AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

07 dicembre 2018

TAG: I MIEI NATALI DEL PASSATO.



Voi lo sapete quanto io ami i TAG.Così come amo premi e menzioni.Ma devo dire che forse il più bello nel quale sono stata coinvolta, è l'ultimo nato di casa MOZ O' CLOCK.
Il ragazzo terribile del web, Miki Moz, se ne è inventata un'altra.Una fucina incredibile di idee, la sua.Ma stavolta ha davvero superato se stesso.Almeno per quel che mi riguarda, visto che io ADORO IL NATALE.
Lo amo proprio tanto e questo TAG non avrebbe mai potuto lasciarmi indifferente.
Dirò di più: meno male che mi ha nominato grazie al suo sistema random :-) perchè ci sarei rimasta male a rimanere in un angolo sperando che qualcun altro mi coinvolgesse!

Ma in che cosa consiste il TAG?

1) Elencare tutto ciò che è stato un simbolo dei nostri Natali del passato, in base a i vari macroargomenti forniti;


2) Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a

https://mikimoz.blogspot.com/2018/11/natali-da-bambini.html

3) elencare cinque blogger nominandoli;



Allora partiamo.



GIOCHI
Assolutamente TOMBOLA. Essendo campana di origine, per me il Natale senza il gioco di famiglia per eccellenza, non avrebbe senso. I ricordi più belli sono quelli legati ai Natali di quando ero piccola ed erano vivi i nonni. Era una grande festa,  casa nostra diventava il centro del mondo. E dopo il pranzo fino a sera inoltrata si giocava tutti insieme, grandi e piccoli. Avevamo la tombola con il canestro di midollino e le caselle che si chiudevano solo con l'aiuto di bucce di mandarino che noi bambini avevamo diviso in minuscoli pezzettini. Era una gran caciara tra genitori, zii e nipoti e si chiacchierava ininterrottamente per ore. Poiché le caselle erano sempre doppie o triple tutto quello che si vinceva si divideva, senza troppe storie. La chicca era lo zio Luciano che conosceva di ogni numero la versione in dialetto napoletano e la ripeteva a voce alta tra le risate di tutti.

FUMETTI
Credo che la mia passione per i fumetti sia nata proprio durante uno dei miei natali del passato. Il numero di Topolino dedicato al Racconto di Natale di Charles Dickens. Quando ti innamori è per sempre.

FILM
Io ho iniziato a leggere a cinque anni partendo dal capolavoro di Louise May Alcott, per cui il Natale è imprescindibile da Piccole Donne. Qualunque versione, da quella del '33 in bianco e nero con Katerine Hepburn o del '49 con Judy Garland, fino a quella  del 1994 con Winona Ryder. Senza dimenticare la più recente, passata sulla Pay Tv quest'anno, che forse è la più fedele all'originale. Insomma, volevo diventare Jo March e sono ancora qui.
Dopo, gli altri due film del cuore sono Il Mago di Oz e Mary Poppins. Riesco pure a canticchiare la maggior parte della colonna sonora con quel filo di voce che ho.

TELEVISIONE

Tutto quel che passa alla tele durante il periodo delle feste. Negli ultimi anni a casa dei nonni è terra di possesso dei miei nipoti. Ma io sono felice di guardare la qualunque abbracciata ai miei tesori, che profumano del dolce e miele degli struffoli di famiglia.

CANZONE

Beh, per una beatlesiana come me, la risposta dovrebbe essere inequivocabile. 
E invece no, la mia canzone di Natale, che da tempo immemore mettiamo in macchina ogni volta che torniamo a casa per le vacanze, è di Chris REA.  DRIVING HOME FOR CHRISTMAS.
Evocativa come nessun'altra.



CIBO

E qui si apre il capitolo mangereccio per la gioia di Moz.
Io arrivo a casa qualche giorno prima di Natale. E mi occupo di quello. La cucina delle feste. Per cui si parte dagli struffoli che si preparano un po' di giorni prima, al cardone o minestra di cardi che a Benevento sono un'istituzione. Nessuna e dico nessuna famiglia, aprirebbe le danze del giorno di Natale senza. Poi ci sono le zeppoline,  panzerotti  fatti di pasta fritta, ripiena di tutto un po'. E  l'insalata di rinforzo, i broccoli di Natale, l'agnello al forno e per far contento papà Martino, l'anguilla o il capitone e il baccalà fritto. Li mangiano solo lui e i suoi generi, ma credetemi non sarebbe possibile immaginare il Natale a casa mia con un menù diverso.Senza dimenticare che, la sera della vigilia, si comincia con  gli spaghetti alle vongole.

LUOGHI
BENEVENTO, LA MIA CITTA'. Sicuramente.
Ma da parecchi anni anche BARLETTA la città di mio marito. Che amo, come tutta la Puglia.

LIBRI

Uno dei ricordi più belli appartiene ad un Natale meraviglioso: quello dei miei cinque anni. Mi regalarono i miei primi libri: PICCOLE DONNE e IL CIRCOLO PICKWICK.
Io penso che da quel momento, la lettura sia entrata a far parte di me e non sia  mai più andata via. Tutto è riconducibile a quella prima frase letta a fatica ma poi rimasta impressa per sempre nella mia mente e nel mio cuore:
-NATALE NON SARÀ NATALE SENZA REGALI-
Anche se, nella versione per bambini la frase era "Un Natale senza regali non è Natale." il mio senso del Natale non appartiene a quello che diceva Jo, mentre brontolava stesa sul tappeto davanti al fuoco, ma a ciò che ho incontrato per la prima volta seduta sulla poltrona di nonna Carmela, LE PAROLE. Quelle che risplendono, come diceva l'altra americana del mio cuore, Emily Dickinson. Una folgorazione destinata a durare tutta la vita.

VIDEOGAMES

Moz, ti voglio bene, ma questo argomento, pur con tutta la mia buona volontà, resta fuori dai miei Natali del passato.

LIFE

Credo che, argomento dopo argomento, io abbia già elencato le situazioni di vita che appartengono ai miei Natali passati. A dirla tutta sono anche quelli di adesso. Famiglia, genitori, fratelli e nipoti. Si continua, i bambini sulla poltrona di nonna Mimma hanno gli stessi sorrisi, scartano i regali con la stessa gioia, cantano le stesse meravigliose canzoni di Natale. Ridono e ci ricoprono di baci. Ci rendono felici. Sono il vero e meraviglioso suono di ogni Natale. Quello che accendono nei nostri cuori  e ci scalderà per tutto l'anno che arriverà. Ed è ciò che conta, non credete?

FOTO DI UN NATALE PASSATO

E qui siamo alla nota dolente:  a Milano non ho foto che possano farvi vedere la piccola Mari dei Natali passati. Però c'è qualcos'altro e spero vi piaccia ugualmente. Ci sono cose nella vita che non hanno prezzo. E credo che, se questa lettera è presente ancora oggi nella scatola dei ricordi di mio padre, sia per donare il vero senso ai Natali passati di tutti e a quelli futuri.





Io nomino tutti i miei amici blogger. Che ognuno di voi leggendomi, possa trovare l'ispirazione giusta per fare in modo che questo TAG (scusate se sono ripetitiva ma mi è parso meraviglioso) riscaldi il cuore e faccia brillare gli occhi.

                                      E grazie Miki. 





04 dicembre 2018

SENTIRE L'ARIA SULLA FACCIA.





il vento mi accarezza piano, ma quando è più violento  sembra portarmi via.
Il viso lo accoglie, il corpo lo accetta senza opporsi.
Mi piace di giorno e di notte, quando soffia forte e lo sento bussare alle imposte.
Mi cerca e mi trova.
Mi piace al mare, mentre guardo le onde che si ingrossano e sembrano essere sul punto di portarmi via.

Mi piace in montagna, quando ulula forte ed io mi stringo a chi sa sempre come accogliermi.

Pulisce completamente i miei pensieri, li rende liberi, li fa esondare altrove.
Lo sento addosso e canto.

Mi chiede di restare appoggiata sulla spalla amata e addormentami cullata dalla quella voce.

(MariellaEsseci aprile 2018)

02 dicembre 2018

ELISA: DIARI APERTI.











Parlare di Elisa Toffoli mi viene sempre facile, come mangiare un gelato al pistacchio o accarezzare le pagine dei miei libri preferiti.Perché lei è leggera e bellissima come tutto ciò che ci regala.Poesia pura.
Riprendo dopo qualche tempo ad occuparmi di recensioni di album musicali.L'ho fatto tante volte negli anni passati, poi per un periodo non ho più trovato la spirito giusto.Forse non ero ispirata, forse la musica che arrivava non era così bella e importante da colpire il mio cuore.
Sono diventata selettiva e difficilmente mi faccio condizionare dal  mare di mode che ci circondano.E poi sono una fedelissima per cui, per non annoiare, a volte mi astengo dal parlare dei miei preferiti.

Ma l'album nuovo di Elisa è una grande rivoluzione.

A partire dal cambio della casa discografica. Dopo vent'anni passati alla SUGAR la "scuderia" di Caterina Caselli, era arrivato il momento di andare oltre. 
UNIVERSAL  l'ha lasciata libera di "parlare" in maniera nuova e allo stesso tempo "antica". Di lei, delle sue emozioni, della sua vita, della sua famiglia. Tutto nella sua lingua, l'italiano. La seconda volta  dopo L'Anima Vola.  La parola d'ordine è sincerità.


Dice l'artista: 
"Avevo il desiderio di trovare una centralità che fosse essenziale. Dopo i concerti all'Arena, i miei quarant'anni e alcune vicende personali (come la perdita di mio papà) mi sono trovata a fare i conti con tante cose, ho capito che questo progetto era ancora più importante di tanti altri, Così sono arrivata a una fase di introspezione e ho lasciato da parte tutto quello che potesse assomigliare a un esercizio di stile."

Ed ecco un lavoro intimo, raccolto, cantato quasi sottovoce, dove tutto è misurato e allo stesso tempo ampliato dalla forza delle parole e della musica che esplode come fuochi d'artificio.

Ci sono i suoi ricordi di ragazza (Come fosse adesso) e la sua canzone al figlio in cui spiega che grazie a lui ha imparato a dire "ti voglio bene"(Promettimi).
Ci inonda con la sua fragilità di donna (Anche fragile) e il suo accordo d'amore con Andrea Rigonat suo compagno di vita (Tua per sempre).
Lascia spazio a canzoni allegre che sembrano allontanarsi dai binari del disco (L'estate è già fuori) ma che paiono fatte apposta per illuminare l'anno che verrà (cit.)
Tutto questo accompagnato da sonorità sontuose ed eleganti, dall'uso meraviglioso di chitarre, pianoforti e fiati. E da arrangiamenti sopraffini.


L'album ci racconta tutto di lei. Di quello che è stata e di quello che diventerà. Meraviglioso compendio di un'artista arrivata alla piena maturità.



La chicca finale è la canzone cantata con Francesco De Gregori (Quelli che restano) in cui il grande cantautore è solo interprete. Se il Principe si accontenta di sedere sul suo sgabello e cantare con un filo di voce la canzone di Elisa, una ragione ci sarà.


Vale la pena di scoprirla.






Dedico questo questo post alla mia amica MARIS e a suoi monelli, che sono i miei campioni.















Fonti: Billboard Italia.

01 dicembre 2018

SABATO DI POESIA: VITA FEDELE ALLA VITA.






La città di domenica
sul tardi
quando c'è pace
ma una radio geme
tra le sue moli cieche
dalle sue viscere interite
e a chi va nel crepaccio di una via
tagliata netta tra le banche arriva
dolce fino allo spasimo l'umano
appiattato nelle sue chiaviche e nei suoi ammezzati,
tregua, sì, eppure
uno, la fronte sull'asfalto, muore
tra poca gente stranita
che indugia e si fa attorno all'infortunio,
e noi si è qui o per destino o casualmente insieme
tu ed io, mia compagna di poche ore,
in questa sfera impazzita
sotto la spada a doppio filo
del giudizio o della remissione,
vita fedele alla vita
tutto questo che le è cresciuto in seno
dove va, mi chiedo,
discende o sale a sbalzi verso il suo principio...
sebbene non importi, sebbene sia la nostra vita e basta.

(Mario Luzi - Fondamenti invisibili - 1971)

27 novembre 2018

ALESSANDRO MILAN: MI VIVI DENTRO.






AUTORE: ALESSANDRO MILAN
TITOLO: MI VIVI DENTRO
EDIZIONE: DeA PLANETA
PAGINE: 260
EDIZIONE CARTACEA: 17,00 EURO


















"Non vi racconterò stupide favolette. Wondy ha perso la battaglia. Francesca amava follemente vivere, Perché lei voleva vivere. Di più: non ho mai conosciuto una persona più attaccata alla vita di lei. Sempre sorridente, sempre ottimista, sempre propositiva, sempre sul pezzo, sempre avanti."

Io non so se riuscirò a trovare le parole "perfette" per parlarvi di questo libro. 
Vorrei essere più brava nel raccontare. Più distaccata dalla storia e dai protagonisti  che ho conosciuto. Ho paura che l'emotività prenda il sopravvento e che tutto diventi eccessivo e patetico. E questo non lo voglio, soprattutto per rispetto a quanto accaduto e per la stima che ho nei confronti di chi è narrato e  di chi narra.
C'è molto dolore, vero, allo stesso tempo però c'è il coraggio di ricominciare.
Perché nella vita a volte si fanno promesse che non si sa se si riusciranno a mantenere.
Una promessa che non ha mantenuto.
La somma  di tutto è il libro. 
Racconta l'amore e l'inferno. Vissuti dall'altra parte. Dalla parte di chi deve essere forte per tutti e lotta, soffre, vorrebbe arrendersi e invece deve andare avanti.
Chi ad un certo punto si riconosce fragile perché avrebbe avuto voglia di scendere dalla barca in balia della tempesta.
Ma rimane lì, a guardare il mare tanto amato,  cullato dall'idea che il buono è ancora accanto a lui. Le teste bionde dei figli, così simili ad un'altra che resta impressa a fuoco nella memoria e pulsa vivissima in ogni goccia di sangue.
In ogni giorno da attraversare.

La storia di Francesca e Alessandro è la storia di una coppia che si amava molto. Ridevano, discutevano  e crescevano due figli adorati. Poi una malattia bastarda, il cancro, l'ha  travolta portandosi via Francesca. Non è certo una favola.
Sembrerebbe una sconfitta. Ma lei dentro era un'eroina, Wonder Woman la regina delle Amazzoni, e non poteva certo finire così. 

Ad oltre un anno dalla sua morte, suo marito ci ha raccontato, con un libro e partendo da quella che sembra la  fine, tutto il percorso amoroso fatto assieme e la fatica profusa per dare un senso al suo domani e a quello delle persone care. Per continuare il cammino iniziato da sua moglie, affrontando  quella sofferenza con il sorriso, senza lacrime e rassegnazione. 

In maniera naturale nasce il desiderio di creare qualcosa  nel nome di Francesca, che dia speranza e forza a chi soffre o ha sofferto e a chi non vuole e non deve, rinunciare a vivere.

Alessandro ha fondato  una onlus, WONDY SONO IO, che si occupa di diffondere la cultura della resilienza. Parola magica a cui Francy era legatissima.

Dall'associazione è nato un premio che tutti gli anni viene attribuito alle migliori opere  di letteratura resiliente. Che la cultura si possa occupare di trasmettere energia e forza anche nei momenti di buio assoluti a cui conduce questa malattia, mi pare un messaggio bellissimo. Uno dei tanti ispirato dalla forza e determinazione di Francesca.

Ma ora mi fermo qui e vi lascio ai due protagonisti della storia e a come si sono conosciuti attraverso dei momenti tratti dai loro libri. 
Parole che mai come in questo momento, risplendono.

Ecco a voi Wondy e Ken.

Aprile 2001
"La macchinetta del caffè in fondo al corridoio offriva una miscela abbastanza imbevibile ma erano le sei di mattina, dovevo iniziare il turno nella redazione news e quindi c'era poco da scialare: bisognava accontentarsi di quel che passava il convento. La biondina con i capelli sempre sparati invece aveva fatto la notte e se ne stava andando. Era più stropicciata del solito, gli occhiali da sole cercavano di nascondere i segni della stanchezza.
Da qualche tempo avevo notato che mi ronzava intorno, il che non mi dispiaceva affatto. Era piccolina, per non dire bassina, ma caruccia forte; occhi giganti di un blu mai visto, sempre sorridente, costantemente spettinata. Gran bel tipo. Spesso mi chiedeva una mano per i voice-over, le traduzioni in italiano che vanno in onda sopra le voci originali. " Alessandro, scusa, tu che sai bene l'inglese, mi aiuti con questa dichiarazione di Bush?".
Un po' utilitaristico, come ronzamento intorno, ma mi accontentavo."
(MI VIVI DENTRO - ALESSANDRO MILAN)



"Ricordo che mi sentivo molto orgogliosa del mio percorso perché non avevo perso tempo. Sono diventata giornalista professionista ancor prima di laurearmi, cosa che ho fatto con un solo anno di fuori corso. Con me in redazione c'erano tante persone valide, ambizione e in gamba, ognuno con la sua storia professionale e fra loro c'era anche Ken.
Di lui sapevo che faceva l'assistente di un grande conduttore del mattino. Biondino e magrissimo, nei primi mesi lo incrociavo raramente e non mi aveva molto colpito. Al principe azzurro con gli occhi azzurri preferivo ancora gli uomini dai colori mediterranei e un po' più tenebrosi. 
Con il tempo ho capito che Ken era il classico ragazzo perbene, simpatico, intelligente, disponibile e dai sani principi. Solo dopo alcune storielle andate storte, una fiamma si era spenta a poco a poco e altre delusioni, quel tipo di ragazzo era diventato esattamente ciò a cui aspiravo. Ma non avremmo avuto molte occasioni di conoscerci meglio, se non mi avesse dato una mano, complice anche il caso..."
(WONDY SONO IO - FRANCESCA DEL ROSSO)


A lei io vorrò sempre bene, inevitabilmente. Ho scritto più volte in passato che lei c'è e ci sarà, sempre. Presente nel mio cuore e tra le mie pagine alla voce del verbo Francesca Del Rosso.

La mia Wondy bella.





Crediti: 
Alessandro Milan, nato a Sesto San Giovanni nel 1970. Lavora come giornalista da quasi vent'anni a Radio24, dove conduce programmi di approfondimento. È presidente dell'Associazione "Wondy Sono Io", impegnata nella diffusione della cultura della resilienza.

24 novembre 2018

SABATO DI POESIA: DI SOLE E DI AZZURRO.

Voglio parlare al tuo cuore 
Leggera come la neve
Anche i silenzi, lo sai, hanno parole
Dopo la pioggia ed il gelo
Oltre le stelle ed il cielo
Vedo fiorire il buono di noi
Il sole e l'azzurro sopra i nevai
Vorrei illuminarti l'anima
Nel blu dei giorni tuoi piu fragili 
io ci sarò
Come una musica 
Come domenica 
Di sole e d'azzurro 
Voglio parlare al tuo cuore 
Come acqua fresca d'estate
Far rifiorire quel buono di noi
Anche se tu, tu non lo sai
Vorrei illuminarti l'anima
Nel blu dei giorni tuoi piu fragili 
Io ci sarò
Come una musica 
Come domenica 
Di sole e d'azzurro 
Vorrei illuminarti l'anima
Nel blu dei giorni tuoi piu fragili 
Io ci sarò
Come una musica 
Come domenica 
Di sole e d'azzurro 
Vorrei liberarti l'anima
Come vorrei nel blu
Dei giorni tuoi e fingere 
Che ci sarò
Come una musica 
Come domenica (musica) 
Di sole e d'azzurro
Voglio parlare al tuo cuore 
Voglio vivere per te 
Di sole e d'azzurro
(Zucchero - Vergnaghi - Maggese 2001)




Domani, 25 novembre,  è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel mio spazio dedicato alla poesia,oggi arriva Giorgia che nel 2001 portò a Sanremo questo brano classificandosi al secondo posto, dopo Elisa. La canzone è un manifesto d'amore composto e musicato da tre uomini di categoria superiore. Ci ricordano cosa significhi essere donna e la sua magia. I doni che portiamo sono incomparabili. Così come la felicità che riusciamo a regalare. Non dimentichiamolo mai e facciamo in modo che il rispetto e l'amore travalichino il senso di una canzone come di una manifestazione, affinché non si debba più dire: #nonenormalechesianormale.
 Giorgia ed Elisa, sono le mie due cantanti italiane preferite e quell'anno insieme portarono luce e colori al mio cuore e a tutti i cuori sensibili del mondo.
Vi posto il video tratto dall'intervento di Giorgia al live #ItalialovesEmilia. Io c'ero e come tutti l'accompagnai cullata dolcemente dal suono meraviglioso delle parole e della musica.