Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post

17 agosto 2025

[SPETTACOLO] Ciao Pippo divertiti lassù❤️

 



Ciao Pippo, sei stato la mia infanzia, la mia giovinezza, la mia maturità. La Televisione. I miei ricordi, le mie canzoni, i miei Sanremo. Ricorderemo  la tua competenza, i grandi artisti che hai lanciato e che ci hai fatto scoprire.  Ti porteremo  con noi. Grazie di tutto. Con affetto, Mariella.


13 dicembre 2023

[CULTURA E TRADIZIONE] Latteria e Michetta

Bar  latteria San Marco Milano 


Ho un ricordo indelebile della latteria sotto casa dei miei zii, non molto lontano dalla Stazione Centrale di Milano. Ricordo il profumo del pane e quello del cibo. Come sempre gli odori ti trasportano indietro nel tempo, lasciando addosso la malinconia decisa dei bei tempi andati.

Ma che cos'era la latteria milanese? Un locale tipico degli anni '70 dove era tradizione fermarti a bere un caffè, comprare pane e latte o mangiare dei piatti cucinati come a casa tua. Una cucina semplice, genuina, cara ai milanesi e anche agli avventori di fortuna, che magari capitavano in zona e volevano mangiare qualcosa di buono senza spendere troppo. Luoghi retrò, spesso con insegne consumate dal tempo, tavoli e sedie mai uguali e imperfetti, banconi dai colori sgargianti.  E proprietari discreti, magari un po' bruschi ma capaci di sorrisi e gesti carichi di generosità. Si perché tutti potevano sfamarsi a loro interno e nessuno veniva cacciato in malo modo, come a volte avviene ora, tra le luci sfavillanti dei locali trendy che hanno cambiato il volto di Milano. Talvolta non in meglio.

Ogni giorno  si andava a comprare il latte e la Michetta. Il tesoro dorato dei panettieri milanesi. La punta di diamante sfornata ALL'ALBA che tutti gli operai e impiegati compravano, riempita  con affettati o formaggi. Era il pranzo della pausa e talvolta anche la cena. Un pane meraviglioso, friabile, dal profumo inconfondibile. La si inzuppava anche nel latte, senza timore, aprendo stomaco e cuore.



il cuore dei milanesi, batteva forte, allora. In quei locali intimi, spesso frequenti nei quartieri di periferia, Più rari e  nascosti nelle zone centrali. Locati amati e pure adesso ricercati, ora che sono sempre di meno e gli ultimi rimasti difendono con lunghe e denti il loro patrimonio culturale e la Michetta. Il pane della condivisione e del rispetto. Egualitario, in tempi di differenze feroci e di distanze.

Se capitate a Milano cercatele, sapranno accogliervi e prendersi cura di voi, come una volta. E se sarete così fortunati di trovare quel panino magico, mangiatelo come faccio io, partendo dalla corona centrale e spezzettandolo un poco alla volta, perché vorrei durasse per sempre,  assieme ai miei ricordi.



27 aprile 2022

[NORD E SUD] Benevento la mia bellissima città

ROCCA DEI RETTORI



Non so se avete letto in questi giorni di una polemica che ha coinvolto la mia bellissima città di origine. 

29 settembre 2021

[INTERVISTA] GENNARO D'AVANZO E IL TEATRO VILLORESI DI MONZA


Gennaro D'Avanzo alla sua scrivania

Gennaro D'Avanzo è uno dei più grandi direttori artistici teatrali del nostro paese.  Nato ad Avella, in provincia di Avellino, si è diplomato all'Accademia di Arte Drammatica nel 1978 e da quel momento in poi non si è più fermato. Ha diretto per 35 anni il Teatro San Babila di Milano ed è stato insignito nel 2011 dell' Ambrogino d'Oro,  una delle più importanti onorificenze nazionali, per avere portato il teatro nelle RSA  con l'iniziativa "Pomeriggio Insieme".



21 aprile 2021

[SOCIETÀ] LA SOVRAESPOSIZIONE ONLINE MI DISTURBA!

 

CommunicationVillage.com

Comincio ad essere veramente disturbata dalla sovraesposizione pubblica dell'esercito di millennians + plus a cui sono costretta ogni sacrosanto giorno.  Fidanzamenti, matrimoni, gravidanze, nascite, separazioni, divorzi tutto documentato fin nei minimi particolari su ogni social: Instagram, Twitter, Facebook, Telegram,  Tiktok, ecc...ecc...ecc...

Siamo un esercito di copioni, perchè se Chiara Ferragni si mette in posa davanti allo specchio con il suo bel pancione all'ultimo stadio, ecco che ci sentiamo quasi  in dovere di fare lo stesso anche noi.  Invidiosi come siamo. Non vogliamo essere da meno, perdendo di vista un "piccolissimo particolare" che lei è un personaggio pubblico, una imprenditrice che vale oro e ogni singola foto che posta è per lei: LAVORO. Anche la sua pancia e la sua bellissima bimba, che appena nata le ha fatto guadagnare migliaia di euro con la tutina a firma del suo brand. Nuovissima linea per i più piccoli.

Come lei vogliamo essere ammirati, adorati, riconosciuti. Andando oltre ogni limite di decenza. Del resto, inutile che ci nascondiamo, desideriamo la stessa vetrina. A costo di renderci ridicoli. E così scattiamo tutto quel che ci capita a tiro e che ci riguarda. La sagra del paese, la passeggiata nel parco, il balletto che mette in mostra il nostro essere fuori luogo e fuori tempo.  Siamo lì, visibili, e allo stesso tempo non risparmiando critiche agli altri. Vogliamo che piovano like sui nostri post di FB e sulle nostre foto di IG. Aspiriamo alle stesse visualizzazioni sulle stories. Esibizionisti sfrenati. 

Chiaro, non possiamo ottenere gli stessi risultati. E allora sale l'ansia e ci ritroviamo tutti insieme, un esercito di depressi. Perché quando si abbassa la soglia dell'attenzione dei nostri vicini di casa, cominciamo a farci domande sul perché non veniamo più visualizzati e approvati.  Come succede spesso, alla fine della recita, ci ritroviamo soli e sperduti. Persi e difficilmente recuperabili.  Un grosso rischio, non credete?

Cosa fare allora?

Ribadisco il concetto dell'uso consapevole dei social. A volte non esserci e scegliere di vivere prima di ogni cosa, è la soluzione ottimale. Oppure restare con i piedi a terra, veri. Senza essere così precipitosi da voler mettere tutto in piazza. Vagliare con attenzione ogni foto, ogni frase che parli di noi e del nostro mondo, prima di dover essere costretti a pentirci. Ricordarsi che sono solo un mezzo. Non lo scopo della nostra vita. E aspettare che passi. Come tutte le mode, anche questa finirà.  E sul mercato delle emozioni, vince la cura di sé, non l'esibizione.


21 gennaio 2021

[GIORNATA DELLA MEMORIA] SETTIMANA DAL 20 GENNAIO AL 27 GENNAIO

 




In occasione della Settimana della Memoria vi segnalo alcune delle iniziative che potrete seguire in streaming, in televisione o alla radio:


Mercoledì 27 gennaio a Cinisello Balsamo si ricorderà la figura di Edith Stein, ebrea morta ad Auschwitz nel 1942. Edith, nata ebrea, si convertì al cristianesimo e divenne una monaca carmelitana, filosofa e insegnante. E' stata canonizzata dal Giovanni Paolo II nel 1987. La diretta partirà alle ore 21,00. Per ulteriori informazioni  leggere (qui)


Il Polo del '900 di Torino ha in programma diverse iniziative on line. Il programma prenderà il via con un omaggio a Liliana Segre partendo dalla sua autobiografia La memoria rende liberi. La vita  spezzata di una bambina nella Shoah. Per ulteriori informazioni (qui)


Su Radio3 per tutto il mese di gennaio ci sarà una programmazione particolare tutta dedicata alla Shoah. Il programma lo trovate (QUI)

Il Politecnico di Milano  propone un webinar dedicato alla Shoah intitolato MAI PIÙ. Per informazioni vi rimando al sito (QUI)


La sera del 27 gennaio RAI5 manderà in onda una puntata monografica di  VISIONI intitolata Note per la Shoah. Le musiche di Ennio Morricone. I particolari (QUI)

La Fondazione Fossoli dedica tutta  una serie di iniziative on-line per la commemorazione  avendo dovuto chiudere il campo a causa dell'ultimo DPCM. L'elenco (qui)


L'Associazione Figli della Shoah, tra gli altri eventi, propone un incontro, il 27 gennaio  con Sami Modiano,  intervistato da Walter Veltroni. Trovate i dettagli (QUI)


RAI1 la sera del 23 gennaio programma, in seconda serata,  il documentario La stanza di Anne Frank. Helen Mirrer accompagna i telespettatori nella storia di Anne attraverso le parole del diario.La stanza della giovane donna è perfettamente  riprodotta all'interno del Piccolo di Milano. Credo sia un appuntamento da non perdere. Per informazioni (QUI)

L'elenco non è esaustivo ma spero di avervi dato alcuni spunti se vorrete partecipare o seguire qualcuno di questi appuntamenti. Qui da me, come ogni anno, ne parleremo con diversi post.



*Ho fatto delle aggiunte alla programmazione e mi riservo di continuare ad integrare con nuove segnalazioni. Spero di farvi cosa gradita. PER NON DIMENTICARE.

14 gennaio 2021

[CURIOSITÀ]: QUALE PERSONAGGIO DI ALTRA EPOCA AVRESTE VOLUTO CONOSCERE?

 


Qualche mese fa, sul mio blog, alcuni amici commentatori hanno avanzato delle proposte/idee per nuovi post.  Lory ad esempio,  ha suggerito di creare un post sui personaggi di altre epoche che avremmo voluto conoscere. Ipotizziamo quindi che, grazie ad una macchina del tempo, riuscissimo a tornare indietro e ad avere la possibilità di avvicinare miti e personaggi della nostra storia/cultura passata. Chi vorremmo incontrare?

Ed ecco il mio elenco personale:


10)Francesco D'Assisi: per la sua caparbietà nel riconoscere in ogni essere vivente, la Bellezza.  Gli chiederei di portarmi con sé a parlare di amore e povertà in giro per il mondo.

9)Maria Antonietta d'Austria: per la sua cecità, perché avrebbe potuto cambiare le sorti di un popolo e forse anche la sua. Per la sua dignità nell'avvicinarsi alla morte riscattando in un sol colpo tutto l'egoismo.

8)Federico II di Svevia: per la sua intelligenza e anche per l'arroganza. Per la presunzione, per il genio. E poi avrei voluto chiedergli se è vero, come ho sempre pensato, che il castello più misterioso del mondo,Castel Del Monte, lo abbia costruito solo per amore di Bianca e che l'esoterismo non c'entra nulla.

7)Elisabetta I D'Inghilterra: quasi per gli stessi motivi di Federico II. Del resto i più grandi si conoscono per la loro intelligenza e lungimiranza. Le chiederei se l'amore, quello vero e assoluto le sia mancato. Anche se immagino la risposta.

6)Jane Austen: per la sua ironia, per il suo essere così fuori tempo. Per l'emancipazione e l'autonomia di ognuna delle sue protagoniste. Troppo avanti perfino per i nostri poveri tempi moderni. Anche a lei farei la domanda sull'amore. Stavolta non riesco ad immaginare la risposta.

5)Emily Dickinson: per la sua musica interiore e per chiederle finalmente che cosa intenda davvero per Amore. Se è davvero tutto nelle "notti folli" che lei, in realtà, non ha mai vissuto. La mia poetessa preferita. 

4)Leonardo da Vinci: per il genio, indiscusso e indiscutibile. E che domanda mai potrei fargli? 33, 33,33!

3)Enrico VIII: per la sua grettezza e la sua dissolutezza. Per la sua misoginia che non lasciò scampo a molte delle sue moglie. E per quello strappo al Papato che avrebbe cambiato il corso della storia religiosa mondiale. Gli chiederei se ne valeva la pena.

2)Whitney Houston. La amo, l'amerò sempre. Canterei e ballerei con lei. Con i nostri capelli ricci così simili e il sorriso sulle labbra. La felicità.

1)John Lennon: credo non serva nemmeno chiedermi perché, se mi conoscete appena appena. Gli chiederei di cantarmi la sua (mia) canzone preferita, sottovoce, assieme a me. Anche qui, la felicità.


E ora campo libero ai vostri eroi!





08 gennaio 2020

NON POSSO PIÙ PERDERE TEMPO

"Non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare." 
(La Grande Bellezza - Paolo Sorrentino)



Questa sera riflettevo su tutti i bilanci di fine e  inizio anno che ho sentito, letto, subito.Da tempo non ne faccio più.
Ho smesso quando mi sono resa conto che l'unica cosa di cui mi importava era quella di fare ciò che mi sembrava giusto per me stessa e per le persone a cui tengo.
E mi è venuta in mente la frase celebre tratta da un film che vi ho riportato all'inizio del post.
Qualche anno fa sono entrata nella fase della vita in cui ho smesso di avere rimpianti e incertezze. La fase, forse l'ultima della mia vita, in cui non ho più tempo da perdere.
Ho vissuto dolori e paure, ho subito perdite e delusioni.
Tutto è servito a formare la donna che sono ora, quella che vuole vivere il suo tempo migliore, non sapendo esattamente quanto gliene resti.
Ma quello non lo sa nessuno di noi, solo che non ho più voglia di correre intorno a me stessa o addosso a me stessa, senza trovare poi, un granché di soluzioni. Nel corso del tempo sono cambiata molto   e grazie proprio alle esperienze avute ho raggiunto un punto in cui mi è chiaro quel che sono e quel che mi piace essere e da allora  ho cominciato a diffidare di chi invece, continua a cambiare, subendo troppi condizionamenti dall'esterno. Insomma, essere "la copia di mille riassunti" non è affatto piacevole e ci limita.Continuo a vedere dappertutto cloni e lo considero deprimente. Come puoi pretendere di "diventare grande" se cerchi di vivere attraverso le esperienze e il vissuto altrui? Se copi invece di essere unico? Diverso è, almeno all'inizio della nostra vita,cambiare  per migliorare e per crescere, quello è un diritto sacrosanto. Ma se diventa una nostra caratteristica allora è solo un limite, una trappola dalla quale non riusciamo più a sottrarci. Rimanendo lì, nel limbo della serie B.

A me interessa vivere, con grande consapevolezza. Senza tormentarmi troppo, non usando alibi.Restando quel che sono, a tutti i costi. Soprattutto unica. Penso che sia un bel progetto di futuro. Mi sbaglio?