QUELLO CHE CONTA

"ANCHE A ME PIACE UTILIZZARE PAROLE COME CAMBIAMENTO,TRASFORMAZIONE, INNOVAZIONE E RIVOLUZIONE.
MA SEBBENE CON UN SIGNIFICATO DIVERSO LE PUO' UTILIZZARE ANCHE LA DESTRA.
C'E' SOLO UNA PAROLA CHE E' DAVVERO DI SINISTRA.
UGUAGLIANZA."

(PIER LUIGI BERSANI - BERGAMO 12 MAGGIO 2014)

16 settembre 2014

#IILOVESOUNDTRACK



Sono stata presa dal loop delle canzoni del cuore, qualche tempo fa.
E mentre stillavo la lista personale che poi ho postato qui, ho dovuto scartarne molte perché legate ad un film.

Non volevo unificare le due cose. Intanto la testolina sentimental-caciarona già si portava avanti per ideare un contest futuro su twitter.
E per la gioia di chi adora hastag vari e cinguettii, eccomi pronta per un nuovo giro e altra corsa da fare con voi.

Il cinema per me è passione molto simile e spesso assolutamente imprescindibile  dalla musica che ne accompagna la visione.
Avete mai provato ad immaginare un film che amate tanto, senza il tema che ne fa da colonna sonora?
Avete mai pensato a rivedere i vostri preferiti in assoluto silenzio e senza le note che li rendono unici?
Io sì.
E sono convinta che per quanto siano bravi gli attori, grande la sceneggiatura, la regia, la scenografia e la fotografia, niente possa renderli inconfondibili meglio del (come si dice all'americana) "soundtrack".
E mentre voi riflettete  io preparo una lista di 10 temi da film senza la cui musica nulla sarebbe stato uguale.

Da quale parto? Ahahahah domandona....


1) Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany's)  - Moon River - Henry Mancini
La magnifica canzone del grande compositore americano premio Oscar(amo questo film oltre ogni limite che la mente umana possa osare immaginare) ha contribuito  a fare in modo che realizzassi uno dei desideri della mia vita; colazione alle sei di mattina davanti alle vetrine di Tiffany sorseggiando un caffè terribile e sognando una coroncina di diamanti. Per non parlare del fatto che se avrò mai un gatto da amare si chiamerà Gatto. Capite come sono messa.




2) Come Eravamo (The way we were) - The way we were - Marvin Hamlisch
Sul film e sulla colonna sonora credo si sia detto tutto in questo ultimi quaranta e passa anni. Ma la bellezza e la dolcezza della voce di Barbra Streisand, rende questo ritratto d'epoca americano, ineguagliabile. E sempre, dico sempre, se potessi spaccherei la faccia a Hubbel (Fascist!) e non permetterei a nessuna lacrima di solcare il viso di Kate.




3) Innamorarsi (Falling in love) - Falling in love - Dave Grusin
Altro mio film preferito. L'amore travolgente, dimentico di tutto e di tutti. ingiusto e sbagliato come spesso è nella realtà. La colonna sonora del grande musicista americano crea la magia adatta a sottolineare la passione.  Poi  tra il dire e il fare... Infine tutta la bellezza di NYC. E il profumo dei libri di Rizzoli.





4) C'era una volta in America (Once upon the time in America) - Childhood Memories - Ennio Morricone. Per il film che ha celebrato l'epopea del popolo italiano emigrato in "Ammerica", le parole da poter usare sono sempre troppo poche. Il genio di Sergio Leone e la musica di Ennio Morricone. Capolavoro.





5) Notthing Hill - She - Elvis Costello. 
Inutile dirvi che dopo il film, la prima volta che sono tornata a Londra, nonostante la conoscessi già, ho ripercorso tutti i luoghi ripresi come se li vedessi per la prima volta. Ho cercato disperatamente la porta blu e lì è pieno di porte colorate (non trovandola) e la famosa libreria.Che esiste per fortuna.  Per me emblema del film resta la celeberrima She, solo un gradino più in alto rispetto alle altre canzoni che ne compongono la colonna sonora.




6) Blade Runner - Love Theme - Vangelis.
Film adorato. Ne ho quattro copie. Due Vhs (film e director's cut) e idem per la versione in dvd.
Certo che poi per poter comprare il disco o meglio il cd ho dovuto aspettare ben dieci anni. Ma la pioggia battente e l'immagine delle città del futuro ormai così vicine, non mi sarebbero rimaste dentro così a lungo senza la magia della musica. Time to die. E' tempo di morire.




7) Grease - You are the want that i want - John Farrar
Nel caso del film che ha segnato la mia adolescenza, ogni canzone tratta dalla colonna sonora è familiare come una vecchia amica che ritroviamo sempre con piacere. Ho avuto per davvero l'imbarazzo della scelta. E alla fine ho puntato su quella che ho cantato a squarciagola e stonando da matti, il maggior numero di volte.
Pantaloni di pelle alla Sandy? Ci li ho!





8 )  La signora in rosso (The woman in red)  - It's you - Stevie Wonder
Grazie a Gene Wilder e a Stevie Wonder che hanno realizzato un film e una colonna sonora a ragione mito degli anni 80. Anche in questo caso qualunque tra le canzone tratte dal film, poteva andare bene. A partire dalla celeberrima "I just call to say i love you". Ma le due doppie W che cantano insieme una così bella canzone d'amore (Dionne Warwick e Stevie Wonder) mi fanno pensare che il paradiso non sia poi così lontano; da qui il motivo della scelta.




9) Trainspotting - Born slippy - Underworld
L'eroina non ha bisogno di ragioni. Ma alla fine Mark sceglie di vivere quella vita che aveva sempre disprezzato. Il film di Danny Boyle ebbe su di me lo stesso effetto del romanzo Christiane F. "Noi ragazzi dello zoo di Berlino". Un colpo sordo allo stomaco e immagini livide e dure. E una colonna sonora indimenticabile. Damon Albarn, Lou Reed, David Bowie, Blur, Iggy Pop, Brian Eno. Da ascoltare e ascoltare e ascoltare...




10) Pulp Fiction - You never can tell - Chuck Berry
Quentin Tarantino. Il talento smodato e pulp di un grande regista. Ironico e dissacrante. L'assoluto disordine cronologico del film che lo rende divertente e cinico. Il ballo tra John Travolta e Uma Thurman che mi ha condannato per mesi ad una replica twist assolutamente ridicola.



Io mi sono divertita. L'elenco in realtà sarebbe lunghissimo e allora mi sono fermata a dieci.
Ora aspetto le vostre.

Pronti?


10 settembre 2014

Stasera va così.


Stasera va così.
Ho avuto una brutta giornata. Capita.
E' andato tutto storto. 
Ti alzi dal letto e già dall'inizio lo senti che non sarà una buona giornata.
Ecco.
Poggi i piedi a terra e dici " ma chi me lo fa fare?"
Chi me lo fa fare ad andare a lavorare, uscire di casa alle sette e mezzo del mattino, farmi un'ora di viaggio per andare al lavoro.
Poi passare tutto il tempo a combattere con una serie di idioti matricolati, che mandano mail in cui chiedono spiegazioni per qualcosa che tu hai già spiegato duemila volte, o chiedono l'invio di un documento che hanno già ricevuto?
Chi me lo fa fare a discutere di nulla con i miei colleghi, a risolvere i problemi di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità; a ricordare ad altri quali sono le loro scadenze?
Poiché il lavoro è di squadra e se uno solo non lo fa con tempi e precisione doverosa, va tutto all'aria ma la colpa è solo mia?
Chi me lo fa fare ad arrampicarmi sugli specchi per giustificare un'emerita stronzata che ha detto o fatto uno dei miei capi?
A sentirmi in colpa perché devo assentarmi dal lavoro e sapere già che quelle ore le pagherò con gli interessi il giorno successivo?
Perché si lavora così.
Male, malissimo.

Pretendono il massimo anzi no, pretendono molto di più di quello che devono, ben sapendo che lo avranno.

Sono uscita da lì stasera ad un'ora in cui sarei dovuta essere già a casa.
Mi veniva da vomitare.
Se va avanti così ho poca scelta.
Pochissima.

TUTTI QUANTI ABBIAMO UN CUORE AFFAMATO.
TUTTI QUANTI CERCHIAMO UN POSTO DOVE RESTARE.





07 settembre 2014

Wow: Very Inspiring Blogger!






Troppo carino il dono per rifiutarlo.
Che io non è che ami granchè le catene.
Ma sto' titolo è davvero una goduria.
Essere ispiratrice di qualcosa o qualcuno.
Diciamo una musa. Un esempio per altri. Ahahahah
Con queste premesse quale donna o uomo non sentirebbe il proprio ego allargarsi a dismisura?
Va beh dai, ridimensioniamoci.

Sono stata nominata dalla mia amica Wannabe, un tipino di ragazza che adoro, suvvia.

Le regole sono:
1) ringraziare la/ il blogger che mi ha nominato;
2) elencare le regole e visualizzare il premio;
3) nominare altri 15 blogger a cui destinare il premio e lasciare un commento  a proposito sul loro blog:
4) fare un elenco con sette informazioni su di te;
5) mostrare il logo sul tuo blog e seguire la/il blogger che ti ha nominato:

Le prime due cose fatte.

Ora qualcosa su di me.

1) ho tagliato i capelli.
2) sono tornata al mio colore naturale, castano chiaro.
3) sto leggendo due libri contemporaneamente. Cosa non insolita per me.
4) amo il caffè con un goccio di latte e una zolletta di zucchero.
5) anche il tea lo bevo con il latte e senza limone.
6) il mio sonno è irregolare. In sostanza mi sveglio sempre durante la notte.
7) i miei biscotti preferiti sono i Bucaneve.


Ecco gli amici che nomino. Per me quindici sono troppi, mi fermo a sette pure io.





E adesso a voi!









05 settembre 2014

Emergency compie vent'anni











Il 15 maggio 1994 nasceva una piccola realtà di volontariato. Voluta fortemente da Gino Strada, sua moglie Teresa Sarti e Carlo Garbagnati.
L'intento era quello di offrire aiuto medico (rimanendo neutrali)  a realtà sconvolte dalle guerre. Promuovendo allo stesso tempo i valori di pace e di rispetto per i diritti umani.
Da allora fino ad oggi, questo nucleo si è sviluppato enormemente, agendo in 16 paesi, costruendo ospedali, centri chirurgici e pediatrici in tutto il mondo; ristrutturando e aggiornando altri presidi già esistenti.
E dal 2005 è presente anche in Italia, con i suoi poliambulatori a Palermo, Marghera e in provincia di Reggio Calabria. Ha uno sportello di orientamento socio sanitario a Sassari e a breve è previsto un nuovo punto ambulatoriale a Napoli.

In tutti questi anni ha curato circa sei milioni di persone.
Tutto il loro operato è pubblico e si può visionarlo in ogni momento entrando nel sito della Omg.


La prossima settimana si terrà a Milano il XIII incontro nazionale che porterà in città oltre 1000 volontari giunti da tutte le parti d'Italia.
Il raduno avverrà dal 12 al 14 settembre. 
Per festeggiare degnamente il compleanno poi, Sabato 13 settembre, ci sarà  un concerto gratuito al Mediolanum Forum di Assago.
Io conto di andarci.
E conto di continuare ad esserci per loro; nel mio piccolo, piccolissimo; qui da me per esempio.

Ed ora la parola al presidente, Cecilia Strada.



Cari amici,
EMERGENCY compie vent’anni.
Se questi vent’anni fossero una scatola, sarebbe piena di ricordi dei sedici Paesi in cui abbiamo portato aiuto.
Dentro ci sarebbe una punta di lancia. Viene dal Ruanda: 1994, il primo intervento di EMERGENCY. Siamo entrati nell’ospedale di Kigali, che era stato abbandonato, abbiamo riaperto il reparto di ostetricia, dove 2.500 donne hanno ricevuto assistenza e fatto nascere i loro bambini, e quello di chirurgia d’urgenza, curando 600 feriti di guerra. La punta di lancia l’abbiamo trovata entrando nell’ospedale abbandonato. Era vicino a un paziente: era stato ucciso nel proprio letto. Questa è la guerra. Poi l’abbiamo vista in tanti Paesi: diverse le armi, diverso il colore della pelle, ma sempre tragicamente uguali le vittime civili.
Dovrebbe essere una scatola molto grande, per poter contenere le migliaia di disegni che i nostri piccoli pazienti hanno colorato: magari stesi per terra nelle sale giochi degli ospedali, magari in giardino, il giorno delle dimissioni, per farci un regalo prima di tornare a casa.Sarebbe una scatola piena delle pulitissime divise del nostro personale, simbolo di lavoro, formazione, riscatto sociale. Insieme ai nostri professionisti internazionali, oggi più di 2.200 persone locali lavorano nelle strutture sanitarie di EMERGENCY in sei Paesi.
Un posto particolare nella scatola lo avrebbero le foto delle nostre colleghe: è un’altra cosa di cui possiamo andare fieri. Riusciamo a dare loro un’istruzione e a farle lavorare insieme agli uomini anche nei contesti più difficili per le donne. L’orgoglio e la determinazione con cui ogni giorno queste donne entrano in ospedale è uno dei successi di questi vent’anni.
Nella scatola ci sarebbe anche una tempesta di sabbia del deserto sudanese, dove il Centro “Salam” di cardiochirurgia ripara cuori di adulti e bambini che altrimenti non avrebbero possibilità, ci sarebbe la giungla cambogiana dove abbiamo curato troppi feriti da mina, ci sarebbero le arance che crescono nel nostro Poliambulatorio a Palermo, il sole della Sierra Leone che batte sul Centro chirurgico e pediatrico, ci sarebbero i metri di neve che le nostre ostetriche e infermiere attraversano, in mezzo a una montagna dove non ci sono strade, per dare un’opportunità di cura alle donne incinte e ai neonati che vivono lì.
Se questi vent’anni fossero una scatola, sicuramente ci sarebbe dentro una maglietta con il logo rosso: una per tutte le magliette di EMERGENCY che sono state indossate, regalate, consumate, comprate, vendute. In quelle magliette c’è un modo concreto per contribuire a curare persone, ma c’è anche un’idea che cammina: l’idea che i diritti umani debbano essere, semplicemente, garantiti a tutti.
Che cosa metteremo dentro la scatola, nei prossimi vent’anni? Continueremo a riempirla, insieme, di medicina e diritti. Grazie: per i vent’anni passati, e per i prossimi che costruiremo”.
Cecilia Strada, presidente di EMERGENCY
( dal sito ufficiale di Emergency)




Qui il sito ufficiale

31 agosto 2014

Pataterisoecozze (A Tiedd').


Ricetta di riso, patate e cozze ovvero tiella barese.

Era parecchio tempo che nel mio blog non si parlava  di cucina.
E di ricette tradizionali.
Poi l'altra sera, parlando con un mio amico (ciao Bert), ho saputo che stava preparando qualcosa che conoscevo molto bene.
Ovvero una delle colonne della cucina pugliese: la tiella barese.
Lui ha seguito le indicazioni suggerite da "Giallo Zafferano".
Lungi da me criticare uno dei siti web di cucina più amati.
Ma mi sono detta: eh no, io ho la ricetta di mamma Titti, originale e pugliese d'hoc.
Eccola.

Strumento: teglia di alluminio. Non ha alcuna importanza la forma ma deve essere alta almeno 4 dita. 


Dosi per sei-otto persone.

700  grammi  cozze (le tarantine sono speciali ma al nord averle è impossibile);
350 grammi di riso (va benissimo l'Arborio);
5-6 patate medio grandi a pasta gialla;
5 pomodori San Marzano grandi e  belli maturi;
1 cipolla bianca media;
olio extravergine d'oliva (pugliese e vi consiglio tra quelli in commercio il DeSantis prestando attenzione a che siano state usate solo olive italiane);
50 grammi di pecorino grattugiato.
Pane grattugiato circa 30 grammi
aglio, pepe e prezzemolo quanto basta.

PS: io non uso le zucchine. 



Realizzazione.

Lavate benissimo le cozze e raschiate con un coltellino la valva esterna. Poi aprilete e togliete il bisso e  il mezzo guscio superiore. Filtrate il loro liquido e tenetelo da parte. 
Tagliate a fette le patate, io vi consiglio di tagliare più spesse quelle che faranno da fondo alla tiella. Conditele con aglio, olio, sale,pepe e prezzemolo e un pomodoro tagliato a pezzettini.
Preparate un trito con l'aglio e il prezzemolo;
tagliate 4 pomodori in 4-6 pezzi e affettate a velo la cipolla.
Ungete la teglia con l'olio extravergine aggiungendo parte del pomodoro e un una parte della cipolla tagliata molto finemente; prendete le fettine più spesse di patate e formate il primo strato; subito dopo uno strato di cozze lasciate nella loro mezza valva; poi spolverate con una manciata di prezzemolo e una manciata di riso.
Proseguite con il pomodoro tagliato a pezzetti e il suo sugo; spolverata di formaggio e un filo d'olio terminano il primo strato.
Ripetete tutta l'operazione una seconda volta.
A questo punto usate il liquido delle cozze e con attenzione inseritelo nella teglia dal bordo e lentamente.
Poi versate dell'acqua  già leggermente salata, nello stesso modo. Io metto acqua fino ad arrivare al bordo.
Ancora olio per condire e infine una spolverata di pan grattato.

Mettete il recipiente sul fuoco vivo e lasciate cuocere fino a quando non arriva a bollore.
Poi passatelo (dopo averlo coperto con carta da forno e alluminio ) nel forno preriscaldato a 200-220 gradi (dipende molto anche dal vostro forno per circa venti minuti. Poi togliete la carta e continuate la cottura per un'altra mezz'ora.Infine altri cinque minuti per la gratinatura con il grill.

Toglietela da forno e fatela riposare per una mezz'ora. Mai mangiarla caldissima.






Immagine dal web






immagine dal web




PS: Bert poi voglio assaggiarla, ce lo sai VERO?


Buon appetito!





26 agosto 2014

Quesito esistenziale (Viva Einstein).




Ragazzi, mi è stato detto che ultimamente scrivo post stupidi.
Nell'eccezione più gradevole che si possa dare all'aggettivo.

Vero a volte, soprattutto d'estate, non mi applico. Un po' mi impigrisco.
E alcuni miei "scrittucoli" possono sembrare superficiali e gigioni. 
Però...
Al di là di chi è stato e se mi abbia infastidito o meno, riflettevo in maniera oggettiva sulla cosa.
Cosa è per noi sintomatico della stupidità.
Iniziamo dal significato che universalmente si da alla parola.

Dal Treccani: 

1. letter. Stato di torpore, insensibilità o sbalordimento, causato da condizioni fisiche o morali: [il succo del papavero] Lene serpendo per le membra, acqueti A te gli spirti, e ne la mente induca Lieta stupidità (Parini). 

2. Lo stesso, e più com., che stupidaggine, per indicare scarsità o mancanza d’intelligenza: ha dato prova di grande s.; la s. degli altri mi affascina, ma preferisco la mia (Ennio Flaiano); la s. di un discorso; ma meno com. con sign. concreto, cioè detto, azione, comportamento non intelligente: direfare una s.è stata una s. non accettare l’incarico.


Da Wikipedia:

Il termine "stupidità" ha due accezioni distinte: una vede una condizione d'incapacità o insensibilità, indotta da meraviglia, sorpresa; l'altra una condizione duratura, come dire un handicap. Generalmente "stupidità" indica "incapacità" e "carenza", sul piano materiale e su quello moraleCarlo Maria Cipolla[1] definisce lo stupido come "una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita".



Per quel che mi riguarda la stupidità è una carenza. Ma non solo dell'oggettiva intelligenza. Di elasticità mentale ad esempio. Rende le persone ottuse. Ingabbiate nelle loro certezze.
Non fa dubitare mai,non fa mai cambiare idea. Come muli con i paraocchi. Stessa strada, stessa linea di mezzeria. 
Stupidità è anche ignoranza. Quella stessa che hanno le persone utilizzando proprio la parola per bollarne altre. 
Che la nostra vita è una successione di eventi felici e infelici, di scelte giuste e sbagliate, di comportamenti saggi o stupidi. 
Tutto molteplici volte più complesso di una parola banale. Sì.
Banale e non esaustiva.

Mi rimane la curiosità di chiedervi che pensate di ciò che scrivo a questo punto.
Siete tanti e la maggior parte  senza peli sulla lingua.
Per cui sparate pure.
Ci sarà qualcuno che non vede l'ora. Oltre a chi più volte si è buttato a capofitto in argomenti simili per legnarmi di brutto.

Altri invece che, avendo da tempo abbandonato la nave (il mio blog), con il loro silenzio mi hanno già dato risposta affermativa.
Perchè stupidità è anche noia e magari io annoio parecchio.
E non è che si ha tanto tempo da perdere poi...
Meglio dedicarsi ad altri interessi. Più divertenti.
Ad altre compagnie. Più stimolanti.

Poi ci sono coloro che arrivano e si fermano.Per tornare sempre...

Insomma sono curiosa.

Dopo deciderò se mandare a dare del "ramato" (cit. Sara) la persona che mi ha così delicatamente incoraggiato a perseverare nella mia follia.





dal web