AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

15 gennaio 2017

ANGOLI



Ci sono angoli che bisogna attraversare con il vento in poppa, senza titubanze.
E angoli che si presentano all'improvviso senza essere stati invitati.
Quelli che avremmo voluto evitare.
Quelli che superiamo con dolore.
Ci sono angoli in ogni parte del nostro cuore.
E angoli nei cuori altrui.
Io ho visto un pezzettino di strada oltre un angolo difficile che voglio raggiungere.
E se il mio cuore e il suo batteranno all'unisono, ce la farò.


(@Mariellaesseci 2017 - tutti i diritti riservati)





07 gennaio 2017

BUON ANNO, BUON BAGAGLIO.


Ci ho impiegato del tempo per rimettermi seduta davanti al mio pc.
Sono stata benissimo durante queste vacanze natalizie. Ho ripreso da una settimana il lavoro ma non mi decidevo a tornare qui... quasi volessi continuare la vacanza ancora per un po'.
Allora mi sono preoccupata...
Mi domandavo se era normale che non avessi voglia di riprendere con quello che ho sempre pensato fosse la mia valvola di sfogo, la mia distrazione, il mio divertimento maggiore.
Il punto di rottura tra quello che sono nel quotidiano e la parte più profonda di me.
Che non sempre ciò che lasciamo vedere al mondo è ciò che siamo per davvero.
Sono partita a razzo.
E poi precipitata a mille tra interrogativi e domande. Quello che lasciamo vedere  alle persone che ci circondano è quello che vogliamo che vedano??
E come mai ci capita di essere noi stessi magari lì dove pensiamo di essere più nascosti?
E' questa pagina virtuale, l'inconsapevole scrigno del nostro essere più profondo?
E poi, non mettere il nome e cognome (non per tutti è così ma per la maggior parte sì) nessuna foto, rimanere nel vago come luogo di origine e non dire troppo del quotidiano, davvero ci protegge e ci rende più sicuri?
Infine, cosa abbiamo da nascondere?
Nel mio piccolo credo davvero nulla, a cercar bene si arriva presto anche al mio cognome.
Le mie foto sono pubbliche, ciò che scrivo è su di un blog (a volte anche altrove) facilmente riconoscibile. 
Ho sempre avuto lo stesso spazio. Non sono mai sparita, riapparsa altrove e poi sparita nuovamente.Che è un atteggiamento davvero poco chiaro e incomprensibile per quel che mi riguarda.
Ma nella vita di ognuno di noi ci sono percorsi privati che non possiamo comprendere fino in fondo, per cui ci sta tutto, anche l'incoerenza.
Io la amo poco.  E mi viene da ridere a volte quando è così palese la goffaggine del nasconderla.
L'uomo è davvero un personaggio sopra le righe. Eterno protagonista e comparsa della vita. Fanno parte della sua natura la cialtroneria, l'incoerenza. Così sorrido quando la riconosco, tra una presa di posizione e l'altra. Tra ciò che è stato detto il giorno prima e ciò che si dice ora.
Ma sì dai, liberi tutti.
Perdonate questa prima elucubrazione da anno nuovo. Sono andata random come al solito.Ma ora mi rimetto in riga, riprendo la mia valigia usata, piena etichette e timbrini. La apro, faccio un po' di posto, che ce ne sarà bisogno. Guardo qualche fotografia, leggo qualche pagina del vecchio taccuino. Sorrido, mi incupisco, poi respiro. Accarezzo la nuova agendina, scrivo qualcosa sulle prime pagine. Sono pronta.

Buon anno e buon bagaglio.



22 dicembre 2016

A NATALE PUOI...

A Natale puoi svegliarti prestissimo senza accusare colpo e precipitarti ad aprire i regali con lo stesso sorriso immenso di quando eri bambina.E strappare carta e carta e carta all'infinito. Almeno si spera...

A Natale puoi rimanere a fissare l'albero con le lucine dei tuoi tutto il tempo che vuoi,  nessuno ti farà sentire fuori posto. E fuori luogo.E poi sposterai le decorazioni natalizie  almeno una centinaio di volte. Ma va bene così.

A Natale puoi sederti a tavola all'una e alzarti alle cinque del pomeriggio. Ma pure continuare la maratona fino a tardi notte con brevi interruzioni da abbiocco post-pranzo, appoggiata sulla sediola gialla di tua nipote. Che c'entri se ti stringi un po'.

A Natale puoi  giocare a tombola nelle lunghe maratone pomeridiane e serali, in cui ci sarà sempre lo zio (nel mio caso mamma) che conosce la cabala napoletana come le tasche sue  per cui ad ogni numero corrisponde  il suo esatto significato in lingua madre. E una casella senza chiusura su cui appoggiare un pezzetto di buccia di mandarino esattamente come succedeva da bambini. Del resto la tombola è ancora quella, con le caselle doppie, triple, quadruple ecc...

A Natale puoi preparare il pranzo delle feste iniziando 48 ore prima. Finendo 48 ore dopo.Assaggiando tutto, litigando con le sorelle per gli ingredienti, obbligando la mamma a stare seduta tutto il tempo  "che facciamo noi".

A Natale puoi scartare regali iniziando il 24 sera, proseguendo la mattina del 25 e continuando il pomeriggio del giorno dopo.

A Natale puoi continuare a comprare il panettone con uvetta e canditi e poi mangiarlo  eliminando questi ultimi con cura certosina, visto che ti fanno schifo oggi  esattamente come allora. Potresti comprarlo senza, ovviamente,  ma non ci sarebbe  più lo stesso gusto!

A Natale puoi indossare le scarpe più belle e scomode che hai, nonostante tu sappia che farai avanti indietro dalla cucina alla sala per circa quattro ore, ma sarai così contenta che il dolore alla fine sarà un tutt'uno col tuo corpo. Che non ti succedeva nemmeno quando andavi in discoteca e su i tacchi ci stavi su fino all'alba, vero è che avevi vent'anni eh.

A Natale puoi ascoltare le poesie della festa di tutti i bambini, per ore e ore; il cuore ti si allarga a dismisura mentre osservi loro e lo sguardo dei tuoi genitori che si commuovono come non succedeva nemmeno quando a recitare la poesia eri tu. E pensi che niente al mondo ti può far felice più di così. Assolutamente niente.



Vi auguro un Natale pieno dei vostri PUOI.

Che siano magnifici, generosi, altruisti, intimi, divertenti, appassionati, zuccherosi o essenziali. Che siano  esattamente come li desiderate. Anche un po' diversi dal solito come accadrà a me. E' un po' tutto questo mi mancherà.


Buon NATALE  a voi tutti, amici miei.






14 dicembre 2016

RIFLESSIONI.


"Sono stata assente per un po' dalla mia casa e dalle vostre.
Chissà se ve ne siete accorti.
Ho abbassato la serranda del blog e della vita virtuale perché avevo bisogno di prendermi del tempo.
Ho lasciato che scorresse libero.
Sentivo troppa pressione addosso e cominciavo a stare male per quel che leggevo, per quello che vivevo sulla pelle in maniera  eccessiva.
Mi hanno dato fastidio persone e parole.
Mi sono sentita giudicata male da alcuni che mi leggevano e che alle mie domande non hanno voluto rispondere.
Ho abbandonato luoghi in cui ero stata presente per anni. Perché non trovavo più sintonia. Nonostante l'affetto.
Quando ho capito che era stupido il mio dare così tanta importanza alla vita virtuale avvelenando in parte quella reale, ho mollato tutto.
Ho respirato, ho preso tempo.
Ora torno, meno incazzata e più libera.
Cercherò di dare il giusto peso a tutto evitando che le parole scritte da altri possano colpirmi ancora. Chissà finalmente imparerò ad essere egoista. E' un tratto che mi manca, ma c'è ancora tanto tempo per imparare."



Avevo scritto questo post qualche giorno fa. Un po' delusa dal "mondo dei blogger".

Da chi passa e lascia un commento sul tuo blog solo se prima sei passato da lui.
Da chi non presta attenzione alle tue parole ma ti invita ad andare da lui.
Da chi usa le parole come armi per colpire duro.
Da chi si era allontanato è tornato e poi è sparito di nuovo.
Da chi non comprende che dietro il video c'è una persona.
Da chi ti ha usato per accaparrarsi nuove amicizie e poi ti ha buttato via come un cencio vecchio.
Da chi controlla sempre ciò che scrivi per pura invidia.
Dagli incoerenti.
Da chi ha il cervello piccolo come una lenticchia ma pensa di essere il più "figo" di tutti.

Amareggiata perché quanto sei anni fa, ho cominciato il mio percorso di blogger, c'era più umanità.
Più voglia di conoscersi, di condividere, di confrontarsi. Ho organizzato raduni, ho incontrato bellissime persone, amicizie che stanno durando nel tempo.
Ora si blogga di meno e male. E non mi viene più tanta voglia di andare al di là "dello specchio".

Comincio ad essere stanca, perdo mordente, mi demoralizzo.
E allora resto ferma.

Poi succede che la vita ti da un colpo forte e amaro.Che mette ordine sulla scala delle priorità. E ti fa sentire pure un po' stupida.

E allora ti dici che non è vero, hai ancora voglia di scrivere, di parlare, di confrontarti. Di litigare, perché no.
La delusione nei confronti di qualcuno rimane, ma c'è ancora tanta gente da conoscere meglio, a cui volere bene. Con la quale la sintonia è vera, sincera.

Rifletto e vado avanti. Dal mio cuore al vostro.










12 dicembre 2016

CIAO WONDY BELLA.

Il tuo sorriso e il tuo coraggio.
Amica bella, ti ricorderò così. Esattamente come vorresti tu.


Tra i tuoi libri e le tue parole "risplendenti" di vita e di  esempio.
Perché quel bastardo di un cancro non vincerà per sempre.
NO.





Francesca Del Rosso -
(foto privata di MariellaEsseci)

28 novembre 2016

I LIBRI DI NOVEMBRE E PURE DI OTTOBRE.



Quando vi parlo di libri ho sempre la maledetta paura di annoiarvi a morte. Visto che quello che mi piace non è poi così scontato che piaccia ad altri, anzi.
Ho saltato, per un accavallarsi di avvenimenti, l'appuntamento di ottobre.
Nel frattempo ho ricevuto due LIEBSTER ARWARD da amici di blog (ci farò un post apposta per ringraziare e ricambiare credo di essere al quinto o sesto Liebster ricevuto e graditissimo) e  sono riuscita a  mettere un punto su di un ricordo dolorosissimo del mio passato. Così  apprezzato dagli amici che mi leggono. Parte del racconto poi, è stato pubblicato su Vanity Fair Italia (GRAZIE LUCA DINI). Non è la prima volta che succede ed è sempre un piacere e un onore.


Ma ora torniamo alla passione vorace, la lettura. Due i libri che vi consiglio. Due autori che sono musicisti di ampio respiro che usano le parole per solcare a fondo l'animo di chi li ascolta. Solitamente.
Non è quindi una sorpresa scoprire che leggerli è bellissimo e forse pure meglio.




Autore: BRUCE SPRINGSTEEN
Titolo: BORN TO RUN - L'AUTOBIOGRAFIA
Traduzione:Michele Piumini
Edizioni: Mondadori
Pagine: 523
Prezzo: 23 euro












"Una mattina, pochi giorni prima che diventassi padre, si era presentato alla porta della mia villetta di Los Angeles: <<Volevo solo darti un saluto>>. Erano le undici e ci eravamo seduti a bere birra sotto il sole intenso. In condizioni normali mio padre non era abituato alle chiacchiere di circostanza, perciò toccava a me rompere il ghiaccio.
<<Bruce,>> aveva invece detto lui ad un tratto <<sei stato molto generoso con noi.>> Era vero, lo avevo riconosciuto.Silenzio. Aveva lasciato correre gli occhi sulla foschia di Los Angeles. << Io,>> aveva continuato, <<io invece non sono stato molto generoso con te.>> Un'altra pausa.
<<Hai fatto del tuo meglio>>.
Ecco non mi serviva altro. Non dimenticherò mai il giorno in cui mio padre mi fece un regalo che mai avrei sperato... uno scampolo di verità."


 Mi sento quasi in difetto a parlarvi di questo libro, perché io parto da una posizione di vantaggio, visto quanto questo artista ha condizionato l'amore che ho per la musica e per le parole. Potrebbe quindi sembrare forzato e sopra le righe. Ma scoprire tutta la sua fragilità, che pure si intuisce dai suoi versi e allo stesso tempo la sua forza, mi ha riempito e ha contribuito ad alzare l'asticella dell'affetto e della stima. Non ci risparmia nulla della sua vita, dalla sofferenza alla gioia. Passando attraverso tutte le debolezze e i passi falsi. Senza facili compatimenti, caricando di rabbia e luce i momenti difficili come quelli limpidi.
Lo leggi, e attraverso i suoi quarant'anni di attività artistica e vita ne apprezzi il profilo, a volte duro a volte morbido. Per chi lo ama oltre la musica sarà un completamento e una conferma. Per chi lo segue solo come artista, scoprire l'uomo potrà solo farglielo apprezzare maggiormente. 
Io dal canto mio, ho camminato con lui realizzando che ci sono così tali punti di sintonia di vita che mi hanno fatto pensare di non potere fare a meno di amarlo così tanto e ne ho compreso la ragione, tutta lì, in punta di penna. THANK'S BRUCE.I LOVE YOU SO MUCH, FOREVER.





Autore: ROBERTO VECCHIONI
Titolo: La vita che si ama - storie di felicità
Edizioni: Einaudi
Pagine: 158
Prezzo: 16,50 euro











"La felicità è la paura che ti fa forte: cosa credi, di farmi paura? Io ci gioco a carte con te fino allo sfinimento non cerco di chiudere il mazzo e riporlo. Io le ridò le carte, fino all'alba del giorno dopo e di quello dopo ancora. E non farmi pensare di vincere una mano per piantarla lì. Io non voglio una mano, voglio la partita. Ah, morire, e che credi, di sbrigartela così? Io me ne impippo della fine e dei brillanti che semini qua e là per farmi chinare. Io la felicità la voglio addosso come una febbre, un innamoramento che non si spegne, la lunga onda di una mareggiata d'inverno con tutti gli scogli e i rifiuti possibili e insieme il corpo di una donna bellissima che esce dal mare e mi manda da lontano la vela di un bacio. Eccola, la felicità."


Non smettere mai di cercarla la felicità. Mai rassegnarsi alla serenità. Combattere non per gli attimi ma per il tutto.  Passare attraverso i terremoti della vita considerando che si può comunque passare oltre e continuare a cercare.
Roberto Vecchioni dixit. E ti graffia così a fondo che non puoi fare a meno di pensare che il raggiungerla,questa benedetta felicità, sia semplice come bere un bicchiere d'acqua o pedalare. E mi fa dire che sì, anche io la voglio addosso come una febbre che non passi mai. Voglio bruciarmi di felicità. Farmi male da  morire.
Intima, dura, fatale. La vita che si ama.