12 febbraio 2019

SILENZIO.







Immagine presa dal web







Vorrei provare quel tono e quel silenzio.
Il cuore che batte lentamente utilizzando tutti i suoi pesi.
Lo sguardo che non vaga
ma fissa un punto al centro,
specchio  dei suoi mesi.
Vivere questo istante ogni volta, ogni giorno.
Osservo il tuo silenzio così simile al mio.
Attraverso l'ombra dei tuoi occhi
alla ricerca del tuo mondo.
Sono arrivata.
Esattamente lì dove voglio stare.


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10 febbraio 2019

PERCHÈ SANREMO È SANREMO.









È un post breve. Con il quale desidero ringraziare tutti gli amici che in queste sere si sono divertiti a casa mia,  abbracciando la fissazione della padrona di casa, in modo semplice e divertendosi.
Senza alcuna presunzione di ergersi a giudici musicali e senza alcun snobismo.
Prendendo questa parentesi, durata quasi una settimana, per quello che è. Un momento di puro intrattenimento. 
Un bellissimo modo di bloggare. Il migliore secondo me. Casa mia è diventata un po' la casa di tutti voi. Ne sono davvero  orgogliosa. Come lo sono di voi.
Ora le luci si abbassano e si torna alla normalità.

Un abbraccio circolare.



69ESIMO FESTIVAL DI SANREMO: LA FINALE.




La quinta serata del Festival si celebra con Mariella infiltrata alla kermesse sanremese.
Poiché sono senza voce e non trovo le parole per raccontarvi quel che ho visto, cedo alla tentazione di farlo raccontare a voi.

Proviamo a dare i voti a tutti, presentatori e  partecipanti?

Claudio Baglioni:7 - la sua professionalità non si discute, ma il suo egocentrismo ha raggiunto la stratosfera. Certo, arrivateci voi a 68 anni in quel modo lì. E poi magari ne riparliamo della voce calante, del fisico gommoso, della sua aria da professorino dalla penna rossa;

Virginia Raffaele:7 - partita malissimo  e imbrigliata in un ruolo (quello della presentatrice) che le stava stretto, man mano, nel corso delle puntate, ha ripreso in mano tutte le sue anime. Dando prova che, quando le tira fuori, non ce n'è per nessuna. Nemmeno per la corazzata svizzera Hunziker.

Claudio Bisio:5  - non ha mai dato l'impressione di essere a proprio agio sul palco. Sempre troppo o troppo poco. Perfino nel monologo scritto dal suo autore preferito ( tale Michele Serra) non riesce a venire fuori. Non credo lo rivedremo mai più sul palco dell'Ariston. Meno male.

Daniele Silvestri,  voto 9 - Daniele ha il talento del grande autore e non è una scoperta di adesso. Ci colpisce sempre in pieno viso. Ma non mi spiego tutto il contorno. Sarebbe andato bene anche senza Rancore e senza Agnelli. Si merita tutti i premi: critica ecc... ecc... ecc... Ex equo con Cristicchi.

Anna Tatangelo, voto 4 -  la ciociara non si arrende. Noi invece, non ne possiamo più. 

Ghemon,  voto 4 - mi sono piaciute solo le viole. 

Negrita, voto 6 - da loro mi aspettavo molto di più. Non ho sentito il brivido che la loro musica è capace di farci provare. 

Ultimo, voto 5 - lo sapete che non mi piace la canzone. Ma è un papabile vincitore. Le ragazzine di Sanremo sono pazze di lui. E figuriamoci le altre.

Nek, voto 6 - canzone scritta da Paolo Antonacci ( figlio di Biagio e nipote di Gianni Morandi) ma non basta. Fa la sua bella figura sul palco. Ma domani ricorderemo la canzone?

Loredana Bertè, voto 10. Loredana è Loredana. Spero che Sanremo la celebri per tutto quello che le deve la musica. 

Francesco Renga,  voto 7 - ma solo perché è un figo da paura e da vicino, ragazzi, è da sballo. La canzone è carina, la voce l'ha recuperata. Ma da lui voglio di più.

Mahmood, voto 8. E' bravo il ragazzo. Molto bravo. La canzone ti resta in testa e non va più via. Chissà se c'è speranza per la vittoria...

Ex Otago,  voto 5 - giovani, carini e molto fidanzati. Direi poco altro.

Paola Turci, voto 8 - bravissima, con una canzone meravigliosa. Un po' penalizzata le prime sere per una voce non al massimo. Ma ieri ha recuperato completamente, grazie anche a Beppe Fiorello.

Zen Circus, voto 7- Mi piacciono tanto. Mi sembra di avere già visto formazioni così arrivare in sordina e poi diventare Big. 

Patty Pravo e Briga, voto 3 - mi spiace Patty ma non ci siamo proprio. Non ci siamo più. Briga, canta da solo.

Arisa, Voto 8 - Ha iniziato malino. Perché lei è una che si emoziona tanto. Ma le altre sere è stata fantastica. Ed io canticchio la sua canzone da giorni.

Irama, voto 7. Anche lui ha una bella canzone. Mi è sembrato un gran bravo ragazzo, molto alla mano. Anche dal vivo. Semplice e modesto. Resta così.

Achille Lauro, voto 3 - Ecco il contrario di Irama, non è nessuno è già si comporta come se fosse una star di prima grandezza. Umiltà.

Nino D'Angelo e Cori, voto 6 - Nino D'Angelo è la storia della musica neomelodica italiana e merita rispetto. Il voto è sull'artista non su quello che si è visto a Sanremo. E devo ancora capire chi sia il ragazzo che ha accompagnato.

Francesca Carta e Shade, voto 2 - N.c. non classificabili. Nessuno merita zero, io sono una buona dentro.

Simone Cristicchi, voto 10 - ma non penso che per voi il mio voto sia una sorpresa, vero? Sui premi(critica, sala stampa, ecc...ecc...ecc...) vale ex equo con Silvestri. Poi vediamo chi ne vince di più. 

Enrico Nigiotti, voto 7 - sono sicura che il livornese andrà avanti e bene. Ha portato con se la malinconia degli amori familiari che sono il nostro patrimonio e che non ci abbandonano mai.

Boomdabash,  voto 6 - anche loro si meritano la sufficienza per la canzone senza fronzoli inutili che hanno presentato. Avete un bel sound, però bisogna crescere.

Einar, voto 5 - non so se dargli o meno fiducia. Canzone senza mordente, non merita la promozione.

Motta  voto 3 -  la canzone più furba del Festival. Se dovesse vincere, visto che ieri ha rubato il premio alla coppia Turci - Fiorello per me rimane un NO.

Il Volo voto 1 - ho detto che sono buona e nessuno merita zero. Anche se mi aspetto la vittoria. Purtroppo.



La classifica è stata preparata prima delle finale. In questo momento io non so ancora chi vincerà. Vediamo se il pubblico confermerà o meno le mie sensazioni.

Dite la vostra senza paura. Aspetto voti e critiche.



09 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO - 1999 - SENZA PIETA'.










La quinta serata del Festival è celebrata con le Pillole dedicate alla scelta di Max.

La canzone di Anna Oxa, SENZA PIETÀ, vinse Sanremo nel 1999.

Scritta da Alberto Salerno e Claudio Guidetti, condusse per la seconda volta alla vittoria la cantante italo-albanese.
Era l'anno in cui, nella conduzione,  accanto a Fabio Fazio avrebbe dovuto esserci anche Claudio Baglioni che rinunciò, per "perplessità artistiche". Oggi rido di questa decisione visto che il "dittatore artistico" è, per la seconda volta nel giro di due anni, alla conduzione di Sanremo. Nessuna perplessità ora eh.

Sicuramente la OXA è  uno dei personaggi più difficili della discografia italiana, di un'antipatia unica. Allo stesso tempo è un'artista tra le  più intense e vibranti.
Io ero una ragazzina in pre-adolescenza quando la vidi per la prima volta sul palco dell'Ariston.
Era il 1978 e lei arrivò vestita da uomo e con un trucco in bianco e nero presentando la canzone Un'emozione da poco, che si classificò al secondo posto sortendo l'effetto di un uragano sul  panorama discografico italiano. Ed è anche  la sua canzone che mi piace di più.


La classifica finale fu la seguente:

1) posto: SENZA PIETA' - ANNA OXA;
2) posto: NON TI DIMENTICO - ANTONELLA RUGGIERO;
3) posto: COSÌ È LA VITA - MARIELLA NAVA.


Grazie a MAX per la condivisione.

IL VIDEO 



LE MIE IMPRESSIONI SULLA QUARTA SERATA DEL FESTIVAL.



È  diventata l'appuntamento irrinunciabile alla kermesse. Può farti schifo tutto il resto, ma gli ospiti d'onore che cantano (ballano o suonano) accompagnando gli artisti in gara, alzano il livello d'interesse perché non sai cosa ne verrà fuori.  Così è, tutte le volte.
Apre la diretta Acqua dalla luna, altro capolavoro sottostimato di Claudio Baglioni. Vestito di carta stagnola, il dirottatore del Festival  e i suoi compari imbrillantinati  e invellutati, vanno a cominciare. Serata di duetti e di super ospite: LUCIANO LIGABUE. Come accennavo, ci sono delle belle sorprese. La prima è legata a Cristina d'Avena, che si presenta sul palco con cappello nero e abito da fiaba color tuffo, cambiando la canzone di Carta e Shade così tanto, da farmi DUBITARE  sia la stessa che hanno cantato le sere precedenti. La figaggine della Regina dei cartoon è indiscutibile. Non potendo  elencarveli tutti, cercherò di indicarvi quelli che mi hanno più colpito. Come Irama e Noemi, semplicemente spettacolare. O quello di Arisa che canta con Tony Hadley (ex Spandau Ballet) ed è subito pop puro e "nostalgia canaglia" degli anni '80. Certo Tony sembra abbia ingoiato tutto il resto del suo gruppo, ma va bene lo stesso eh, ha sempre le sue guanciotte rosa... E poi Mahmoud e Gué Pequeno, bravissimi.  Fabrizio Moro e Ultimo. La canzone continua a non sembrarmi un capolavoro ma Moro ci fa la grazia di renderla speciale.  Ah scusate, mi stavo dimenticando del Superospite. Che da quando la Amoroso, ieri sera, lo è diventata pure lei, celebrando dieci anni di canzoni inutili, fossi stato in lui non mi sarei presentato. I riflettori si accendono, giochi di luce e Luciano Ligabue. Più allegro e meno musone del solito. Perfino divertente nello stacchetto (trito e ritrito) con Bisio.  Quasi simpatico. Chissà che canzoni canterà. Mah, ha un così vasto repertorio. Vuoi vedere che fa la nuova canzone? Quella che parla di sopravvivenza di Africa, America e Anima, i suoi soliti tormentoni? Tutte uguali, tutte monotone. Dai che mette su Bambolina e Barracuda, L'odore del sesso eh? Invece, Urlando contro il cielo. Ma che palle... Guarda come se la gode mentre rivolge lo sguardo al pubblico fin su al loggione, che lui lo fa sempre, ti guarda addosso ad ogni concerto. Ma che noia sto Liga,  come è vestito, il solito truzzo, perfino più sbirluccicoso del suo compagno di palco Claudiuccio, con il ritrovato look anni '80. Pure la sceneggiata con il trono di Uomini e Donne. Per gli Over andrà benissimo. Il trash senza fine di Sanremo. Meno male che alla fine si riscattano, cantando uno dei capolavori di Francesco Guccini: DIO È MORTO. Bene, via l'emiliano che ci ha stufato e si prosegue con la serata. (Che noia, che barba, che noia,LUCIANO LIGABUE). Tornando ai duetti, che i monologhi di Bisio si salvano solo perché ci rappa su Anastasio, vorrei brevemente puntare i riflettori sui Zen Circus. Fin dalla prima sera mi hanno colpito e cercavo di trovare l'assonanza e la familiarità a cui mi portavano. Però io non sono rock punk per cui... Poi la magia con Brunori Sas mi ha illuminato. Rino Gaetano. Sì, Rino. Bravi. Beppe Fiorello e Paola Turci. Lei canta meglio, lui dona la sua arte e la canzone acquista un valore aggiunto, da brividi. Anche la performance di Loredana Bertè accompagnata da Irene Grandi (ma che fine ha fatto lei?) mi convince. Convince anche il pubblico dell'Ariston. Daniele Silvestri invece viene penalizzato da Manuel Agnelli che urla dall'alto del trampolino. Ascolto rapita per la terza volta la canzone di Simone Cristicchi, accompagnato da Ermal Meta. A me pare che non si possa andare più in alto di così. Certo sarà un caso che i due vincitori dello scorso anno, abbiano accompagnato due papabili vincitori di quest'anno. Sarà un caso. La finale si avvicina, i giochi sono quasi fatti. Questo Festival se lo giocano Ultimo, Cristicchi, Bertè, e purtroppo, Il Volo. Aggiungo  gli outsider Mahmoud, Irama e purtroppo (RosRois) Achille Lauro. A domani per la sentenza.


PS: Pillole di Sanremo non si conclude qui. Continuerò a proporvelo ciclicamente, tediandovi ancora ahahah!

08 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO: 1983 - VACANZE ROMANE.





Le Pillole di oggi sono dedicate alla canzone scelta da Daniele Verzetti.


Vacanze Romane fu scritta da Giancarlo Gozzi e Carlo Marrale, il brano fu presentato al Festival nel 1983 classificandosi al quarto posto e vincendo il premio della critica.
La voce di Antonella Ruggiero era la più indicata per cantare un pezzo come questo  che vanta tonalità altissima (La minore). Sfido chiunque a cantarla senza che la voce si rompa  immediatamente.
Ricordo che l'ascoltai senza fiatare anche se ero consapevole fosse in play back come ogni canzone presentata alla kermesse in quegli anni. 
La cosa divenne nota al pubblico proprio allora perché, il signor Vasco Rossi, classificatosi penultimo e in piena polemica con gli organizzatori , lasciò irritato il palco mentre ancora si sentivano le note di Vita Spericolata.

La classifica di quell'anno fu la seguente:

1) posto - SARÀ QUEL CHE SARÀ - TIZIANA RIVALE;
2) posto - VOLEVO DIRTI  - DONATELLA MILANI;
3) posto - MARGHERITA NON LO SA - DORI GHEZZI;



Ringrazio Daniele per la condivisione.

IL VIDEO





Le mie impressioni sulla terza serata del Festival:

Si migliora, sera dopo sera. Sdoganata Virginia Raffaele che fa il suo bel mestiere sul palco e ritorna ad essere perfetta. Le note dolenti dei siparietti "pseudocomici" le dovremo sopportare fino alla fine delle serate. Vabbè, basta cambiare canale, immaginate un bello spot pubblicitario sulla Liguria e il gioco è fatto. Le altre 12 canzoni (al secondo ascolto) mi danno ulteriori conferme rispetto alla prima serate. Le più belle, tra i giovani, sono quelle di Mahmoud e di Irama. Tralascio Ultimo che continua ad annoiarmi un po'. Anche i Boomdabash hanno un bel ritmo e la canzone è orecchiabile. Passando alle migliori, mi rendo conto che sarà difficile quest'anno assegnare  il premio Mia Martini, scelta ardua  tra il testo impegnato di Daniele Silvestri  e la poesia che celebra l'amore di Simone Cristicchi.  Alla voce ospiti tralascio il passaggio della Amoroso che è incomprensibile. Che strazio e poi piange sempre. Vestita da struzzo canta canzoni che non dicono nulla, ringrazia Baglioni definendolo il primo che ha creduto in lei. A questo punto: MARIA IO ESCO.Leccaculo e irriconoscente. 
Antonello Venditi arriva col suo cappello e canta canzoni storiche, non è tra i miei preferiti, ma è un gran bel pezzo di storia. Nel bel mezzo di un annuncio irrompe Ornella Vanoni di arancione vestita (cerino) che si prende tutto il palcoscenico e stravolge il Festival. PATRIMONIO DELL'UMANITA'.  Fa il verso a se stessa, massacra la Raffaele con un'autoironia meravigliosa, saluta Patty Pravo che sta per cantare anche se non potrebbe. Fa quello che vuole, dice pure una parolaccia. Ma le si perdona tutto, tutto. Siamo al momento Karaoke, salgono sul palco Raf e Umberto Tozzi. Ci si alza in piedi mentre fanno un medley di canzoni che sfido chiunque a non conoscere. Tra Battito Animale e Gloria, il pubblico dell'Ariston è tutto in piedi. Salgono sul palco i tre presentatori e insieme si canta Gente di Mare. Non sarà un caso. Nella parte finale arriva il ragazzino terribile Rovazzi e poi la commozione con Serena Rossi che canta Mia Martini (spot fiction ma lei è brava davvero). A questo punto per me, Baglioni ha già in mano il Festival del prossimo anno. La 70esima edizione sarà corale, ma non ho dubbi che se la proposta ventilata oggi,diverrà una cosa seria, accetterà. Eccome se accetterà. 

07 febbraio 2019

PILLOLE DI SANREMO: 1987 - QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO.





La terza richiesta che propongo su Pillole è quella di Cristiana Mazzocchi. Quello che le donne non dicono.

Mi aveva detto della sua passione per Fiorella Mannoia senza indicarmi un titolo ed io ho scelto quella che, a mio parere, è la più significativa del suo percorso di interprete ed una delle canzoni più belle in assoluto della musica italiana.

Scritta da Enrico Ruggeri e Enrico Schiavone, vinse il premio della critica.
La classifica finale fu la seguente:

1) Si può dare di più - Morandi, Ruggeri, Tozzi;
2) Figli - Toto Cutugno;
3) Nostalgia canaglia - Al Bano e Romina;

Per me fu un Festival memorabile, per le belle canzoni, la partecipazione di Dori Ghezzi, Mango, Mario Castelnuovo, Sergio Caputo, Rossana Casale, la prima volta di Michele Zarrillo, per fare qualche esempio e  poi gli ospiti stranieri.
Tra tutti la mia cantante preferita: Whitney Houston. Colei che era l'usignolo del New Jersey. Unica, inimitabile. Nel momento di suo maggior splendore, cantò dal vivo e cedendo alle lusinghe di Pippo Baudo, ci regalò un bis che è rimasto nella storia della musica.
E poi, Paul Simon, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, Bob Geldof. Patty Kensit e la sua spallina cascante e nude look. 
I ruggenti anni '80 con tutta la loro magia, carica di malinconia.
Infine il momento in cui Pippo nazionale diede in diretta la notizia della morte di Claudio Villa. 

È stato il Festival più visto della storia. Irripetibile, malgrado la buona volontà di Claudio Baglioni.

Grazie a Cristiana per la scelta ed ecco a voi la canzone.

IL VIDEO 






Considerazioni sulla serata di ieri:


La seconda serata del Festival è andata meglio della prima. Tra alti e bassi dei presentatori non sempre bene a fuoco. La più penalizzata resta Virginia Raffaele che ieri sera è andata a sbattere contro l'armata svizzera della Hunziker che in un quarto d'ora ha preso in mano la diretta tanto da farci pensare che sarebbe rimasta. Magari!!! Poi si riprende alle 23.30 con un pezzo dei suoi ed un vestito rosso spaziale, era ora. I tristi spettacolini tra Baglioni e Raffaele e tra Baglioni e Bisio mi hanno fatto rimpiangere perfino Fabio Fazio.  La tenerezza di Pippo Baudo ancora su quel palco a cui non riesce a rinunciare... del resto  si può rinunciare all'affetto di chi lo segue da sempre? Bellissimi i momenti degli ospiti. Fiorella Mannoia che con affetto aggiusta il microfono a Baglioni mi ha commosso sul serio. Meraviglioso duetto sulle note della canzone di questo post.  Come quello successivo,  Baglioni e Marco Mengoni che cantano Mogol- Battisti.  Ma pure Mengoni da solo. Ne ha fatta di strada da quando litigava con Morgan ad X-FACTOR. Da allora non si è più fermato, per fortuna sua e nostra. Da Ronciglione alla conquista del mondo.
Sulle canzoni sono rimasta in linea con ieri. Ho rivisto solo il parere su Arisa che continua a vestirsi da cani ma ha una musicalità rara. Solo Arisa può cantare Arisa e farlo da dio. E poi una la butto lì: e se la Loredana mi vince il Festival? A me non dispiacerebbe anche se preferisco la canzone di Paola Turci forse perché ci trovo la eco di Sylvia Plath. Anche se continua ad avere problemi di voce. La gara finisce poco prima di mezzanotte.  Arrivano due comici che non mi avevano mai fatto ridere, Pio e Amedeo, e per la prima volta su quel palco, dopo due sere in cui sembra che tutti abbiano timore anche di respirare, si fa della vera satira. Ultimo ospite Riccardo Cocciante. Sempre più somigliante ad una sfinge, riesce pure a sbagliare quel capolavoro di Margherita. Intorno all'una arriva il premio Città di Sanremo alla memoria di Pino Daniele. La cosa più triste di tutte, una cerimonia per ricordare uno degli artisti più grandi del panorama musicale italiano a quell'ora. Direi che è tutto. Ora a voi.