"Nulla è più potente della lettura, nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un libro è un gesto passivo. Leggere, sentire, studiare, capire è l'unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita. Leggere è un atto pericoloso perchè da forma alle parole, le incarna e le disperde in ogni direzione."
ROBERTO SAVIANO - ZEROZEROZERO

18 maggio 2013

Forza ragazza, domani farà bel tempo.





E' venerdì sera, circa le diciannove, linea uno della metropolitana, direzione Sesto San Giovanni.
La mia solita strada verso casa.
Sono distratta, sto leggendo l'articolo di Gabriele Romagnoli su VF di questa settimana.
La rivista è uscita con due giorni di ritardo.
Problemi a livello editoriale, è qualche mese ormai che azienda e sindacato giornalisti, sono sul piede di guerra.
Come al solito, mi faccio trascinare dalla poesia delle parole dello scrittore, che racconta il suo incontro con il regista Paolo Sorrentino, in vista della presentazione in gara a Cannes del suo ultimo film " La Grande Bellezza".

Ma come mai, mi chiedo, riesce ad interessarmi così tanto a tutto quello che scrive? Per anni, ho conservato i suoi articoli, pubblicati su VF e dedicati a NYC.
Mi ha fatto innamorare di una strada, Fulton Street, a tal punto, che è stato uno dei primi posti che ho voluto visitare, quando andai, due anni fa.

Fulton Street e Ground Zero (foto MS)
Una strada che sembrava condannata a sparire, bruciata dopo Ground Zero. Negozi che chiudevano, famiglie che traslocavano e si perdevano, lasciando che il loro passato e la loro storia scomparissero.
Ora sta risorgendo, proprio come sta risorgendo il simbolo della rinascita statunitense.
Ci tornerò e la fotograferò nuovamente, sicura di un ritorno al suo antico splendore.
La risposta alla domanda è che, quando si scrive con la purezza di un fanciullo e la sapienza di un poeta, la magia che appare tra le righe è impossibile non coglierla. Romagnoli ti insegna che qualunque cosa ti sfiori, ogni giorno, è unico, prezioso. La normalità di una passeggiata, il sorriso dell'edicolante che ti vende la tua rivista preferita, la risata della tua barista che la mattina, per far scomparire il buio visto nei tuoi occhi, ti prepara una fettona di tarte tatin con panna e cannella, facendoti ritrovare il sorriso all'istante.

TARTE TATINNNNNNNN

Ecco, apri gli occhi, dopo averlo letto e, tutto quello che ti circonda ti appare in maniera diversa, speciale.
Vago con lo sguardo e incuriosita, tra la gente  seduta e in piedi nei vagoni, alla ricerca di persone e di storie.
C'è chi sta leggendo, e allora sbircio curiosa il libro, per capire se è svago o riflessione. C'è chi smanetta sul telefonino, in un botta e risposta di whatsapp (maledetto, io sono completamente tossica ormai) chi ascolta musica, con il suo melafonino e mi somiglia tanto, chi dorme curvo su se stesso, appesantito dopo una giornata tanto lunga.
Poi in un angolo, lontano da me, vedo una ragazza. Sta leggendo qualcosa sul cellulare o guardando delle foto, mi sembra. Noto che ha il naso arrossato. In un primo momento penso ad un raffreddore in corso. Poi vedo che il corpo non trattiene i singhiozzi e lacrime le scendono sul viso. Non fa alcun rumore il suo pianto è copioso. Continua ad osservare lo schermo davanti a sè e a piangere.
Mi addolora profondamente. E' così disperata. Raccoglie tanto dolore.
Una sofferenza quasi insopportabile. Se le fossi stata seduta vicino, so già che le avrei preso la mano e non me ne sarebbe fregato nulla. La ragazza accanto a lei invece, la ignora.
Io devo alzarmi, è la mia fermata. 
Scendo, ma avrei voluto fermarmi. Accarezzarle i capelli e stringerla. Dirle che qualcuna di quelle lacrime è arrivata fino a me. Che tutto quel dolore mi è parso terribile. Ma una via d'uscita c'è.
C'è sempre.
E che domani farà bel tempo, anche per lei.







11 maggio 2013

Perchè io amo Gramellini


Ci sono ancora

MASSIMO GRAMELLINI
Buongiorno, mi chiamo Gabriele Francesco. Sono nato a Novara l’11 aprile 2013 e oggi avrei un mese, se fossi ancora vivo. Invece sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. Adesso tutti starete pensando che mamma e papà non si sono comportati bene: in effetti mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza un biberon nei paraggi. Ma io non mi permetto di giudicarli. Certo è che noi neonati siamo indifesi: ci buttano dai ponti, ci fanno esplodere sotto le bombe, ci vendono per pochi soldi. Siamo carne da telegiornale. Prima di chiudere gli occhi, mi sono raggomitolato tra i rifiuti per cercare conforto e ho pensato: ma è davvero così brutto questo mondo che sto già per lasciare? Poi mi sono sentito sollevare e sulla nuvola da cui vi scrivo ho visto che la bellezza c’è ancora. C’è bellezza nel camionista che mi ha trovato e nell’ispettore che mi ha messo questo nome meraviglioso: è importante avere un nome, significa che sei esistito davvero. C’è bellezza nei poliziotti che per il mio funerale hanno fatto una colletta a cui si sono uniti tutti, dai pompieri alle guardie forestali. E c’è, la bellezza, nella ditta di pompe funebri che ha detto «per il funerale non vogliamo un euro», così i soldi sono andati ai volontari che in ospedale aiutano i bimbi malati. Dove sono nato io, metteranno addirittura una targa. Allora non sono nato invano. Mi chiamo Gabriele Francesco, e ci sono ancora. 
(Liberamente tratto dal testo inviatomi ieri, giorno del funerale di Gabriele Francesco, da un lettore di Novara che ha chiesto di restare anonimo. C’è tanta bellezza anche in lui).  

Buongiorno Massimo Gramellini
La Stampa, sabato 11 maggio 2013



Non c'è bisogno di  altre parole, è tutto qui.

06 maggio 2013

Premio Liebster Award



Ho ricevuto questo premio dalla mia cara amica NADIA del blog "Una cuoca, una barista, una cameriera".




in cosa consiste il premio:

Il Liebster Awards è un'iniziativa nata con lo scopo di aumentare la visibilità

 dei blog che hanno meno di 200 Follower (Lettori/ Seguaci), dando così l'oppotunità a chi riceve 

il premio di farsi conoscere tra gli altri blogger.

 Il premio, infatti, prende il nome dal tedesco poichè "Liebster" tradotto, vuol dire "amabile",

 riferendosi ad un blog abbastanza adatto da considerarsi un buon sito emergente

 e dunque "Un blog amabile".


Chi riceve questo premio, dovrà a sua volta mandarlo ad altri blog

 che considererà meritevoli di riceverlo. In seguito si dovrà scrivere 11 informazioni su sè stessi, 

 rispondere alle 11 domande ricevute insieme al premio e scriverne altre 11 per i blogger

 a cui si consegna il premio Liebster. Infine, bisognerà, ovviamente,

 avvertire i gestori dei blog premiati tramite un messaggio.

*****

ecco i blog che voglio premiare col LIEBSTER AWARD



Le 11 domande alle quali rispondo:
Quale la vostra stagione preferita: la primavera, quando arriva e se arriva, insomma speriamo.
Che sport praticate? Nessuno vabbè...
Dolce o salato? Salato!
Quale musica ascoltate? Musica rock preferibilmente, ma direi che sono onnivora...
Che cosa non vi piace di voi stesse? La pigrizia.
Dove vorreste abitare? In Italia, qualsiasi paese emiliano, nel mondo NYC.
Single o sposate? Sposata.
Campagna, mare, monti o città? Campagna.
Qual è la vostra paura più grande? La solitudine.
Dove vorreste essere in questo momento?  A casa mia, esattamente dove sono ora.

Ed ora le mie domande:

Con chi sei in questo momento?
Se potessi scegliere qualcuno da amare tra i personaggi letterari, chi ti piacerebbe?
Qual è il tuo colore preferito?
La tua canzone del cuore?
Il tuo libro dell'anima?
Scarpe passione o necessità?
Colori o black and white?
Sport preferiti?
Macchine o moto?
Fiori o piante?
A che ora è la fine del mondo? ghghgh

Grazie a tutti e grazie di cuore a Nadia, meravigliosa amica di blog.







30 aprile 2013

Il mio lungo fine settimana in Val D'Ayas




La Valle D'Ayas ( google images)


Sono rientrata dal lungo ponte del 25 aprile. Mi è stato amabilmente concesso dallo studio perchè, sanno benissimo che sarà l'unico e che al rientro mi aspetta un periodo di m...
Tra chiusure di bilanci, dichiarazioni dei redditi, tasse da pagare a giugno/luglio, il tempo che avrò da dedicare a me e consorte, si ridurrà drasticamente.
Pertanto, come due cospiratori, siamo partiti in tutta fretta verso la Val D'Aosta.
Faccio una premessa.
Io non amo la montagna. Non mi piace d'inverno (sarà anche perchè non so sciare) e non capisco la gente che si intestardisce a trascorre l'estate tra camminate e ciaspolate in posti al confine del mondo.
Io sono una marinara. Adoro il sole, il caldo, le passeggiate sul bagnasciuga, l'umido soffocante e le zanzare.I vestiti che la sera ti si appiccicano sulle gambe e dietro la schiena, la mancanza di aria fresca, ma certo.
Se devo scegliere la natura poi, preferisco la campagna, sono nata contadina, questo voi lo sapete.Mi piacciono le colline della Toscana, l'Umbria, le Marche, i girasoli, la montagna che si perde nel mare.
Il vino, i colori, i sapori dell'Italia del centro e del sud, la mia Campania, la Puglia, terra d'adozione.
Però, c'è un però chiaramente, ho un marito che invece ama la montagna e i luoghi isolati e ameni. A contatto con la parte più selvaggia della natura. I grandi rilievi montuosi, le baite, le mucche, le salite ardite.

Questa volta ho dovuto capitolare, e in un battibaleno, la mattina di giovedì ci siamo ritrovati a Varrés, valle Walser, a una manciata di chilometri da Aosta.
La valle di Ayas, per l'esattezza, tra Arnad e Saint Vincent.


Il colpo d'occhio da Challand (foto MS)


La frazione è Challand Saint Victor, piccola e graziosa. Sospesa tra il Monte Rosa e la valle.
Già, il Monte Rosa.
Una corona verde e innevata sulla cima. Tra rocce, alberi e cascate che si riversano nei mille affluenti dei Po.
Mentre arrivavamo,nomi familiari, custoditi nella profondità della mia memoria.Ricordi scolastici e filastrocche imparate per non dimenticare nomi e luoghi. Le ricordate?
I fiumi, come la Dora Baltea, e le valli, come Ayas e Gressoney.
Io non pensavo che sarebbe stato così bello. Soprattutto l'incanto che mi ha donato passarci intere giornate, scoprendo per esempio, i laghi, specchi di cristallo fuso e  i castelli, di cui queste valli per ovvie ragioni di difesa, sono ingioiellate.


Lago di Brusson (foto MS)

Un centinaio di castelli e fortezze lungo la valle.
Per me che cresco con il mito di Cenerentola, una goduria infinita.
Dal Castello di Issogne, alla fortezza di Bard.


Castello D'Issogne (google Images)


I fiori meravigliosi nei giardini del Castello, hanno catturato gran parte della mia attenzione.


Tulipani ad Issogne (foto MS)



Poi Castel Savoia, regno indiscusso della regina Margherita e il meraviglioso e medievale castello di Fenis.



Castel Savoia (foto MS)




Il Castello di Fenis (foto MS)


Preparatevi, ci sarà un post apposta dedicato ai castelli, fatevene una ragione.

Arriviamo a  Gressoney, deliziosa cittadina tipica, con le casette di legno e pietra, un torrente che la divide, un piccolissimo cimitero sul retro della chiesina, e tanta meravigliosa gente del posto. Ospitale e gentilissima. Abbiamo passato un po' di tempo a parlare con un vecchio fotografo del luogo, proprietario di uno dei negozi storici del paese, che aveva ancora nello sguardo la passione per la fotografia del primo giorno e allo stesso tempo l'amarezza scaturita dalla consapevolezza che ormai, il mestiere o meglio quella passione, con l'avvento del digitale è ormai quasi scomparso.

Ho comprato un suo libro di fotografie e ne conserverò per sempre il ricordo.
Grazie sig.Guindani.



Gressoney (foto MS)


Un salto a Cogne, che mi è apparsa avvolta da un'aura triste che purtroppo,credo, non sparirà mai.
Forse la cittadina che mi ha deluso di più. Anche per via del tempo pessimo che abbiamo trovato.
Con il Gran Paradiso completamente avvolto nella nebbia.

A Courmayeur invece, ci siamo trovati meglio. Una bella passeggiata nella cittadina e poi il pranzo, presso lo Chalet Proment da Floriano,alla base del Monte Bianco. Spettacolare e immenso, completamente innevato. Mi ha intimorito la sua natura superba.Siamo riusciti ad oltrepassare le piste da sci, ormai già chiuse e constatare che lì l'inverno non è ancora finito.
Ieri sera era prevista neve. Appunto.

E' stata una esperienza molto piacevole. Mi sono stupita e meravigliata per il silenzio e per la sensazione di essere sospesa nel tempo. Tutti i suoni erano attutiti, persino i passi passi fatti e le parole dette, erano come sussurrati.

Ma riconosco pure che a completare amabilmente i nostri quattro giorni di relax, molto ha contribuito anche il bellissimo bed&breakfast che ci ha ospitato, in loco.
Il Sam'Suffy di cui vi lascio il link del sito, vi consiglio di dare un'occhiata.


L'ospitalità di Melania e Fabio, marito e moglie proprietari della struttura, è stata determinante.
Ci hanno coccolato e viziato, con attenzioni e cure davvero speciali.
E ci hanno stupiti, raccontandoci del loro amore per questo lavoro e di come, da Milano sono arrivati qui, facendo una scelta di vita radicale, circa sei anni fa.
Lei insegnante, lui primo Chef all'Hotel Principe di Savoia, hanno affrontato con coraggio e determinazione, la decisione di cambiare completamente prospettive e qualità di vita.
Amavano questi luoghi che conoscevano e frequentavano da tempo e, la decisione del dove è stata presa senza alcun dubbio.
Sono soddisfatti grazie ad un'attività che li completa, nella massima serenità.
Vi dirò che li ho invidiati, un po'.
Ho invidiato il coraggio di rimettersi in discussione in età adulta, quando ormai le consuetudini e le abitudini di vita sono consolidate. Poi, lasciare una grande città per un piccolo centro che sul piatto della bilancia ha, anche i suoi bei lati negativi; ad esempio crearsi nuovi legami di amicizia non credo sia stato facile.
Mi è parso degno di  ammirazione. Sinceramente, io non credo ci riuscirei.
Mi lamento della vita stressante a cui sono costretta ma, fondamentalmente, non riuscirei a farne  a meno.
Al contrario di mio marito che se potesse, lo farebbe immediatamente, rischiando di non trovarmi d'accordo.
Il problema non si pone per ora, ma chissà il futuro cosa ci riserva.Se un giorno dovessi avvisarvi con un post che mi sono trasferita in montagna, non dite che non vi avevo avvisati.

Abbiamo ringraziato con affetto i nostri due ospiti. Fabio per la cura e la bravura che ha messo in ogni piatto cucinato con una professionalità e maestria indiscussa. E' stato un onore conoscere una persona di tale statura professionale.
Alcuni esempi della sua cucina alla quale è impossibile resistere.


Frittelle di mele cotte al momento accompagnate da lardo di Arnad.


Polenta con salsiccette e patate rosse dal sapore antico.


Una superba bonet con panna e arance.


Melania, per l'ospitalità accurata, che è andata ben al di là di quanto è finalizzato alla sua professione. Per  ogni gesto e parola dedicata a noi, suoi ospiti.
Per le lunghe chiacchierate e per i consigli su luoghi e cose da vedere.
Abbiamo conosciuto delle persone stupende e un luogo meraviglioso che vi consiglio vivamente.
Di sicuro siamo stati fortunati.Non è facile.

E ogni volta mi sorprendo di come sia generosamente ricca la nostra Italia e di come, molto spesso, non diamo abbastanza importanza alla nostra terra, davvero unica.
Per staccare dalla nostra quotidianità, per le vacanze,preferiamo lidi lontani dove, magari,si conservano  "quattro pietre" riuscendo a viverci molto bene.
Certo, all'estero,lo sanno fare molto meglio di noi, nonostante le nostre "pietre" siano sparse a migliaia di migliaia in tutto il territorio.
Ma non le consideriamo Patrimonio eccelso e le lasciamo completamente abbandonate, DIMENTICATE.
Che poi imparare da dove ripartire sarebbe molto facile. Se solo ci riflettessimo un po'.

Evviva la Val D'Aosta, evviva la nostra ineguagliabile Italia.






24 aprile 2013

Se leggo, se ascolto, se amo.





Chet Baker(google images)






Vi sto svelando un segreto. Beh, insomma non è poi davvero tale.
Non riesco a fare a meno della musica, neppure quando leggo.
L'unico posto in cui mi è vietata è l'ufficio, perchè leggi imposte dal Gran Cav.Onor.Cazz.Dott.Comm.Minkiam e capo, sono state emanate per proibire tale eventualità.
Pertanto.
Tutto il resto della mia giornata si svolge sotto colonna sonora.
Dal momento in cui metto i piedi a terra, fino a notte fonda, quando Morfeo mi riaccoglie tra le sue braccia.
E' improbabile poi, che io possa rimanere seduta per molto tempo a leggere, senza ascoltare nulla, magari quale leggero sottofondo.
Musica a volume bassissimo, MA PRESENTE.
Fin da ragazzina, quando c'erano solo le radioline a transistor e studiavo con la radio accesa. 



I primi registratori su cui far girare all'infinito sempre le stesse cassette.



Per poi passare, ai walkman, ricordate?


Bene, quest'ultimo per me è stato la vera rivoluzione, dopo quella sessuale.
La possibilità di ascoltare musica ovunque, qualsiasi cosa stessi facendo.
Da quello all'mp3 il passo è stato breve.



Fino all'ipod


E ora al mio iphone




Ci potrei anche cucinare un uovo fritto con il mio melafonino, sono sicura che Siri potrebbe aiutarmi.
Ma.
Tornando a bomba, amo leggere e ascoltare musica.
Quindi, cuffiette alle orecchie, in tutti questi anni, ho imparato anche a scegliere la colonna sonora adatta al libro corrente.
Io leggo, ascolto e amo.

Ed ecco l'elenco di alcuni miei libri preferiti e della musica che preferisco ascoltare mentre leggo o rileggo.

                                     Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov:Pink Floyd, The Wall.



                                   Se questo è un Uomo di Primo Levi: musica eterna, il mio Beethoven.




                                         Il buio oltre la siepe di Harper Lee: Nina Simone.




                    Cent'anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquéz : Bach suonato da Glenn Gould.


                       Il giorno prima della Felicità di Erri De Luca: U2 e il mio cd preferito, Acthung Baby.



                    Il signor Malausséne e tutta l'allegra combriccola di Pennac, Oasis.




                                  Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen: Whitney Houston

                        


                                   Qualcuno con cui correre di David Grosmann: Depeche Mode.


                                   La casa degli Spiriti di Isabel Allende: Stereophonics.



                                      Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli: Chet Baker.




E voi, ci avete mai pensato? Avete mai letto e abbinato al testo una delle vostre musiche o canzoni preferite?
Quali i libri, quali le canzoni o la musica?
Se non lo avete mai fatto, vi va di provare a farlo oggi, sul mio blog?





18 aprile 2013

Il Mondo Rivarossi in mostra a Como

La dedica all'entrata (foto by Mariella)


Una domenica pomeriggio piena di sole.
Finalmente il primo assaggio di primavera, anzi quasi d'estate.
Partiamo, destinazione Como. La bella città lacustre ci accoglie festosa. Tutti grandi e piccoli i bambini felici, finalmente appagati alla vista della luce e dello scintillio diamantino sull'acqua.

La destinazione primaria della coppietta "arzilla" è Palazzo del Broletto, in Piazza del Duomo.
L'occasione a cui due appassionati collezionisti come noi, molto vintage, non potevano mancare è la Mostra Rivarossi.


Mostra Rivarossi (foto by Mariella)


Rivarossi è, per chi non conosce l'azienda, la storica e più famosa ditta costruttrice di modelli ferroviari italiani.
In parole povere i famosi modellini di treni, che hanno appassionati intere generazioni di bambini ed adulti dal 1945 anno di costituzione, fino al 2000, quando per la crisi, lo storico stabilimento di Como fu chiuso, e la produzione fu spostata in Lima, altra azienda storica specializzata in modellismo.
Ci furono tentativi, negli anni successivi, di riportare l'azienda al suo splendore ma, alla fine del 2004 il gruppo cessa l'attività in Italia e viene acquisita dalla Hornby che continua a produrre in Cina.

Le annotazioni storiche finiscono qui.
La mostra bella e evocativa ce la siamo goduta. Ci siamo persi tra le vecchie carrozze e i primi modelli nelle confezioni originali.
Rapiti dal plastico che prende i tre quarti dello spazio espositivo, dove abbiamo visto schizzare a tutta velocità Italo.
Ho scattato un quantitativo forse eccessivo di foto. Volevo assolutamente beccare Italo mentre mi sfrecciava davanti e provavo a riprenderlo ma, era troppo veloce. E allora, il manovratore, mosso a compassione per la vecchietta retrò che cercava con tutte le sue forze di fermare l'attimo fuggente, ha rallentato i treni in modo tale io potessi farcela.
Ecco il risultato.






Bella mostra, anche economica, l'entrata costa solo due euro. Dal 14 al 28 aprile vi aspetta tutti.Un generoso modo di ricordare un altro pezzo della storia italiana fatta di persone e di idee.
Che l'hanno resa grande, questa nostra terra.
E tutti noi eterni bambini, ringraziamo.

  
"Cardina Train" donato al Santo Padre per i 40 anni di Rivarossi (foto by Mariella)


In scatola originale ( foto by Mariella)
La rivista originale anni '50 (foto by Mariella)

Italo sfrecciante (foto by Mariella)


PS: Buon compleanno Pap.