01 ottobre 2022

[SABATO DI POESIA] Quand'ero bambino di Yehuda Amichai





Quand’ero bambino
i fili d’erba e gli alberi maestri s’innalzavano sulla riva
e per me lì disteso erano
tutti uguali,
perché salivano al cielo più in alto di me.
Avevo solo le parole di mia madre
come una fetta di merenda avvolta in carta frusciante
e non sapevo quando sarebbe tornato mio padre,
perché oltre la radura c’era un altro bosco.

Ogni cosa porgeva la sua mano,
cozzava un toro nel sole
e di notte la luce delle strade
accarezzava le mie guance e i muri,
e la luna, una grossa anfora, si chinava su di me
a spegnere la sete del mio sonno.

(Poesie - Crocetti 2001)


Note biografiche e riflessioni


Yehudi Amichai (all'anagrafe Ludwig Pfeiffer)  nasce a Wurzburg, in Germania, nel 1924 e muore a Gerusalemme, nel 2000. Viene definito il più grande poeta israeliano moderno, uno dei primi a scrivere in ebraico colloquiale, raccontando episodi di vita comune e l'amore immenso che aveva per la sua patria, la sua gente, la sua religione e soprattutto per la città di Gerusalemme. Come il grandissimo scrittore suo conterraneo, Amos Oz, fu uno dei più convinti fautori della pace con la Palestina. La delicatezza dei suoi versi mi ha riportato all'infanzia, alla generosità di quelle ore in cui mi perdevo nell'immensità del cielo mentre sdraiata a faccia in sù coglievo la bellezza di quei momenti e la conservavo integra, dono per il futuro. Quel luogo, quel momento, mi sono tornati all'istante. Poesia dunque, altamente evocativa, perfetta nel suo ricordarci chi siamo e a cosa vorremmo tornare, alla fine del giorno. 


26 commenti:

  1. Attirato dal titolo, trovo un autore che non conoscevo ma soprattutto dei versi molto belli. L'effetto è lo stesso anche per me; l'ultima frase sulla luna/anfora è stupenda.
    Effettivamente racconta qualcosa di universale, più o meno... 🧡

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per te, che sei un eterno ragazzo, già il titolo è stato un gancio perfetto. Buona domenica Miki💛

      Elimina
  2. Non lo conoscevo. Le sue parole sono andate dritte nella mia memoria a risvegliare antiche cose. Quella luna si è chinata anche su di me, quando di notte sul balcone m’immergevo nel cielo. Bellissima scelta, Mariella Approfondirò la conoscenza di questo poeta. Buon sabato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parole come dolci carezze lontane. Tutto torna, grazie a loro. Un abbraccio a te e la bimba di allora. Buona domenica💛

      Elimina
  3. Che tenerezza.
    La meraviglia delle piccole cose vista con gli occhi di un bambino. Dovremmo fare in modo che sia sempre così. Ciao Mariella. Grazie e buon fine settimana. ❤

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari Pia. Purtroppo, sempre più spesso i risvegli sono bruschi. Ma xi proviamo a conservare un briciolo di quella magia nel nostro cuore. Un abbraccio sorella cara e auguri per questa domenica speciale💛

      Elimina
  4. Ieri era il secondo anniversario della morte di mamma, la messa era nella mia parrocchia di San Policarpo, a Cinecittà, dove andavo a messa da piccolo, dove giocavo in oratorio e dove tutto mi sembrava gigante: spazi, colonne, finestroni, lampadari.. le prospettive cambiano col tempo..e ci ritroviamo anche con le cose che invecchiano e quasi rattrappiscono rispetto a come le vedevamo, e alle loro ombre "immense" che ci hanno permesso di crescere e valutare esattamente ora, distanze e misure, bene e male, cattiverie e bontà.
    Questa poesia mi ha evocato tempi e distanze, valutazioni e giudizi. Non sapevamo allora, e tante cose crediamo solo di saperle, ora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora almeno avevamo l'ingenuità di credere che il futuro sarebbe stato bellissimo💛

      Elimina
  5. Quando qualche mese fa mamma liberava la casa dalle poche cose che erano rimaste di sua madre perchè l'ha venduta sono entrata in quella che era la sala cucina, un tavolo e una piccola credenza verde e infondo il portagè dove cucinava ormai arrugginito e il lavello di pietra. Tutto era piccolissimo eppure io da piccola lo vedevo enorme, tanto che alla domenica tutte le figlie con le rispettive famiglie mangiavamo insieme. Non so come fosse possibile ma ci stavamo tutti, allora la famiglia era unita, dopo la sua morte e quella di due fratelli si è sgretolata. E poi la stalla, i nidi di rondini negli angoli, lo sgabello con qui avevo imparato a mungere, il ricordo dei vitellini...di quella cantina lunga e buia che mi faceva paura e invece tanto lunga non era. Le mie vacanze non erano al mare ma li. Le parole di questo poeta sono semplici e umili, ma portano a dei ricordi che effettivamente io ho vissuto. Grazie che mi hai aperto i cassetti di quei ricordi. Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per esserti lasciata cullare dai ricordi.

      Elimina
  6. Parole toccanti che fanno vibrare le corde dell'anima. Meravigliosa e nel contempo melanconica perchè risveglia in ognuno di noi ricordi di un tempo che purtroppo non tornano più

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era esattamente questo quello in cui speravo. Darvi la possibilità di tornare un po' bambini😉

      Elimina
  7. È vero, un ricordo poetico dell'infanzia è che tutto appariva così enorme, l'albero era un colosso, il più piccolo fiore era grosso come una mano, papà era un gigante buono...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E quelle passeggiate interminabili alla scoperta del mondo😉

      Elimina
  8. Non conoscevo questo poeta israeliano, moderno e sostenitore della pace nella Palestina. Bellissimi versi che evocano l'infanzia con nostalgia, con malinconia, come un tempo che non tornerà più !! Buona domenica, cara Mariella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per noi non tornerà, ma i bambini per fortuna avranno sempre la possibilità di sognare💛

      Elimina
  9. Non lo conoscevo! La lettura mi ha evocato gli stati d'animo dell'infanzia, quelli in cui a tratti inizi a prendere confidenza con il corso delle stagioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E tutto ti sembra possente, bellissimo e infinito!

      Elimina
  10. Le parole di una madre nutrono, avvolgono, proteggono. Bella immagine. "Cozzava un toro nel sole" è un verso che non capisco, ma forse sì, parla di quando si guarda il sole direttamente e la luce è così intensa che compaiono macchie nere. Almeno, questa è la mia interpretazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che bella interpretazione! Vero che lo abbiamo fatto tutti. Si faceva anche a gara a chi resisteva di più rischiando di farci male! Un abbraccio Filippo.

      Elimina
  11. Grazie per avermi farro conoscere questo bravo poeta.
    Mi piacciono i suoi versi.
    Auguri a tutti nonni.
    Buon ottobre.
    enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono davvero molto evocativi i versi del poeta. Auguri a tutti i nonni, centro di gravità permanente💛

      Elimina
  12. Quand'ero bambino ..
    Che periodo meraviglioso.. vedevi le cose diversamente..e le brutture ti stavano lontano..o le vedevo si ma con gli occhi di un bambino...dunque non bruttissime..
    Mi è piaciuto molto questo scritto..non conoscevo questo autore
    Grazie per avermelo fatto conoscere 💖

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I bambini vedono sempre il bello in quel che hanno di fronte. Hanno tempo poi, crescendo, di scoprire tutto quel che non va nel mondo. Questa poesia è stata evocativa per tutti. Sono io che ti ringrazio per averla apprezzata💛

      Elimina
  13. Quando si è piccoli tutto ci appare bello e accogliente. I versi di questa poesia sono anche visivi.

    RispondiElimina

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)