La leggerezza. Per me Sanremo ha sempre rappresentato questo. Dei giorni veloci, da trascorrere in compagnia ricchi di musica e parole. Un po' di sana caciara, qualche risata, il national popolare che ci rende tutti simili (naturalmente parlo per chi lo guarda) lì sdraiati sul divano, pronti a dire la qualunque sulla gara, le canzoni e gli artisti. Criticando con allegria l'intrattenimento, gli ospiti, i vestiti, le luci e la mancanza dei fiori! Ridendo delle battute dei presentatori, dell'incapacità di alcuni, della bravura di altri.
Sanremo è il termometro dell'Italia. Se stiamo bene o no, lo si vedrà sul palco. E MAI COME QUEST'ANNO ABBIAMO BISOGNO DI SENTIRCI UN PO' SPENSIERATI. Di cinque giorni in cui spegniamo un po' di ansia in virtù del becero e del superficiale per distrarci quel tanto che basta.
Sarà inusuale senza pubblico, ma giusto. E poi il pubblico saremo noi, che lo guarderemo. E forse, nei prossimi giorni, lo rivaluteremo. Come quel grande circo che è, pronto a regalarci qualche sorriso in più.
A farci canticchiare sulle nuove note. Loro ce la metteranno tutta. Sono professionisti di quell'arte.
E noi speriamo di cavarcela. Tutti insieme.
Intanto immagino Orietta Berti stringere a sé la borsetta luccicante mentre ascolta le prove dei suoi compagni big. Gente del "calibro" di Aiello, Madame, Colapesce e Di Martino, Coma_Cose, Extraliscio e Davide Toffolo, Fasma, Fulminacci, Random e Willie Peyote Campioni di visualizzazioni più che altro. Conoscendola si sarà informata sulla vita privata di tutti pronta a stupirli;) Mi sarebbe piaciuto vederla presentare oltre che cantare ne sarebbero venute fuori delle belle. Ora andiamo a cominciare.
La prima cosa su cui si posa il mio sguardo sono i fiori.Finalmente i fiori tornano a Sanremo.Peccato debba subito pronunciarmi sulla presenza inutile e distopica di Georgina Rodriguez sul palco dell'Ariston. Che sembrava avesse una sciarpa sulla lingua, e un tocco di legno infilato dietro. Per non parlare del teatrino a tre, Georgina, Ronaldo e Amadeus.
Ma far presentare le signore che sono uscite dopo per la lodevole iniziativa contro la violenza sulle donne, non sarebbe stato perfetto? Fiorella Mannoia, Giorgia, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Elisa, Emma Marrone, Gianna Nannini, con il loro piccolo ma necessario spot per un concerto che raccoglierà fondi per i centri antiviolenza che sono in difficoltà.
La serata prende il via senza perdersi in stacchetti inutili e regale lo spazio giusto alle canzoni che celebrano i 70 anni della kermesse. L'Ariston risuona di note storiche, da Vacanze Romane a 24mila baci, da Luce (Tramonti a nord-est) a Spalle al muro. I duetti non sono sempre all'altezza delle canzoni, ma ci sta, molti artisti sono inimitabili. Per ci sono piccoli capolavori, come l'incontro tra Raphael Gualazzi e Simona Molinari sulle note di E se domani e Tosca con Piazza Grande.
Sembra che abbiano ottimizzato l'utilizzo del tempo limitando a quasi zero gli interventi. O sarà che Fiorello ha dato forfait(forse in polemica con Tiziano Ferro che la sera precedente gli aveva rimproverato le lungaggini) e guarda lo spettacolo in televisione come tutti noi? Al suo posto arriva il Papa, ops Roberto Benigni😛
Ci racconta il Cantico dei Cantici. Io non lo sopportavo neppure quando leggeva la Divina Commedia.Sono una brutta persona ma è una delusione totale. 40 minuti di troppo. Per fortuna. subito dopo, rimedia Mika. Ci fa ridere ironizzando sui difetti degli italiani e apprezzandone i pregi, per prima cosa la grande musica d'autore. Nomina Fabrizio De Andrè e lo omaggia cantando una delle sue più belle canzoni: Amore che viene amore che va. Elo fa splendidamente, malgrado il pubblico dell'Ariston sembri più interessato ai Ricchi e Poveri che a lui.
La terza puntata del Festival rallenta quasi fino a fermarsi,perdendo ritmo e appeal. Certo è lo spettacolo canoro più famoso al mondo e siamo qui a parlarne per una settimana intera, sapendo che anche le nostre critiche serviranno a far risplendere ogni minuto del programma. Ma ci uccide di stanchezza. Se Amadeus avesse limato ancora qualcosa (tipo la durata dell'intervento inutile di Roberto Benigni) sarebbe stata quasi perfetta.
La conduzione di Amadeus è da professionista. Non sbaglia nulla, perfetto, ponderato, tempi giusti.
Un vero presentatore di altri tempi, non fa rimpiangere i grandi di una volta.
Fiorello gli fa da spalla straripante. Apre la kermesse vestito da prete ma ci tiene a dire che è un abito di scena di Don Matteo (l'unico Matteo che funziona in Italia) per trascinare lo share della puntata almeno al 40%. Con lui non ci si annoia e si ride. Benedice tutti, annuncia ad Amadeus che se fallisce gli tolgono pure I soliti Ignoti e se ne va preannunciandogli che a Sanremo "si entra papa e si esce papete". La vedo benissimo per le prossime puntate. Si parte con lo spettacolo e le giovani proposte; canzoni non inedite, si lasciano ascoltare, va avanti chi se lo merita, ad esempio Leo Gassmann.
Passando ai big, confermo quanto detto ieri: i migliori sono Diodato e Anastasio. Brava Elodie, fresca e nuova.
La rivelazione trash è Achille Lauro, sul palco in tuta dorata Gucci che canta ME NE FREGO, direi che vince l'oscar della sfacciataggine. Ma forse ha vinto già tutto.
Il resto è musica discreta ma tutta già sentita.
Abbiamo il siparietto anni '80 con Al Bano e Romina, tutti in piedi a cantare. Ci sta: è il Festival dei 70 anni, e non finisce qui.
Il vero momento TOP è la presenza di Tiziano Ferro che ha cantato due delle canzoni più belle del festival, tra le più iconiche: Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell'universo. Nella prima fa capire come una grande canzone non sarà mai abbastanza senza un grande interprete, e lui non fa rimpiangere Mimmo Modugno. Nella seconda ci conferma che il mondo non è lo stesso senza Mimì. E questo è un dato di fatto anche per lui a cui si rompe la voce sul finale, per l'emozione. E lo ammetto, mi sono commossa di più ascoltando e vivendo l'emozione di Tiziano Ferro che a seguire il monologo di Rula Jeberal. Bel pezzo, non inutile come quello precedente di Diletta Leotta(perché?) ma avrebbe colpito lo stesso se fosse stato letto da una bella e brava giornalista italiana. Ecco, l'ho detto.
Ultima cosa: ci sono eco di Baglioni al Festival, l'unico spettro che si agita alle spalle di Amadeus😆
Il voto è 7. Promossi.
Vediamo cosa succederà nella seconda puntata.
Ci saranno gli altri 12 artisti e le loro canzoni.
Colgo l'occasione per ringraziare gli amici che mi hanno fatto compagnia durante il live blogging di ieri sera. Vi aspetto anche stasera.
Ricordo quegli occhi pieni di vita E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia Ricordo la notte con poche luci Ma almeno là fuori non c’erano i lupi Ricordo il primo giorno di scuola 29 bambini e la maestra Margherita Tutti mi chiedevano in coro Come mai avessi un occhio nero La tua collana con la pietra magica Io la stringevo per portarti via di là E la paura frantumava i pensieri Che alle ossa ci pensavano gli altri E la fatica che hai dovuto fare Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore Hai smesso di sognare per farmi sognare Le tue parole sono adesso una canzone Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai Figlio mio ricorda L’uomo che tu diventerai Non sarà mai più grande dell’amore che dai Non ho dimenticato l’istante In cui mi sono fatto grande Per difenderti da quelle mani Anche se portavo i pantaloncini La tua collana con la pietra magica Io la stringevo per portarti via di là Ma la magia era finita Restava solo da prendere a morsi la vita Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai Figlio mio ricorda L’uomo che tu diventerai Non sarà mai più grande dell’amore che dai Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai E ricorda che l’amore non ti spara in faccia mai Figlio mio ricorda bene che La vita che avrai Non sarà mai distante dell’amore che dai. Ricorda di disobbedire Perché è vietato morire. Ricorda di disobbedire Perché è vietato morire. Perché è vietato morire. Vietato morire (ERMAL META - VIETATO MORIRE - FESTIVAL DI SANREMO 2017)
Oltre i soliti fiumi navigabili del Festival di Sanremo, ci sono parole che restano. E canzoni che arrivano come pugni e sono vita, coraggio, speranza.
Ve lo aspettavate lo so.
Mariella e il Festivàl della Canzone Italiana, come diceva Mike Buongiorno sono tornati.
Insieme perchè sono come il cacio e il pepe.
Ricordi e frammenti di qualche SanRemo fa.
Tutti quelli di Pippo Baudo, il nostro Pippo nazionale che lo riempiva di cerimonie e di ospiti stranieri d'eccezione.
Tutti quelli di Mike Bongiorno, lenti e talvolta imbarazzanti per le sue gaffe, ma unici.
Quelli di Fabio Fazio, che sono stati due ma superbi.
Quello della Ventura, spettacoloso.
Quello di Gianni Morandi, l'anno scorso che premiò finalmente dopo tanto tempo, le parole e la bella musica.
Ora ritorna e speriamo che ci porti ancora tanta allegria, tante belle canzoni.
Dicono sempre che il Festival è morto, ma tutti gli anni siamo di nuovo qui a parlarne.
I cantanti della categoria Big ve li elenco in basso.
Diciamo che ci sono degli artisti che mi piacciono tanto, da Samuele Bersani ai Marlene Kuntz e poi Arisa e Nina Zilli. Io in assoluto tiferò per Noemi, la migliore second me.
Mi incuriosisce Chiara Civello, nostra artista molto amata all'estero e semisconosciuta in patria.
Di Irene Fornaciari avremmo fatto volentieri a meno, quest'anno.
Anche di Francesco Renga. sinceramente.
Dolcenera scatena in me una forte antipatia, ancora mi ricordo come trattò da pezzente Francesco Baccini, durante una stagione di Music Farm.
I Matia Bazar sono una delle colonne del Festival.
Eugenio Finardi sarà ancora il solito extraterrestre?
Gli altri come quelli della scuderia amici di Maria, sono tutti da scoprire io vi dico solo che Pierdavide Carone è il più interessante.
Anche se Emma sembra sia la favorita.
Mi incuriosiscono anche D'Alessio e la Bertè, perchè non riesco ad immaginare la loro armonia.
Segnalo poi che nella serata di giovedì quando i Big canteranno con gli artisti internazionali i Matia Bazar si esibiranno con Al Jarreau, grandissimo cantante americano, l'uomo che con la sua voce può fare di tutto.
Io lo adoro, ne abbiamo già parlato in un mio vecchio post.
Speravo nella presenza di Steve Wonder , ma purtroppo non ci sarà.
Avevano speso già abbastanza con Celentano.
Ne vedremo delle belle?
Speriamo.
Intanto si parte con la diretta il 14 febbraio "San Valentine's day", si commenta, si critica senza timore.
Avanti ragazzi, mettetecela tutta.
Per i giovani, farò un post dedicato a loro.
Andremo avanti in simultanea.
Buon divertimento!
Ma intanto voi che cosa ricordate dei SanRemo passati? Cosa vorreste non avere mai visto? E soprattutto lo guarderete? PERCHE' SANREMO E' SANREMO!
Intendiamoci, sto per parlare di un mostro sacro della musica italiana.
E' dal 1970 che accompagna la nostra vita.
Lo conosco, dal punto di vista artistico naturalmente così bene che, forse mi permetterò qualche trasgressione e qualche critica.
Ma mi perdonerà sono sicura, per tutto l’amore che ho avuto grazie a lui e per cui lo ringrazio.
Quando dovevo decidere il nome da dare al mio blog, non ci sono stata troppo a pensare, era fin troppo facile, la nostra canzone, quella che mio marito mi ha dedicato quando ci siamo conosciuti.
Una sua canzone, che non è tra quella più famose.
Ma credetemi è davvero bellissima.
Ora ascoltatela…
Qualcuno di voi è già a conoscenza che mio marito è stato un bambino prodigio.
Ha vinto tantissimi concorsi musicali e ha calcato i palcoscenici più famosi d’Italia compreso San Remo.
Ma a 18 anni una confessione fatta dalla sua casa discografica, una piccola realtà pugliese che con grande sforzo lo aveva portato al Festival di San Remo, lo mise di fronte al fatto che non poteva competere con le Major e che con molte probabilità avrebbe dovuto sottostare a compromessi con quel mondo di squali, questo lo convinse a scendere dalla giostra, quel mondo non faceva per lui.
Non si è mai pentito.
Lui cantava le canzoni di Baglioni e alcune come "Quanto ti voglio", "Puoi", "Quante Volte", " Solo", "Fotografie", "A modo mio" erano i suoi cavalli di battaglia.
A VOI: PUOI
Compresa una dolcissima filastrocca, “Doremifasol” tratta da "Sabato pomeriggio" che mi cantò una sera in macchina per dirmi alla sua maniera, quanto mi amasse.
Non ha più cantato da allora.
Ma io ho legato al mio cuore e alla mia anima di fanciulla rock quel cantautore romano e le sue parole.
Non era una delle mie passioni, da adolescente non l’ho mai ascoltato.
L’unico LP che ho amato di lui è stato “ La vita è adesso”.
Le canzoni di quell'album tutte, fanno parte di me, nessuna esclusa.
Come questa; " E' ADESSO LA PUBBLICITA'
Il punto più alto della sua carriera, che ha accompagnato il primi due anni milanesi di questa terroncella.
Mi sono avvicinata di più a lui per amore, solo per amore.
Ho ampliato la visione percorrendo tutta la sua carriera discografica, e avvicinandomi al suo mondo di artista per comprendere meglio tutto quello che non conoscevo.
I suoi primi album e anche quelli più recenti.
Seguito e amato in parte.
Amato, quando riesce descrivere con un tocco delicatissimo i sentimenti.
Non apprezzato quando sale in cattedra e cerca con parole troppo ricercate e prolisse, di insegnarci la vita non facendosi comprendere.
Amato quando fa istantanee incantevoli dell’amore e della sua fine, ad esempio come in " Un po' di più" e in "1000 giorni di te e di me" o " Le mani e l'anima" è superlativo.
Non sopportato quando ci mostra il futuro come in “ Chi c'è in ascolto” rimanendo troppo lontano da noi e perdendoci.
Lo amo perché la sua voce, è stata esempio difficilissimo da raggiungere per tutti gli artisti che sono arrivati dopo di lui.
Lo amo perchè continua a regalarci bellissime canzoni come questa:
SERENATA IN SOL
E rimane irraggiungibile.
E a proposito della sua voce penso anche che a causa dell’incidente di qualche anno fa “ con il suo cavallo bianco nella notte” forse non è più stata la stessa.
Si spiaccicò con la sua Porche bianca al muro della villa di una delle sorelle Fendi.
Non ho compreso invece perché dopo la fine del suo matrimonio con Paola Massari e con l’inizio del suo rapporto con Rossella Barattolo, piano piano si è trasformato nella maschera di se stesso.
Forse non è riuscito a domare e a rispettare il tempo che passava.
In questo è uno di noi...pieno di debolezze.
Il tempo è stato il suo incubo, e riflettendoci lo è per gran parte di noi.
E' così? Che ne pensate?
C'è qualcosa di Baglioni che amate?
Come si fa a dimenticare che con Fabio Fazio più di dieci anni fa, ha dato vita ad uno dei programmi cult della Rai ovvero ad "Anima Mia".
Voi lo ricordate così?
Con capelli ricci e biondi e zeppe mentre ci dava dentro a cantare la canzone che dava il nome al programma insieme al suo amico per la pelle Fabio?
Vi lascio come ultima sua fotografia una canzone che ha cantato in maniera mirabile e che non è sua ma di Umberto Bindi.
Un vero capolavoro a cui riesce a dare un'interpretazione unica e personalissima.
Ecco queste cose restano patrimonio indiscutibile della nostra vita e ci dimostrano che alcuni personaggi o artisti possono non essere sempre nelle nostre corde ma avendoci accompagnati per lungo tempo, fanno parte del nostro Dna e solo per questo meritano tutto il nostro rispetto.
Lui naturalmente per me, merita anche tutto il mio amore.
il file rouge con X-FACTOR questa settimana ha un sapore leggermente retrò!