La ragazza nella foto è felice.
Ha affrontato il primo anno di liceo e lo ha superato a pieni voti.
L'infanzia alle spalle, la giovinezza davanti.
Lì al mare, in quel lembo di terra molisano, passa le giornate dividendosi tra spiaggia e corse in bicicletta.
La sua bicicletta blu, tanto desiderata. L'unico grande amore della sua vita. Ai tempi.
Non ha le idee chiarissime sul futuro e a dire il vero non è che la cosa la preoccupi più di tanto.
Lei aspetta e coglie tutte le sfumature che gli ultimi giorni dell'infanzia riescono ancora a regalarle.
Non si rende nemmeno conto che è già una donna.
Non sa che quella sarà l'ultima estate in cui il passato e il futuro si troveranno faccia a faccia.
Abbracciandosi.
E lei potrà, come un'equilibrista, passeggiare sul filo di ricordi felici.
La guardo e sorrido.
È esattamente la "piccola donna" che voleva diventare.
Scrive poesie, armata del furore tipico di quell'età. Ha un quaderno giallo in cui annota tutte le nubi che le attraversano il cielo.
Sorride all'indefinito che le passa accanto. Quella chioma ribelle dice tutto del suo carattere, dei suoi cocciuti no, delle sue aspirazioni. Nessun dubbio.
Mi fa una grande tenerezza.
Col tempo scoprirà che nulla è certo, che i cambiamenti sono dietro l'angolo, che i dolori improvvisi arrivano in sere da luna piena portandosi via le innocenti certezze.
Che il salto fatto in poco meno di un minuto, cancellerà il sorriso per molto tempo.
Le regalerà notti insonni, da nascondere a chi è più piccolo di lei e deve essere rassicurato.
Sarà ciò che era destinata a diventare.
E anche quando riporrà la bicicletta in un angolo, manterrà il ricordo di tutto quel candore dentro di sé.
Col tempo sarà la sua più grande arma. Il suo sostegno e il suo rifugio.
La vera bellezza.
Ed io la amo esattamente come allora.


