Scrivo perché mi scappa da scrivere...
17 agosto 2025
[SPETTACOLO] Ciao Pippo divertiti lassù❤️
11 febbraio 2024
[SANREMO] La triste storia del 74esimo festival di Sanremo
Questa è la storia triste dello spettacolo di varietà che amavo di più al mondo. Ma cinque Festival consecutivi hanno avuto l'effetto di ridimensionare l'autorevolezza e la credibilità del presentatore e direttore artistico più amato d'Italia che è cascato definitivamente su una penna d'oca e un paio di scarpe da ginnastica. Tra nani e ballerine, cococococonduttrici e varie, cantanti che presentano altri cantanti, Fantasanremo e punti, che confusione e balli del qua qua, si conclude l'ultimo giro di giostra del carrozzone di Amadeus e Fiorello.
La prima cosa bella (cit.) La vittoria di Angelina Mango. La ragazza è brava, tiene il palco da professionista navigata e ci regala una delle emozioni più forti nella serata cover, cantando suo padre Pino Mango. Forse non avrebbe meritato la vittoria che a mio parere era di Ghali, ma certamente il suo è un talento limpido e dovremo lasciarle il tempo di diventare "grande".
Sicuramente ricorderemo Teresa Mannino, talmente straordinaria da meritarsi un palcoscenico tutto per sé.
E Marco Mengoni, il re dei re. La stella cometa.
Giorgia, la sua voce meravigliosa e la classe indiscutibile.
La serata delle cover, quest'anno al suo momento più alto e allo stesso tempo al suo più basso a causa della vittoria immeritata di Geolier.
Ghali e il suo Italiano vero, scacco matto al potere. Mai un passo indietro, testa alta e animo fiero. #stopalgenocidio
Purtroppo vorremo dimenticare la sudditanza di Amadeus nei confronti di Fiorello, la pesantezza dei siparietti di cui siamo esausti. Travolta e la sua arroganza. I monologhi inutili sulla pelle delle donne che è una cosa seria e non va data in pasto a chi deve pubblicizzare una fiction. Ma siamo pronti a perdonare tutto ai due mattatori della serata finale che hanno comunque costruito un festival dei record negli ultimi cinque anni. In bocca al lupo a chi verrà dal prossimo perché sarà difficile superare i numeri di questo. E anche le polemiche.
E stato il Festival delle donne, sono davvero contenta🌟
05 luglio 2021
[ICONE] CIAO RAFFAELLA NOI CONTINUEREMO A FARE RUMORE!
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| Corriere.it |
Sono seduta sul mio divano e penso a quanto mi ha colto alla sprovvista la notizia che non ci sei più. Non ci posso credere Raffa. Alle cinque di questo pomeriggio è cominciato il tam-tam tra amiche e tutte noi ci siamo ritrovate in lacrime. Ho un nodo alla gola immenso, mentre scrivo le righe di questo post trattenendomi a stento. Che brutto scherzo andartene via così, senza nemmeno avvisare, senza una telefonata o almeno qualche milione di fagioli da contare. Senza abbracci interminabili, e colpi di caschetto biondo. Per qualche minuto si sono spente tutte le luci e siamo rimasti al buio.
Perché tu sei stata tutto il nostro mondo, dall'infanzia alla maturità. La mia generazione ti aveva eletta prima sorella maggiore e poi zia. Riempivi i teleschermi di luce e di risate. Di oro e di strass, di leggerezza e allegria. Di danza e canzoni, musica e spettacolo. Su quel palcoscenico da cui dominavi e di cui era la Regina. Noi eravamo bambini quando scopristi l'ombelico per la prima volta, trascinando Enzo Paolo Turchi e tutto il popolo italiano, in quel meraviglioso non sense danzante.Abbiamo imparato a cantare e ballare grazie a te. Ci siamo lanciati in rocambolesche fughe all'indietro col rischio di spezzarci la schiena. Abbiamo cantato di amori profani su e giù per l'Italia, di feste e colori, di felicità tà tà, di maghe maghelle e din don dan e abbiamo fatto gli auguri al mondo intero. Nananana e Tuca Tuca.
Aspettavamo il sabato sera quasi come fosse Natale, riempiendo di sospiri l'attesa. E quando arrivavano le note di Ma che musica maestro, non si sentiva altro che la tua voce e la nostra, accorata e stonata, che ti seguiva pedissequamente. E tu eri lì, ancora in bianco e nero come la televisione di allora, ad insegnarci tutti i passi tra i cerchi della sigla. E sempre, fino allo scorso anno, non hai mai smesso di regalarci un pizzico di felicità e di sogno. Come quelli che hai realizzato negli innumerevoli programmi per la gente comune, tra un gioco e una sorpresa. Sembrava tutto così facile quando lo facevi tu. Cantare, ballare, recitare. Un talento insuperabile accompagnato da un'energia ferrea, da vera professionista. Unica. Hai riempito i nostri cuori di tutto l'amore di cui eri capace e che sapevi donare con il tuo splendido sorriso. Quella televisione, la tua e la nostra, è stata sublime grazie a te. Non basteranno i milioni di parole dei prossimi giorni, per restituirti tutto l'affetto che ci hai regalato. Ma ci proveremo insieme. Dal piccolo post come il mio, all'articolo di giornale a più colonne. E ogni volta che sentiremo nell'aria una delle tue canzoni guarderemo in alto e canteremo, contando tutte le stelle per arrivare fino a te. Sarà di nuovo festa, in un anno sono mille e più, figurarsi per tutti quelli che arriveranno. E faremo ancora RUMORE sorridendo, come facevi tu. Te lo dobbiamo.
Non ti dimenticheremo mai. GRAZIE RAFFAELLA CARRÀ.

