È di un paio di giorni fa la notizia, rimbalzata sulle prime pagine di tutti i siti conosciuti, che Teresa "Jova" Cherubini è uscita dall'incubo del linfoma di Hodgkin, una pericolosa forma di cancro che colpisce il sistema linfatico, diagnosticatole nel luglio dello scorso anno. Dopo sei cicli di chemioterapia ha vinto la malattia.
In realtà avevo già appreso tutto sulla sua pagina di IG (@terrywho_cartoons) visto che la seguo da un paio di anni. Grazie all'annuncio dato con la foto che vedete. E non solo, sospettavo qualcosa perché da mesi aveva cambiato l'immagine del profilo con un disegno (lei è una bravissima fumettista) in cui appare con i capelli rasati a zero.
Stavo aspettando e speravo. Perché il cancro lo conosco bene ed è una bestia cattivissima, fin troppo letale. Per cui, quando ha pubblicato il post, l'ho letto di un fiato e ho tirato un gran sospiro di sollievo.
Sono molto affezionata a questa giovane donna, che ho visto nascere, come molti di voi. Seguendo suo padre praticamente da sempre, non c'è cosa di lei avvenuta nel corso degli anni che non si sappia. Dalla prima canzone che le ha dedicato: PER TE. Ai primi passi nei video di papà. O quando suonò il violino al matrimonio dei genitori. Dai suoi successi scolastici, al suo decidere di andare a studiare in un college newyorkese, al trasferimento di papà e mamma per starle vicino. Fino al suo scoprire che i fumetti, da passione, erano diventati strada di vita.
Sono rimasta molto toccata dalle parole che ha usato per comunicare al mondo di avere avuto il cancro. Di lui dice "Per un certo verso è una malattia solitaria, ma il supporto di chi ti sta vicino è fondamentale per superarla, io non c'è l'avrei mai fatta senza di loro. La paura non è andata via e ci vorrà del tempo perché possa fidarmi di nuovo del mio corpo, ma non vedo l'ora di ricominciare."
È così, non ci sono dubbi. Ti scopri debole, alla mercè di un mostro che ti assale senza che tu abbia le armi giuste per affrontarlo. Cadono tutte le sicurezze, il tuo corpo si trasforma mentre lo aggredisci con il veleno. E soffri per il male ma ti disperi anche perché non sai cosa succederà il giorno dopo. Avere accanto chi ti tiene la mano e ti conforta, lotta insieme a te, sostiene le tue debolezze e riesce ad essere forte per tutti e due (come è difficile stare a fianco di chi ha un cancro) è un grande aiuto.
Non credete anche voi? Io mi sono commossa per la sua grandissima forza.
Oggi, alla piccola grande donna, auguro tutto il bene del mondo. Un futuro luminoso, un cammino fatto di tanti passi decisi che l'allontanino dal buio dei mesi appena trascorsi. Come dice suo papà Lorenzo, "e non hai visto ancora niente" c'è un mondo intero da attraversare. Come vorrà!
Qualche mese fa, sul mio blog, alcuni amici commentatori hanno avanzato delle proposte/idee per nuovi post. Lory ad esempio, ha suggerito di creare un post sui personaggi di altre epoche che avremmo voluto conoscere. Ipotizziamo quindi che, grazie ad una macchina del tempo, riuscissimo a tornare indietro e ad avere la possibilità di avvicinare miti e personaggi della nostra storia/cultura passata. Chi vorremmo incontrare?
Ed ecco il mio elenco personale:
10)Francesco D'Assisi: per la sua caparbietà nel riconoscere in ogni essere vivente, la Bellezza. Gli chiederei di portarmi con sé a parlare di amore e povertà in giro per il mondo.
9)Maria Antonietta d'Austria: per la sua cecità, perché avrebbe potuto cambiare le sorti di un popolo e forse anche la sua. Per la sua dignità nell'avvicinarsi alla morte riscattando in un sol colpo tutto l'egoismo.
8)Federico II di Svevia: per la sua intelligenza e anche per l'arroganza. Per la presunzione, per il genio. E poi avrei voluto chiedergli se è vero, come ho sempre pensato, che il castello più misterioso del mondo,Castel Del Monte, lo abbia costruito solo per amore di Bianca e che l'esoterismo non c'entra nulla.
7)Elisabetta I D'Inghilterra: quasi per gli stessi motivi di Federico II. Del resto i più grandi si conoscono per la loro intelligenza e lungimiranza. Le chiederei se l'amore, quello vero e assoluto le sia mancato. Anche se immagino la risposta.
6)Jane Austen: per la sua ironia, per il suo essere così fuori tempo. Per l'emancipazione e l'autonomia di ognuna delle sue protagoniste. Troppo avanti perfino per i nostri poveri tempi moderni. Anche a lei farei la domanda sull'amore. Stavolta non riesco ad immaginare la risposta.
5)Emily Dickinson: per la sua musica interiore e per chiederle finalmente che cosa intenda davvero per Amore. Se è davvero tutto nelle "notti folli" che lei, in realtà, non ha mai vissuto. La mia poetessa preferita.
4)Leonardo da Vinci: per il genio, indiscusso e indiscutibile. E che domanda mai potrei fargli? 33, 33,33!
3)Enrico VIII: per la sua grettezza e la sua dissolutezza. Per la sua misoginia che non lasciò scampo a molte delle sue moglie. E per quello strappo al Papato che avrebbe cambiato il corso della storia religiosa mondiale. Gli chiederei se ne valeva la pena.
2)Whitney Houston. La amo, l'amerò sempre. Canterei e ballerei con lei. Con i nostri capelli ricci così simili e il sorriso sulle labbra. La felicità.
1)John Lennon: credo non serva nemmeno chiedermi perché, se mi conoscete appena appena. Gli chiederei di cantarmi la sua (mia) canzone preferita, sottovoce, assieme a me. Anche qui, la felicità.
"La violenza sulle donne è universale e antica quanto la civiltà stessa. Quando si parla di diritti umani in pratica si sta parlando dei diritti degli uomini. Se un uomo viene malmenato e privato della sua libertà, è tortura. Se è una donna a subire le stese cose si parla di violenza domestica e in gran parte del mondo la si considera ancora una questione privata. Ci sono paesi in cui l'omicidio di una donna o di una bambina per una questione d'onore non viene nemmeno denunciato. Le Nazioni Unite stimano che cinquemila donne e bambine vengono uccise ogni anno per preservare l'onore di un uomo o di una famiglia nel vicino Oriente e in Asia meridionale."
SINOSSI:
Partendo dalla sua infanzia e dalla prima donna che ha influenzato la sua vita ovvero sua madre Panchina, l'autrice ripercorre il suo passato fino al presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. Il maschilismo imperante da cui era circondata l'ha portata poi a schierarsi sempre con i più deboli, gli emarginati e le donne che stanno combattendo una battaglia per l'emancipazione ancora in corso.
E nella narrazione parla di lei, della sua affermazione professionale, della sua vita sentimentale. Dei suoi dolori, della morte di sua figlia Paula che l'ha poi portata a creare la sua fondazione: ISABELALLENDE.ORG
CONSIDERAZIONI
Ho sempre trovato coinvolgenti i suoi scritti, capaci di farti tuffare nella vita dei suoi protagonisti anche se non sai nuotare. Stavolta parla di lei, o meglio, utilizza la sua vita per parlarci delle donne, di quello che conta per noi e di quanto ancora ci tocca combattere per arrivare ad essere alla pari con gli uomini in questa società ancora troppo ammantata di patriarcato. Ci parla di uguaglianza, ma non come termine della lotta per poi adattarsi al gioco folle dell'uomo che sta distruggendo il pianeta. Ma come rigenerazione, rivoluzione, cambiamento. Raccontando il suo mondo, i pregiudizi subiti e la bellezza di alcune donne che ha avuto la fortuna di incontrare nel suo lungo cammino di vita, ci spiega come, partendo da noi, dall'universo femminile unico in grado di procreare, possiamo mettere il punto sul mondo così com'è, destinato ad una fine drammatica e rinascere. Sostenibile, equilibrato, rispettoso, inclusivo e egualitario. Non è un'utopia, dobbiamo cominciare a crederci. Partendo da noi.
E la domanda è: saremo in grado di affrontare il cambiamento? Fare fronte comune è fondamentale. Ma le donne sono così unite? Sapranno comprendere che senza unità non c'è vittoria?
Ho pensato che un semplice commento non fosse sufficiente perché la questione è importante visto la rilevanza del suo blog nella nostra "piccola" comunità. Allora ho scritto un vero e proprio post, su cui eventualmente tutti potranno intervenire nei commenti per esprimere la propria opinione a riguardo. Questo è quanto gli ho scritto ieri a riguardo.
"Caro Moz, ti seguo da molti anni, dal 2014 se non mi sbaglio. E mai fino ad oggi, avevo letto un tuo post in cui alcune cose mi sono sembrate sospese, non chiare del tutto. Almeno questa è la mia impressione. Qua e là, nei giorni scorsi, avevo letto brevi commenti in cui preannunciavi la decisione. Avrei potuto scriverti in privato e chiederti spiegazioni, ma ho voluto aspettare il post.
Il primo punto è legittimo: ci sta che uno si stanchi di bloggare perché non prova più gioia o divertimento. Nei nostri angoli è fondamentale. Se manca la spinta, il divertimento, il piacere di stare insieme, non ha più senso nulla, tanto meno avere un blog. Se tu fossi rimasto su questo punto non avrei potuto fare a meno di dirti che facevi bene, era un tuo diritto. Ma hai continuato. Nel minestrone ci sono finiti haters (che abbiamo sempre avuto modo di limitare e circoscrivere e al peggio siamo riusciti a far fuori anche in modo drastico), "codardi (?) disturbatori, quelli che si trincerano, quelli che cambiano di colpo atteggiamento nei confronti del mondo." E alcune dinamiche da blog.
Ma questo è il mondo blogger, lo conosci bene, ci stai dentro da anni, sei sempre riuscito a dire la tua, a volte ad estraniarti quando non volevi prendere posizione, ad essere diretto con alcuni e a lasciar perdere con altri. Cosa è successo davvero per cui ora e solo ora non ti sta più bene? La mia prima perplessità.
Hai proseguito sottolineando il caso di chi arriva da te spesso solo per far presenza e sperando in un commento di rimando, il famigerato "do ut des", di cui altre volte abbiamo parlato insieme e su cui sei sempre stato radicale, a volte anche intervenendo sul tuo blog e rimettendo a posto il personaggio in questione. Ma sono una minoranza e tu lo sai benissimo. La maggior parte di chi ci segue lo fa per vero interesse, legge gli articoli, commenta a proposito e se non trova interessante quello che legge, passa oltre. Lo fai tu, lo faccio io, lo facciamo tutti. Perché non continuare allora?
Ti danno fastidio i brevi commentini in cui passano a salutarti con un semplice ciao senza aggiungere nulla di specifico o che non c'entrano niente col post? Sicuramente svilisce il lavoro fatto ma succede a tutti quelli che hanno blog con rubriche settoriali e tu nei hai moltissime! I cretini sono ovunque, mica possono condizionarci! Nella rete tutto questo è comune e pensa che invece a me, come ad altri, alcune cose fanno piacere. E ti dirò di più: io provo invece fastidio nei confronti di chi usa il mio blog solo per far sfoggio di competenza senza mai avvicinarsi a me, al mio sentire. Quando mi accorgo di queste dinamiche sono io che tronco di netto. E trovo gradevole quando passano per farmi gli auguri di compleanno, di Buon Natale o altro. È pensiero gentile che va oltre lo schermo che arriva alla persona e non la vedo come una formalità, ma un modo per dirmi guarda io ci sono anche se ci si legge di meno.
Ed ecco le mie considerazioni.
Tu vuoi rendere il tuo blog sempre più analitico e specifico. Hai già iniziato da tempo il processo. Vuoi stare alla larga delle dinamiche blogger che ormai ti infastidiscono con la loro deriva trash. Vuoi insomma sentirti libero di fare e frequentare chi ti pare. Va bene, ci sta. Ma allora bastava dire questo, non accennare al fatto che la blogsfera è cambiata. Quasi come se tu volessi dare addio a determinate persone e blog ma senza avere abbastanza coraggio per farlo direttamente.
La blogsfera è cambiata nella misura in cui siamo cambiati noi. Siamo grandi. Non si resta "cazzoni" per sempre.
Ma si può continuare a condividere tanto e bene. Che poi la rete è vastissima. Nella blogsfera che frequento, ci sto bene. Leggo con attenzione e interesse tutti i blog che seguo, mi confronto e mi arricchisco. E penso, senza timore di passare come presuntuosa, che anche chi mi legge e si confronta con me trovi il mio blog interessante e arricchente. C'è scambio, condivisione, correttezza e rispetto. I luoghi che non mi piacciono li ho cancellati. Ne sto alla larga. E non mi lascio trasportare da dinamiche spiacevoli. Questo mi rende orgogliosa della mia casa, luogo pacifico e positivo. Quello che volevo, fin dal primo giorno."
Miki mi ha risposto che era una decisione maturata da tempo ed un percorso già iniziato da mesi. Il post voleva fare chiarezza mettendo nero su bianco quanto deciso, in modo che non ci fossero fraintendimenti con nessuno di noi. Io mi sento di dire che, probabilmente, visto la sua presenza quasi onnipresente su moltissimi blog, ci sia anche una certa "stanchezza" all'origine di tutto.
E voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con l'idea che ha Moz della blogsfera odierna? Determinante al punto tale da fargli decidere di darci un taglio col blogging? È la scelta giusta?
Sicuramente è legittima, ma non avete la sensazione che il suo essere meno presente in rete sia quasi come censire la fine di un'epoca?
Warsaw Shire è una poeta di origine somala, nata in Kenia e figlia di rifugiati. È poeta, scrittore, editore e insegnante d'inglese e vive nel Regno Unito dall'età di un anno. Ha vinto il prestigioso premio "Young Poete Laureat" all'età di 25 anni. Nell'ultimo album di Beyonce "Lemonade" ha dato voce, con le sue parole, a figure di donne emarginate, che vivono in contesti londinesi a noi sconosciuti. E molto lontano da quello che noi immaginiamo. Non ama l'occidente a cui sente di non appartenere e allo stesso tempo teme lo stesso desiderio che ha di fuggire nuovamente. Così come contesta lo sguardo e il giudizio feroce di chi, osservandola, vede in lei qualcuno da ghettizzare e da rifiutare senza mai avere voluto approfondire le ragioni di chi si mette in viaggio e si allontana dal suo paese. Come sempre il pregiudizio uccide più di un'arma. Oltre ad aizzare l'odio tra gli uomini.
Io sono una persona tenace. Sotto l'aspetto gentile e cortese e il sorriso con il quale vi accolgo in casa mia, celo un'anima diretta e decisa. Di solito scelgo velocemente, individuo d'istinto cosa e chi mi piace o meno e non mi sbaglio mai. Vabbè, quasi mai😎Ma come tutti noi ho i miei difetti. Alcuni piccolini, altri un po' più considerevoli😇
E soffro di dipendenze di vario genere😛
Grazie al carattere che mi ritrovo sono riuscita a rinunciare al fumo. Ebbene sì, sono stata una fumatrice. Accanita. Per qualche anno, dalla fine dell'adolescenza fino alla giovinezza conclamata, ho fumato. Parecchio.
Come ho smesso? Grazie al mio carattere di ferro. Dal giorno alla notte. Solo così si riesce e lo dico per esperienza. Che se provi a diminuire un po' alla volta, basta niente per tornare ai ritmi precedenti.Invece io ho detto basta. Ho smesso due dozzine di anni fa e non ho più ripreso. Un gran bel risultato mi dicono alcuni, spalancando gli occhi quando apprendono la notizia.
Ma ci sono altri piccoli vizi che non riesco a perdere.
Mangiare cioccolata, Nutella, in particolare. Per fortuna, ho degli attacchi solitari, brevi e diluiti nel tempo. Altrimenti chissà in che condizioni avrei il fegato.
Patatine fritte e junk food. In questi mesi di dura rinuncia e smartworking ho evitato i fast food. Uno in particolare è ubicato di fronte al mio studio: si chiama Hamerica's. Fa degli ottimi hamburger e non vi dico le patatine. Mi mancano da morire.
Soffro di acquisto compulsivo di libri. Quando entro in libreria, non esco mai a mani vuote. E poi mi godo la bella fila di libri nuovi da leggere sul tavolino della sala, con gli occhi splendenti di felicità.
Comprare borse. Non ridete, durante l'ultimo trasloco, mia cugina, che mi ha aiutato a preparare le scatole, ha contato circa 150 borse, mentre le metteva via. Pensate che sono passati sei anni e sicuramente abbiamo abbonamento superato le 200 unità.
Leggendo in giro ho scoperto che ci sono alcune dipendenze assurde come mangiare rotoli di carta igienica o sniffare l'odore delle gomme da masticare. C'è chi ingerisce cucchiai di benzina ogni giorno oppure mangia sapone.
Non penso che tra di voi ci sia qualcuno arrivato a tali vette. Ma sicuramente ci sarà qualcosa che vi piace al punto tale da non riuscire a farne a meno. Oppure siete stati bravi quanto me e siete riusciti a superarle. Che non è mai facile. E inoltre volevo ripartire da un post leggero per " aprire" il nuovo anno. Spero vi faccia piacere.
Come qualcuno di voi sa già, perché frequenta il mio profilo INSTAGRAM, scatto istanti e luoghi. Momenti, scorci, posti che amo.
Ora più che mai, mi manca il girovagare in Italia o in giro per il mondo. Condivido la passione per i viaggi con mio marito. In questi trent'anni di vita assieme abbiamo visitato posti affascinanti, oggettivamente belli , anacronistici e fuori dal tempo. Vissuti e abusati, pieni di luce e di ombre.
Alcuni visti più e più volte, i nostri luoghi del cuore.
Non è necessario riempire il post di parole, ma di immagini sì. E se vorrete, se vi piace l'idea, attendo anche i vostri. Far girare questa idea mi piace. E mi piacerebbe vedere le vostre foto.
Ma non è che bisogna parlare di posti fighi.
Può essere l'angolo dietro casa vostra, il parco preferito, il mare di fronte le vostre finestre. I luoghi del cuore parlano di sentimenti e di emozioni. Sono nostri e non lo sono. Appartengono a tutti eppure ne rivendichiamo la genitorialità. Ci aprono mente e cuore. Ci riappacificano con il resto del mondo. Regolano il nostro orologio sul minuto perfetto.
Sono storia, la nostra. Racconto qualcosa di me e spero di riconoscermi in qualcosa di vostro.
TRE CIME DI LAVAREDO - MARIELLAESSECI
SAN QUIRICO D'ORCIA - MARIELLESSECI
SAN GIMIGNANO - MARIELLAESSECI
MATERA - MARIELLAESSECI
TRIESTE . MARIELLAESSECI
ROMA AL TRAMONTO - MARIELLAESSECI
FIRENZE - MARIELLAESSECI
CASTEL DEL MONTE - MARIELLAESSECI
ASSISI - MARIELLAESSECI
BENEVENTO ARCO DI TRAIANO - MARIELLAESSECI
L'ultima foto, quella che chiude il cerchio, è casa. Il mio cuore ci torna sempre. Per quanto io sia girovaga e viva bene altrove, solo dove è la mia famiglia, dove sono le mie radici, è il luogo perfetto. Il luogo giusto per me.
Quando George Michael se ne è andato, il giorno di Natale di quattro anni fa, mai avrebbe immaginato che LAST CHRISTMAS(ne ho parlato qui) il suo singolo più venduto al mondo che allora non aveva raggiunto il primo posto nelle classifiche del Regno Unito, ci sarebbe arrivato a trentasei anni di distanza dalla sua uscita. Forte dei 9 milioni e passa di visualizzazioni del suo video, durante tutto il periodo del Natale appena trascorso. Che poi dovesse chiamarsi Last Easter ed uscire a Pasqua è tutta un'altra storia... Avrebbe avuto lo stesso successo? Non lo sapremo mai.
Nel dicembre del 1984 fu battuto da un altro classico natalizio: Do They Know It's Christmas? il progetto globale voluto da Bob Geldof in favore dell'Africa a cui aveva partecipato assieme a Andrew Ridgeley quando erano gli Wham!.
Ridgeley racconta che la canzone fu composta in meno di un'ora nella soffitta della casa di famiglia di George. Una magia nata dal genio incontrastato dell'artista di origine greca che mai sarà dimenticato grazie agli innumerevoli capolavori realizzati. E che resterà nel cuore di tutti gli uomini e le donne di "buona volontà" che sono cresciuti assieme ai suoi pezzi meravigliosi. Ma che ne vogliono capire mai i "ggiovaniii" di adesso...
Per celebrare la vetta della classifica vi regalo una selezione di interpretazioni musicali del brano, alcune insospettabili😎
TAYLOR SWIFT
EMILIA CLARKE
ARIANA GRANDE
MILEY CYRUS
ROMINA POWER
COLDPLAY
IVANA SPAGNA
DALIDA
MINA
CAROLE KING: LA MIA VERSIONE PREFERITA
Ne ho tralasciate tantissime dai Good Charlotte agli Alcazar. Ma aspetto anche le vostre segnalazioni💪
Per chi non lo sapesse, ho una vera e propria venerazione per la Julia più famosa del mondo a cui devo fiumi di lacrime versati ad ogni scena topica dei suoi tanti film. Ma mi ha regalato anche tantissima allegria, che credete.Ad ogni nuova uscita cinematografica degli ultimi trenta e passa anni (shhh) mi ha sempre trovato pronta ad accogliere entusiasticamente ogni prova di attrice a cui, do sempre il massimo del punteggio ,qualunque sia il film anche la schifezza più assoluta e ce sono state eh...
Ma la amo, a me basta che sorrida o che corrucci la fronte sulla quale spuntano le due vene più iconiche che ci siano e mi sciolgo pensando che, se fossi stata un uomo non ci sarebbe stata altra donna all'infuori di lei.Che sia chiaro, Audrey Hepburn resta lo scalino più alto ma da lassù, sono sicura che mi approverebbe...Ho la collezione semi completa dei suoi film e durante le vacanze natalizie, tempo disponibile permettendo, mi ci tuffo. Potevo non parlarvene con la prolissità che mi contraddistingue? Figuriamoci... ecche qua😎
Il primo in assoluto è Mistyc Pizza (1988). Come ogni altro suo film l'ho visto almeno una decina di volte ma la scena che in assoluto amo di più è quella della partita a biliardo dove uno stranito Rob Love deve capitolare a causa della bravura della mia eroina. Qui la versione originale con la colonna sonora anni '80...
E cominciamo con le lacrime. Eccola in Fiori d'acciaio (1989) nel (Steel magnolias) con una strepitosa Sally Field al suo fianco mentre è in piena crisi epilettica:
Arriva la consacrazione e il successo mondiale. Pretty Woman (1990). Una delle scene preferite, e ne ho già parlato, è lo shopping in Rodeo Drive. Agevolo video con The Best:
Poi arriva il film che affronta il tema della violenza domestica. A letto con il nemico (1991). Quanta rabbia guardandolo, così vero, così attuale. La scena delle tovagliette da bagno allineate perfettamente mi ha costretto (in casa mia) a lasciarle sempre un po' storte:
E poi, c'è Scelta d'amore (1991) La storia di Hilary e Victor, accompagnata dalla strepitosa colonna sonora mi fece versare fiumi di lacrime, innamorare di San Francisco e acquisire consapevolezza che l'amore, quello per sempre, esiste, fatevene una ragione. Tutti.
Dopo qualche punta bassa e film non proprio di grande successo, sebbene salverei Hook e Mary Reilly, arriva un nuovo grande successo: Il matrimonio del mio migliore amico (1997). Qui le scene divertenti sono tante. Tra le mie preferite quella del karaoke di Cameron Diaz e quella delle botte tra Julia e Cameron nel bagno delle donne. Ma il racconto surreale del primo incontro mai avvenuto tra Julia e Rupert Everett con il sottofondo di I Say a little prayer, penso sia la vetta più "alta" del film😉
Arriva il 1999 e scoppia il successo planetario di Notting Hill. Ogni passo, ogni luogo, ogni battuta del film sono diventati icona. Tutte le ragazze di quel tempo hanno voluto quei jeans, le havaians, le collanine di Tiffany. Chi è potuto andare a Londra, ha passeggiato per i giardini segreti nei palazzi privati, ha cercato e trovato la sua panchina preferita, visitato il mercatino dell'antiquariato del quartiere e cercato la libreria di Hugh Grant come il portone azzurro. E chi non ha potuto, ha rivisto per centinaia di volte il film. E tutti hanno imparato a memoria la più bella dichiarazione d'amore che "una semplice ragazza" fece al bibliotecario più sexy dell'epoca anche se è improbabile che la maggior parte di noi si potesse permettere di regalargli uno Chagall come dono d'addio. Nel frattempo mi innamoravo di Londra per sempre.
Poi arrivano, Se Scappi ti sposo (1999) e Erin Brockovich (2000) con il quale vince il suo unico (per ora) Oscar. Successivamente altri film da grandi budget ma da minor successo nei quali brilla sempre come una stella. Lei e il suo sorriso che viene celebrato al suo massimo splendore in Mona Lisa smile (2003). La bella, intelligente e coraggiosa insegnante d'arte nel collegio femminile per sole fanciulle nell'America degli anni '50, inferte un altro colpo quasi mortale ai suoi estimatori. La scena più bella, a mio parere, è quella finale, le sue ragazze che in bicicletta l'accompagnano sul viale mentre va via in taxi.
Negli anni successivi miete meno successi di quanto meriti, fa film dimenticabili, come Mangia, prega, ama (2010) e piccoli capolavori come L'amore all'improvviso al fianco di Tom Hanks (2011). Fino a quando ci regala la sua prestazione migliore degli ultimi anni: I segreti di Osage County. Il film è tratto da una piecè teatrale di grande successo e vincitrice di un premio Pulitzer. Ci dona la possibilità di veder recitare per la prima volta insieme due grandi star dello schermo, Meryl Streep e lei, nelle vesti di madre e figlia. Le scene memorabili sono diverse una tra le più cariche del talento delle due star è quella della figlia preferita:
L'ultimo dei miei preferiti in ordine di tempo è Wonder. (2017). L'ho visto al cinema da sola (adoro andare al cinema da sola) nel pomeriggio di una giornata gelida di gennaio. Un film illuminante e illuminato. Anche se è stato massacrato dalla critica io l'ho amato. Vorrei che quella famiglia fosse tutte le famiglie. Se riuscissimo a far nostro questo insegnamento, probabile che riusciremmo anche ad andare oltre la parola "diverso". Comprendendo che lo siamo tutti, siamo tutti speciali. Che dite?
È un post parecchio lungo, lo so. Ma che avete da fare oggi, la domenica dopo Capodanno? Spero solo di non avervi annoiato😜. JR ha recitato in così tanti film che sembra abbia iniziato in fasce e ne ho dovuti tralasciare molti😎 Magari sono altri che non ho citato i vostri preferiti. Oppure proprio non la sopportate. Chissà... forse vi ho fatto venire voglia di rivedere un suo film... qualunque cosa sia venite a dirmelo nei commenti, vi aspetto. Però andateci piano con gli insulti!!!
Miguel Gane è un giovane poeta rumeno nato nel 1993 che dall'età di nove anni vive in Spagna. Apprezzato e conosciuto sui social scrive in spagnolo "in punta di penna". L'ho scoperto leggendo l'ultimo romanzo di Isabel Allende, Donne dell'anima mia, che in realtà è un saggio che tutte dovremmo leggere. La poesia che posto oggi è un inno alla donna, alla guerriera che c'è in ognuna di noi. Volevo cominciare il nuovo anno dedicandolo alle donne. A noi esseri speciali che dobbiamo avere cura di noi stesse prima di chiunque altro. Solo in questo modo troveremo la strada per cambiare il mondo.