20 febbraio 2022

[L'INCIPIT DELLA DOMENICA] La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone


La tentazione di essere felici - Longanesi Editore - 2015


 Cesare Annunziata

Il ticchettio della sveglia è il solo rumore a tenermi compagnia. A quest'ora la gente dorme. Si dice che le prime ore del mattino siano il momento migliore per il sonno, il cervello è in fase Rem, quella in cui si sogna, il respiro diventa irregolare e gli occhi si muovono rapidamente da una parte all'altra. Uno spettacolo tutt'altro che divertente, insomma, come trovarsi di fronte ad un indemoniato. Io non sogno mai. Almeno, non ho particolari ricordi. Forse perché dormo poco e mi sveglio presto. O perché bevo troppo. O solo perché sono vecchio e da vecchi i sogni si esauriscono. Il cervello ha avuto una vita per elaborare le fantasie più strambe, è normale che con il tempo inizi a perdere l'estro. La vena creativa ha un picco durante l'esistenza di ognuno, poi, ad un certo punto, arriva inesorabile la discesa, e alla fine dei tuoi giorni non sei neanche più in grado di immaginare una scena di sesso. 


Lorenzo Marone è nato a Napoli nel 1974. Dopo la laurea in giurisprudenza e qualche anno da avvocato, ha deciso di dedicarsi alla scrittura.  L'ho conosciuto con questo libro, premio Stresa 2015. tra le sue pubblicazioni:

La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Premio Città di Como 2016, dal quale è liberamente tratto l’omonimo film; Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), 8 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017; Un ragazzo normale (Feltrinelli 2018), Premio Giancarlo Siani; la raccolta Cara Napoli (Feltrinelli, 2018), due edizioni; Tutto sarà perfetto (Feltrinelli 2019); La donna degli alberi (Feltrinelli 2020), Premio Prata. Per Einaudi nel 2020 ha pubblicato il saggio" Inventario di un cuore in allarme", e nel 2021 il racconto "Il bosco di là" all’interno della collana “Il bosco degli scrittori” di Aboca Edizioni.

Grazie, infinitamente grazie, Lorenzo. Ci stai regalando pagine e pagine bellissime. Personaggi indimenticabili. Ho avuto la fortuna di conoscerti e di intervistarti. Sei un uomo generoso e gentile oltre ad essere un ottimo scrittore e sono davvero contenta ogni volta che, come oggi, ho l'occasione di poter parlare di te sul mio blog, in attesa della prossima presentazione.


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16 commenti:

  1. ..però non sono d'accordo sul "combattere" per essere felice. Punti di vista ovviamente.. ;)

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    1. Quindi se la felicità arriva va bene, altrimenti non vale la pena di lottare?

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    2. Non la intendevo così arida. Si combatte contro il male, il destino avverso, le discese a rotta di collo, gli equilibri spezzati, le brutte cose. Si è felici con un nulla invece, non combatto per un sorriso, per un tramonto, per un viaggio incredibile. Nel senso che non ne ho bisogno di farmi in quattro. Combatto contro una lacrima, un dolore, una perdita da somatizzare, un'incomprensione. Non le subisco passivamente. La felicità no, sboccia spontanea, devo saper coglierla, certo, ma è contro il passo indietro che si combatte. Quello in avanti, di passo, è leggerezza e buon senso.
      Ma, ripeto, ogni punto di vista è valido, e saperlo distinguere è anch'esso un pezzetto di felicità.
      Buona domenica!

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    3. Sai, io ho combattuto per un sorriso. Quando non avevo più la forza di fare nulla. E c'è chi ha combattuto con me, per tornare a vivere. Per cui non condivido l'idea che non si possa combattere per le cose belle. A volte è necessario. Come per le cose meno belle. Insomma non metto sullo stesso piano un tramonto, che non dipende da noi e che non possiamo fare a meno di apprezzare nella sua incommensurabile bellezza che ci dona felicità, e un sorriso per il quale a volte vale la pena davvero di lottare.
      Punti di vista, certo. Ma conta anche l'esperienza di vita che ci portiamo addosso.
      Buona domenica a te.

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  2. Ne ho sentito parlare ma non ho ancora letto niente di lui. Ti ringrazio di averlo presentato, ho trovato molto interessante l’intervista che mi ha offerto un punto di vista più ampio dell’autore. Devo avvicinarmi alla sua opera perché merita, senza alcun ombra di dubbio. Buona domenica, Mariella.

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    1. Allora credo di averti dato l'input giusto per cominciare e leggerlo;)
      L'intervista è stato un grande regalo che Lorenzo mi ha fatto. Persona unica e speciale.
      Un abbraccio e buona domenica a te.

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  3. Mi è piaciuta..
    ma ogni tanto un po di sano ottimismo sparso a casaccio ..nooo?
    Un risata per ridere ..e basta!

    .scusa ma son affetta da un patologico ottimismo ..che anche nei miei momenti più bui e tosti ..e ce ne sono ..vedo lo spiraglio di LUCE!
    serenità

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    1. Ma è un libro divertente, non è un romanzo opaco e triste.
      E ci mancherebbe altro, bisogna sorridere e ridere più spesso che si può!

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    2. Io l'avevo visto come un rimpianto ..di qualche cosa non c'è più..magari poi prosegue in salita
      ...verso la vita ..che qualche volta è:deludente. affascinante.misteriosa.miserabile...insomma vita meravigliosa!

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    3. Nel libro si parte dal cinismo per arrivare all'accoglienza. È un percorso che regala cslore e luce. Un abbraccio Tissi!

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  4. Incipit decisamente condivisibile per quanto mi riguarda. Ma spero sempre che la vita mi smentisca ;-)

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    1. C'è una grande ironia nella presentazione che il protagonista del romanzo, Cesare Annunziata, fa di sé.
      La vita non smette mai di smentirci.
      Buona domenica!

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  5. Un autore che non conoscevo, brava Mary!

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  6. Marone,un autore che non conosco.Grazie per la presentazione.Ciao

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)