17 novembre 2019

I VINILI DELLA DOMENICA: THE DREAM OF THE BLUE TURTLES - STING


Prima di parlarvi dell'album, vorrei fare una veloce premessa, per quanto mi sia possibile😜
Questo disco lo comprai appena uscì,in vinile. Ero arrivata a Milano da poco. Niente soldi, lavoravo come babysitter per mantenermi all'università e contavo ogni centesimo che spendevo per i miei "vizi". A parte le sigarette, l'unico altro vizio era la musica. Che allora, come oggi, è sempre stata costosa. Il vinile  penso di averlo consumato per le volte che l'ascoltai. Durante uno dei miei innumerevoli traslochi finì assieme ad alcuni libri in uno scatolone, sono sempre stata convinta di averlo lasciato a casa dei  miei zii.  Non l'ho più ritrovato. In tutti questi anni l'ho cercato nei mercatini dell'usato senza risultato, (non lo scatolone ma il disco). Qualche settimana fa ero a Zurigo e sono entrata in un negozietto (zero-zero) che aveva un'infinità di vinili, musicassette e vecchi dvd. Così per scherzo ho detto a mio marito ridendo "chissà che sia la volta buona, ora lo cerco". Vado alla lettera S e lo trovo proprio lì,davanti a tutti, unico. Mi stava aspettando... Incredibile, dopo così tanto tempo  è tornato a casa, vi sembrerà assurdo ma mi sono quasi commossa. 

L'album segna l'inizio della carriera di solista della popstar inglese, dopo lo scioglimento dei The Police di cui era padre/padrone e dittatore. In Italia fu il disco più venduto nell'anno, ebbe un successo strepitoso, che non ebbe pari all'estero.  Il titolo è dovuto ad uno strano sogno dell'autore che poi viene ripreso nella versione strumentale del pezzo, incisa sull'album. Disco ruffiano con un occhio al jazz, vecchia sua passione e piedi ben saldi nel pop e nel rock.  Gordon Summer si avvale di musicisti eccellenti quali Omar Hakim alla batteria, Kenny Kirkland al pianoforte Darryl Jones al basso (???) e Bradford Marsalis al sax e alle percussioni. Scelse NYC come base per la registrazione che venne terminata in poche settimane. Da perfezionista qual era volle dare unità e amalgama al gruppo con il quale si esibì in piccoli club ante e  post produzione. Il risultato fu un album decisamente "eclettico". Si passa dal tema classico di Russians con un chiaro riferimento a Prokofiev,  al jazz di Moon over Bourbon street e anche qui si ispira a The interview with the vampire di Anne Rice,  fino a If you love somebody set them free, sempre abbracciando il jazz.  Con una puntatina al reggae di Love is the seventh wave, al rock molto Police di Shadows in the rain. Un album pieno di citazioni che sono tutte nei ringraziamenti, come in Consider me gone dal taglio soul ma con un chiaro riferimento ai versi di Shakespeare.

Tralasciando di citare le canzoni,  visto che più o meno tutte sono diventate dei grandi successi, vi dirò che, a parte quel che dicono i molti fan del suo gruppo storico che non gli hanno mai perdonato lo scioglimento, io credo sia un album di gran classe che merita tutto il successo che ha avuto e che, ancora oggi, si fa ascoltare molto volentieri. E mi ricordo Sting così come si presentò sul palco dell'ARISTON, nel 1986; in palandrana nera e ciuffo biondo, per cantare Russians.Oggi mi piace esattamente come allora. Quell'antipatico, sbruffone, megalomane, narcisista, presuntuoso, geniale di Gordon Summer. 

Una spanna sopra tutti gli altri.







THE DREAM OF THE BLUE TURTLES -  1 GIUGNO 1985

SIDE ONE:


SIDE TWO:










Fonti: non solo cinema, rock lab, wikipedia

15 novembre 2019

IL POSTO GIUSTO NEL MIO CUORE


"È il tempo che diamo alle persone che le rende preziose"(Antoine de Saint-Exupéry)

"Un amico è colui che sta dalla tua parte quando hai torto, non quando hai ragione. Perché quando hai ragione sono capaci tutti (Mark Twain)




Avevo iniziato a scrivere un post che poi ho cancellato. Ero arrivata alla fine quando ho capito che non era esattamente quello di cui volevo parlare. In realtà volevo raccontarvi che cos'è l'amicizia per me e quanta parte ha nella mia vita.Fin dall'infanzia. Dovete sapere che, essendo una persona estremamente timida, da bambina ho faticato non poco a cercare di sfondare quel muro che mi ero creata e ad instaurare dei rapporti con chi mi piaceva, anche se da lontano. Timida ed istintiva sceglievo le persone e poi tentavo l'approccio, partendo da punti in comune: un libro, un film, una canzone. Ma era complicato, perché non puoi decidere in anticipo di piacere alla persona  come lei piace a te. Nè puoi convincerla imitando i suoi gusti o le sue passioni. Ho preso parecchie botte perché non ero io, ma qualcun altro. Quando decisi che era ora di cercarmi e di capire esattamente quello che volevo diventare, mentre si facevano spazio le mie vere passioni che mi forgiavano giorno dopo giorno, le persone arrivarono. Nel corso di tutti questi anni, le amicizie hanno assunto un posto sempre più importante; spesso hanno sostituito la mia famiglia, essendo io lontana da casa, nei momenti di difficoltà come in quelli di serenità. Sono rispettata, stimata e benvoluta. Non ho alcuna difficoltà a stringere amicizie con uomini o donne. Molte persone mi accompagnano da oltre vent'anni; alcune da prima. Ho un'amica con la quale ci conosciamo da quando avevamo 11 anni e facevamo corse in bicicletta lungo le strade della mia città d'origine. Altre con le quali ho condiviso i momenti più bui della mia vita e della loro. Con alcuni condivido la quotidianità, con annessi e connessi. Con altri ci sentiamo di meno,causa distanze non facili da colmare, ma hanno lo stesso peso specifico di quelli vicini. Non ho mai fatto caso all'età, ma ho sempre dato la giusta importanza all'affinità di pensiero e sentimento, per me fondamentali. Sono amicizie schiette e sincere, come del resto sono io. Forse è per quello che difficilmente si sono interrotte. Quando è successo è stato per un eccesso di aspettative. Le mie, per la maggior parte. Ho imparato anche questo nel tempo, a non cercare di immaginare la persona diversa da come è ma accettarla come arriva; se sulla bilancia i lati positivi sono di gran lunga migliori di quelli negativi. Altrimenti è molto meglio accettare che non si è fatti per stare vicini. Vale anche per l'amore, sì. Ma io ritengo che l'amicizia, possa essere migliore dell'amore. E quando finisce, possa fare ancora più male. Sordamente e in fondo.
Sono molto fiera dei miei amici, non sono tantissimi, non scambio mai questo sentimento per conoscenza. Ci assomigliamo. Sono accoglienti, generosi, intelligenti,onesti,  duri all'occorrenza. Non hanno barriere né negli occhi, né nel cuore. Sono positivi, carichi di speranza. Sono belli. Dentro e fuori. Hanno anche lati negativi, come tutti. Ma, sulla mia bilancia personale,hanno un peso del tutto superabile. Ho cura di loro e loro di me. In fondo sono tre le parole fondamentali: rispetto, stima e amore
Hanno il posto giusto nel mio cuore, quello che mi porterò dietro, come bagaglio personale fino all'ultimo giorno. Assieme all'amore.

Questo è il mio modo di intendere l'amicizia. Qual è il vostro?



14 novembre 2019

X-FACTOR13: LA QUARTA PUNTATA



Siamo alla quarta serata e dopo la doppia eliminazione di giovedì scorso, i concorrenti in gara sono rimasti in 8.

A sorpresa, (che poi non lo è così tanto) l'unica squadra ancora intonsa è quella di Samuel. Come dicevo in precedenza, è competente, ha compreso perfettamente l'anima dei suoi artisti, riuscendo ad amplificarla senza stravolgerli.  E gli ottimi risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Malika Ayane è quella messa peggio: gli è rimasto solo un concorrente,  Davide Rossi. Ha una bella carta e se riesce a giocarsela bene, potrebbe arrivare fino alla finale. Però senza colpi di testa e idee campate per aria.

Sfera Ebbasta ha l'incredibile talento di Sofia dalla sua parte: può cantare qualsiasi cosa riuscendo a catalizzare l'attenzione di tutti, con la sua voce e la sua magia. Non si può dire lo stesso di Giordana, che pur brava non ha alcuna empatia con il pubblico, sembrando sempre fuori posto.

Mara Maionchi ha dalla sua un gioiello assoluto: Eugenio Campagna, non ne faccio un mistero, è il mio preferito. Il cantautore romano accoglie ogni sfida con un brillio negli occhi che mi fa sperare bene in vista della finale, ha la stoffa per rimanere su quel palco fino all'ultimo! Non posso dire lo stesso di Nicola Cavallaro:sempre sopra le righe, insomma too much.

Resto dell'idea che il programma, quest'anno, mostri tutti i suoi limiti. Dopo 12 anni è spento e noioso. Ho sbadigliato parecchio durante le dirette. E non mi è piaciuto per niente. Non c'è vitalità, non c'è innovazione, sembra un trascinarsi inutile di cose viste e riviste.
Penso sia venuta  l'ora di cambiare. Tutto.




Un video di Comete (Eugenio Campagna) per dire... già qualche anno fa "splendeva" benissimo!

12 novembre 2019

TAG: ESSERE BLOGGER ALLE "SOGLIE" DEL 2020



Nino Baldan, blogger del blog omonimo, ha ideato un TAG ispirato da un post di MikiMoz che aveva ispirato anche me in precedenza:(qui). Ha lo scopo di intervistare quanti più possibile per cercare di comprendere al meglio cosa significhi, alle soglie del 2020, essere un rappresentante della categoria. E se ha ancora un senso oggi, visto che il declino di questa "figura" pare sia ormai in FASE AVANZATA.

Miki mi ha taggata ed io rispondo più che volentieri all'appello.


-QUALI SONO LE RAGIONI CHE TI HANNO SPINTO AD APRIRE UN BLOG?

Ero una delle commentatrici fisse del blog di Luca Dini,  all'epoca Direttore di Vanity Fair, oltre a tutto il gruppo di blog della piattaforma VF. Tempi belli in cui ho imparato a confrontarmi con gli altri. Dopo qualche tempo, sentii l'esigenza di creare qualcosa di mio, dedicato alle mie passioni più grandi, la musica e la lettura. Da lì il blog si è evoluto fino a diventare #ilmondointornoamari, con annessi e connessi e rubriche varie. Vero è che miscappadascrivere da  quando avevo cinque anni e mezzo e leggevo di notte alla luce di una torcia elettrica.

-COME NASCE L'IDEA DIETRO AI TUOI POST? 
Dipende. Mi faccio ispirare da quello che mi stuzzica, articoli di giornali, conversazioni rubate in metropolitana e treno. Per le rubriche fisse, musica, poesia e libri, sono spesso retrò. Essendo una nostalgica seriale, di argomenti ne trovo parecchi.

-QUALI MEZZI UTILIZZI PER IL BLOGGING?

Scrivo in larga parte sul mio portatile. Ma prendo appunti ovunque, dal notes del telefonino, alle varie agende che ho sempre con me. Fisso dei punti base per i post più complessi e poi li amplio quando sono a casa. Per le rubriche ho dei giorni fissi con cadenza quindicinale, per il resto vado random.

-QUANTO IMPIEGHI PER UN POST E COME INSERISCI IL BLOGGING NEL TUO TEMPO LIBERO?

Qui dipende molto dal tipo di post. Se l'ispirazione è immediata anche 10/15 minuti. Dipende dall'incazzatura ahahahah. Per gli argomenti fissi, vado dalla mezz'ora per le poesie all'ora per la musica, recensioni di libri e ricette.  Se si tratta di  ricordi, cronache di viaggi, non ho limite di tempo. Li riprendo anche più volte.

-QUAL È IL TUO RAPPORTO CON I SOCIAL NETWORK E COME SONO LEGATI AL TUO BLOG?

Spesso Twitter mi ispira e mi piace postare foto su IG. Ma sono piuttosto slegati dal blog, non mi ricordo quasi mai di pubblicare il mio post anche lì. Aborro FB, lo ritengo un luogo becero e scadente.

-VEDI QUESTA CRISI DEL BLOGGING IN PRIMA PERSONA, TANTO DA AVER AVUTO LA TENTAZIONE DI TRASFERIRTI IN PIANTA STABILE SUI SOCIAL?

A dire il vero non cedo alle sirene per le quali blog sembra stiano morendo. Sono fermamente convinta siano l'unico luogo dove si possa lasciare da parte la velocità, vera dannazione di questi tempi e dedicarsi al confronto con calma e competenza. Auspico un ritorno a breve di contenuti importanti proprio qui. Ne sono ferma sostenitrice.

-LE REGOLE DEL TAG

1) taggare altri cinque bloggers: siete tutti liberi di partecipare.
2) linkare il post originale (FATTO QUI)
3) lasciare lì un commento, per permettere a Nino di sapere che avete continuato il tag.


Se pensate di non partecipare al tag lasciate un breve commento al post, mi farebbe davvero piacere sapere se le mie risposte vi hanno incuriosito. 
Se siete blogger o meno le vostre idee mi interessano tutte!

GRAZIE!


09 novembre 2019

SABATO DI POESIA: QUELLE COME ME

Quelle come me regalano sogni,

anche a costo di rimanerne prive…

Quelle come me donano l’Anima,

perché un’anima da sola è come

una goccia d’acqua nel deserto…

Quelle come me tendono la mano

ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio

di cadere a loro volta…

Quelle come me guardano avanti,

anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…

Quelle come me cercano un senso all’esistere e,

quando lo trovano, tentano d’insegnarlo

a chi sta solo sopravvivendo…

Quelle come me quando amano, amano per sempre…

e quando smettono d’amare è solo perché

piccoli frammenti di essere giacciono

inermi nelle mani della vita…

Quelle come me inseguono un sogno…

quello di essere amate per ciò che sono

e non per ciò che si vorrebbe fossero…

Quelle come me girano il mondo

alla ricerca di quei valori che, ormai,

sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…

Quelle come me vorrebbero cambiare,

ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…

Quelle come me urlano in silenzio,

perché la loro voce non si confonda con le lacrime…

Quelle come me sono quelle cui tu riesci

sempre a spezzare il cuore,

perché sai che ti lasceranno andare,

senza chiederti nulla…

Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,

in cambio, non riceveranno altro che briciole…

Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,

purtroppo, fondano la loro esistenza…

Quelle come me passano innosservate,

ma sono le uniche che ti ameranno davvero…

Quelle come me sono quelle che,

nell’autunno della tua vita,

rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti

e che tu non hai voluto…

 

(Alda Merini) 

 

07 novembre 2019

X-FACTOR 13: LA TERZA PUNTATA



Immagine presa dal web



Siamo alla terza puntata. Dopo l'eliminazione di Enrico la scorsa settimana, abbiamo 2 giudici con il team completo: MARA e SAMUEL.
Altri due giudici che hanno perso ognuno un partecipante: SFERA EBBASTA e MALIKA.

Parlando delle puntate precedenti, posso dire che quest'anno l'atmosfera è molto più pacata del solito: i giudici danno meno spettacolo, i ragazzi mi sembrano più impegnati a lavorare che a discutere.
Mi piace l'armonia anche se, Malika e Sfera sono ancora lontani dall'avere messo a fuoco i loro ragazzi.
Più bravo Samuel, ma lì stiamo parlando di qualcuno che lascia perdere i gusti personali e si dedica a tirare fuori dai suoi gruppi quello che ci ha visto. E credo ci abbia visto bene, anzi benissimo.
Mara è una certezza. Ha l'esperienza e il cuore. Non sbaglia un colpo.
Sfera invece, sembra fuori posto. Sarà pure competente nel suo campo, ma per il resto è lontano da chiunque, prima di lui, ha avuto quella poltrona.
Malika invece, dovrebbe avere meno spocchia e presunzione. Lasciare da parte la penna rossa da maestrina e far fare ai suoi ragazzi quello che sanno fare meglio, non quello che piace a lei.

Anche stasera sarò presente sul blog. Sarò molto contenta se qualcuno di voi vorrà farmi compagnia.


04 novembre 2019

A VOI CHE NON VI MERITATE LILIANA SEGRE.



"A voi che non vi alzate in piedi davanti a una donna di 89 anni, che non è venuta lì per ottenere privilegi o per farsi vedere più brava ma è venuta da sola (lei sì) per proporre un concetto libero dalla politica, un concetto morale, un invito che chiunque avrebbe dovuto accogliere in un mondo normale, senza sospettosamente invece cercare contenuti sovversivi che potevano avvantaggiare gli avversari politici. A voi dico: io credo che non vi meritiate Liliana Segre!"

Queste sono le parole che ha usato, in una lettera aperta al Corriere della Sera, Alberto Belli Paci, figlio di Liliana Segre, senatore a vita della Repubblica Italiana.E ha aggiunto:
"Credete che con quel numero sul braccio, 75190,impresso sulla carne di una bambina,  lei si lasci usare da qualcuno per vantaggi politici di una parte politica in particolare?"
No Alberto, non lo crediamo.
Restiamo qui, noi che abbiamo coscienza civile e memoria storica ad onorare e rispettare una Donna come tua madre. Che ha visto e vissuto l'inferno, ed è tornata. Che racconta ed insegna il passato. Che aiuta a non dimenticare.
Ma sono tempi bui questi e lei, lo sa.
Incancellabili dalla nostra memoria.
Purtroppo le espressioni di odio e di razzismo stanno diventando episodi quotidiani. Questo ci fa capire che dobbiamo stare allerta e non abbassare la guardia.
MAI.



Vignetta di Mario Biani - Liliana Segre



03 novembre 2019

I VINILI DELLA DOMENICA: ULTRA - DEPECHE MODE



Io sono quella divisa tra passioni e rinascite dei gruppi rock. Amo lo "sbando" che mi regala ascoltare un pezzo aggressivo e l'emozione dettata dalla dolcezza di un pezzo carezzevole. Si trova TUTTO in un GRANDE ALBUM.

Oggi vi parlo di un album icona. Niente di diverso da quello che ho già affrontato nelle mie passate escursioni. ULTRA dei DEPECHE MODE
Numericamente è il nono album della band. A mio parere, è il numero uno della seconda vita artistica  di Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher.
I DM alla fine degli anni '90, erano morti,  defunti sulla via della disintegrazione, con Dave   in preda a droghe di ogni genere e alle spalle un tentato suicidio. Con Andy alle prese con un forte esaurimento nervoso e Martin che si accompagnava sempre più spesso alla bottiglia.
Sembrava che dopo Violator e Song of Faith and Devotion, con  l'uscita di scena di Alan Wilder,  fosse arrivato il momento di chiudere il sipario e di tentare carriere da solisti o semplicemente di salvarsi la pelle.  Per i fan una fine inaccettabile ma molto probabile, nonostante arrivassero notizie relative alla  registrazione di un nuovo album. 
Sembra incredibile, ma la morte clinica di tre minuti del frontman, dovuta ad un'overdose,  ricompatta il gruppo, e dopo il periodo di riabilitazione di Dave, completano le registrazioni vocali e il resto del lavoro. il responsabile di tutto l'artwork  è Antony Corbijn, vecchia conoscenza anche degli U2.
PHOTO ANTHONY CORBIJN
il 15 aprile 1997 viene pubblicato ULTRA, che si piazza immediatamente al 1° posto della classica inglese, francese e spagnola. Poiché David era ancora in pieno recupero, per la prima volta non c'è un tour promozionale. 
Sono fragili, come si coglie durante alcune interviste in cui parlano solo Andy e Martin, mentre Dave si tiene lontano preferendo l'ombra piuttosto che soffermarsi sulla sua crisi personale,  non ancora del tutto superata. 
"Il punto di vista di Martin ed Andy è comunque importante per capire come andavano le cose nel periodo successivo alla tragedia: “Quando ti arriva una chiamata ed è il tuo manager che ti dice ‘devo parlarti di Dave perché è successo qualcosa di veramente brutto’ il primo pensiero che hai è ‘oh mio Dio, questa è la volta buona’ ed è già accaduto due volte. È davvero terribile.” Per Martin è un miracolo che Dave sia ancora in piedi e continui a cantare, e questo suo modo di accettare la cosa fa parte della strana coesione del gruppo".

Insomma si erano rimessi in gioco, con grande coraggio, determinati e con una nuova grinta anche se con una cupezza maggiore rispetto ai loro lavori  precedenti.Affrontando i loro demoni, senza nasconderli. C'è una gran sintonia nel gruppo.Dave comprende appieno le parole di Martin dando loro una completezza maggiore con la nuova profondità vocale che aveva acquistato seguendo le indicazioni di un vocale coach. Martin, dal canto suo, si avvicina di più all'anima di Dave costruendo piccole meraviglie di testo. I risultati stupiscono per la grande maturità complessiva.
Martin Gore in studio di registrazione
Il singolo di lancio è Barrel of a Gun. C'è tutto. La rinascita, il passato, le ammissioni di colpa, la voglia di fuggire dai riflettori. Ci sono due canzoni delicate e struggenti  quali Home e The Loves Nieves tutte e due cantate da Martin.
La prima è un viaggio in territori inesplorati alla ricerca di noi stessi; la seconda ci riporta a  luoghi più familiari e vicini. Home è la "mia canzone" dell'album. Penso di averla ascoltata centinaia di volte senza mai stancarmi, in un continuo rewind.
It's No Good è il secondo singolo e il vero marchio di fabbrica di tutto il lavoro. Affascina grazie ai sintetizzatori raggiungendo sonorità ipnotiche. 
E poi ancora Uselink (strumentale) e via via, Jazz ThievesFreestate, Useless, The Botton Line, Sister of Night, fino alla ballata finale, Insight.
In realtà l'album si chiude con una ghost track, Junior Painkiller.
Chissà,  forse si capisce che non sono stata imparziale riguardo questa recensione, i pareri  negli anni continuano ad essere discordanti e alcuni critici li hanno massacrati. Io lo ritengo un capolavoro assoluto, il mio album preferito dei DM. Quello che, come dicevo per Home, sono stata capace di ascoltare in cuffia, per ore intere, durante un'interminabile notte in pullman verso sud. Ripartire, ricominciare, rinascere. ULTRA.




ULTRA: pubblicato il 15 aprile del 1997.


SIDE A:
1) Barrel of a gun
2) The loves thieves
3) Home
4) It's no good
5) Uselink
6) Useless

SIDE B:
1) Sister of night
2) Jazz thieves
3) Freestate
4) The botton line
5) Insight
gt) Junior Paintkiller






Fonti: Impatto sonoro, Wikipedia, Rocklab.it

01 novembre 2019

LE FOTOGRAFIE DEL CUORE.




"Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una conchiglia sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà."

(Isabel Allende)


Ogni tanto metto mano alle vecchie foto archiviate nella memoria del mio pc.

Le foto sono immagini necessarie per fermare un sorriso, una cosa buffa, una lacrima in corso, un pezzetto di cielo, un angolo emozionale, un'idea, un colore . Sono turbamento, loro vogliono esserci e finché non ti concedi, non ti lasciano respirare.

Sono aggrappata alle mie foto come sono aggrappata alle parole, mie o di altri.
E questo modo di vivere ad emozioni è il mio modo di comprendere quello che mi circonda, di assimilarlo, farlo mio.
Oggi apro l'album dei ricordi e vi mostro pezzi di me.
Anche se sembra che io non ci sia, fidatevi. Quelle foto sono me.

Matera - la scorsa estate:


Matera - di giorno





Matera - di notte




Ahahah ci sono anche io!

Matera - panorama



Alberobello:

I fiori di Alberobello


Alberobello - i trulli e il cielo



Palinuro:

Capo Palinuro

Palinuro al tramonto

San Gimignano:

San Gimignano - le torri

Val D'Orcia:
I cipressi della Principessa

Zurigo a Natale:


L'incanto di Natale

Liverpool:
Liverpool i Docks


Liverpool - la ruota


Liverpool - il pianoforte di John Lennon


New York:


La magia di NYC 






Time Square all'alba



La foto più bella:


Assisi: papà mamma ed io




E voi, cosa pensate delle foto, del momento prima e dopo il click?
Vi ci vuole del tempo, siete al contrario iper veloci, basta la prima oppure ne scattate venti?
Vi da brividi, vi entusiasma o non siete mai soddisfatti appieno?
Io le scatto velocemente, se sono ritratti amo quelle non posate, quasi rubate.
Se invece sono io il soggetto, mi basta sorridere e va tutto bene.