Drying in the colour of the evening sun Tomorrow's rain will wash the stains away But something in our minds will always stay
Perhaps this final act was meant To clinch a lifetime's argument That nothing comes from violence and nothing ever could For all those born beneath an angry star Lest we forget how fragile we
On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star On and on the rain will say How fragile we are, how fragile we are
On and on the rain will fall Like tears from a star, like tears from a star On and on the rain will say How fragile we are, how fragile we are How fragile we are, how fragile we are
"Se il sangue scorrerà, quando la spada incontrerà la carne, seccandosi al sole della sera, la pioggia di domani laverà via le macchie Ma qualcosa rimarrà per sempre nelle nostre menti Forse questo ultimo atto è destinato a ribadire una fondamentale verità: che dalla violenza non può e non è mai potuto nascere nulla Per tutti quelli nati sotto una stella arrabbiata per paura che ci dimentichiamo quanto siamo fragili
La pioggia continuerà a cadere su di noi come lacrime da una stella, come lacrime da una stella La pioggia continuerà a dirci quanto siamo fragili, quanto siamo fragili
La pioggia continuerà a cadere su di noi come lacrime da una stella, come lacrime da una stella La pioggia continuerà a dirci quanto siamo fragili, quanto siamo fragili quanto siamo fragili, quanto siamo fragili"
(Gordon Matthew Summer - Nothing like the sun - 1987)
NOTE BIOGRAFICHE SULL'AUTORE
Gordon Matthew Thomas Summer nasce a Wallsand il 2 ottobre del 1951. Oggi compie 70 anni. Da cinquanta invece, ha contribuito con la sua musica a rendere più bello il mondo. Prima con i Police e poi da solo. Scorbutico, borioso, inglese purosangue, artista e musicista a tutto tondo. Ha scritto canzoni incredibili, colme di poesia e note. Ha vinto tutto tranne l'Oscar a cui è stato candidato per ben quattro volte e mi viene da dire con lui quel che dicevo di Roth a proposito del Nobel: non capiscono un c....se non glielo danno. La canzone o meglio la poesia di oggi è un omaggio a Ben Linder, un ingegnere civile ucciso in Nicaragua nel 1987. Ne esistono infinite versioni, tra cui alcune bellissime come il duetto con Stevie Wonder, in occasione dei suoi 60 anni a New York. La canta spesso ai concerti, solo chitarra e voce, così come è stata incisa. L'11 settembre del 2001, era in Italia nella sua tenuta in Toscana, dove aveva organizzato un mini concerto. Quando le notizie dell'attentato ci raggiunsero, nel giro di poco tempo lui ebbe la certezza che un suo caro amico era rimasto ucciso. Dopo diverse ore d'incertezza, decise di cantare lo stesso e intonò proprio questa canzone senza riuscire a pronunciare alcune parole del ritornello. Da allora la cantò in diverse occasioni, compresa la riapertura del Bataclan, per ricordare a tutti che la violenza non risolve nulla e che dovremo sempre avere cura delle nostre fragilità per andare avanti. Visto che sono una delle nostre vere ricchezze.
Tanti auguri Sting
Video originale - 1987
concerto - 11 settembre 2001 - Il Palagio
Concerto - 2 ottobre 2011 - Beacon Theatre New York - duetto con Stevie Wonder
Concerto di riapertura Bataclan - 12 novembre 2016
Qualche mese fa, sul mio blog, alcuni amici commentatori hanno avanzato delle proposte/idee per nuovi post. Lory ad esempio, ha suggerito di creare un post sui personaggi di altre epoche che avremmo voluto conoscere. Ipotizziamo quindi che, grazie ad una macchina del tempo, riuscissimo a tornare indietro e ad avere la possibilità di avvicinare miti e personaggi della nostra storia/cultura passata. Chi vorremmo incontrare?
Ed ecco il mio elenco personale:
10)Francesco D'Assisi: per la sua caparbietà nel riconoscere in ogni essere vivente, la Bellezza. Gli chiederei di portarmi con sé a parlare di amore e povertà in giro per il mondo.
9)Maria Antonietta d'Austria: per la sua cecità, perché avrebbe potuto cambiare le sorti di un popolo e forse anche la sua. Per la sua dignità nell'avvicinarsi alla morte riscattando in un sol colpo tutto l'egoismo.
8)Federico II di Svevia: per la sua intelligenza e anche per l'arroganza. Per la presunzione, per il genio. E poi avrei voluto chiedergli se è vero, come ho sempre pensato, che il castello più misterioso del mondo,Castel Del Monte, lo abbia costruito solo per amore di Bianca e che l'esoterismo non c'entra nulla.
7)Elisabetta I D'Inghilterra: quasi per gli stessi motivi di Federico II. Del resto i più grandi si conoscono per la loro intelligenza e lungimiranza. Le chiederei se l'amore, quello vero e assoluto le sia mancato. Anche se immagino la risposta.
6)Jane Austen: per la sua ironia, per il suo essere così fuori tempo. Per l'emancipazione e l'autonomia di ognuna delle sue protagoniste. Troppo avanti perfino per i nostri poveri tempi moderni. Anche a lei farei la domanda sull'amore. Stavolta non riesco ad immaginare la risposta.
5)Emily Dickinson: per la sua musica interiore e per chiederle finalmente che cosa intenda davvero per Amore. Se è davvero tutto nelle "notti folli" che lei, in realtà, non ha mai vissuto. La mia poetessa preferita.
4)Leonardo da Vinci: per il genio, indiscusso e indiscutibile. E che domanda mai potrei fargli? 33, 33,33!
3)Enrico VIII: per la sua grettezza e la sua dissolutezza. Per la sua misoginia che non lasciò scampo a molte delle sue moglie. E per quello strappo al Papato che avrebbe cambiato il corso della storia religiosa mondiale. Gli chiederei se ne valeva la pena.
2)Whitney Houston. La amo, l'amerò sempre. Canterei e ballerei con lei. Con i nostri capelli ricci così simili e il sorriso sulle labbra. La felicità.
1)John Lennon: credo non serva nemmeno chiedermi perché, se mi conoscete appena appena. Gli chiederei di cantarmi la sua (mia) canzone preferita, sottovoce, assieme a me. Anche qui, la felicità.
Quando George Michael se ne è andato, il giorno di Natale di quattro anni fa, mai avrebbe immaginato che LAST CHRISTMAS(ne ho parlato qui) il suo singolo più venduto al mondo che allora non aveva raggiunto il primo posto nelle classifiche del Regno Unito, ci sarebbe arrivato a trentasei anni di distanza dalla sua uscita. Forte dei 9 milioni e passa di visualizzazioni del suo video, durante tutto il periodo del Natale appena trascorso. Che poi dovesse chiamarsi Last Easter ed uscire a Pasqua è tutta un'altra storia... Avrebbe avuto lo stesso successo? Non lo sapremo mai.
Nel dicembre del 1984 fu battuto da un altro classico natalizio: Do They Know It's Christmas? il progetto globale voluto da Bob Geldof in favore dell'Africa a cui aveva partecipato assieme a Andrew Ridgeley quando erano gli Wham!.
Ridgeley racconta che la canzone fu composta in meno di un'ora nella soffitta della casa di famiglia di George. Una magia nata dal genio incontrastato dell'artista di origine greca che mai sarà dimenticato grazie agli innumerevoli capolavori realizzati. E che resterà nel cuore di tutti gli uomini e le donne di "buona volontà" che sono cresciuti assieme ai suoi pezzi meravigliosi. Ma che ne vogliono capire mai i "ggiovaniii" di adesso...
Per celebrare la vetta della classifica vi regalo una selezione di interpretazioni musicali del brano, alcune insospettabili😎
TAYLOR SWIFT
EMILIA CLARKE
ARIANA GRANDE
MILEY CYRUS
ROMINA POWER
COLDPLAY
IVANA SPAGNA
DALIDA
MINA
CAROLE KING: LA MIA VERSIONE PREFERITA
Ne ho tralasciate tantissime dai Good Charlotte agli Alcazar. Ma aspetto anche le vostre segnalazioni💪
Il 9 ottobre del 1940 nasceva a Liverpool John Lennon. E oggi avrebbe compiuto 80 anni se quel maledetto 8 dicembre del 1980 il corso del suo tempo non si fosse di colpo interrotto a causa della follia di Mark Chapman. E su quel selciato nell'Upper West Side di Manhattan io sono rimasta ferma ad ascoltare l'aria per cercare di cogliere tutto l'amore e tutta la personalità che nessun colpo di arma da fuoco avrebbe mai potuto portarci via. Ed infatti non è successo.
Se ci pensiamo il suo percorso artistico è durato poco più di vent'anni. Così intensi da sembrare molti di più. Perché la sua influenza nel mondo del pop e del rock'n'roll e assolutamente impossibile da quantificare. Io lo chiamo il visionario perché aveva il passo più veloce di tutti e quel che coglieva prima degli altri lo trasformava in musica e poesia. Poi i maligni dicono che le visioni dipendevano anche da altro ma io non gli do retta😎
Per ricordarlo, con tutto l'amore che posso e il mio è parecchio, eccovi una carrellata di video, partendo dalle basi, i BEATLES appunto e finendo con la sua attività da SOLISTA.
Poi chiudo con alcune foto scattate a Liverpool due anni fa, ve ne ho già parlato lo so. Ma mi piace perseverare nella mia follia😎
Liverpool museo dei Beatles maggio 2018
Liverpool promenade maggio 2018
Vi ho parlato di lui anche qui: poi uno dice le fissazioni...
I, I will be king And you, you will be queen Though nothing will drive them away We can beat them, just for one day We can be Heroes, just for one day
And you, you can be mean And I, I’ll drink all the time ‘Cause we’re lovers, and that is a fact Yes we’re lovers, and that is that
Though nothing, will keep us together We could steal time, just for one day We can be Heroes, for ever and ever What d’you say?
I, I wish you could swim Like the dolphins, like dolphins can swim Though nothing, nothing will keep us together We can beat them, for ever and ever Oh we can be Heroes, just for one day
I, I will be king And you, you will be queen Though nothing will drive them away We can be Heroes, just for one day We can be us, just for one day
I, I can remember (I remember) Standing, by the wall (by the wall) And the guns shot above our heads (over our heads) And we kissed, as though nothing could fall (nothing could fall) And the shame was on the other side Oh we can beat them, for ever and ever Then we could be Heroes, just for one day
We can be Heroes We can be Heroes We can be Heroes Just for one day We can be Heroes
We’re nothing, and nothing will help us Maybe we’re lying, then you better not stay But we could be safer, just for one day
Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh, just for one day
“EROI”
Io, io sarò re E tu, tu sarai la regina Anche se niente li porterà via Li possiamo battere, solo per un giorno Possiamo essere Eroi, solo per un giorno
E tu, tu puoi essere meschino E io, io berrò tutto il tempo Perché siamo amanti, e questo è un fatto Sì siamo amanti, è proprio così
Sebbene niente ci terrà uniti Potremmo rubare un po’ di tempo, per un solo giorno Possiamo essere Eroi, per sempre Che ne dici?
Io, io vorrei che tu sapessi nuotare Come i delfini, come nuotano i delfini Sebbene niente, niente ci terrà uniti Possiamo batterli, per l’eternita’ Oh possiamo essere Eroi, anche solo per un giorno
Io, io sarò re E tu, tu sarai la regina Sebbene niente li porterà via Possiamo essere Eroi, solo per un giorno Possiamo essere noi, solo per un giorno
Io, io riesco a ricordare (mi ricordo) In piedi accanto al Muro (accanto al Muro) E i fucili sparavano sopra le nostre teste (sopra le nostre teste) E ci baciammo, come se niente potesse accadere (niente potesse accadere) E la vergogna era dall’altra parte Oh possiamo batterli, ancora e per sempre Allora potremmo essere Eroi, anche solo per un giorno
Possiamo essere Eroi Possiamo essere Eroi Possiamo essere Eroi Solo per un giorno Possiamo essere Eroi
Noi non siamo niente, e niente ci aiutera’ Forse stiamo mentendo, allora è meglio che tu non rimanga Ma potremmo essere più al sicuro, solo per un giorno
Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh, anche solo per un giorno
(HEROES - 1977 - DAVID BOWIE E BRIAN ENO - TRILOGIA BERLINESE)
Note: Bowie ha dichiarato che la canzone gli fu ispirata da una giovane coppia che si incontrava segretamente sotto la torretta di guardia del Muro di Berlino e che lui spiava dalla finestra dello studio di registrazione. Secondo Tony Visconti, il suo produttore, la coppia in questione era lui stesso ed una ragazza con cui aveva una storia durante la registrazione. L’uso delle virgolette nel titolo potrebbe avere un significato ironico.
(Velvetgoldmine.it)
Di questa canzone e dell'intero album ho già parlato qui.
Vi lascio la versione live cantata da David Bowie sul palco del Live Aid nel 1985. Vi lascio con la grande musica, quella immortale. Buon sabato amici.
Provare a raccontarvi la storia di questo album in modo usuale lo farebbe annegare tra la miriade di parole che sono state usate per descriverlo in tutte le parti del mondo.
Dalla sua pubblicazione avvenuta il 30 giugno del 1986 fino a oggi, è l'album più venduto in assoluto (25 milioni di copie) tra quelli in studio, dell'artista americana.
Tutti e cinque i singoli estratti raggiunsero il primo posto in classifica. Ogni canzone fu scritta con la collaborazione di protagonisti della scena musicale mondiale del calibro di Paulinho De Costa, Jackie Jackson, Paul Jackson Jr, Stephen Bray, Richard Marx. Fu l'album che trasformò definitivamente la cantante nella superstar e nell'icona mondiale che tutti conosciamo. Il disco celebra l'amore in tutte le sue forme ed è dedicato a Sean Penn, suo marito all'epoca, definito come "IL RAGAZZO PIÙ COOL DELL'UNIVERSO" trasformando una delle frasi che lui usava per definire il sentimento che li univa, nel titolo da dare all'album.
Già. L'amore, la passione, la musica, la sperimentazione, l'immagine. Tutto l'universo della signora Ciccone gira vorticosamente attorno ad ogni accordo e arrangiamento, ad ogni passo di danza che accompagna le storie.
È un disco corposo che arriva immediatamente al pubblico e ci resta, come solo le fiabe più belle possono fare, TRAVOLGENDO, innamorando, scolpendo.
E le ragazze dell'epoca, vivono il nuovo successo del loro mito femminile lasciandosi trasportare da ogni canzone, guardando e riguardando ogni video su MTV, trasformando le loro stanze in palcoscenici nei quali ripetere fino all'infinito ogni sua movenza, ogni suo passo e tutti i look. Che restano iconici per sempre. Mentre i ragazzi sono travolti dal sex-appeal. Perché è questa la grandezza della superstar, del mito Madonna. Farsi attraversare dalle mode, immaginandole e creandone di nuove, lasciandole immediatamente al suo pubblico, per potersi rinnovare. E mentre tu cerchi di raggiungerla, lei è già lontana, verso nuovi mondi, verso nuove esperienze, sempre altrove. Inimitabile. Anche oggi, nonostante la stanchezza e i limiti dovuti ovviamente all'età, resta l'unico termine di paragone. Non me ne vogliano tutte le star che negli anni l'hanno imitata a partire da Lady Gaga. Dio salvi l'unica vera regina del Pop: MADONNA.
Ed ora vi racconto l'album a modo mio, seguitemi.
SIDE ONE
PAPA DON'T PREACH:
Secondo singolo estratto, balzò immediatamente al primo posto in classifica, diventando anche quello più venduto. Fu una canzone molto criticata visto l'argomento che trattava, ci furono parecchie associazioni che attaccarono la cantante perché videro nel testo un incoraggiamento alla gravidanza adolescenziale. Cominciarono i primi attriti con il Vaticano. Da qui la lunga storia d'amore tra la Chiesa e Madonna. Le ragazze all'epoca, adorarono il caschetto biondo e il chiodo che indossava nel video. Io personalmente conservo ancora la maglietta a righe bianche e nere che comprai all'epoca e che è tornata di gran moda. Ho conservato anche l'impermeabile bianco che disegnò per H&M qualche anno più tardi, ma questa è un'altra storia.
OPEN YOUR HEART
Quarto singolo estratto, anche lui arrivò immediatamente al primo posto in classifica.La canzone era stata scritta per Cindy Lauper, Madonna modificò il testo e l'inserì nell'album. Le Scene iconiche della popstar in un peep show coperta solo dal celebre body dalle punte dorate mentre esprime al massimo il suo desiderio sessuale, si fissarono nell'immaginario collettivo per sempre. Anche qui critiche a iosa per il bambino protagonista del video. E niente, a quei tempi era un assalto ai negozi di lingerie alla ricerca di un body anche lontanamente simile da sfoggiare in discoteca assieme a minigonne in pelle.
WHITE HEAT
Canzone dance ispirata al mito dei film di gangster degli anni '40 James Cagney, prendendo il nome dall'omonimo film del 1949. Adoro il video che ho postato in cui Madonna da il meglio di sé in giacca sfavillante e Borsalino.
LIVE TO TELL
Primo singolo estratto dall'album. Una canzone forte che parla di sopravvivenza ad ogni costo e di conflitti familiari. A mio parere una delle più belle ballate scritte e interpretate dalla cantante. Davvero iconica e bellissima anche nel video che promosse il film At Close Range, interpretato da Sean Penn e Christofer Walken.
SIDE TWO
WHERE'S THE PARTY
Uscì in versione singolo solo nelle Filippine. Ma nel resto del mondo la bella canzone dance ha fatto ballare intere generazioni di ragazzi e ragazzi. E lo stesso titolo è diventato un vero e proprio "urlo di guerra" per dare il via alle feste!
TRUE BLUE
Terzo singolo estratto e canzone che da il titolo all'album. Uno dei capolavori del pop mondiale. Che si può aggiungere al mito? Forse il fatto che noi fanciulle abbiamo passato interi pomeriggi ballerine ai piedi e fuseaux neri addosso, cercando di imitarne ogni passo davanti allo specchio? Due i video per la canzone, uno in cui Madonna non appare perché era collegato ad un concorso e quello universalmente conosciuto interamente registrato in uno studio tutto blu con ambientazione anni '50.
LA ISLA BONITA
Quinto singolo estratto dal successo immediato. Canzone che in un primo momento era stata offerta a Michael Jackson per l'album Bad, ma da lui rifiutata. Madonna la riscrisse e la interpretò in maniera spettacolare, anticipando il filone musicale latin-pop che poi fu portato al successo da artisti come Ricky Martin, Shakira e Jennifer Lopez. Curiosità del video, un giovanissimo Benicio Del Toro sul cofano della macchina d'epoca.
JIMMY JIMMY
La canzone che potrebbe essere stata scritta da ogni ragazza che nella vita ha preso una sbandata per il ragazzo bello e pericoloso del suo quartiere. Madonna, una di noi.
LOVE MAKES THE WORLD GO ROUND
Ultimo brano dell'album che riassume fin dal titolo il senso dell'amore secondo Madonna: "Fate l'amore e non la guerra, non significa nulla se non combattiamo. Niente pistole e coltelli, l'amore fa girare il mondo. " E anche qui, pur in versione pop, colpisce e affonda. Niente da fare MADONNA È MADONNA. Tutto il resto è noia.
Fonti: Madonna di Lucy O'Brien Madonna l'icona del Pop di Valeria Arnaldi
"Tra due settimane compio 40 anni. A 40 anni, per la prima volta, ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente, e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. A 40 anni non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, ma, né per orgoglio né per timore.
L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare. A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l’amore, se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. È tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o di scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno.
Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio che non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli."
Tiziano Ferro . Festival di Sanremo 2020 BUON COMPLEANNO TIZIANO
Billy Joel è New York. Qualche anno fa, nel mio vecchio blog, in occasione del mio primo viaggio nella Big Apple, scrissi un POST (QUI) appassionato, dedicato alla mia città del cuore e alla colonna sonora che le è stata dedicata da uno degli artisti pop-rock più importanti al mondo. Lo conobbi(metaforicamente parlando) un pomeriggio in cui, come tutte gli adolescenti dell'epoca, mi pareva che il mondo fosse finito. Soffrivo per amore e allora ero certa che mai, nella vita, avrei sofferto più di così.SEEEEE.
Qualche anno dopo conobbi mio marito, che possedeva quelli che, secondo me, sono i suoi tre album più belli e significativi, scritti a cavallo degli anni '70 e '80.
Il mio preferito però resta 52nd Street ed è di questo lavoro che voglio parlarvi oggi.
Volevo farvi vedere una delle prime foto che scattai a NYC nell'agosto 2011:
Se una è ossessiva, è ossessiva mica per niente😆😆😆
È l'album della maturità. Dopo l'enorme successo del precedente, The Stranger, e la canzone che aveva fatto da miglior volano al suo successo, Just The Way You Are, la maggior parte degli addetti al settore pensavano che non avrebbe potuto superare quelle vette e che fosse già destinato ad un precoce declino, votato ormai, dopo Piano Man, ad un destino di intrattenitore. Invece li spiazza tutti con un album dedicato alla sua città (nato nel Bronx nel 1949). Un lavoro complesso, che mette in circolo tutto il suo valore e il suo sound che spazia dal jazz al rock, passando per il boogie e il soul. Vince 3 Grammy, vende oltre 7.000.000 di copie, manda in vetta alla classifica Billboard l'album per oltre 8 settimane, tre singoli nella Top Ten: Honesty,My Life,Big Shot. Canzoni speciali e non lo dico tanto per dire, le abbiamo sentite migliaia di volte, le conosciamo tutti e sono così evocative da trasportarci, in un solo istante, nella galassia dei ricordi. Lui, il suo piano e la sua musica, fanno parte della storia personale di molti di noi.
Nel corso degli anni qui in Europa è stato dimenticato; un grosso errore. Un grandissimo artista che andrebbe riscoperto. In America non c'è bisogno, ancora oggi, a NYC, fa concerti ogni mese al Madison Square Garden, sempre sold out. In uno degli ultimi, il 100mo, essendo il primo artista a raggiungere quel numero di concerti su quel palco, ha invitato un suo caro amico, un'altra leggenda come lui a festeggiarlo: "zio" Bruce Springsteen. Hanno cantato "Tenth Avenue Freeze-Out" e "Born To Run" insieme. Tutte le tracce le trovate come di consueto in coda al post. Spero che vi facciano una bella compagnia in questa domenica di metà gennaio e che vi inducano piacevoli ricordi. Io vi lascio con la mia preferita grazie alla quale, ancora oggi, chiudendo gli occhi, torno ai miei anni da adolescente inquieta. Quella ragazzina che, a ripensarci oggi, riesce ancora a strapparmi grandi sorrisi di meravigliosa malinconia.