne vede così poca che almeno ci sia nel suo presepe.
Cappello Verde poi, vuole indiani e cowboy. E pure il ranch. Ottiene che due indianini si affaccino sulla collina quasi a vegliare la famiglia nella capanna.
Cappello Azzurro vuole un mare di angeli. Di tutti i colori, con abiti leggeri e mani giunte. Li piazza ovunque dicendo che nella vita non se ne ha mai abbastanza.




E' tutto pronto mentre giunge la sera.
Si provano le luci e magia... una pioggia di colori ad intermittenza, illumina la stanza e la scena. 
I quattro berretti di diverso colore rimangono in piedi a lungo, a bocca aperta. 
Ogni anno è lo stesso, le lucine si riflettono risplendendo nei loro occhi. Le guance arrossate, il sorriso che aleggia sulle labbra di ognuno di loro. Cantano sussurrando parole antiche.

Spalle Massicce e Dolcezza Profumata, li osservano dalla retrovia.
Quanta fatica quei bambini e quanta gioia. 
Vorrebbero che istanti come quelli potessero durare per sempre.
E sarà così  fino a quando quei Natali prenderanno vita nei racconti di Berretto Rosso. 
Che sa bene quanto la scrittura sia potenza e memoria.


Buon Natale a tutti voi amici miei.






19 dicembre 2013

Lettera a Babbo Natale










Ciao Babbo Natale, sono Federico ho tre anni e dieci mesi e sono un tuo grandissimo fan.
Scusa se la mia lettera è scritta in stampatello ed è un po’ sbilenca ma ho appena imparato a scrivere ed è già tanto così, accontentati.
Sai volevo scriverti da un po’ ma mia mamma Ai e mia zia Mari si sono opposte a lungo. Siamo in troppi e dove mai lo potresti trovare il tempo da dedicarti alla lettura di tutte le lettere che ti arrivano? Che poi zia Mari c’è l’ha sempre con la storia della Befana dei ferrovieri e che noia! Quelle due quando ci si mettono riuscirebbero a far perdere la pazienza anche ai santi con la caterva di no che riescono a pronunciare.
Io ho puntato i piedi perché sono una testaccia dura (chissà da chi avrò preso mai) fino a quando la zia si è convinta a darmi una mano. Sai l’ho riempita di baci e lei si è sciolta come una zolletta di zucchero. Dici che ho già capito come comportarmi con le donne?
 La revisione ortografica della lettera sarà sua, quindi per i reclami sugli orrori compreso il perché con l’accento sbagliato,  prenditela con lei.
Avrei puntato  un regalo a dire il vero. Io adoro Rai Yoyo e avere a che fare con le reti televisive per bambini è quasi come subire una lobotomia quotidiana. A forza di sfracassarci i cosiddetti (le parolacce non posso ancora dirle) alla fine ci prendono per sfinimento. E allora mi sono intrippato con Otto Maialotto. Uno di quei giochi sacrosanti e sfacciatamente stupidi.
Mamma e papà  si sono stupiti della mia richiesta. Sanno della mia passione per numeri e lettere oltre che per i mattoncini della Lego e Topolino. Ma diavolo, in che lingua devo dire loro che sono solo un bambino e che a volte mi piace enormemente ricevere un regalo trash?
Certo mi vengono in mente anche delle richieste più serie e allora mi faccio aiutare per metterle giù.
Sarei contento se ci fosse sempre il sole e con il bel tempo riuscissi ad uscire per andare a giocare. Il problema è dove. Nella mia città Napoli, tali spazi quasi non esistono. A dire il vero manco altrove. Le mie cuginette Isabella e Rebecca hanno le stesse perplessità e vivono a Roma. Non esistono neppure gli spazi normali, quelli per il transito.
Ti faccio un esempio. Essendo un bambino ancora piccolo, mi piace passeggiare sì, ma non troppo.
E quando mi stanco è una meraviglia per me farmi scarrozzare in passeggino. Già.
Marciapiedi inesistenti  e ridicoli in larghezza o ingombri dell’impossibile.  Macchine e moto parcheggiate ovunque; che slalom fa la mamma quando mi porta in giro. E vogliamo parlare degli scarichi delle auto che arrivano giusto all’altezza del mio naso? Io quegli odori  proprio non li sopporto. E me li becco tutti. Da quanto ho capito però, non si tratta solo di cattivo odore è proprio il respirarlo che non mi fa bene. Per non parlare delle barriere architettoniche. A Napoli siamo carenti anche in questo, si sa. Ma la cosa che mi ha sorpreso è stato rendermi conto che lo stesso è anche a Milano. Città europea per eccellenza. Eppure. Nei giorni scorsi sono andato a trovare gli zii (sempre Mari e Francesco) che vivono lì. Non è  stato  affatto facile per papà e mamma utilizzare i mezzi pubblici e la metropolitana. Ci sono quattro linee piene di colori, rossa verde gialla e lilla. Io sono andato in giro soprattutto su quella  rossa e quella verde e devo dire che se non fosse per il fatto  che il mio papà è bello e forte, diventava complicato accedere sia alla superficie che alle metropolitane. Tante scale mobili che non funzionavano. A Sesto Marelli addirittura per tornare a “ veder le stelle” ( vabbè la zia ha fatto le scuole high ed esagera) bisogna farsi una bella rampa di scale a piedi. E per  passare dalla linea rossa alla verde in piazzale Loreto, ci sono altre due belle rampe di scale da fare. Perché l’ascensore ti porta solo verso una direzione ma non copre l’altra. Ecco, questo proprio non mi è piaciuto. E poi dico, ma dove vanno tutti come furie dal mattino alla sera? Sono folli  e non ti guardano mai negli occhi. Ti spingono e ti buttano da un lato e ti passerebbero pure sopra con indifferenza, nel caso diventassi un ostacolo tra loro e la meta da raggiungere. Che poi vivendo così saranno felici mai?  Ad esempio come me quando ascolto musica e la mamma o il papà mi abbracciano fortissimo?
 Scusa se insisto sull’ambiente ma mi piace poco  tutto quello che sta capitando alla mia terra, alla mia regione. Da anni sommersa da “spazzatura” che per quel che ho capito io (ti ricordo che sono solo un bambino) è formata da sostanze che avvelenano tutto. Da quello che mangio a quello che respiro. E mi chiedo: se lo sapevano anche i muri del mio asilo, perché sono stati tutti zitti per tanti anni? E poi dicono a noi piccoli di dire sempre la verità; con questi esempi mah…
Insomma per quel che mi riguarda, mi piacerebbe avere un mondo più a misura di bambino. Ho fatto qualche esempio ma spero di essere stato chiaro. Un mondo che parli una lingua molto più comprensibile per me e che si facesse in quattro, ma sul serio, per preservare l’ambiente e la nostra meravigliosa Terra. Dove le chiacchiere sono ridotte a zero. E conta la sostanza, la concretezza. Che sia di nuovo bello, pulito, luminoso. Senza veleni.
Dove  poter crescere e a nostra volta divenire uomini integri. Dicono si impari ad esserlo da bambini.
E soprattutto bisognerebbe che ci arrivassimo a diventare grandi. Capito?
Secondo te,  chiedo un po’ troppo nella letterina di Natale e dovrei provare con chi fa i miracoli?
Ma lui ci ascolta ancora? Non sarà un po’ stufo di noi?
Buon Natale Babbo, ti voglio tanto bene.
Federico S.

La lettera la trovate anche su: Diario di Adamo

Vi abbraccio e vi auguro delle giornate di festa serene e calorose.
                                  

                                                           BUON NATALE